| UNA POLITICA COMUNE PER L'ENERGIA |
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| Un risultato blando, ma che per il momento soddisfa tutti. Il Consiglio Europeo di Primavera ha posto le basi per una politica energetica comune, tra accuse incrociate di protezionismo. In questo speciale, Sergio Nava riporta le conclusioni del vertice e -proprio sul tema energetico- intervista il Commissario Europeo titolare del portafoglio, il lettone Andris Piebalgs. |
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| +++ 4/4/2006: BRUXELLES ALL' ATTACCO SULL' ENERGIA +++ |
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| LE CONCLUSIONI DEL CONSIGLIO EUROPEO | |||||||||||||
| INTERVISTA AD ANDRIS PIEBALGS L'8 marzo 2006 la Commissione Europea ha presentato il proprio primo Libro Verde sulla politica energetica europea. PIEBALGS: Credo che il Libro Verde indichi le misure necessarie a creare un mercato interno integrato, ma queste misure devono essere applicate. Il libro verde è un punto di partenza: sono fiducioso che il Consiglio Europeo e l'Europarlamento concorderanno con noi. NAVA: Un punto fondamentale del vostro documento è la sicurezza delle forniture. Problema emerso con la crisi russa-ucraina di gennaio: come evitare una ripetizione della crisi? Io penso che il Libro Verde possa favorire le relazioni energetiche con la Russia. Penso che i nostri rapporti potranno essere chiariti in relazione alla sicurezza degli approvvigionamenti, dopo l'ultima crisi. Ma per ricostruire questi rapporti occorrono chiare condizioni di investimento a monte, oltre che nelle condizioni di trasporto del gas. L'Europa deve anche puntare a nuove misure di rafforzamento della sicurezza interna negli approvvigionamenti, per esempio degli stock di gas e petrolio. La dipendenza energetica dell'Europa è un grosso problema, che rischia di crescere nel prossimo futuro. Come evitare un aggravamento della situazione? Ci sono almeno tre direzioni: l'uso delle fonti rinnovabili, lavorare molto sull'efficienza energetica, infine investire realmente nelle infrastrutture necessarie, all'interno e all'esterno dell'Unione. Qual è il mix energetico ideale per l'Europa, secondo la Commissione? Penso che il petrolio sia una parte importante del mix energetico. Ma non dobbiamo bruciarlo per produrre energia o riscaldamento. Per il trasporto dovremmo cercare di rimpiazzarlo -anche in piccole parti- con altre fonti. Il gas è importante per generare energia, io direi che un 20% di gas è necessario. Il carbone può anche essere una buona fonte, se utilizzato nelle sue forme di energia pulita. Infine sul nucleare, dipende tutto dal Paese in questione. In Francia -ad esempio- c'è un'accettazione pubblica del nucleare, ci sono alti standard di sicurezza. Credo fermamente però in un forte uso anche delle fonti rinnovabili. Sull'energia spira un vento protezionista in Europa? La Commissione Europea continuerà a condannare ogni tipo di nazionalismo nel mercato unico. Allo stesso tempo, ciascun caso concreto dovrà essere analizzato sulla base della legislazione sulla concorrenza. Politicamente diciamo "no" a ogni protezionismo. Io penso che al momento non ci sia un protezionismo in Europa, penso piuttosto che esista un "sentimento" protezionista. Tutti sono d'accordo nel chiedere un mercato interno, ma non c'è abbastanza volontà di aprire i mercati di interconnessione. La sfida maggiore è costituire un commercio transfrontaliero dell'energia. Milano, 9/3/2006 |
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| Il Commissario Europeo all''Energia Andris Piebalgs | |||||||||||||