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30/11
/2004 Un sì all'avvio dei negoziati di adesione della Turchia all'Unione Europea, ma senza alcuna garanzia di ingresso alla fine delle trattative. Sarebbe questo -in base a una prima bozza di conclusioni che circola a Bruxelles- l'orientamento dell'Europa in vista del vertice del 16 e 17 dicembre, nel corso del quale i leader dell'Unione dovranno prendere una decisione in merito a questo ulteriore allargamento. Parafrasando le raccomandazioni espresse lo scorso ottobre dalla Commissione, i 25 Stati membri dell'Unione Europea si avviano a intavolare negoziati di adesione con la Turchia, ma a condizioni rigide. La bozza che circola in vista della prossima riunione degli ambasciatori permanenti a Bruxelles lascia intravedere il sì all'ingresso turco, sulla base dei "progressi decisivi sulla strada delle riforme", ma parla esplicitamente di un processo di adesione aperto, il cui esito non può essere garantito a priori. Tra le altre condizioni menzionate nel documento, l'obbligo di riconoscimento della Repubblica Cipriota da parte di Ankara, insieme all'introduzione di una possibile clausola di salvaguardia, che bloccherebbe in modo permanente la liberca circolazione dei lavoratori turchi. Condizioni difficili da digerire per Ankara, che ha già preannunciato il riconoscimento di Cipro solo dopo aver ottenuto una data per l'avvio dei negoziati. In ogni caso, secondo la bozza, un ingresso turco è da escludere prima del 2014. La questione è destinata ad animare il dibattito politico nell'Unione, in vista del decisivo Consiglio Europeo di metà dicembre. 25/11 /2004 In Europa la proposta di riforma del patto di stabilità trova aperture ma anche condanne nette. E' il caso del presidente della Commissione Europea Josè Barroso, che ieri ha posto precisi paletti a una ridiscussione del patto. Una revisione fondamentale del Patto non è utile: Josè Barroso sceglie il giorno della prima riunione della nuova Commissione Europea per lanciare un avvertimento ai Governi dei Paesi membri. Per Barroso una revisione profonda del patto può minare la sua credibilità: tuttavia, il presidente della Commissione si è detto pronto a lavorare con gli Stati per garantire la necessaria flessibilità nel rispetto dei principi base. Una proposta in questo senso -lo ricordiamo- è stata avanzata lo scorso settembre dal Commissario Joaquin Almunia. "Bassi tassi di interesse e un euro credibile sono necessari alla crescita", ha concluso Barroso. Intanto la presidenza olandese dell'Unione ha detto sì a un inserimento del dibattito sul patto nell'agenda del prossimo Consiglio Europeo di primavera, tradizionalmente riservato ai temi economici. Anche il Lussemburgo, prossimo presidente, sarebbe d'accordo. Sul tema è intervenuto ieri anche il nuovo Commissario italiano Franco Frattini, che ha invitato a porre l'accento sulla qualità della spesa e dell'investimento, concentrandosi sulla competitività europea. 24/11 /2004 Sul fronte europeo, la lettera del premier Berlusconi ha alimentato il dibattito sulla riforma del patto di stabilità, aperto lo scorso settembre. Fonti della presidenza olandese hanno annunciato che il tema sarà in agenda a marzo, mentre oggi è arrivata una chiara presa di posizione da parte della Commissione Europea. "Una revisione dei principi del patto di stabilità e crescita non è utile". Josè Barroso fissa i paletti della nuova Commissione Europea sulla strada della riforma del patto, all'indomani della lettera spedita dal premier Berlusconi all'omologo olandese Balkenende. "La Commissione è contraria a una riforma fondamentale del patto, perché questo ne indebolirebbe la credibilità", ha affermato Barroso, secondo il quale, per rafforzare questa credibilità occorrono tassi di interesse adeguati e un euro a sua volta credibile". Il neopresidente della Commissione, che oggi per la prima volta ha riunito i suoi 24 colleghi, si è detto comunque disponibile a lavorare con gli Stati membri per avere la necessaria flessibilità nel rispetto dei grandi principi. La posizione di Barroso rispecchia quella di una Commissione guardiana dei Trattati. Per l'Italia i segnali positivi giungono dall'Aja, dove la presidenza olandese dell'Unione ha concordato con la proposta del nostro Governo di inserire la discussione sul patto nell'agenda del vertice di marzo. Anche il Lussemburgo, prossimo presidente di turno, ha dato il suo benestare. |
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