NEWS OF THE DAY
2/2 /2005

Il programma di stabilità italiano non fornisce un margine di sicurezza sufficiente per evitare lo sfondamento dei parametri di Maastricht tra il 2005 e il 2006. La Commissione Europea, che oggi ha esaminato i programmi di stabilità di sei Paesi, torna a criticare i conti pubblici italiani, ma non risparmia bacchettate anche a Francia e Germania.

Preoccupano i conti pubblici delle maggiori economie europee: a Bruxelles sono nuovamente suonate le sirene di allarme per il deterioramento nei bilanci di Francia, Germania e Italia. Le ipotesi di riduzione del deficit del nostro Paese, secondo Bruxelles, sono basate su ipotesi di crescita ottimistiche, con l'aggravante di un possibile impatto sui conti dei tagli fiscali varati dal Governo. Così, per evitare il rischio di sforamento del 3% nel rapporto deficit/Pil nel 2005 e 2006, scrive Bruxelles, l'Italia dovrà prendere ''misure aggiuntive di bilancio''. Critiche anche sul processo di riduzione del debito, considerato troppo lento. Su Francia e Germania, che puntano a riportare il deficit sotto il 3% già da quest'anno, la Commissione mantiene alta la guardia: i loro bilanci restano vulnerabili, ma Bruxelles annota con soddisfazione le riforme strutturali portate avanti da Berlino e gli impegni presi da Parigi. Via libera invece ai programmi di Irlanda e Finlandia, positivo il giudizio sulla riduzione del debito belga. Le raccomandazioni della Commissione saranno esaminate nel vertice Ecofin di metà febbraio.

Ci sono le prime reazioni ai giudizi della Commissione: secondo fonti del Ministero dell'Economia, il rischio di superamento del 3% nel rapporto deficit-pil puo' esserci ''se ci sono variazioni del ciclo''. E comunque -viene ribadito dal Tesoro- l' Italia ''si impegna a rispettare il tetto del 3%''.

2/2 /2005

Nuovo avvertimento della Commissione Europea ai tre big dell'economia europea: Italia, Francia e Germania devono ulteriormente proseguire il risanamento delle finanze se voglionmo centrare i parametri di Maastricht.


Nessun early warning, ma una nuova bacchettata sui conti pubblici delle principali economie europee è giunto questa mattina da Bruxelles, dove il Commissario Joaquin Almunia ha presentato una valutazione dei programmi di stabilità di sei Paesi. L'Italia ha ricevuto il giudizio più negativo: per il nostro Paese le misure di bilancio ''non garantiscono un margine sufficiente contro il rischio di superare la soglia del 3% nel rapporto deficit-Pil'', dice Bruxelles, secondo cui gli obiettivi di bilancio poggiano su previsioni macroeconomiche ''piuttosto favorevoli, specialmente nel 2005''. Per questo la Commissione chiede a Roma misure aggiuntive, né risparmia una frecciata al taglio delle tasse, che potrebbe avere un effetto negativo sull'equilibrio di bilancio. La Commissione punta l'indice anche contro la ''vulnerabilita''' delle finanze pubbliche di Francia e Germania, ma dimostra di gradire le riforme strutturali portate avanti da Berlino. Via libera infine ai programmi di Finlandia e Irlanda, mentre il Belgio -a differenza dell'Italia- prosegue spedito sulla strada della riduzione dell'elevato debito.

2/2 /2005

Conti pubblici italiani all'esame oggi della Commissione Europea, che adotta i programmi di stabilità aggiornati di undici Paesi europei. E, sempre nelle prossime ore, Bruxelles presenta un progetto di revisione della Strategia di Lisbona.

A soli sei giorni dall'avvertimento lanciato attraverso la relazione annuale sui Grandi Orientamenti di Politica Economica, circa il deterioramento dei conti pubblici italiani, lo stato delle finanze del nostro Paese torna sotto la lente di ingrandimento della Commissione Europea. L'esecutivo adotterà undici programmi di stabilità, tra cui il nostro: come ha già spiegato la portavoce del Commissario Joaquin Almunia, l'Italia non rischia per ora alcun early warning, ma quasi certamente Bruxelles ribadirà il proprio giudizio preoccupato, sia sul deficit, sul filo del 3%, sia sul debito, troppo alto e in una fase estremamente lenta di riduzione. Né andrà meglio a Francia e Germania, su cui pende un monitoraggio costante, dopo la sospensione della procedura per deficit eccessivo. Intanto il presidente della Commissione José Barroso presenta oggi una proposta di revisione della Strategia di Lisbona, in grande affanno: il nuovo progetto mira a un rilancio in dieci punti, con crescita e occupazione come obiettivi prioritari. Nessuna menzione però della data del 2010 quale scadenza ultima per rendere l'economia europea la più competitiva e dinamica al mondo.
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