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| 22/3
/2005 Seria preoccupazione per le modifiche introdotte al patto di stabilità e crescita sono state espresse ieri dalla Banca Centrale Europea. Un plauso generale alla riforma è giunto invece dalle principali capitali: le nuove regole, che introducono maggiore flessibilità nell'applicazione dei criteri di bilancio, riceveranno questa sera il via libera definitivo dal Consiglio Europeo. Superato lo scoglio dell'intesa politica, raggiunta nei tempi supplementari dell'Ecofin, la riforma del patto di stabilità apre una frattura tra Governi e banche centrali. L'attacco più clamoroso all'accordo stipulato dai Ministri delle Finanze è giunto dalla Banca Centrale Europea, che ha espresso serie preoccupazioni sulle modifiche proposte: tra le righe del comunicato stampa diffuso ieri dalla Bce si legge la preoccupazione per una riforma in grado di danneggiare le politiche di bilancio e la sostenibilità delle finanze pubbliche. Ma da Francoforte giungono anche apprezzamenti per il possibile rafforzamento dell'aspetto preventivo del patto. Ancora più dura la presa di posizione della Bundesbank: la riforma proposta ''lo indebolisce in maniera decisiva'', tuonano i banchieri tedeschi. Ben diversa la posizione dei Governi europei: i pesi massimi dell'Eurozona festeggiano l'intesa. "Un buon risultato" per il cancelliere tedesco Gerhardt Schroeder, "soddisfacente" per il ministro spagnolo Pedro Solbes, "una grande novità" per il francese Thierry Breton. Questa sera la riforma del patto torna sul tavolo negoziale, per il via libera dei 25 leader dell'Unione: prima del varo definitivo occorrerà chiarire alcune questioni tecniche. 21/3 /2005 Riforma del patto di stabilità più vicina, dopo l'accordo raggiunto nella notte dai Ministri europei dell'Economia, riuniti in sede Ecofin. Da domani ne discuteranno i 25 leader europei, chiamati a ratificare l'intesa. L'accordo alla fine ha soddisfatto tutti, difensori e riformatori del patto: un piccolo capolavoro diplomatico. La sensazione però è che la validità di questa riforma potrà essere misurata solo alla prova dei fatti: "l'intesa non modifica le regole fondamentali del patto", ha dichiarato soddisfatto il presidente dell Ecofin, Juncker, emergendo da una maratona negoziale lunga 12 ore. I limiti del deficit e del debito non saranno toccati, come pure sarà rafforzato l'obbligo di mantere conti pubblici in attivo nelle fasi di crescita: tuttavia, è stata introdotta una serie di fattori rilevanti, in grado di giustificare deviazioni temporanee e contenute dai parametri prefissati. La Germania potrà vedere considerati i costi della riunificazione: tra gli altri fattori giustificativi, le riforme previdenziali, le politiche di ricerca e sviluppo e quelle legate all'Agenda di Lisbona. Un ulteriore elemento di flessibilità concederà ai Paesi con deficit eccessivo un margine fino a cinque anni per rientrare nei parametri. Riduzione qualitativa per il debito: per l'Italia il miglior risultato possibile. 21/3 /2005 I ministri delle finanze dei Venticinque hanno centrato l'obiettivo di chiudere la riforma sul Patto di stabilità con un testo da presentare ai leader dell'Unione Europea per la sua approvazione finale. Il risultato è arrivato dopo 12 ore di riunione straordinaria, al termine delle quali tutti i ministri hanno potuto trarre un bilancio positivo per gli interessi del proprio Paese. Reazioni soddisfatte al varo della riforma del patto sono state espresse dai principali Ministri dell'Economia europei. Il primo a dirsi soddisfatto dell'insperato accordo raggiunto ieri sera in sede Ecofin è proprio lui, il mediatore che per tre mesi ha operato silenziosamente dietro le quinte, alternando faticosi progressi a qualche, imprevista debacle: il presidente di turno dell'Ecofin e dell'Unione Europea, il lussemburghese Jean Claude Juncker, non ha nascosto la sua felicità per un'intesa che gli permette di guardare ora con tranquillità all'imminente vertice con gli altri leader europei. Per Juncker, la parola stabilità non scomparirà dal vocabolario né dalla pratica. "Possiamo dire di aver migliorato l'aspetto preventivo del patto", ha detto. Soddisfatto anche il Ministro Domenico Siniscalco: "tutte le nostre richieste sono state accolte, questa riforma mette insieme le ragioni della crescita e quelle della stabilità", ha dichiarato. Soddisfatti anche i due pesi massimi dell'Eurozona, Francia e Germania: per il tedesco Hans Eichel questo patto ora guarda di più alla crescita, mentre il francese Thierry Breton intasca il sì alle richieste di Parigi sulle spese da tenere in considerazione per il calcolo del deficit. |
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