TAZEBAO IN OMAGGIO ALLA GRAN GUARDIA
Un'idea di
Ephraim Pepe alla quale stanno aderendo in tantissimi.
Artisti, operatori
culturali o semplici cittadini.
Partecipa anche tu!

Cominciò così, la sera del 4 agosto 2005, io ed Ephraim ad
attaccare i primi fogli. Adesso le tavole stanno riempiendosi di adesioni,
proteste, testimonianze...
Visita il tazebao sul web!
Abbiamo affisso sui pannelli di legno che coprono gli ingressi della "Gran Guardia" il nostro omaggio alla storia di un teatro bellissimo e il nostro rammarico per la sua chiusura. Se passi da via Grande, aderisci all'iniziativa attaccando un foglietto anche tu.
Questo è il testo integrale dell'e-mail inviata al quotidiano livornese "Il Tirreno", che ne pubblica ampi stralci nell'articolo "Povera Gran Guardia sigillata":
La scorsa notte alcuni di noi hanno affisso, sulle tavole che bloccano gli ingressi di quello che fu il cinema-teatro “La Gran Guardia”, una grossa scritta: “OMAGGIO ALLA GRAN GUARDIA” e un paio di fogli contenenti riflessioni sulla chiusura di questa (e di altre) realtà della vita culturale cittadina. Nulla di personale nei confronti di Giovanni Lippi, naturalmente. Ci sembrava opportuno invitare la cittadinanza a riflettere su quanto sta accadendo in questi giorni. La dimensione privata delle strutture che hanno chiuso i battenti, così come il diritto di un imprenditore di fare ciò che vuole del suo patrimonio sono fuori discussione. Riteniamo però di avere il diritto di esprimere il nostro rammarico riguardo al fatto che questo avvenimento sembra essere indifferente alla cittadinanza. La stessa città che riempie uno stadio da ventimila posti o un palasport da diecimila, in occasione di incontri di calcio, basket oppure wrestling, che accorre numerosa davanti alle esibizioni degli “Amici” di Maria De Filippi o dei “Saranno famosi” di turno, chissà perché, sembra essere incapace di riempire un cinema da mille posti. I tempi sono cambiati, si dice. Non per questo, però, ci sembra obbligatorio seguire la corrente. Se così si fosse fatto ai tempi del Livorno Calcio che giocava in Eccellenza, ora avremmo villette a schiera o campi da calcetto al posto dell’«Armando Picchi», e la gigantesca cupola azzurrina non sarebbe mai sorta al margine della Porta a Terra. Siamo, probabilmente, un po’ tutti corresponsabili dell’andamento disastroso della vita culturale cittadina. Dovremmo renderci conto che questa vita sotto il segno dell’USA e getta (le maiuscole sono intenzionali) non porta da nessuna parte, anzi, può portarci a dover affrontare altri e gravi pericoli. Ciò che in questi giorni sta accadendo in centro e in periferia: risse, atti di vandalismo ed episodi di intolleranza deve farci riflettere. Sul giornale di oggi (5 agosto) leggiamo che l’AAMPS preferisce evitare di installare i cestini portarifiuti perché c’è qualche deficiente che regolarmente li sfascia, oppure li butta in mare o se li porta a casa. Nazioni e città più grandi e più «evolute» della nostra sono state già obbligate a fare i conti. Noi abbiamo ancora un po’ di tempo davanti, possiamo intervenire. Non si tratta, ripetiamo, di nostalgia per i grandi dinosauri nati mezzo secolo fa, che si sono estinti un po’ ovunque. Molti errori, però, sono stati commessi. Il rischio di veder chiudere, uno ad uno, anche i cinema da quattrocento, trecento, duecento posti non è poi così lontano. La prospettiva di una società dove tutti quanti riempiono allegramente i centri commerciali e, a sera, si rinchiudono nella loro casetta a farsi ipnotizzare dalla tv, tutto sommato, vorremmo che fosse solo un lontanissimo spauracchio. Però dobbiamo darci da fare tutti per mantenerlo tale.

Uno
dei primi contributi, il pensiero di "Riccardo"
Tornando ai pannelli
verdi di via Grande, vorremmo che diventassero un allegro e coloratissimo
collage dove ognuno potesse appiccicare un pensiero, un ricordo, una proposta.
Per ricordare una Livorno bella e per costruirne una più bella di prima.
accessi.