Queste poche pagine non vogliono assolutamente avere la pretesa di dare con assoluta certezza, un quadro della situazione su quelle che sono le innumerevoli popolazioni della Tanzania, vuole semmai essere un incentivo perché questo paese continui sulla strada intrapresa della tolleranza reciproca, in onore e rispetto della popolazione tutta.
Vi sono antropologi che avendo fatto un accurato lavoro di ricerca sul territorio, non sono dello stesso parere, hanno visioni contrastanti sulle conclusioni finali riguardo le popolazioni studiate. Possiamo trovare alcuni che vedono gl
-Nyika
e gli
-Nyiha
come la stessa popolazione, altri come realtà ben distinte ed addirittura separate territorialmente; altri gruppi vengono definiti con nomi diversi, magari simili, ma può succedere che lo stesso termine venga usato per definirne qualcuno del tutto estraneo.
La maggior parte di queste popolazioni si sono formate tra il XVII e XVIII secolo, nonostante diverse comunità vantassero una tradizione orale risalente a più di cinque secoli prima. In pratica erano gruppi tenuti assieme da una lingua e da tradizioni comuni; bisogna tener presente però che negli ultimi tempi, a causa di forti spostamenti, è subentrata pure la possibilità che vari gruppi si siano mischiati fra di loro o addirittura assimilati. Non bisogna inoltre creare confusione con i nomi di popolazioni ben conosciute come ad esempi
-Ngulu / -Nguu / -Luguru / -Kaguru,
con altri nomi che ne contraddistinguono gli stessi ad esempio :
-Kagulu / -Ruguru / -Guru / -Nguru e -Ngu
stessi. Inoltre bisogna considerare che diverse popolazioni discendono da uno stesso ceppo ma che ora sono ben distinte fra di loro, citiamo ad esempio: gli
-Ngulu
e gli
-Nguu
; un tempo si potevano confondere gli
-Hadzapi
e gli
-Hi
con i
-Dorobo
, ma sappiamo che sono realtà ben distinte, addirittura di etnia diversa. Per terminare si può inoltre aggiungere che il termine
swahili
è generico e non indica una specifica popolazione, come alcuni potrebbero sostenere ma un insieme di genti diverse, che occupano uno stesso territorio; questo potrebbe valere anche per i
-Nyasa
, che alcuni sostengono essere una vera e propria popolazione.
Cogliendo quindi tutte queste considerazioni si cercherà di dare un quadro per quanto possibile rassomigliante alla realtà. Nelle pagine seguenti, allora, si cercherà di fare una classificazione in base al fattore linguistico, prescindendo dal seguire la linea patrilineare o matrilineare, con la quale a volte si cerca di dare un' interpretazione più completa, quindi a livello di distinzione delle varie popolazioni la lingua parlata avrà un ruolo fondamentale, tenendo anche conto che alcuni gruppi possono essersi mischiati ad altri di etnia diversa, creando confusione anche a livello di caratteristiche somatiche e fisiche.
In kiswahil
(la lingua ufficiale della Tanzania)
si definisce con il termine "M" il singolare e con il termine "WA" il plurale
(questo per quanto riguarda la classe di cui ne fanno parte le persone).
Si avrà quindi ad esempio:
"-Gogo"
come termine indicante la popolazione stessa,
"M - Gogo"
è un solo individuo della popolazione
-Gogo, "Wa-Gogo"
sono tanti individui della suddetta popolazione, e con il termine
"U-Gogo"
viene indicato il territorio sul quale essa vive.
Tenendo presente il fattore numerico si può definire che la popolazione più numerosa della Tanzania sia rappresentata dai
-Sukuma,
il secondo gruppo per importanza demografica sono i
-Nyamwezi,
, queste due realtà messe assieme formano quasi il 20% della popolazione nazionale, seguono quindi i
-Makonde
col 6% circa, gli
-Haga
con il 5,6%, i
-Chaga
col 3,6%, scendendo via via a piccolissimi gruppi formati da pochi individui.
Oltre alla lingua, ad unire questi popoli è anche la comune origine etnica. Attraverso le varie migrazioni e stabilendosi in determinati territori finirono col differenziarsi in gruppi, assumendo ciascuno una propria identità e fisionomia culturale ma somigliante nell'ambito dell'etnia stessa. Le varie popolazioni sono quindi, se così si può dire, imparentate da una comune origine ed omogeneità linguistica, con eccezioni a volte a causa dei diversi processi di assimilazione con altre popolazioni. Si fa notare che il centro-nord della Tanzania presenta una gamma linguistica tra le più complesse e composite dell'Africa. La lingua bantu naturalmente è predominante essendo parlata dal 95% circa della popolazione, ma a sua volta si suddivide in centinaia di dialetti.
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