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De press - Luca Raffaelli.

Che bello, rieccomi qui. Felice di essere de press. Anche perche' questo
mese  non saro` tanto  de  press  quanto piuttosto radioso.  Vi racconto
infatti  di  una trasmissione  andata  in  onda  in  diretta su Radiotre
venerdi` 17  aprile ultimo  scorso,  condotta da Loredana Lipperini, che
gia` abbiamo  avuto modo di ascoltare  e apprezare a Cartoombria dopo la
proiezione dell'ultimo  episodio di  'Sailor Moon'  in cui  Bunny appare
senza veli.  Si affrontava  un  tema singolare in  quella giornata dalla
data  apparentemente tanto infausta:  il ventennale di 'Goldrake', primo
cartone  giapponese  apparso sugli schermi televisivi italiani.  Ospiti:
Claudia Cangini  della Dynamic Italia,  i due Kappa  Andrea Baricordi  e
Massimiliano De Giovanni  (al telefono)  e  il  sottoscritto,  unico  in
studio.  Tutto normale, anche troppo.  La sorpresa,  vera,  stava  in un
altro ospite  al  telefono: Stefano Corvisieri.  A molti  di voi lettori
questo nome dice poco,  pochissimo,  quasi niente.  Per me, invece,  che
ero  troppo piccolo per fare il '68, dice qualcosa di piu`.  Perche' ero
giusto  all'ultimo anno di scuola nel 'tt.  E in quegli anni caldi, dove
la  lotta  politica aveva  -  checche' se ne dica  -  un  grande  valore
formativo, qualcuno dei nostri riusci` ad entrare in parlamento.  Uno di
questi era lui,  Stefano Corvisieri, deputato del PDUP.  E un giorno del
'79  il compagno Corvisieri  scrisse un'interpellanza parlamentare e  un
articolo su "Repubblica" contro.
  Allora erano tempi diversi da questi: chi si appassionava agli "anime"
(allora non si chiamavano cosi`)  era troppo piccolo per replicare e far
sentire le  proprie ragioni.  Vent'anni dopo, invece, no.  Ebbene, vent'
anni   dopo,   quel  Corvisieri  e`  stato  ospite  al  telefono   della
trasmissione  di cui sopra.  Interessantissima. Di cui in parte cerco di
rendervi  partecipi.   Introdotto  dalla  Lipperini,   Corvisieri  cosi` 
esordisce:  "L'interpellanza parlamentare,  come spesso accade, non ebbe
alcuna eco.  L'articolo su  'Repubblica' si`.  Ne nacque una discussione
piu` vivace di quanto pensassi:  i miei gemelli - avevano allora sette o
otto anni  -  vennero un giorno a casa da scuola chiedendo:  'Ma che hai
scritto?  Ma che hai fatto?  I compagni  ci  hanno chiesto se  sei matto
(hanno usato anche espressioni piu` colorite)! Adesso ci toglieranno...'
Insomma videro, come dire, una mania di censura.  Io non sono un esperto
di  fumetti (anche  se  non  li  snobbo affatto,  ho anche collaborato a
'Linus'  a meta` degli anni '70), ma ero impressionato a quel periodo da
come 'Goldrake'  e  questi cartoni giapponesi  catturassero l'attenzione
proprio dei miei figli, con un messaggio (molto diverso da quello che io
cercavo  di  trasmettere loro) per cui l'altro, il diverso, e` sempre un
nemico  minacciosissimo; i problemi si risolvono sempre con le armi, con
la violenza.  E con la violenza dell'eroe,  del supereroe, del superuomo
(in questo caso il super-robot).  Insomma, una figura  che  non chiamava
gli altri a collaborare, a decidere insieme.  Quindi era antidemocratico
e  violentissimo.  Mi sembro`  giusto  richiamare l'attenzione su questo
fenomeno che,  proprio per  la  sua elaborazione tecnica molto efficace,
catturava   fortemente  l'attenzione  dei  ragazzi:    mi  sembrava  che
andassero  protetti.   Perlomeno, che  se  ne discutesse".   "E  oggi  -
interviene Loredana Lipperini - ha cambiato idea?". Risponde Corvisieri:
"Beh,  adesso,  devo  dire,  il  mondo  e`  molto cambiato,  e anche  la
televisione.   Non  c'e`  piu` quella situazione nella quale  si  poteva
pensare anche  a  dare  un  indirizzo univoco...  E` cambiata  molto  in
peggio:  di violenza e  di  altre cose orrende ne vediamo dappertutto, a
tutte  le  ore, anche i ragazzi le vedono... Del resto, i risultati sono
sotto  gli  occhi di tutti, e sono abbastanza negativi, dal mio punto di
vista.  Quindi, non  ho  cambiato idea  su  quel tipo  di  fumetti... Di
cartoni animati, ma devo dire che c'e` ben di peggio attualmente".
E poi:  "Io penso che i minori,  i bambini,  abbiano diritto a una certa
tutela  da  parte dei genitori,  perche' altrimenti possiamo trasmettere
di tutto  a  tutte le ore.  Non andiamo poi  a lamentarci quando vengono
fuori  i  discorsi sulla pedofilia, eccetera eccetera.  In sostanza, non
e` vero che il bambino sia in grado di scegliere autonomamente tutto".
Mi devo fermare qui.  La prossima volta  vi raccontero` quali sono state
le repliche degli altri ospiti.  Nel frattempo, mi chiedero` che diavolo
c'entra  quell'accenno alla  pedofilia.  E se  davvero sia  cresciuto il
tasso  di violenza nelle vicende umane da quando e` nata la televisione.
La stessa, intendiamoci, che Berlusconi vieta di vedere ai suoi figli.