depilazione

 

 

La DEPILAZIONE come GIOCO EROTICO

Contributo
di Anais



Nei giorni scorsi si era parlato di rasatura del pube e di come farlo 
diventare un gioco erotico.
Sono andata a cercare questa descrizione in un vecchio libro di Ken 
Follet, "Il codice Rebecca" 

Ecco perche' era intento a radere il pube a Sonja.
Era un vello nero e ruvido, e cresceva molto in fretta.
L'espediente delle rasature frequenti consentiva a Sonja di indossare i 
calzoni semitrasparenti senza bisogno del consueto perizoma adorno di 
lustrini.
Questo e la voce insistente e fondata secondo cui non aveva niente 
sotto i pantaloni, l'avevano aiutata a diventare la piu' nota danzatrice 
del ventre del momento.
Wolff immerse il pennello nella ciotola e comincio' a spalamare la 
schiuma.
Lei era distesa sul letto, con la schiena arcuata da una pila di 
cuscini, e lo guardava sospettosa.
Non era attratta da quella cerimoinia, l'ultima perversione di Wolff.
Era convinta che non le sarebbe piaciuto.
Wolff la sapeva piu' lunga.
Lui conosceva i meccanismi mentali di Sonja, e ne conosceva il corpo 
meglio di quanto non lo con lo conoscesse lei stessa, 
e voleva qualcosa da lei.
Le strofino' contro la pelle il morbido pennello e disse:"Ho pensato 
ad un altro modo per mettere le mani su quelle cartelle".
"E quale"
Non le rispose subito.
Poso' il pennello e prese il rasoio.
Ne saggio' la lama affilata con il pollice, poi la guardo' diritto 
negli occhi. 
Lei lo fissava affascinata come da una malia.
Wolff si chino' ulteriormente, le divarico' un po' le gambe, le 
accosto' il rasoio alla pelle, e lo spinse verso l'alto con movimento 
leggero e attento.
Le disse: "Mi faro' amico un ufficiale britannico"
Lei non replico'; lo stava ascoltando senza attenzione.Wolff asciugo' 
il rasoio con una salvietta.
Con un dito della mano sinistra posato sulla zona gia' rasata tese la 
pelle e avvicino' il rasoio.
"Poi lo portero' qui" continuo'.
"Oh, no" si oppose Sonja.
lui appoggio' la lama del rasoio e la fece scivolare dolcemente verso 
l'alto.
Lei comincio' a respirare piu' forte.
Wolff asciugo' il rasoio e glielo passo' sulla pelle ancora una volta e 
un'altra ancora.
"E faro' in modo che l'ufficiale porti con se la sua cartella"
Le poso' il dito sul suo punto piu' sensibile e comincio' a sfiorarla 
intorno a esso. Sonja chiuse gli occhi.
Wolff verso' dell'acqua calda da una pentola in una ciotola per terra 
vicino  a lui.
Immerse il panno nell'acqua , poi lo strizzo'.
Le premette il panno caldo contro la pelle rasata.
"Ah Dio!".
Wolff si sfilo' l'accappatoio e rimase nudo.
Prese una bottiglia di olio emolliente, se ne verso' qualche goccia 
sul palmo della mano destra, e si mise in ginocchio sul letto accanto 
a Sonja. 
Poi, le unse il pube.
"Non lo faro'" dichiaro' lei mentre il suo corpo cominciava a fremere.
Lui prese dell'altro olio, e la massaggio' in tutte le pieghe e le 
fenditure.
Le mise la mano sinistra sul collo, per tenerla giu' ferma. "Lo farai"
Le sue dita esplorarono e premettero, con tocco meno delicato.
"No" disse lei.
"Si" ribatte' lui.
Sonja scrollo' la testa con ostinazione. Il suo corpo si contorse, 
incapace 
di resistere all'intensa ondata di piacere.
Comincio' a tremare e infine proruppe in una serie di gemiti, presa 
del godimento. Poi si rilasso'.
Ma Wolff non le lascio' tregua. Continuo' ad accarezzare la sua pelle 
morbida e liscia mentre con la mano sinistra le pizzicava i capezzoli 
bruni. Sonja sopraffatta comincio' a muoversi di nuovo.
Apri' gli occhi e vide che anche lui era eccitato. gli disse : 
"Bastardo, mettimelo dentro"
Lui sogghigno'. 
Il senso di potere era come una droga. Si mise sopra di 
lei, tenendosi pero' sollevato sulle braccia.
Sonja lo prego':"Presto".
"lo farai?"
Le sfioro' il corpo con il suo, poi si fermo' di nuovo. "Lo farai?"
"Si, ti prego!"
Wolff emise un lungo sospiro e scese dentro di lei.

 

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