da L'Arena del Venerdì 19 Ottobre 2001
Marano. Si avvia il dialogo tra la Cementirossi, da cui
dipende il cementificio di Fumane, e lassociazione
Valpolicella 2000, impegnata nella tutela del territorio. Dopo
aver ottenuto che gli scavi sotto il paese di Purano si
effettuino previa attenta perizia geologica, ora lassociazione,
assieme a Wwf, Fondo Mondiale per la natura e Legambiente, è
riuscita ad aprire discussioni con il cementificio. Lo studio
legale Butti & soci di Verona, per conto dei gruppi
ambientalisti, ha già ottenuto un primo incontro. «Tutti gli
interessi devono essere tenuti in considerazione», si legge in
un comunicato di Valpolicella 2000, «compresi quelli della
popolazione più direttamente interessata agli scavi, dellambiente
e del territorio in generale. È necessario e nellinteresse
di tutti, a questo punto, ridefinire i limiti e le condizioni
dellattività del cementificio e in questo è necessario
anche lintervento degli enti locali, con i quali le
associazioni sono pronte ad avviare un confronto. Siamo convinti
che la stessa azienda abbia consapevolezza di questo. Lattenzione
e la discussione deve spostarsi su come valorizzare questo
territorio e se in questo comuni ed industria vogliono giocare un
ruolo attivo».
In seguito a un ricorso promosso dallassociazione
Valpolicella 2000, la Regione Veneto ha posto un ulteriore
prescrizione di salvaguardia per lincolumità dellabitato
di Purano, imponendo una perizia geologica prima di iniziare gli
scavi sotto il paese. Ciò si è reso necessario in
considerazione del fatto che Purano poggia su una paleofrana.
Tale agglomerato di materiale accomulato in seguito a precedenti
frane è attualmente in stato di equilibrio derivato dallassestamento
dei materiali nel corso del tempo. Ma qualsiasi modifica delle
attuali condizioni potrebbe rimettere in movimento le masse
franate compromettendo la sicurezza dellabitato. Le
paleofrane della zona sono chiaramente segnalate nelle mappe del
piano regolatore comunale di Marano e nelle carte geologiche
ufficiali. Solo lintervento della cittadinanza e delle
associazioni ambientaliste ha fatto convergere lattenzione
su questo elemento finora ignorato, rimettendo in discussione
quanto meno la distanza di sicurezza fra gli scavi e le
abitazioni. Gli ambientalisti chiedono ora che vengano effettuate
approfondite analisi e prove geologiche indipendenti da quelle
che obbligatoriamente dovrà effettuare il cementificio.
Laltro obiettivo di Valpolicella 2000, Wwf e Legambiente,
è salvare loasi naturalistica di Marezzane: collina,
bosco, sorgente, vajo e antica contrada di pietra che sarebbero
distrutti dagli scavi in programma. Inclusa nel Parco della
Lessinia, Marezzane è così ricca di valori ambientali, storici,
architettonici e paesaggistici, «che la sua aggressione da parte
delle ruspe», dicono gli ambientalisti, «provocherebbe da parte
dei cittadini, delle associazioni culturali e imprenditoriali e
della stampa nazionale una reazione e una pubblicità negativa
per la Valpolicella, tale da creare un serio pregiudizio anche
allindustria turistica ed enogastronomica». La zona è
stata visitata ultimamente dallUniversità della terza età
di Verona, dal Club alpino italiano, da studiosi del Museo di
storia naturale di Verona, dalla Sovrintendenza dei beni
archeologici di Verona, da esperti darte, botanici,
etnografi e speleologi, che tutti hanno evidenziato la grande
importanza di questo angolo di Valpolicella scampato finora alla
negrarizzazione.