| ...si vede la parte posteriore del castello, il suo lato segrato; č una Praga di cui Gustaf non sospetta l'esistenza; e subito le si fanno incontro i nomi che le erano cari quand'era ragazza: Macha, poeta dei tempi in cui la nazione, come ninfa dalle acque, emergeva dalle brume; Neruda, cantore della povera gente ceca; le canzoni di Voskovec e Werich, degli anni trenta (...); Hrabal e Skvorecky, romanzieri della sua adolescenza; e i piccoli teatri e i cabaret degli anni sessanta, cosė liberi, cosė allegramente liberi con il loro humor irriverente; era ciō che aveva portato con sč in Francia: |