Praga vista dal Teatro Nazionale 31-Dicembre 2001, 3.25 pm,Diapositiva 35mm
/Archivio Zerogravity
...si vede la parte posteriore del castello, il suo lato segrato; č una Praga di cui Gustaf non sospetta l'esistenza; e subito le si fanno incontro i nomi che le erano cari quand'era ragazza: Macha, poeta dei tempi in cui la nazione, come ninfa dalle acque, emergeva dalle brume; Neruda, cantore della povera gente ceca; le canzoni di Voskovec e Werich, degli anni trenta (...); Hrabal e Skvorecky, romanzieri della sua adolescenza; e i piccoli teatri e i cabaret degli anni sessanta, cosė liberi, cosė allegramente liberi con il loro humor irriverente; era ciō che aveva portato con sč in Francia:
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