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Bologna, 7 novembre 1997				        
Alla Presidente del Consiglio regionale


INTERPELLANZA
presentata dal consigliere Rocco Gerardo Giacomino e dalla consigliera Patrizia Cantoni.


Premesso

- che nel novembre 1996 è stata approvata la legge regionale 45 "Misure di politica 
regionale del lavoro", che prevede  interventi a sostegno dell'occupazione ed iniziative 
per l'accesso al mondo del lavoro;
- che il gruppo consiliare di Rifondazione Comunista, contrario all'impianto del progetto 
legislativo presentato dalla Giunta, ottenne, oltre all'accoglimento di un emendamento 
sulle finalità della legge, che il provvedimento legislativo appena approvato venisse 
accompagnato da un Ordine del Giorno, firmato anche dai capigruppo della maggioranza, 
che impegnasse la Giunta, nella predisposizione delle direttive e degli atti applicativi, a 
favorire forme di riduzione dell'orario di lavoro;

considerata

- la molteplicità e la complessità degli interventi proposti, nonché la loro incidenza su 
segmenti diversi della popolazione in età lavorativa (giovani inoccupati, donne, portatori 
di handicap, lavoratori in mobilità, lavoratori residenti in zone svantaggiate, ecc.);

visto

- che l'art. 19 della legge regionale in oggetto ('Valutazione e monitoraggio degli 
interventi') prevede una relazione annuale sui risultati ottenuti che l'Assessore 
competente dovrà rendere sia alle parti sociali che alla Commissione consiliare 
competente;

preso atto

- che la relazione di sintesi, datata 16 ottobre u.s. e denominata 'Prima attuazione legge 
regionale n. 45/96, Misure di politica regionale del lavoro', indirizzata ai membri della V 
Commissione, competente per materia, reca solo dei dati gestionali relativi alla prima 
scadenza (30 giugno 1997) della fase attuativa delle misure previste dagli artt. 5,6 e 9 
(rispettivamente 'Progetti occupazionali in aree svantaggiate', 'Interventi a sostegno della 
mobilità geografica' e 'Interventi a sostegno del reinserimento professionale');    
- che tale relazione mette in evidenza, altresì, sia le difficoltà incontrate nella 
predisposizione degli strumenti informatici di supporto alla gestione ed al monitoraggio 
degli interventi, che ne hanno ritardato l'effettiva operatività, sia l'elevato numero di 
domande non ammissibili a contributo per mancanza o per incompletezza dei requisiti 
richiesti (tenuto conto, inoltre, che per i contributi di cui all'art. 6 non sono pervenute 
domande);

si interpella la Giunta e l'Assessore competente per conoscere:

- i motivi della scarsa rispondenza delle domande relative agli interventi previsti dagli    
artt. 5 e 9 ai requisiti prescritti;
- lo stato di attuazione degli altri interventi di cui non si fa menzione nella relazione di 
sintesi sopracitata;
- lo stato di attuazione delle iniziative relative alla formazione professionale dei soggetti 
inoccupati e disoccupati (artt. 3 e 4), delle lavoratrici al rientro dal congedo di maternità e 
dei lavoratori occupati che si trovino nella condizione di vedere compromesso il proprio 
posto di lavoro (art. 13);
- lo stato di attuazione del previsto riordino degli Enti per la formazione professionale;

 ed inoltre, per sapere:

- se siano già stati programmati atti concreti che prevedano contributi o altre forme di 
incentivazione per la riduzione dell'orario di lavoro ai fini dell'allargamento della base 
occupazionale. 


		Rocco Gerardo Giacomino			Patrizia Cantoni
      

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