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Bologna, 27 gennaio 1997
					Alla Presidente del Consiglio regionale

INTERPELLANZA

presentata dai Consiglieri Cantoni Patrizia, Rocco Gerardo Giacomino e Carlo 
Rasmi del gruppo di Rifondazione Comunista

premesso

- che agli scriventi risulta che gli ospiti degli ex manicomi di Imola (Lolli ed 
Osservanza) potrebbero essere oggetto di interdizione giudiziale su proposta del 
Pubblico Ministero del Tribunale di Bologna;
- che probabilmente è timore dell’Autorità Giudiziaria che a seguito della 
chiusura degli istituti di cura, come è nota avvenuta il 31/12/96, e la 
collocazione dei pazienti  in altre strutture, per lo più private, possano 
divenire oggetto di facili raggiri e di mala amministrazione del loro patrimonio 
personale;
- che, pertanto, tutti gli ospiti, circa 130, sono in attesa di essere 
interdetti, con nomina di tutore provvisorio nella persona del Sindaco e del 
Comune di Imola;

considerato

- che la legge del 13/5/78 n  180 di riforma dell’assistenza psichiatrica ha 
abrogato i manicomi ed ha equiparato il disturbo psichico ad  ogni altra 
malattia, accogliendo, pertanto, senza riserve il principio che i trattamenti 
sanitari debbono di norma essere effettuati solo a richiesta dell’interessato 
come sancito dall’art. 32, secondo comma, della Carta Costituzionale;

valutato 

- che dette persone, dopo aver subito per decine di anni la “reclusione” nelle 
strutture ospedaliere imolesi, ora sono destinati a perdere definitivamente la 
loro dignità di persone, i diritti politici, divenendo a seguito di sentenza di 
interdizione incapaci legali alla stregua di un minore di età;
- che nella maggior parte dei casi si tratta di cittadini che per anni sono 
stati costretti a vivere nei manicomi perché soli al mondo, vittime di una 
società incapace di aiutare i soggetti che momentaneamente si trovano in 
difficoltà, quindi non incapaci di intendere e volere ma coscienti della propria 
condizione e quanto mai bisognosi di rispetto;

interpellano la Giunta regionale per sapere

- se ciò corrisponde al vero e in caso di risposta affermativa se non intenda 
intervenire ponendo immediatamente un freno all’inaccettabile fenomeno di cui 
sopra, al fine di garantire che i cittadini imolesi, ex ospiti dei manicomi, 
trovino nel futuro rispetto e tutela, non attraverso “l’interdizione 
giudiziale”, ma in una società capace di accogliere e valorizzare la loro 
personalità di cittadine e cittadini con pari dignità e diritti; perché la loro 
libertà non diventi la loro fine e dando così attuazione ai progetti di 
superamento degli ospedali psichiatrici e ai percorsi di accoglimento e 
reinserimento previsti per gli ex ricoverati e da realizzarsi secondo una 
metodologia di lavoro fortemente personalizzata basata sulle caratteristiche 
delle patologie delle persone e sui livelli di non autosufficienza e rivolta ad 
individuare inserimenti in strutture alternative, escludendo ormai impossibili 
rientri in ambiti familiari.

Cantoni Patrizia			Rocco Gerardo Giacomino			Carlo Rasmi

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