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Bologna, 5 Marzo 1997

						Alla Presidente del Consiglio Regionale
						dellEmilia-Romagna

Interrogazione a risposta scritta

I sottoscritti Consiglieri Regionali,

PREMESSO

  che la legge regionale 20/87 sui T.G.S.C., (Territori a Gestione Sociale 
della Caccia), istituiva un Comitato di Coordinamento Regionale e, per ogni 
provincia, un Comitato Provinciale di Coordinamento;
  che listituzione di tali Comitati di Coordinamento comport lassunzione di 
una rilevante quantit di personale amministrativo (impiegati), tecnico ed 
esecutivo (guardiacaccia), in particolare nelle provincie di Bologna, Modena 
e Reggio Emilia;
  che i vari Comitati di Coordinamento effettuavano linquadramento di detto 
personale senza applicare un unico criterio, creando livelli e tipologie 
contrattuali differenziate (chi applicava il contratto dellagricoltura, chi 
dellindustria, etc.), anche a causa della legge regionale che, di fatto, non 
chiariva la natura giuridica degli enti e di conseguenza linquadramento del 
personale, tanto che il 26/05/89 veniva presentato al TAR di Bologna un 
ricorso da parte dei dipendenti T.G.S.C. per il riconoscimento della natura 
pubblica degli organi e dello stesso rapporto di impiego dei dipendenti 
T.G.S.C.;
  che in data 6/12/89 il ricorso fu accolto dal TAR di Bologna, che riconobbe i 
dipendenti T.G.S.C. come dipendenti regionali a tutti gli effetti, e dopo un 
lungo iter giudiziario, data lopposizione della Regione Emilia-Romagna, il 
7/5/96 il Consiglio di Stato dava definitivamente ragione ai dipendenti 
T.G.S.C., confermando quanto era stato disposto dal TAR di Bologna;
  che la sentenza del Consiglio di Stato, notificata alla Regione il 2/10/96, 
obbligava lEnte ad inquadrare fra i propri organici detto personale;
  che nel frattempo  intervenuta la legge regionale 8/94 che ha istituito gli 
A.T.C. (Ambiti Territoriali di Caccia) facendo cessare a partire dal 30/09/94 
i T.G.S.C., e che tale legge non prevedeva la salvaguardia del livello 
occupazionale, tanto che diversi ex dipendenti A.T.C. si sono trovati 
improvvisamente senza lavoro (per esempio a Reggio Emilia solo due dipendenti 
su quattro sono stati riconfermati);
  che diversi altri ex dipendenti T.G.S.C. avevano rassegnato le dimissioni 
anteriormente allo scioglimento dellEnte, proprio a causa della precariet e 
dellincertezza sul futuro, ma alla luce della sentenza del Consiglio di 
Stato, potrebbero con diritto a loro volta rivendicare linquadramento 
nellorganico regionale;
  che a distanza di 5 mesi la Regione non ha ancora avviato il processo di 
assunzione degli ex dipendenti T.G.S.C., nonostante sia nota la carenza di 
organico in diversi settori dellEnte, e che sono gi da tempo previste 
assunzioni e concorsi per coprire tali posti;
  che tali ritardi provocano ulteriori ed inutili tensioni ai citati dipendenti 
e rischiano di produrre un nuovo ricorso al TAR da parte dei medesimi per 
veder rispettati i loro diritti;
  che comunque lonere per la Regione risulterebbe minimo, in quanto si 
tratterebbe di assumere poche decine di unit, in quanto buona parte del 
personale ex T.G.S.C., soprattutto guardiacaccia, nel frattempo  stato posto 
in pensione per ragioni di et, ed alcuni altri sono addirittura nel 
frattempo deceduti;

interrogano la Giunta per sapere:
  quali siano i motivi del ritardo dellapplicazione della sentenza del 
Consiglio di Stato;
  quali atti si intendono predisporre per addivenire ad una soluzione rapida 
per questi lavoratori, molti dei quali attualmente non occupati o con 
situazioni di lavoro precario e con quali modalit verr assunto detto 
personale.
 
Rocco Gerardo Giacomino		Patrizia Cantoni		Carlo Rasmi


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