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Bologna, 14 ottobre 1997					    Alla Presidente del Consiglio regionale

INTERPELLANZA
presentata dalla consigliera Patrizia Cantoni.

Premesso
- che nell’Azienda USL di Imola, in attuazione delle leggi nazionali e regionali, sono stati istituiti i 
Capi Dipartimento, figure che si collocano al vertice delle cosiddette ‘aree omogenee di 
intervento’ e che dovrebbero garantirne il raccordo con la Direzione Generale;
- che i singoli reparti, gestiti dai primari o dai facenti funzione, devono quindi fare riferimento, per i 
problemi legati alla propria disciplina, al Capo Dipartimento competente per materia;
- che tale riorganizzazione funzionale dovrebbe avere lo scopo di rendere maggiormente efficiente 
la gestione dell’Azienda;

rilevato
- che, in generale, la nuova distribuzione delle funzioni non ha fatto altro che accentuare l’impronta 
verticistica già ampiamente delineatasi con l’istituzione del Direttore generale;
- che, al contrario, si assiste, in alcuni casi, ad un aumento della burocratizzazione delle procedure 
che rende più difficoltoso il rapporto fra il personale medico e paramedico ed i vertici 
amministrativi dell’Azienda; ciò anche a causa sia della minore influenza dei primari, primi 
referenti delle problematiche organizzative ed operative dei reparti;

constatato 
- che la situazione sopradescritta sta assumendo proporzioni drammatiche all’interno dell’Area 
Urgenza/Emergenza dell’Azienda USL imolese;
- che ciò è confermato da precise rivendicazioni sulla qualità del lavoro di medici ed infermieri, 
tradottesi, oltreché in prese di posizione pubbliche (riprese ampiamente dalla stampa locale), 
anche in lettere formali indirizzate, tra gli altri, ai responsabili amministrativi; 
- che le difficoltà e lo stato di stress psicofisico lamentato dal personale sono principalmente frutto 
della riorganizzazione del servizio, operata dal Capo dipartimento competente, con l’avallo del 
Direttore generale;          
- che, stando così le cose, saranno inevitabili le ripercussioni per i cittadini utenti del servizio 
sanitario imolese qualora si prolungasse eccessivamente la situazione di sofferenza degli operatori, 
la cui buona volontà e la cui capacità professionali hanno per ora evitato che i problemi 
organizzativi interni si traducessero in disservizi per gli utenti del servizio sanitario imolese; 

si interpella l’Assessore competente per sapere:  
- se ed in che misura sia al corrente della situazione in atto;
- quali azioni pensi intraprendere per chiarire la situazione e per fare in modo che il 
personale possa far valere le proprie istanze davanti agli organismi competenti;
- come si intenda garantire la qualità del servizio, anche in considerazione del fatto che le 
precise richieste provenienti del fronte medico e paramedico pongono, in alcuni casi, 
limiti temporali massimi all’accettazione da parte del personale della nuova 
organizzazione dell’Area Urgenza/Emergenza.  
				
Patrizia Cantoni

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