Bologna, 6 Febbraio 1997 Alla Presidente del Consiglio Regionale dell’Emilia-Romagna RISOLUZIONE presentata dai consiglieri Rocco Gerardo Giacomino, Patrizia Cantoni e Carlo Rasmi. Il Consiglio Regionale dell’Emilia-Romagna premesso che gli accordi di pace recentemente sottoscritti a Città del Guatemala tra il governo di quel paese e la guerriglia sono stati anche il frutto paziente dell’impegno del governo messicano per porre fine ad una guerra sanguinosa che per 35 anni ha seminato lutti e distruzioni, specialmente tra le popolazioni indigene del Guatemala; che il discorso tenuto dal Presidente del Messico Zedillo “il dialogo invece delle armi, l’accordo invece della guerra”, aveva fatto sperare che anche il processo di pace in Chiapas fosse definitivamente avviato verso una soluzione positiva; che è stata motivo di sorpresa e preoccupazione invece la scelta del Presidente del Messico di non accogliere la proposta di riforma costituzionale sui diritti e la dignità dei popoli indios (oltre 50 in tutto il Messico) avanzata dalla COCOPA (la Commissione di Concordia e Pacificazione), espressione del Parlamento federale e composta da tutti i partiti, di maggioranza e di opposizione, ivi rappresentati; che tale proposta di riforma costituzionale recepiva gli accordi di pace siglati nel febbraio 1996 a San Andres tra il governo e l’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale ed è stata invece positivamente accolta dalla più alta espressione delle comunità indigene messicane, il Congresso Nazionale indigeno, dallo stesso EZNL, dalla Chiesa Cattolica; che le comunità indios, che abitano in Messico da molto prima dell’arrivo dei conquistatori europei, hanno subito per oltre 500 anni umiliazioni, emarginazioni, sfruttamento al limite dello schiavismo; aspirano a far sì che finalmente siano riconosciuti a tutti gli effetti fin dentro la più alta legge dello stato, la Costituzione, come popoli fondanti di quella Repubblica garantendo loro l’autonomia ed il diritto di autorganizzarsi; che il rischio di “balcanizzazione del paese”, aleggiato per giustificare il diniego alla riforma costituzionale, appare non convincente in considerazione del fatto che altri Paesi dell’America Latina (Brasile, Nicaragua, etc.) prevedono già questi diritti di autonomia delle comunità indigene nelle loro Costituzioni; considerato - che il non rispetto degli accordi di pace sottoscritti da parte di un governo, quello messicano, che è garante di un processo di pace come quello del Guatemala, potrebbe avere un effetto politico negativo anche in quei paesi rafforzando quelle forze che non hanno mai voluto la pace; esprime la preoccupazione - che si voglia ripetere la soluzione militare già sperimentata tragicamente nel febbraio ‘95 con l’occupazione della Selva Lacandona e la fuga di massa sulle montagne delle comunità indigene che la popolano; chiede al governo italiano un impegno diretto, o in raccordo con gli altri Paesi dell’Unione Europea, sul Presidente Zedillo affinché receda dalle sue posizioni contrarie al dialogo e rispetti gli accordi sottoscritti non osteggiando più la proposta di riforma costituzionale azanzata da un organismo parlamentare, la COCOPA, rappresentativo di tutti i partiti presenti nel parlamento federale; decide di inviare la presente risoluzione: all’Ambasciatore della Repubblica Messicana in Italia; al Presidente del Consiglio dei Ministri, On. Romano Prodi; al Ministro degli Affari Esteri, On. Lamberto Dini; al Presidente della Camera, On. Luciano Violante; al Presidente del Senato, Sen. Nicola Mancino; ai Presidenti delle Commissioni Esteri di Camera e Senato; ai Presidenti dei Gruppi parlamentari di Camera e Senato. Rocco Gerardo Giacomino Patrizia Cantoni Carlo Rasmi
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