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Bologna, 15/01/1997
Alla Presidente del Consiglio regionale


RISOLUZIONE

presentata dal Consigliere regionale Carlo Rasmi del gruppo di Rifondazione 
Comunista

IL CONSIGLIO REGIONALE DELL’EMILIA-ROMAGNA


Preso atto con soddisfazione 

del vasto confronto in atto sui mezzi di comunicazione e nelle sedi 
istituzionali, sul tema della legalizzazione delle droghe leggere e della grande 
attenzione e interesse che questo tema ha suscitato fra i cittadini;

Ritiene

- che sia necessario separare il mercato illegale delle droghe pesanti, gestito 
in gran parte dalla criminalità organizzata (mafia, camorra ecc.), da quello 
delle droghe leggere, perché tale contiguità è molto pericolosa. Il 
conseguimento di questo obiettivo sia di rilevante interesse sociale;

- che anche dal punto di vista terapeutico è più utile affrontare il problema 
delle droghe leggere (derivanti dalla canapa, alcool, nicotina ecc.) in un 
quadro non proibizionistico;

Avendo consapevolezza

- che non ha ragione di essere una distinzione tra droghe leggere 
legali come l’alcool etilico (causa di 40.000 morti all’anno in Italia), 
nicotina (il tabagismo è causa di 500.000 morti per tumore nei paesi sviluppati 
ed è la prima in assoluto fra le cause di morte) e droghe leggere 
illegali come i derivati della canapa (marijuana, hashish) i quali peraltro, 
sia dal punto di vista della dipendenza che della mortalità hanno effetti 
incomparabilmente minori rispetto a quelli delle droghe leggere legali 
sopra menzionate;

- che le persone in difficili condizioni psicologiche ed economiche a causa di 
percorsi familiari (affettivi ed educativi) o sociali (rapporti interpersonali, 
lavoro ecc.), sono più facilmente coinvolgibili in devianze sociali gravi 
(droghe pesanti, alcolismo, violenze negli stadi, criminalità organizzata e no). 
Ne consegue che, in generale, l’origine di ogni devianza di rilievo sta, in gran 
parte, nella fragilità causata dal disagio e dal malessere socio-economico. Per 
questo il convincimento che l’uso delle droghe leggere possa di per se 
rappresentare un percorso verso le droghe pesanti è, sulla base delle conoscenze 
sociologiche attuali, infondato;

- che paesi come l’Olanda che hanno avviato una sperimentazione la 
legalizzazione regolamentata delle droghe leggere  (derivati della 
marijuana) ne hanno ottenuto un beneficio con la riduzione del consumo;

Considerato

- che legalizzazione delle droghe leggere non è sinonimo di liberalizzazione, ma 
di regolamentazione, si deve, attraverso un processo di sottrazione alla 
clandestinità, riportare il problema alla sua giusta dimensione.
Occorre un grande impegno di tutte le istituzione per avviare una campagna di 
educazione alla conoscenza e al rispetto del proprio corpo. 
In questo contesto va posto il problema di una lotta contro l’uso  di tutte le 
droghe leggere (derivati dalla canapa, alcool, nicotina, ecc.) che sia basato 
sulla consapevolezza e sul rispetto delle libertà personali visto peraltro che 
il proibizionismo non ha sortito effetti positivi;

Tenuto conto

- che in Parlamento sono in discussione varie proposte di legge fra cui il 
Progetto di legge n. 128  - Norme per la legalizzazione dei derivati della 
cannabis indica - a firma, fra gli altri, di Corleone, Buffo, Pisapia, Taradash, 
Maura Cossutta, Galletti, Paissan. Progetto di legge n. 231 - legalizzazione 
della distribuzione delle cosiddette droghe leggere - a firma, fra gli altri, di 
Manconi, D’Alessandro, Prisco, Cò;

Chiede che

- la Camera dei Deputati approvi in tempi rapidi le proposte leggi sopra citate 
che sono ”in deroga a quanto previsto dai titoli III, IV, V, VI del testo unico 
delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti(DPR 9/10/90 n. 309)”;

Decide

- di inviare la presente risoluzione ai Presidente della Camera e del Senato, al 
Presidente del Consiglio, al Ministro della Sanità e a tutti i Capigruppo dei 
gruppi parlamentari.



Carlo Rasmi


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