Bologna, 18 marzo 1997 Alla Presidente del Consiglio regionale RISOLUZIONE presentata dai consiglieri regionali Patrizia Cantoni, Rocco Gerardo Giacomino e Carlo Rasmi IL CONSIGLIO REGIONALE DELL'EMILIA ROMAGNA premesso che agli scriventi risulta che gli ospiti degli ex manicomi di Imola (Lolli ed Osservanza) sono oggetto di provvedimenti di interdizione giudiziale, su proposta del Pubblico Ministero del Tribunale di Bologna; che probabilmente è timore dell’Autorità Giudiziaria che, a seguito della chiusura degli istituti di cura - avvenuta, come è noto, il 31/12/96 - e la collocazione dei pazienti in altre strutture, per lo più private, gli ex degenti possano divenire facile preda di raggiri e di mala amministrazione del loro patrimonio personale; che, pertanto, tutti gli ospiti (circa 130) sono in attesa di essere interdetti, con nomina di tutore provvisorio nella persona del Sindaco e del Comune di Imola; considerato che la legge del 13/5/78 n 180 di riforma dell’assistenza psichiatrica ha abrogato i manicomi ed ha equiparato il disturbo psichico ad ogni altra malattia, pertanto accogliendo, senza riserve, il principio che i trattamenti sanitari debbono di norma essere effettuati solo a richiesta dell’interessato, come sancito dall’art. 32, secondo comma, della Carta Costituzionale; valutato che dette persone, dopo aver subito per decine di anni la “reclusione” nelle strutture ospedaliere imolesi, ora sono destinate a perdere definitivamente la loro dignità di persone, divenendo, a seguito della sentenza di interdizione, incapaci legali alla stregua di un minore di età; che nella maggior parte dei casi si tratta di cittadini che sono stati costretti per anni a vivere nei manicomi perché soli al mondo, vittime di una società incapace di aiutare i soggetti che si trovano in una condizione di difficoltà momentanea, quindi non incapaci di intendere e volere, ma coscienti della propria condizione e quanto mai bisognosi di rispetto; chiede alla Giunta regionale ¨ di avviare un proficuo rapporto con la Prefettura di Bologna e con la Procura della Repubblica del Tribunale di Bologna, al fine di indurli a desistere dal procedere nella richiesta di interdizione ai danni degli ex degenti di ospedali psichiatrici e a sospendere quelle già in essere; ¨ di inviare una circolare alle Aziende USL di competenza, agli Enti Pubblici, alle Cooperative sociali - ed, in genere, alle imprese che gestiscono le nuove soluzioni abitative a seguito del superamento delle strutture manicomiali - diretta ad imporre un’opera di vigilanza sulla gestione del patrimonio degli ex degenti a tutela dei loro interessi, in attesa dell’auspicata riforma dell’istituto dell’interdizione; ¨ di sollecitare i Ministeri di Grazia e Giustizia, degli Affari Sociali e della Sanità, nonché i due rami del Parlamento, al fine di ottenere una immediata riforma della materia. La riforma dovrà comportare una abolizione degli istituti dell’interdizione e dell’inabilitazione nei confronti degli infermi di mente, con la contemporanea creazione di misure alternative atte a garantire una effettiva tutela della gestione dei loro patrimoni, senza per ciò stesso privare i soggetti tutelati dei fondamentali diritti della persona; un esempio può essere rappresentato dalla figura dell’amministratore di sostegno, così come previsto e disciplinato nella legislazione austriaca ed ipotizzato per il nostro ordinamento dal progetto di riforma Cendon. Patrizia Cantoni Rocco Gerardo Giacomino Carlo Rasmi
Text file Source (historic): geocities.com/capitolhill/6633
geocities.com/capitolhill(to report bad content: archivehelp @ gmail)
|
|
|
|
|