Tribunale di Roma

VI° Sezione Penale

 

Procedimento Penale contro Antonino Arconte.

R.G 1797 -1995 N°.1427/94 anno 94.

 

Trascrizione Testimonianza di Arconte Stefano Rodolfo in Udienza del 13 Novembre 1995.

(Verbale estratto in bollo con la richiesta n.° 005221 il 10 Giugno 1996)

 

Verbale di Udienza

Anno 1995 mese di Novembre ore 12 :47

 

Presidente Dr. Mario Almerighi

Dr. Otello Lupacchini

Dr.ssa Laura Capotorto

 

Sono presenti il Pubblico Ministero Dr. Davide Iori

l’imputato Antonino Arconte ed il suo difensore Avv. Liberati Gabriele del foro di Roma.

 

Imputazione: Calunnia.

Per avere, con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, con lettere pervenute al Ministero di Grazia e Giustizia il 28 Luglio 1993 e alla Presidenza della Repubblica il 6 Agosto 1993 in Roma, Uffici che avevano l’obbligo di riferire all’Autorità Giudiziaria, accusato il proprio fratello Arconte Stefano e Carta Vincenzo di calunnia ai suoi danni, il Maresciallo dei Carabinieri Antonio Curcu, il Commissario Mannoni Antonio, l’Ispettore di P.S. La Gioia Cosimo, l’agente di P.S. Locci Renato, l’assistente di P.S. Carlo Sanna di aver costruito nei suoi confronti false accuse rendendo anche false testimonianze ed i Giudici Maria Cristina Lampis (P.M) e Luigi Mastrolilli di aver concorso nei reati di calunnia, simulazione di reato e abuso d’Ufficio ai suoi danni.

 

Pubblico Ministero : lettura del capo di imputazione.

Signori del Tribunale, come si evince dal capo di imputazione, la vicenda fa riferimento come presupposto, alla missiva che viene inviata al Presidente della Repubblica ed al Ministero di Grazia e Giustizia, con la quale arconte Antonino fa riferimento a delle vicende che lo hanno interessato, vicende giudiziarie di cui ai procedimenti 3391 e 3993 del Tribunale di Oristano, conclusi con sentenze a lui favorevoli.

Vicende nei quali lo hanno visto imputato nei procedimenti indicati a seguito delle accuse mosse da parte del fratello e di altri soggetti sentiti nel corso delle indagini, procedimenti poi definiti in modo a lui favorevoli. In particolare le due missive rappresentavano quello che era il punto di vista del denunciante e si soffermavano secondo la ricostruzione delle vicende processuali esaminando quelle che sono le parti offese e i ruoli che gli stessi hanno avuto, secondo l’ottica che diciamo dello scrivente e quindi esponente. Queste missive venivano inviate al Procuratore della Repubblica di Roma, il quale instaurava sulle stesse un attività di indagine richiamando inizialmente quelli che erano i procedimenti penali presupposti, in particolare appunto, i procedimenti celebrati nei confronti dell’Arconte Antonino e conclusi presso il Tribunale di Oristano. Quindi gli atti dei Processi presupposti venivano acquisiti nel corso delle indagini preliminari. La lettura degli atti processuali fatta dal Pubblico ministero di Roma, non coincideva con la lettura degli atti e soprattutto con quella che era stato l’esito della vicenda davanti al Tribunale di Oristano e quindi le doglianze mosse dall’esponente, si rivelavano come delle doglianze non solo infondate ma, a loro volta calunniatorie dei soggetti i quali venivano richiamati nelle missive stesse e quindi in particolare si procedeva nei confronti di Antonino Stefano per calunnia, in quanto le indagini effettuate dal pubblico ministero permettevano di accertare che i fatti non si erano svolti nel modo descritto dall’esponente. Quindi lo stesso che sostenzialmente lamentava una calunnia ed abusi ed irregolarità processuali e di indagini nei suoi confronti lo stesso si rendeva responsabile, o comunque si profilava a suo carico la imputazione inversa di calunnia ai danni dei soggetti di cui alle missive, agli esposti inviati appunto al Presidente della Repubblica ed al Ministero di Grazia e Giustizia. Quindi capovolta a seguito delle indagini quella che era la l’impostazione del Procedimento e quindi l’Arconte Antonino Stefano da... calunniato come asseriva lui nelle missive degli esposti, in realtà secondo le indagini e secondo quelle che sono le risultanze processuali e le fonti di prova acquisite nel corso del Pubblico Ministero, è a sua volta oggi calunniatore, si procedeva alla richiesta di rinvio a giudizio nei confronti dello stesso appunto per il reato di cui si è dato lettura, evidenziando come fonti di prova le missive sopra menzionate e gli atti processuali del Tribunale di Oristano. Questa imputazione nella sua complessità veniva discussa ed affrontata nel corso dell’udienza preliminare dinnanzi al GIP Dr. Pazienti Alberto il 17 Novembre 1997. Ove il PM ribadiva il punto di vista dell’Ufficio, evidenziando quelli che erano le fonti di prova e ciò che sosteneva l’imputazione di calunnia nei confronti di Arconte Antonino e la difesa ribadiva il suo punto di vista ritenendo che in realtà non si fosse realizzato il reato di calunnia.

In seguito alla decisione del GIP di disporre il Giudizio di Antonino Arconte si perveniva all’odierno dibattimento per il quale si fa richiesta di escutere in qualità di testimoni Carta Vincenzo di Riola Sardo, Arconte Stefano, Mastrolilli Luigi, Lampis Maria Cristina, e tutti i testi autorizzati dal Tribunale stesso.

Presidente : mi auguro che nel fascicolo dibattimentale ci siano questi documenti ai quali ha fatto riferimento il Pubblico Ministero che normalmente spesso succede che ... omettono di inserire. Sono due essenzialmente ?

PM. Sono due missive, si chiede altresì di poter produrre gli atti dei procedimenti conclusi innanzi al Tribunale di Oristano in copia, procedimenti conclusi. Chiede di produrli materialmente la prossima volta se oggi non venisse concluso il procedimento in quanto si tratta di un ... numero di fotocopie .

Presidente : Gli Atti essenziali ci sono ... ci sono soltanto le denunce eccetera, gli atti del processo no. Se sarà necessario li acquisiremo. La parola alla Difesa.

Avv. Liberati Gabriele : Dovevamo sentire questo Testimone. Io chiedo il contro esame.

Presidente : Arconte Stefano che, peraltro, è inserito nella lista del P.M.

Esame del teste Arconte Stefano Rodolfo : Intendo rispondere di tutto.

PM : Lei sa che è stato chiamato in riferimento a quella vicenda processuale che vide suo fratello imputato  e che poi ne venne fuori?. Quali erano al tempo i suoi rapporti con suo fratello ?

Arconte Stefano : Si, i rapporti con mio fratello erano ottimi prima dell’arresto, poi è successo che quando è stato arrestato per traffico di sostanza stupefacente. Io sono stato avvisato da uno dei soci della cooperativa di cui mio fratello era Presidente. Sono andato in questura immediatamente perché non credevo a questa cosa ed in questura mi hanno ... non ricordo chi, mi hanno detto : guardi è inutile che cerchi di rovistare perché praticamente abbiamo dei filmini e abbiamo delle foto, per cui mettiti l’animo in pace ...

Presidente : Lei è andato in questura per informarsi non per rovistare ...

Stefano A. : Si, ma siccome io in questura avevo delle conoscenze, non sono andato dal piantone a chiedere spiegazioni, sono andato direttamente da un amico che mi ha detto : guarda, in via ufficiosa, guarda che l’hanno preso ... ci sono prove di reato per cui è inutile che vai lì a dire cose che, poi, magari, potresti aggravare la sua posizione e magari anche la tua. Per cui mi sono ritirato ed ero abbastanza risentito della cosa. Adesso se mi è consentito, io vorrei fare ...

PM : Prima di fare delle valutazioni lei fu sentito a verbale ?

Stefano A. : Non fui mai chiamato a niente e a nulla, neanche per sapere, per sentirmi, neanche per dirmi qualche cosa o per chiedermi nulla.

Presidente : Senta il PM le ha fatto una domanda sulla convivenza, evidentemente e rilevante.

PM : In un secondo momento Presidente, Lei appunto non è stato mai sentito ufficialmente ?

Stefano A. : Mai, mi sono anche presentato spontaneamente sia al processo che in Tribunale ... che in questura, non sono mai stato, sono stato allontanato dal processo perché era a porte chiuse e non mi hanno neanche fatto entrare.

Presidente : A porte chiuse un processo per droga ?

Stefano A. : Si, a me non ... cioè c’era la porta chiusa, sono entrato dentro ... lei chi è ? "sono il fratello" e mi hanno mandato fuori.

PM : Lei non ha reso mai dichiarazioni ? ... e a questo famoso "Olio di hashish" ?

Stefano A : No mai. Mai sentito da nessuno.

PM : Neppure dal Giudice, neppure dal PM o dal Tribunale ?

Stefano A : niente, nulla. Infatti io la conoscenza di determinate cose che io ... quello che stavo per dire prima è che non mi è stata data la possibilità ...

PM : Prima dell’arresto ha buoni rapporti con suo fratello lei ?... vivevate insieme in famiglia ? ... vi vedevate ?

Stefano A : Tutti i giorni, regolarmente.

PM : anche in cooperativa

Stefano A. : Soprattutto

PM : Che lavoro svolge questa cooperativa ?

Stefano A. : è una cooperativa edilizia, cioè mio fratello si occupava della costruzione, diciamo così,

era Presidente di questa coperativa edilizia che costruiva i nostri alloggi, per cui c’erano oltre che rapporti giornalieri per amicizia, anche rapporti per affari perché c’era da versare delle somme...

PM : quindi lei è andato in questura per interessarsi di suo fratello ?... si ricorda con chi ha parlato esattamente ?

Stefano A : Guardi ho parlato, c’erano quattro o cinque persone presenti quando io sono andato a chiedere spiegazioni.

PM : Se con l’Ispettore La Gioia, con l’agente Locci, con l’assistente Carlo Sanna, con chi ha parlato ?

Stefano A : so che c’era l’assistente La Gioia perché lo conoscevo così, poi c’era Locci, che è stata la persona che mi ha praticamente detto, guarda lascia perdere perché praticamente lo hanno preso in flagranza e poi c’è stata anche una confessione. Io però ...

PM : quindi lei non ha mai reso dichiarazioni ?

Stefano A : Mai, anche perché quando c’è stata la confessione io credevo, cioè mi è stato dato ad intendere, forse in buona fede, che la confessione fosse stata resa da mio fratello, perciò mi sono convinto della sua colpevolezza.

PM : e la espressa questa sua convinzione lei ?

PM : a nessuno, cioè a chi, cioè io non è che facevo vanto del fatto che mio fratello fosse colpevole, ero risentito, ma con mio fratello.

PM : con suo fratello ?

Stefano A : Certamente.

PM : Ma lei ha mai accusato suo fratello dinnanzi alla polizia ?

Stefano A : Io non ho mai accusato mio fratello davanti alla polizia perché non avevo neanche motivo di accusarlo, in quanto nessuno mi ha chiesto ; cosa ne pensi di tuo fratello ?. Io ho girato di spalle e me ne sono andato. Finito.

PM : Quindi Lei è andato lì per aiutarlo ?, per difenderlo ? Per dire che era impossibile ?.

Stefano A. : Per dire che è impossibile, cioè, ma, siamo sicuri che è una cosa ... anche perché i tempi diciamo, non potevano corrispondere con quella telefonata che ho ricevuto a casa, di un socio della Cooperativa che mi diceva che avevano arrestato mio fratello, mio fratello, a quell’ora era a casa mia e non poteva essere. Ha capito, perché il motivo principale che mi ha spinto ad andare in questura a chiedere queste cose, è stato questo. Alloroa io quando sono andato lì ...

Presidente : Abbiamo capito ...

PM : ... c’è stato l’arresto ed il Processo, è mutato poi l’atteggiamento di suo fratello nei suoi confronti ?

Stefano A : Radicalmente.

PM : Come mai ? lo spieghi.

Stefano A : Io sono venuto a saperlo dopo. Io ho ricevuto tutta una serie di lettere anonime che mi accusavano ...

Presidente : Che cosa è venuto a sapere dopo ?

Stefano A. : Sono venuto a sapere dopo i motivi che hanno portato praticamente me e anche mio fratello a stare diversi anni senza neanche sentire il suo nome, per me era un qualcosa di malefico, mi riallaccio alla premessa che ho fatto prima. Ho saputo io che, essendo stato Lui arrestato insieme a questo carta Vincenzo, che era un mio ex-dipendente, io all’epoca avevo una piccola impresa di trasporti continente Sardegna, e questo Carta Vincenzo io l’ho allontanato in malo modo dalla mia attività, perché mi ero accorto di alcune cose che non mi andavano assolutamente bene. Questo Carta Vincenzo è venuto a casa.

Presidente : Quando ?

Stefano A : E’ venuto a casa mia una settimana prima dell’arresto di mio fratello, per chiedermi delle cose che a mio avviso non spettavano a Lui. Gli ho detto : guarda è inutile che vieni a casa perché ho mio Padre malato a casa per cui fai a meno di venire, non voglio assolutamente che tu ti permetti neanche di entrare a casa mia. Per cui, per mandarlo via, proprio per dirgli : ci vediamo ? ci vediamo dove ? A Torre grande, dove io abitavo fino alla settimana prima praticamente perché sono andato a Oristano che dista una decina di chilometri, solo per assistere mio Padre che era gravemente malato. A questo punto, un amico comune che è stato praticamente carcerato assieme a Carta Vincenzo e mio fratello, mi ha fatto capire i motivi per i quali mio fratello era talmente risentito con me.

Presidente : Questo dopo la scarcerazione ovviamente ?

Stefano A : No, questo quando ancora era in carcere mio fratello.

Presidente : No, ma dico, questa persona ?

Stefano A : Questa persona, certamente, era lì di passaggio, probabilmente sarà stato a fine pena, però aveva avuto modo di parlare con Carta Vincenzo. Siccome conosceva sia me che mio fratello...

Presidente : Come si chiama questa persona ?

Stefano A : Questa persona si chiama Scano Giovanni, Lui ha praticamente detto che Carta Vincenzo ha accusato mio fratello ... cioè ha accusato me di aver fatto sì che mio fratello venisse arrestato, come non lo so, questa era l’accusa che aveva mosso Carta Vincenzo a mio fratello. Praticamente ha detto...

Presidente : Cioè Carta Vincenzo nei suoi confronti ... (voce sovrapposta).

Stefano A : ... Perché Carta Vincenzo aveva dei risentimenti molto forti nei miei confronti, cioè non siamo arrivati alle mani per il semplice fatto che che forse non c’era una convenienza reciproca ad arrivare alle mani, però, sicuramente, sarebbe potuto succedere da un momento all’altro. Allora io mi sono convinto di una cosa che Carta Vincenzo, questa è una deduzione mia, che però può essere comprovata perché certe cose risultano, il Carta Vincenzo ha fatto in modo di mettere me e mio fratello l’uno contro l’altro, sapendo il carattere di mio fratello e conoscendo il mio, sicuramente qualcosa succede e Lui è una persona molto cattiva e molto vendicativa questo Vincenzo, poi magari se verrà a deporre vi renderete conto anche che persona è. Questa è la vendetta di carta Vincenzo secondo il mio modo di vedere, il fatto di avere messo mio fratello che era per me, cioè una volta che muore mio Padre e muore mia Madre, con mia moglie non vado molto d’accordo, era l’unica mia famiglia. Per cui l’unico modo che aveva per colpire me, era colpirmi nell’unico affetto che potevo avere, che era mio fratello. Con mio fratello praticamente c’erano stati dei diverbi, sempre con Carta Vincenzo per una questione di un suo amico che faceva il falegname in questa cooperativa... c’erano dei grossi motivi di risentimento...

Presidente : Viene a sapere di queste accuse ?

Stefano A : Si

Presidente : Che questo Carta Vincenzo fa parlando con suo fratello ?

Stefano A : Praticamente ha indotto...

Presidente : A questo punto ?

Stefano A : ...Ha indotto mio fratello a convincersi perché questa secondo me ... era una macchinazione fatta da questo Carta Vincenzo pescato magari in flagranza di reato a qualcuno devo dare la colpa, diamola a Lui che tanto... questo è quello che io ... dalle mie risultanze ...

Presidente : Vada avanti.

Stefano A : Niente, poi io non ho mai saputo che mio fratello mi avesse accusato di una qualche cosa almeno per iscritto perché chiaramente non ci parlavamo più, c’era un rapporto di... tutto quello che era affetto era diventato odio no, perché io ero risentito dal fatto che mio fratello non più che fosse colpevole di spaccio di sostanza stupefacente anche perché visto che era una quantità irrisoria, poi ho detto : ma, non credo che mio fratello con le sue risorse economiche abbia bisogno di fare queste cose qua, ma, al limite potrebbe anche essere. Ho detto : ma sì ! Ero risentito dal fatto che Lui potesse pensare che io veramente avessi potuto fare una cosa del genere, questo mi dava molto fastidio, per cui non cercavo il dialogo. Lui risentito dal fatto che era convinto, o perlomeno io ritengo che lui fosse convinto che io lo avessi fatto arrestare, non so neanche come, come avrei potuto fare una cosa del genere, però questa è una convinzione sua ... infatti non mi è stata detta da Lui la convinzione, cioè questo non mi è stato riferito da mio fratello.

PM Dr.Iorio : Suo fratello è convinto, lei lo ha saputo da quello di cui stava parlando prima con il Presidente e coi Giudici che d’accordo o in combutta con il Carta Vincenzo ... e dice : mio fratello Stefano A. ed il suo compare Carta Vincenzo i quali, scambiandosi favori con agenti della questura e dei Carabinieri ... sono riusciti ... era convinto appunto che lei avesse fatto combutta con Carta, una cortesia....

Stefano A : Questo lo sento da Lei per la prima volta.

PM : Questo ?

Stefano A : Questo lo sento da Lei per la prima volta.

PM : Che quindi in combutta ...

Stefano A : Che poi io ho cercato il Carta Vincenzo per avere spiegazioni ...

PM : Quindi non è vero che Lei ...

Stefano A : L’ho inseguito con la macchina, non si è fermato perché io ho chiesto informazioni.

PM : Però poi suo fratello è convinto anche che questa Macchinazione ... e che Lei si sia in un certo senso reso complice delle accuse false, mosse ... in concorso con il Carta, in quanto c’era una questione ereditaria e, quindi, che Lei si voleva sbarazzare di suo fratello per motivi ereditari ...

Stefano A : Questo è stato un ulteriore convincimento ...

PM : Ma c’è una vertenza ereditaria con suo fratello ?

Stefano A : No, non c’è più la vertenza ereditaria.

PM : No dico ... c’era ?

Stefano A : Si è creata successivamente, perché al tempo non ci sarebbe mai stata la vertenza, perché se io e mio fratello avessimo avuto la possibilità di scambiarci due parole, questa vertenza ereditaria non sarebbe mai esistita.

PM : Però vede suo fratello, perdoni se è doloroso anche a distanza di tempo : "Che il destino mi diede", ha dichiarato suo fratello, "uno Abele, l’altro Caino, che il destino mi diede per fratello, per mettermi nella impossibilità di difendermi dalle manovre di Stefano A. atte a derubare me e mio Padre Augusto, di ogni avere e dell’eredità materna da poco defunta". Ossia era convinto che lei lo avesse falsamente accusato per tagliarlo via dal Testamento.

Stefano A : Sarebbe stato plausibile se io fossi stato a conoscenza del... ereditario materno, ma io sono venuto a conoscenza di questi beni ereditari, esattamente tre mesi dopo che mio fratello era stato arrestato, non prima.

PM : Quindi lei non aveva nessun motivo per accusare falsamente suo fratello.

Stefano A : Io non ho più nessun motivo per accusarlo.

 

PM : No, dico, al tempo ? aveva dei motivi per accusare suo fratello ?

Stefano A : Ma neanche da Lontano, per me mio fratello era l’unica cosa che avevo ed è ancora l’unica cosa che ho, non avevo nessun motivo di poter pensare che, mio fratello, volesse ne derubarmi, ne tanto meno farmi del male, questa è sempre stata la mia convinzione, il mio convincimento. Successivamente però ho avuto motivo di rancore, quando mi sono sentito da amici comuni accusato di infamia, cioè per noi che siamo Sardi, adesso non per fare una questione Regionale, ma è più grave l’infamia dell’omicidio... se uno vuole offendermi, può dirmi qualsiasi cosa, ma se vuole farmi incattivire basta che mi dica, sia a me che a tutti quelli che conosco, per cui sentirmi accusato di una cosa del genere, ma io andavo in escandescenza ecco perché non avevo più niente da salvaguardare della mia famiglia, ma stiamo scherzando. Questo era il mio risentimento nei suoi confronti, quello che mi ha portato a non chiedere dei chiarimenti a Lui.

PM : Quindi scusi, a cosa attribuisce queste lettere così...

Stefano A : Al convincimento che è stato ordito da qualcuno che aveva interesse, in questo caso il Carta Vincenzo che, magari con la complicità di qualcun altro, non so se per motivi politici o per altre cose, di screditare mio fratello e di fare del male anche a me, il Carta Vincenzo, sicuramente per fare ... del male a me, sicuramente, su questo non c’è ombra di dubbio. Le altre persone che possono essere state interessate o indotte a creare questo a mio giudizio, un equivoco, sono state aiutate dal fatto che io e mio fratello non scambiavamo nessuna parola, per cui si andava sempre per cose sentite o per cose già dette.

PM : Ma a processo fatto e terminato, dopo che suo fratello è stato assolto, lo sa no che suo fratello è stato assolto ?

Stefano A : Si.

PM : Lei poi ha continuato a parlare con suo fratello, ha chiarito...

Stefano A : Mai ho chiarito...

PM : Oggi lo ha chiarito.

Stefano A : No, io l’ho chiarito poco tempo fa quando mio fratello preso da non so esattamente cosa, ha insistito diversi mesi con telefonate per parlare, io non ho mai voluto parlare più con lui perché per me era... però lui ha insistito fino a che mi ha spiegato e io ho ricollegato determinate cose con quelle che già sapevo, per cui andando a cercare i colpevoli, diciamo andando a cercare i responsabili, ho capito che lui è stato informato male ed è stato informato ad Arte su certe cose, sia io nei suoi confronti che lui nei miei. Una volta che le due persone arrivano a dirsi due parole è finito tutto, per cui io non ritengo di essere, non sono più amareggiato per quello che ha detto mio fratello contro di me perché al suo posto, forse, chiunque avrebbe fatto una cosa del genere, quando senza nessun motivo apparente, almeno perché i motivi poi sono saltati fuori, ma senza nessun motivo apparente viene a trovarsi infamato, oppure ad avere un fratello che lo fa arrestare, questo era il discorso che io...

PM : Quindi lei non ha mai contribuito all’arresto nè a lanciare accuse e né a dare alla polizia ...

Stefano A: Io non ho mai fatto niente di tutto questo, ho cercato di fare... perché non sapevo ancora, quanto è stato arrestato mio fratello io non sapevo ancora che lui pensasse che io fossi stato artefice del suo arresto, per cui ho provato anche a vedere se potevo rendermi utile.

PM : Grazie, ho finito.

Presidente : Senta perché ha detto anche per motivi politici ad un certo punto ?

Stefano A : Perché mio fratello era Leader del movimento dei Verdi ad Oristano, del quale, anche io sono stato candidato. Ad Oristano ci sono state, diciamo, delle forti adesioni a questo movimento e, mio fratello, faceva come programma suo elettorale una guerra proprio sviscerale contro la Baronia del potere Oristanese...

Presidente : Invece questo Carta ?

Stefano A : Questo Carta è analfabeta, non sa nemmeno come si chiama lui, non era questione di ...

Presidente : Quindi lei pensa che ci sia stato qualcuno dietro Carta per motivi politici contro...

Stefano A : Questa è una mia deduzione chiaramente, però il discorso dell’arresto di mio fratello con la droga, io penso che non abbia niente a che fare...

Presidente : Ma perché Carta ce l’aveva con voi ?

Stefano A : Il Carta ce l’aveva con me in principal modo, e successivamente ce l’aveva anche con mio fratello per un altra ragione, con me...

Presidente : Ce l’aveva con lei per quell’episodio di una settimana prima dell’arresto ?

Stefano A : No, ce l’aveva con me perché io mi ero accorto che lui faceva dei traffici con i miei camion e per non andare dai carabinieri... forse lì non ho fatto il mio dovere, però, io non sono andato dai carabinieri a denunciare Carta che ha fatto questo e quest’altro, semplicemente ho messo Carta in condizione di non poter fare più questo, questo e quest’altro ! almeno non con i miei mezzi.

Al che io ho mandato via Carta in un certo modo, ho trattenuto quello che io ritenevo delle spese giustificate per i suoi sporchi affari, non per i miei lavori...

Presidente : Perché ce l’aveva anche con suo fratello ?

Stefano A : Successivamente lui ce l’aveva con mio fratello perché il Carta conviveva, nel senso che il Carta abitava insieme ad un falegname che aveva in appalto i lavori in legno della Cooperativa, gli infissi etc... Questo falegname era sempre in disperata ricerca di soldi, mio fratello, come presidente della Cooperativa, poteva sì dargli dei soldi per acconti ed anticipazioni, ma non poteva andare più di oltre e questo falegname praticamente si è trovato in una condizione di non potere eseguire i lavori e continuava a chiedere soldi. Allora c’è stata una discussione fra il falegname e mio fratello e praticamente, il falegname , dovendo riconoscere a Carta delle somme che Carta avrebbe anticipato per il pagamento dell’affitto dove abitavano assieme, della luce, della spesa ...eccetera, a detto a Carta : fatteli dare da Antonino Arconte, questo è quello che so io, non perché me lo ha detto mio fratello, ma perché io ho parlato con il falegname ... è andato da Antonino Arconte e, Antonino Arconte gli ha detto : perché non vai a zappare il mare tu ed il falegname ; finisce lì il discorso, però aveva motivi di rancore perché successivamente a questo mancato pagamento, che non gli era comunque dovuto, perché le anticipazioni su anticipazioni già avute ... è fallito il falegname.

Presidente : La Difesa ?

Avv. Liberati : Sì, signor Arconte ci potrebbe dire i suoi completi nomi di battesimo ?

Stefano A : Arconte Stefano Rodolfo Antonino Enrico Maria Lino.

Presidente : Senta, ma questi nomi sono regolarmente registrati al comune ?

Stefano A : Sì, regolarmente registrati.

Presidente : Quindi lei, quando firma, deve firmare con tutti questi nomi ?

Stefano A : Secondo chi trovo sì. Mio fratello ha gli stessi nomi miei, tanto è vero che io mi sono trovato in dofficoltà molte volte per problemi che aveva avuto lui e lui, magari, si è trovato in difficoltà per altre cose che ho avuto io.

Avv. Liberati : Il fratello, cioè, diciamo, l’imputato Arconte Antonino, si chiama Arconte Antonino Stefano Maria Enrico ...

Presidente : Quanti figli siete ?

Stefano A : Io e lui, due.

Avv.Liberati : E hanno grosso modo lo stesso nome.

Stefano A : Mi scusi Avvocato volevo anche dire un ultima cosa, così al limite chiudo il discorso. Quando il Carta aveva, il giorno che il Carta è stato arrestato, io tengo a precisare che il Carta aveva appuntamento con me a Torregrande, cioè ero io che dovevo andare il sabato mattina alle dieci e mezza a Torregrande e non prima, perché aspettavo che mio fratello, come faceva tutti i giorni, venisse a casa per trovare mio Padre che, se non lo vedeva, guai. Io non sono andato a Torregrande a trovare Carta per il semplice fatto che quel giorno, quel giorno in particolare, mio Padre è stato male, la sua ... ha avuto una crisi ed io non potevo muovermi da casa fino a che non arrivava mio fratello. Avevo una domestica che si curava diciamo di preparare alcune cose per mio Padre, ma la domestica non era venuta la mattina per cui io non potevo muovermi neanche per dieci minuti.

Se io fossi riuscito ad andare a Torregrande, probabilmente, questo processo non si sarebbe fatto. Perché il Carta non avrebbe avuto motivo di accusare né me né mio fratello, perché io dovevo andare a Torregrande per chiarire una determinata posizione del Carta in quanto ci sono... si potrà se lo ritenete opportuno, magari citare delle persone che sono a conoscenza di traffici fatti dal Carta con... adesso qui io dico una cosa che so che è grave, ma sono in condizioni di poterla dimostrare. Il Carta era implicato in un traffico di esplosivi, alcuni personaggi che erano a conoscenza del fatto, hanno fatto sì che il Carta temporeggiasse con le persone con le quali era in contatto perché c’era una guerra di...

Presidente : Magari queste cose se le vuole...

Stefano A : Sì, ma sono cose dove c’entra la Polizia, io sono... al limite, finisce la calunnia contro mio fratello e comincia la mia, non ha importanza, però, la Polizia, in quel periodo aveva ... era da cuscinetto fra il paese di Riola , paese dove Carta risiedeva, ed il paese di Cabras e si mettevano le bombe a vicenda. Il Carta è stato trovato in possesso di esplosivo, il Carta è stato anche trovato in possesso di sostanze stupefacenti, il Carta ha fatto arrestare 36 persone ed è rimasto libero solo lui, solo lui è rimasto libero, il Carta ha fatto arrestare 36 persone che sono ancora in carcere. Adesso questa delazione da parte del Carta, continuata, e lui sempre libero... io che sono abbastanza ignorante però conosco le mie pecorelle, immagino che il Carta se sia libero è perché qualcuno aveva interesse di lasciarlo libero, altrimenti lo avrebbero arrestato anche a lui, insieme agli altri.Queste sono cose che risultano agli Atti perché, quando hanno fatto il Processo, non ci sono risultanze delle perquisizioni fatte a casa del Carta, a casa del Carta hanno trovato discrete quantità di stupefacente...

Giudice a Latere : Deve finire di dire, doveva andare all’appuntamento con il Carta e...

Stefano A : Si, dovevo andare all’appuntamento con il Carta... perché cosa è successo, se io fossi andato all’appuntamento con il Carta, avrei messo il Carta nelle condizioni di non poter più cercare me , né tanto meno mio fratello. Ma non perché gli avrei sparato ... assolutamente, semplicemente gli avrei detto : Guarda che io sono a conoscenza di questo, questo e quest’altro, per cui non ti permettere mai più di venire a casa. Perché il Carta era sempre seguito dalla Polizia. Successivamente alla visita del Carta, il giorno dopo, perché il Carta è venuto a casa mia il martedì, il mercoledì mattina io ho subito una perquisizione a casa ingiustificata.

Presidente : Prego Avvocato.

Avv. Liberati : Mi scusi, all’epoca nella quale venne arrestatosuo fratello, tra di voi mi sembra che ci sia poca differenza d’età ?

Stefano A: Un anno e mezzo.

Avv. Liberati : Ma vi somigliavate un pò di più, portavate gli occhiali ?

Stefano A : Si, io ero molto più magro, non portavo gli occhiali e quindi c’era una somiglianza abbastanza ... poi diciamo come corporatura siamo più o meno uguali, io al momento sono un po più largo, però al momento ... quattro anni fa diciamo non ero così in carne.

Avv. Liberati : Perché lei poco fa ha dichiarato i motivi di risentimenti da parte del Carta nei suoi confronti eccetera e tra l’altro avete i nomi che sono uguali, l’età è più o meno la stessa ...

Stefano A : Ma infatti io sono convinto di questo perché il giorno successivo alla visita di Carta io ho avuto una perquisizione ingiustificata perché io non ho mai avuto condanne e neanche ho mai avuto a che fare con sostanze stupefacenti, cercavano olio di hashish a casa mia, a casa di mio Padre veramente.

Avv. Liberati : Appunto, poi ha anche detto che, quando venne arrestato suo fratello, lei si portò verso la polizia eccetera, ma è agli atti del 2 Marzo 1991 alle ore 09,30, perché lei pensava che non fosse possibile voleva essere sentito...

Stefano A : Io pensavo che... cioè non poteva essere ma per due motivi.

Avv. Liberati : Ma grosso modo sa dove era suo fratello a quell’ora, l’aveva visto prima ?

Stefano A : Era a casa.

Avv. Liberati : A casa dove ?

Stefano A : A casa mia, è venuto a trovare mio Padre, successivamente è andato dalla vicina di casa a portargli le fotografie di mia madre morta. Io sono venuto a conoscenza di questo fatto alle due del pomeriggio. Alle due del pomeriggio mi telefonano e mi dicono : alle nove e mezza, o alle dieci meno un quarto mi pare che mi abbia detto, hanno arrestato tuo fratello per traffico di stupefacenti, hanno fatto mille perquisizioni. Io mi sono fiondato in questura per chiedere ma, stiamo scherzando primo perché mio fratello era a casa mia a trovare mio Padre ed era venuto a casa con forse cinque minuti di ritardo, ma io gli ho detto a lui, mi ricordo perfettamente, meno male che sei venuto perché Babbo sta male, perché voleva il termostato nel caffè per cui una persona che ti chiede una cosa del genere vuol dire che sta andando fuori di testa, ed era veramente fuori di testa, non era più lucido e io mi sono preoccupato parecchio anche.

Avv. Liberati : Chiedo scusa ripeto la data, 2 Marzo 1991, ore 09,30, quando lui sarebbe stato arrestato, visto in flagranza...

Stefano A : Si, signore, lui veniva tutti i giorni, tutti i giorni perché portava il bambino, mio nipote, lo portava all’asilo allora, si forse all’asilo e siccome come portava il bambino all’asilo, siccome non è che sia un pilota di formula uno, per fare dieci chilometri ci mette un ora lui.

PM : Che macchina portava scusi ?

Stefano A : La macchina di mia madre una Panda.

Avv. Liberati : Quindi il 2 Marzo del 1991, alle ore 09,30 era a casa ?

Stefano A : Dico 09,30 potevano essere le dieci meno venti, le dieci meno... io non è che guardavo l’orologio però... non c’era differenza dagli altri giorni.

Avv. Liberati : Faccio un altra domanda, e da lì a quella pineta famosa dove sarebbe stato trovato... che distanza c’è ?

Stefano A : Da casa mia ?

Avv. Liberati : Si.

Stefano A : Da casa mia ci sono tredici chilometri, ma bisogna attraversare tutta Oristano, con il traffico eccetera...

Avv. Liberati : ecco, quei tredici chilometri di distanza con il traffico e i problemi vari ?

Stefano A : Con tutti i semafori eccetera che è dall’altra parte della città e poi c’è da fare, no, diciamo che sarebbero anche quindici chilometri.

Avv. Liberati : ecco quindici chilometri.

Presidente : Prego altre domande ?

Avv. Liberati : No, nessuna.

Presidente : Si può accomodare grazie.

Avv. Liberati : chiedo scusa, se a un certo punto ci può dire qualcosa su questo famoso testamento che suo fratello avrebbe falsificato ?

Stefano A : Allora io sono stato...

Presidente : Ma non fa parte questo del...

Avv. Liberati : Ma mi sembra che però sia nell’insieme del discorso, ne aveva parlato pure...

Stefano A : Io ne ho parlato quando sono venuto a conoscenza ripeto, tre mesi dopo che mio fratello era stato arrestato, perché mio fratello era ancora in carcere, oppure era appena uscito dagli arresti domiciliari. Sono venuto a conoscenza perché mio Padre che nel frattempo aveva riacquistato una certa lucidità mi ha detto :ma se hai bisogno di questo e di quest’altro, perché io avevo bisogno di realizzare dei soldini per la cooperativa, che nel frattempo mio fratello non era più Presidente e automaticamente mi hanno chiesto di versare 7 milioni e rotti e non li avevo. Per cui ho fatto presente questo fatto a mio Padre e mio Padre ha detto : guarda che mamma ha mezzo miliardo in Banca, vatti a prendere quello che ti serve, questo è il discorso. Quando io ho detto a mio Padre, quando sono andato in Banca e ho avuto conferma di queste cifre, in Banca mi avevano detto ; guardi che qui esiste un Testamento eccetera... io sono andato a cercare questo testamento dal notaio ed ho avuto, non mi ricordo se per posta dal Notaio o da parte di mio fratello che magari lo è venuto a sapere, una copia di questo Testamento che ho presentato a mio Padre. Mio Padre lo ha visto e mi ha detto : ma quando mai. Dice, questa non è né la calligrafia né la firma di mamma, perché mamma era analfabeta. Io non è che sapessi che mia madre era analfabeta però non l’avevo mai vista fare dei romanzi perché al limite faceva la sua firma non è che avesse grande voglia di scrivere e fare, non ha mai scritto, ha scritto raramente, per cui mio Padre ha disconosciuto il testamento di mia madre ed io mi sono aggregato. Perche ? Perché mio Padre diceva che quella non era la firma di mia madre e che mia madre non aveva fatto nessun testamento. Successivamente son venute fuori tutta una serie di cose per le quali mio Padre ha detto così, per paura che io magari lo mettessi fuori alla porta, queste sono deduzioni che ho tirato fuori, non so, poi mio Padre ha avuto una serie di contraddizioni non era molto, aveva avuto tre ictus mio Padre, non è che fosse... io forse ho dato credito, però qualsiasi tipo di discorso testamentario non è stato promosso da me è stato promosso sempre da mio Padre, io non ho mai accompagnato mio Padre in questura ed ero presente ai fatti. Mio Padre aveva il suo telefono, chiamava i suoi amici Carabinieri perché era un ex Poliziotto, chiamava i suoi amici poliziotti e Carabinieri, venivano a casa faceva le sue dichiarazioni, io ero fuori perché non voleva che sentissi quello che diceva e se ne andavano. Questo è quanto, io non ho mai accusato... difatti non esiste un accusa da parte mia nei confronti di mio fratello, non esiste proprio, nonostante tutto io non l’ho mai accusato di niente.

Presidente : Si può accomodare grazie. Per il proseguo dell’Istruttoria faccio presente al Pubblico Ministero che è arrivato l’impedimento di Locci Renato, quindi dovrà essere citato nuovamente e gli altri testi che sono come abbiamo visto il Carta Vincenzo, Lampis Maria Cristina, Mastrolilli Luigi ed altri cinque, Sanna Carlo, quindi sono otto testi. Facendo l’ipotesi che arrivino tutti i testi, io vorrei sapere dal Pubblico Ministero e difesa, quanto tempo grosso modo questi testi prenderanno ?

Avv. Liberati : Io penso che ci vogliano un due ore per sentirli tutti.

PM : Due tre ore.

Presidente : Con l’impegno anche di andare avanti il pomeriggio, li chiamiamo tutti e chiudiamo l’Istruttoria, eventualmente rinviamo per la discussione, quindi 5 Marzo 96 ore 12,00.

 

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