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Il regolamento Internazionale di Ginevra (1959) |
Definizioni:
Stazione
Uno o più trasmettitori o ricevitori, o un complesso di
trasmettitori e ricevitori, compresi gli apparati accessori,
necessari per effettuare un servizio di radiocomunicazione in un
determinato punto. Ogni stazione è classificata in base al
servizio che disimpegna in modo permanente o temporaneo.
Servizio d'amatore
Servizio d'istruzione individuale, d'intercomunicazione e di
studio tecnico, effettuato da persone debitamente autorizzate,
che s'interessano della tecnica della radioelettricità a titolo
esclusivamente personale e senza interesse pecuniario.
Stazione d'amatore
Stazione del servizio d'amatore.
Frequenza assegnata ad una stazione.
Centro della banda di frequenza assegnata ad una stazione.
Tolleranza di frequenza
Scarto massimo ammissibile fra la frequenza assegnata e la
frequenza situata al centro della banda occupata da una emissione
o fra la frequenza di riferimento e la frequenza caratteristica
di un'emissione. La tolleranza di frequenza è espressa in
milionesimi di hertz, o in Hz.
Larghezza di banda occupata
Larghezza della banda di frequenza tale che al di sotto della
frequenza limite inferiore e al di sopra della frequenza limite
superiore, siano irradiate potenze medie pari allo 0,5% della
potenza media totale irradiata con una data emissione.
Potenza di un radiotrasmettitore
Ogni qualvolta sia menzionata la potenza di un trasmettitore
radioelettrico, ecc., essa dovrà essere indicata con una delle
seguenti espressioni:
Potenza di cresta
Media della potenza fornita alla linea di alimentazione
dell'antenna da un trasmettitore in normali condizioni di
funzionamento, durante il ciclo di alta frequenza corrispondente
alla ampiezza massima dell'inviluppo di modulazione.
Potenza media
Media della potenza alla linea di alimentazione dell'antenna
da un trasmettitore in normali condizioni di funzionamento,
calcolata per un tempo relativamente lungo rispetto al periodo
della componente di più bassa frequenza della modulazione. In
genere, si sceglierà un tempo di 1/10 di secondo, durante il
quale la potenza media è al massimo.
Potenza dell'onda portante.
Media della potenza fornita alla linea d'alimentazione
dell'antenna da un trasmettitore durante un ciclo di alta
frequenza in assenza di modulazione. Questa definizione non si
applica alle emissioni a modulazione d'impulsi.
Designazione delle emissioni ART. 2
Larghezza di banda
Per una data classe di emissione, la larghezza della banda di
frequenza è quella giusto sufficiente per assicurare la
trasmissione dell'informazione alla velocità e con la qualità
delle condizioni stabilite. Viene espressa mediante tre cifre ed
una lettera.
La lettera occupa la posizione della virgola e rappresenta
l'unità della larghezza di banda.
Il primo carattere non deve essere ne la cifra zero ne le lettere
K - M - G.
La larghezza di banda necessaria:
entro 0,001 e 999 Hz - è espressa in Hz
(lett. H)
entro 1,00 e 999 kHz - e espressa in kHz (lett. K)
entro 1,00 e 999 MHz - è espressa in MHz (lett. M)
entro 1,00 e 999 GHz - è espressa in GHz (lett. G)
Esempi: 0,00 Hz = H002 6 kHz = 6K00 0,1 Hz = H100 12,5 kHz = 12K5 25,3 Hz = 25H3 180,4 kHz = 180K 600 Hz = 400H 180,5 kHz = 181K 2,4 kHz = 2K40 180,7 kHz = 181K 49 kHz = 49KO 1191 kHz = 1M19
Classi di emissioni
Le emissioni sono classificate con una stringa
alfanumerica composta di tre caratteri fondamentali e due
caratteri facoltativi, come di seguito riportato.
Primo simbolo: tipo di modulazione della portante principale (mod. di ampiezza) N = assenza di modulazione A = doppia banda laterale H = banda laterale unica portante intera R = banda laterale unica portante ridotta J = banda laterale unica portante soppressa B = bande laterali indipendenti C = banda laterale vestigiale o residua (televisione) (mod. angolare) F = modulazione di frequenza G = modulazione di fase D = modulazione di ampiezza/frequenza o fase (mod. impulsive) P = impulsi non modulati K = impulsi modulati in ampiezza L = impulsi modulati in durata M = impulsi con variazione di posizione Q = portante modulata in fase durante il periodo d'impulso V = combinazione di quelli precedenti W3 = combinazione: mod. d'ampiezza, frequenza, fase ed impulsi X = tutti gli altri casi Secondo simbolo: natura o informazione del segnale modulante la portante principale (necessario) 0 = assenza di segnale 1 = telegrafia ad un solo canale 2 = un solo canale con presenza di un tono 3 = un solo canale analogico 7 = due o più canali campionati 8 = due o più canali di tipo analogico 9 = combinazione di 7 e 8 X = tutti i casi non compresi negli altri punti Terzo simbolo: tipo di informazione trasmessa (necessario) W = nessuna informazione (es. AO) A = telegrafia per ricezione auditiva (es. A1-A1A) B = telegrafia per ricezione automatica (telex es. F1-F1B) C = fac-simile D = trasmissione dati, telemisura e telecomandi E = telefonia (radiodiffusione sonora) F = segnale video televisivo W = combinazione dei casi precedenti X = tutti i casi non compresi nei punti precedenti. Quarto simbolo (facoltativo) Dettagli concernenti i segnali A = codice bivalente, con elementi del segnale che differiscono sia in numero sia in durata B = codice bivalente, con elementi del segnale identici in numero e in durata, senza correzione d'errore C = come al B, con correzione d'errore D = codice quadrivalente, nel quale ciascuno stato rappresenta un elemento di segnale E = codice plurivalente, come D F = codice plurivalente, nel quale ciascuno stato o combinazione di stato rappresenta un carattere G = suono radiofonico (monofonia) H = suono radiofonico (stereofonia o quadrifonia) J = suono di qualità commerciale (esclusi punti K ed L) K = suono di qualità commerciale, con l'impiego dell'inversione di frequenza L = suono di qualità commerciale, con dei segnali separati modulati in frequenza per comandare il livello del segnale demodulato M = Immagine in bianco e nero N = immaggine in colore W = combinazione dei casi precedenti X = altri casi Quinto simbolo (facoltativo) N = assenza di multiplazione C = multiplazione di codice F = multiplazione di frequenza (frequenze vettrici) T = multiplazione di tempo W = combinazione dei casi precedenti X = casi non previsti nei punti precedenti
Nomenclatura delle bande di frequenza:
banda - nome gamma - frequenze - definizione metrica (onde...) 4 VLF 3 - 30 KHz miriametriche 5 LF 30 - 300 KHz chilometriche 6 MF 300 - 3000 KHz elettrometriche 7 HF 3 - 30 MHz decametriche 8 VHF 30 - 300 MHz metriche 9 UHF 300 - 3000 MHz decimetriche 10 SHF 3 - 30 GHz centimetriche 11 EHF 30 - 300 GHz millimetriche 12 300 - 3000 GHz decimillimetriche
Frequenze - ART. 6
1 - I membri si adoperano per
limitare il numero di frequenze e l'estensione dello spettro
utilizzato al minimo indispensabile per assicurare in modo
soddisfacente il funzionamento dei servizi necessari. A tal fine,
essi si sforzeranno di applicare, nel minor tempo possibile, gli
ultimi perfezionamenti della tecnica.
2 - I membri si impegnano a conformarsi alle prescrizioni della Tabella d'attribuzione delle bande di frequenza così come alle altre prescrizioni del presente Regolamento per assegnare frequenze a stazioni che possano causare disturbi pregiudizievoli ai servizi già assicurati alle stazioni di altri paesi.
3 - Ogni nuova assegnazione, o qualsiasi modificazione della frequenza o di altra caratteristica fondamentale di un'assegnazione esistente, deve essere fatta in modo da evitare di causare disturbi nocivi ai servizi effettuati da stazioni che usino frequenze in conformità della tabella di ripartizione delle bande di frequenza del presente Regolamento, e le cui caratteristiche siano registrate nello Schedario di riferimento Internazionale delle frequenze.
4 - Le amministrazioni dei Membri e dei Membri associati dell'Unione non debbono assegnare ad una stazione frequenze in deroga alla tabella di ripartizione delle bande di frequenza del presente regolamento, se non con l'espressa riserva che non ne derivino disturbi nocivi ad un servizio effettuato da stazioni che operino attenendosi alle disposizioni della Convenzione e del presente Regolamento.
5 - La frequenza assegnata ad una stazione di un dato servizio deve essere sufficientemente lontana dai limiti della banda assegnata a detto servizio, in modo che, tenuto conto della banda di frequenza assegnata alla stazione, non siano causati disturbi nocivi ai servizi ai quali sono assegnate le bande adiacenti.
8 - Quando in Regioni o Sottoregioni adiacenti una banda di frequenza sia assegnata a servizi diversi della stessa categoria, il funzionamento di detti servizi è basato sulla parità di diritti.
Conseguentemente, le stazioni di ogni servizio, in una delle Regioni o Sottoregioni, debbono operare in modo da non causare disturbi nocivi ai servizi delle altre Regioni o Sottoregioni.
Ripartizione delle bande di frequenza (fra 10 kHz e 40 GHz)
ART. 5
Regioni e zone
2 - Per l'assegnazione delle bande di frequenze, la Terra e stata divisa in tre Regioni.
Regione 1
La Regione 1 comprende la zona limitata a Est dalla linea A (vedasi oltre per la definizione delle linee A, B e C) e a Ovest dalla linea B, eccettuati i territori dell'Iran situati entro questi limiti. Essa comprende anche la parte dei territori (parte dei territori della Turchia e dell'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche situate fuori di detti limiti, nonchè il territorio della Repubblica popolare della Mongolia e la zona a Nord dell'URSS tra le linee A e C.
Regione 2
La Regione 2 comprende la zona limitata a Est dalla linea B e a Ovest dalla linea C.
Regione 3
La Regione 3 comprende la zona limitata ad Est dalla linea C e ad Ovest dalla linea A, fatta eccezione dei territori della Repubblica popolare della Mongolia, della Turchia, dell'URSS e della zona a Nord dell'URSS. Essa comprende anche la parte del territorio dell'Iran situata fuori di detti limiti.
Le linee A, B e C sono definite come
segue:
Linea A
La linea A parte dal Polo Nord, segue il meridiano 40° Est di Greenwich sino al parallelo 40° Nord, poi l'arco di cerchio massimo sino al punto d'intersezione del meridiano 60° Est col Tropico del Cancro, infine il meridiano 60° Est fino al Polo Sud.
Linea B
La linea B parte dal Polo Nord, segue il meridiano 10° Ovest di Greenwich sino all'intersezione di questo col parallelo 72° Nord, poi l'arco di cerchio massimo sino al punto d'intersezione del meridiano 50° Ovest e del parallelo 40° Nord, di nuovo l'arco massimo sino al punto d'intersezione del meridiano 20° Ovest e del parallelo 10° Sud, infine il meridiano 20° Ovest sino al Polo Sud.
Linea C
La linea C parte dal Polo Nord, segue l'arco di meridiano sino al punto d'intersezione del parallelo 65°30' Nord con il limite internazionale nello stretto di Behring, poi l'arco di cerchio massimo sino al punto d'intersezione del meridiano 165° Est di Greenwich col parallelo 50° Nord sino all'intersezione di questo col meridiano 120° Ovest sino al Polo Sud.
3 - Per l'applicazione del presente
Regolamento il termine "Zona africana di
radiodiffusione" designa:
a) i paesi, parti di paesi, territori e gruppi di territorio
africani situati fra i paralleli 40° Sud e 30° Nord;
b) le isole dell'oceano Indiano all'ovest del meridiano 60° Est,
situata fra il parallelo 40° Sud e l'arco di cerchio massimo che
unisce i punti di coordinate 45° Est, 11°30' Nord e 60° Est,
15° Nord;
c) le isole dell'oceano Atlantico ad est della linea B situate
fra i paralleli 40° Sud e 30° Nord.
4 - La "Zona europea di radiodiffusione" è delimitata: a Ovest dai limiti Ovest della Regione 1, a Est dal meridiano 40° Est di Greenwich e a Sud dal parallelo 30° Nord, in modo da comprendere la parte occidentale dell'URSS e i territori bagnati dal Mediterraneo, ad eccezione delle parti dell'Arabia e dell'Arabia Saudita che si trovano comprese in questo settore. Inoltre l'Iraq è compreso nella Zona europea di radiodiffusione.
5 - La "Zona europea marittima" è delimitata: a Nord da una linea che segue il parallelo 72° Nord, dall'intersezione di questo con il meridiano 55° Est fino alla sua intersezione col meridiano 5° Ovest, segue detto meridiano 5° Nord fino alla sua intersezione col parallelo 67° Nord, infine segue detto parallelo 67° Nord fino all'intersezione di esso col meridiano 30° Ovest; a Ovest da una linea che segue il meridiano 30° Nord; a Sud fino all'intersezione di esso con il meridiano 43° Est; a Est da una linea che segue il meridiano 43° Est fino all'intersezione di questo con il parallelo 60° Nord, segue detto parallelo 60° Nord fino all'intersezione di esso con il meridiano 65° Est e infine segue detto meridiano 55° Est fino alla sua intersezione con il parallelo 72° Nord.
6 - La "Zona tropicale" è
definita come segue:
a) nella Regione 2, tutta la zona compresa fra i tropici del
Cancro e del Capricorno;
b) nel complesso delle Regioni 1 e 2, la zona compresa fra i
paralleli 30° Nord e il 35° Sud, ed inoltre:
1) la zona compresa fra i meridiani 40° Est e 80° Est di
Greenwich e i paralleli 30° Nord e 40° Nord;
2) la parte della Libia a Nord del parallelo 30° Nord. Nella
Regione 2 la zona tropicale può essere estesa fino al parallelo
33° Nord in base ad accordi speciali conclusi fra i Paesi
interessati di detta Regione.
Caratteristiche tecniche (degli apparecchi e delle emissioni) ART. 12
1 - (a) La scelta e il funzionamento
degli apparecchi da utilizzarsi nelle stazioni, nonchè tutte le
emissioni delle stazioni stesse, devono soddisfare alle
disposizioni del presente Regolamento.
(b) La scelta degli apparecchi di emissione, di ricezioni e di
misura, compatibilmente con le considerazioni pratiche, deve
essere basata sui più recenti progressi della tecnica, indicati
specialmente negli avvisi del C.C.I.R.
2 - Nel progettare gli apparecchi di emissione e di ricezione da utilizzarsi in una data parte dello spettro delle frequenze, dovrà essere tenuto conto delle caratteristiche tecniche dei materiali suscettibili di utilizzazione nelle regioni prossime a detto spettro.
3 - I sistemi che funzionano a modulazione d'ampiezza devono usare, per quanto possibile, le emissioni a banda laterale unica le cui caratteristiche siano conformi agli avvisi dei C.C.I.R.
4 -(a) Le stazioni trasmittenti devono
uniformarsi alle tolleranze di frequenza stabilite.
(b) Le stazione trasmittenti devono uniformarsi alle tolleranze
indicate all'appendice 4 per le radiazioni non essenziali.
(c) inoltre, si cercherà di mantenere le tolleranze di frequenza
e il livello delle irradiazioni non essenziali ai valori più
bassi consentiti dallo stato della tecnica e dalla natura del
servizio da effettuare.
5 - Anche le larghezze di banda delle emissioni devono essere mantenute ai valori più bassi consentiti dallo stato tecnico e dalla natura del servizio da effettuare.
L'appendice costituisce una guida per la determinazione della larghezza di banda necessaria.
6 - Per garantire l'osservanza del presente Regolamento, le amministrazioni devono fare in modo che le emissioni delle stazioni che si trovano alle proprie dipendenze siano sottoposte a frequenti misure. La tecnica da applicare per dette misure deve essere conforme ai più recenti avvisi del CCIR.
7- Le amministrazioni devono collaborare alla ricerca e all'eliminazione dei disturbi nocivi, avvalendosi, ove occorra, dei mezzi descritti all'articolo 13 e seguendo la procedura di cui all'articolo 15.
8 - Le emissioni della classe B sono vietate in tutte le stazioni. Però le stazioni esistenti possono farne uso esclusivamente per le chiamate di soccorso e per traffico di soccorso.
Controllo internazionale delle emissioni ART. 20
1 - Le amministrazioni stabiliscono di continuare a estendere i mezzi di controllo delle emissioni che consentono di facilitare l'applicazione delle disposizioni del presente Regolamento e di collaborare quanto più possibile al progressivo perfezionamento di un sistema di controllo internazionale delle emissioni.
2 - Le stazioni di controllo che prendono parte al sistema di controllo internazionale delle emissioni possono essere gestite da un'amministrazione, o da una impresa pubblica o privata riconosciuta dalla propria amministrazione o da un servizio di controllo stabilito in comune da più Paesi o da un'organizzazione internazionale.
3 - Le amministrazioni devono effettuare, nella misura che ritengono possibile, i controlli di carattere generale o particolare che possano essere loro richiesti dal Comitato internazionale di registrazione delle frequenze o da altre amministrazioni. Nel richiedere osservazioni di controllo, il Comitato e le amministrazioni devono tenere conto degli impianti di controllo indicati nella Nomenclatura delle stazioni di controllo internazionale delle emissioni e indicare chiaramente lo scopo per il quale vengano richieste le osservazioni e i parametri (compresi i programmi appropriati) del controllo desiderato. I risultati dei controlli di tale natura trasmessi ad altre amministrazioni possono essere comunicati anche al Comitato, se tale comunicazione è ritenuta opportuna.
4 - Ogni amministrazione, ogni servizio di controllo stabilito in comune da più Paesi e ogni organizzazione internazionale che prenda parte al sistema di controllo internazionale delle emissioni deve designare un ufficio di raccolta, al quale devono essere inviate tutte le domande di controllo, e per cui tramite i risultati del controllo sono trasmessi al Comitato o agli uffici di raccolta delle altre amministrazioni.
5 - Le amministrazioni stabiliscono che le richieste di controllo fatte da organizzazioni internazionali che non prendano parte al sistema di controllo internazionale delle emissioni siano coordinate dal Comitato e, ove occorra, trasmesse per suo tramite alle amministrazioni.
6 - Le disposizioni del presente articolo non riguardano gli accordi privati di controllo, conclusi a determinati fini, da amministrazioni, organizzazioni internazionali o imprese pubbliche e private.
7 - Le norme tecniche, di cui il C.C.I.R. raccomanda l'osservanza da parte delle stazioni di controllo, sono riconosciute dal Comitato come norme pratiche ideali per le stazioni di controllo internazionale delle emissioni. Tuttavia, per ovviare alla necessità di certi dati, le stazioni che osservino norme tecniche meno elevate possono prendere parte egualmente al sistema di controllo internazionale delle emissioni se la propria amministrazione lo desidera.
8 - Dopo aver stabilito se le norme tecniche osservate dalle proprie stazioni di controllo siano sufficienti, le amministrazioni o le organizzazioni internazionali, devono notificare al Segretario generale, ai termini dell'art. 20 e dell'appendice 9, tutte le notizie utili riguardanti gli uffici di raccolta, e le stazioni suscettibili di prendere parte al sistema di controllo internazionale delle emissioni.
9 - (a) I risultati di misura trasmessi
al Comitato o ad altre amministrazioni devono comportare la
valutazione della precisione ottenuta al momento della misura.
(b) Quando il Comitato ritenga dubbi o insufficienti per le sue
necessità i risultati forniti da una stazione di controllo, ne
dà avviso all'amministrazione o all'organizzazione
internazionale interessata, dando i particolari utili.
10 - Quando vengono richieste misure urgenti, le comunicazioni
tra il Comitato e gli uffici di raccolta, e fra gli stessi uffici
di raccolta, devono essere inoltrate con i più rapidi mezzi di
trasmissione.
11 - Affinché i risultati di controllo pubblicati siano di portata mondiale e recenti, le amministrazioni da cui dipendono le stazioni di controllo menzionate nella Nomenclatura delle stazioni di controllo internazionale delle emissioni (vedi articolo 20) devono fare tutto il possibile perché tutte le suddette stazioni facciano osservazioni di controllo e perché i risultati vengano comunicati al più presto al Comitato.
12 - Gli uffici di raccolta possono chiedere l'ausilio di altri uffici di raccolta per l'applicazione delle disposizioni del presente articolo e di quelle dell'articolo 15.
13 - Il Comitato tiene una lista dei risultati che gli vengono trasmessi dalle stazioni di controllo che prendono parte al sistema di controllo internazionale delle emissioni.
14 - Il Comitato compila periodicamente, per la