Quelli che seguono, al momento,
sono solo degli estratti di varie recensioni.
ITALIA
INGHILTERRA
U.S.A.
CANADA
VARIE
"REPUBBLICA" (29/9/'89): "Il titolo del suo nuovo
album e' una dichiarazione d'intenti: 'Sensual World' ['Il Mondo Sensuale'],
come a dire che il mondo non va soltanto vissuto, ma toccato, respirato,che per
vivere, insomma, bisogna definitivamente compromettersi con la realta', con i
sentimenti, con le sensazioni.
Kate Bush, alla fine degli anni Ottanta, gioca la sua migliore scommessa con un
disco che sembra voler raccogliere quanto di meglio questo decennio ha saputo
esprimere musicalmente, e lo fa con un album che ha tutte le carte in regola non
solo per ottenere un grande successo commerciale, ma per essere ricordato come
uno dei prodotti migliori di questa stagione.
...Un lavoro in cui s'incrociano e si fondono le armonie di Paesi estremamente
lontani tra loro, come l'Irlanda e la Bulgaria, l'Africa e l'Europa, in un
continuo gioco di richiami, di ipotesi, di fusioni inattese e sorprendenti che
fanno di 'Sensual World' un piccolo gioiello.
E' un disco che potrebbe passare sotto l'etichetta di world music, perche' vede
al suo interno la presenza di personaggi come il trio Bulgarka (tre voci
femminili bulgare che Kate Bush ha voluto utilizzare per alcuni dei brani piu'
belli dell'album, come 'Never Be Mine' o 'Rocket's Tail'), o come i musicisti
irlandesi eccellenti Davy Spillane e Donl Lunny, o ancora l'arpa celtica del
grande Alan Stivell o la chitarra rock di David Gilmour.
E' anche un disco dove le parole, i testi, hanno un peso non indifferente nel
definire la musica stessa.... 'Sensual World' insomma e' un disco bello e
affascinante, che arriva a concludere questi anni Ottanta con una fantastica
promessa per il futuro." (Erneste Assante)
"ROCKERILLA" (11/'89): "Nessuno sa piu' da dove
arrivi la musica di Kate Bush. Col senno di poi e' facile dire che Kate sta
percorrendo il sentiero degli artisti piu' creativi. 'The Sensual World' e' una
specie di terapia di riabilitazione dei sensi, caldo com'e' di suoni e colori e
parole che accarezzano risolutamente ma dolcemente..."
(F. Fanutti)
"ROCKSTAR" (11/'89): "Un album davvero ricco e
denso... Kate Bush si riconferma artista di enorme valore, matura e
raffinata..." (P. De Bernardin)
"VELVET" (1/'90): "L'avanguardia pop di una delle
piu' stimate artiste inglesi con affilate filastrocche di parole e le note
vagabonde nell'usuale, estrema liberta'. Sono idee di partenza, materiale
creativo... questa voce di donna capace di qualsiasi movimento.
Cosi', astratta ma compiuta, l'espressione di Kate Bush e' di nuovo un'avventura
moderna e irrinunciabile." (M. Petrillo)
"CIAO 2001" (22/11/'89): "Un disco per palati
finissimi, eccezionale." (A. Staiti)
"BUSCADERO" (12/'89): "Il suo cammino artistico si
e' sviluppato con una continuita' ed una coerenza straordinarie, tanto che oggi
attendiamo ogni nuovo disco con la certezza incrollabile di trovarci di fronte
all'ennesimo capolavoro. E proprio questo, un capolavoro, e' 'The Sensual World'
, un'opera memorabile in cui trovano perfetta, e probabilmente insuperabile,
espressione i fermenti creativi gia' presenti in 'The Dreaming' ed in seguito
mirabilmente sviluppati con 'Hounds Of Love'...
(Strumenti e musicisti) si fondono in perfetta simbiosi e danno vita ad un
universo sonoro magicamente trasfigurato dalla sensibilita' dell'autrice. I
testi sono dei veri miracoli di incisiva penetrazione psicologica e toccante
lirismo. (A. Rossini)
"PANORAMA" (?/'89): " 'Rock e' donna', 'rock al
femminile': se ne parla molto spesso, ma a volte suona come uno slogan di
comodo, perfino come una montatura a uso delle vendite.
Per trovare una musica che sia genuinamente femminile, diversa, non solo a
colori delicati e tenui, ma anche piena di energia, visionaria, generosa e
appassionata come solo una donna sa essere, allora ci vuole Miss Kate Bush.
E un album straordinario e bellissimo come questo, puo' aiutare a descrivere
un'ipotesi personale di musica, e canzone davvero muliebre, con la femminilita'
intesa soprattutto come tellurica forza creatrice.
Per il suo sesto album, la 'strega del Kent' sfodera le sue unghie piu'
affilate: una fantasia scatenata, incubi, strani fantasmi, citazioni letterarie
(l' Ulisse di Joyce), esoterismo, folgorazioni improvvise, incredibili
contaminazioni musicali da culture molto diverse. Nelle undici pagine splendide
dell'album, sceneggiate tutte come altrettante storie cinematografiche, si
possono scoprire con felice sorpresa la cornamusa irlandese di Davey Spillane,
le magiche voci del Trio Bulgarka snidate in Bulgaria, l'arpa celtica di Alan
Stivell e tanti altri musicisti eccellenti, dal Pink Floyd David Gilmour a
Michael Nyman, dal violinista Nigel Kennedy al contrabbassista di jazz Eberhard
Weber. Tutti musicisti e mondi musicali incastonati insieme non per stupire gli
ingenui, ma per comporre un vertiginoso affresco di sensazioni e sentimenti
vissuti in un prodigioso slancio di poesia.
Una poesia che Kate Bush canta con quella sua voce da gatta unica, struggente,
anche un po' morbosa, tessendo al piano una tela fitta e iridescente dove
s'impigliano tutti gli altri, numerosi detriti di musica senza frontiere.
Tutti emozionanti i brani, dal delizioso 'The Sensual World' a 'The Fog', da
'Reaching Out' a 'Deeper Understanding'.
Se si puo' fare un capolavoro con un disco rock, Kate Bush ora l'ha fatto."
(Giacomo Pellicciotti)
"SOUNDS" (14/10/'89): "Non e' (lei) assolutamente
senza eguali? Aspettarsi un classico dopo quattro anni significava sminuire i
geni della sperimentazione che ispirarono Kate Bush a creare, ad esempio,
l'oltraggioso mostro 'The Dreaming' nell'82, quando invece il mondo chiedeva
quelle specie di delicate ballate al pianoforte. Lei e' ancora la piu' ispirata
anticonformista nella musica commerciale..." ( David Cavanagh)
"RECORD MIRROR" (14/10/'89): "La raccolta piu'
lussureggiante della carriera di Kate Bush. Il suo spirito intransigente e'
ancora la' con anche qualche accenno di minaccia...
Caldo, salutare e stimolante. E' valso la pena aspettarlo tanto." (Robin
Smith)
"MUSIC WEEK" (14/10/'89): "Solo l'artista piu'
forte riuscirebbe a mantenere la sua identita' in mezzo a una raccolta cosi'
formidabile e svariata come appare su questo meraviglioso album...Un'
incredibile profondita' emotiva..." (Nevill Farmer)
"Q" (10/'89): " 'Ogni disco diventa sempre piu
difficile da realizzare', potrebbe suonare come una scusa per essere cosi'
in ritardo, ma a giudicare dalla finezza dei dettagli e dalla varieta' delle
influenze che Bush ha condensato in questi quaranta minuti, e' perfettamente
plausibile: 'The Sensual World' e' estremamente lavorato e profondamente
pensato, come nessun altro album sin dall'ultimo di Peter Gabriel 'So'...Un'
analisi di ogni parte di "The Sensual World" non renderebbe veramente
giustizia all 'audacia dell'album. Bush ha preso un gran numero di stili ma 'The
Sensual World' non finisce, fortunatamente, col suonare semplicemente
intelligente e stilizzato. E' per riconoscere che lo sforzo immaginifico e la
pazienza che ha richiesto il loro disegno garantira' la posizione di Kate Bush
in questa classe singolare che e' la sua stessa ancora per parecchio
tempo." (Robert Sandall)
"NEW MUSICAL EXPRESS" (21/10/'89): "...Kate Bush
non ha alcun punto in comune con niente e nessuno alla maniera di quasi tutta la
musica moderna, da SAW a Prince, dai Waterboys ai Public Enemy, il che significa
l'uso di stili, modelli, e scarti come una specie di garanzia commerciale. Lei
sta usando tutto questo materiale come gli elementi di un assoluto grattacapo di
genio. E' un disco strano ed eccezionale che ha poco da dividere con qualunque
altra cosa musicale. Ha tutto in comune con l'unicita'. KB rimane sola, avanti e
un genio." (David Quantick)
"MELODY MAKER" (14/10/'89): "... La sua fiduca in
se stessa cresce, e noi beneficiamo di una musica che e' cosi' naturalmente
particolare, cosi' leggiadramente al di sopra delle sudate e delle tensioni di
quelli che si sforzano di essere alternativi, e' cosi' istintivamente diversa...
La musica di Kate Bush scaturisce da una grande realta', da una innata verita'.
...E' un disco che mi riduce all'incapacita' di fronte ai paragoni... Lei si
prende il suo tempo, si comporta come se vivesse in un vuoto coperto di foglie
con il suo cuore, e ogni tanto invia un disco come un messasggio in una
bottiglia....Una volta ogni pochi anni, l'ardente Bush completa un capitolo del
suo lavoro ed e' come la visita di un angelo custode. Come i fiori che non sono
mai davvero fuori moda. Come i balli lenti con le luci spente e le finestre
aperte. I 'Blue Nile' hanno uno sfidante per la musica (piu') assolutamente
bella dell'anno, ma non e' una contesa. Non e' neanche un anno. Kate Bush e'
Kate Bush, e grazie a Dio per questo. Fa appello agli elementi della natura
selvaggia della bambina che e' in ogni donna, e se tu pensi che lei attiri ogni
uomo per un solo motivo, allora francamente non sai niente di niente, ed io non
posso aiutarti. Il mondo sensuale e' un mondo senza fine. Entraci. (Chris
Roberts)
"NUMBER ONE" (25/10/'89): "Il problema con la
musica di Kate Bush e' che una volta ascolta la sua musica il resto della tua
collezione di dischi appare scialba e insignificante in confronto alla musica
favolosamente originale, mistica, magica, che fa lei. E, o gioia, 'The Sensual
World' e' ancora un'altra offerta della fata... Oh si', Kate e' tornata a tutta
forza..." (Kate 'Bush' Davies)
"WHICH CD" (12/'89): "E' tornata dopo quattro anni,
per deliziarci e turbarci con il suo modo totalmente unico di vedere e di
sentire. Chi se non Kate potrebbe pensare di chiedere, come lei fa durante le
scariche al cuore di 'The Fog': 'Questo amore e' abbastanza grande da vegliare
su di me...''. Chi se non Kate potrebbe perfettamente integrare non soltanto gli
strumenti irlandesi ma anche quelli greci? In piu' lei fa tutto con una tale
naturalezza tanto che uno deve stare in punta di piedi per rendersi conto di
tutto cio' che accade.
(...) E tu comincerai ad avere un'idea di quanto questo disco sia dannatamente
vicino ad essere indispensabile.
Non riesco a pensare a nessun altro artista inglese contemporaneo che stia
mettendo cosi' tanta originale fantasia, potere emotivo, e vera e propria
musicalita' in canzoni che sono anche ragionevolmente facili da godere per
tutti.
C'e' soltanto una Kate Bush, e non ci sara' mai un altro disco come
questo."
(Johnny Black)
"LOS ANGELES TIMES" (5/11/'89): "Forse soltanto
Peter Gabriel miscela cosi' tanti elementi culturali con tanto acume..."
(S. Hochman)
"MUSICIAN" (12/'89): "Un ciclo di canzoni ricche e
profonde quanto gli anni che sono serviti per farle maturare. Profondamente
umano, terreno, e commovente." (K. MCKenna)
"BILLBOARD" (28/10/'89): "A parte la sua
incredibile voce, il punto forte di Bush e' sempre stata la sua abilita' nel
riassumere acutamente la sensualita' femminile senza mai incrociare la linea tra
l'erotico e il crasso... Alcune delle musiche eteree piu' affascinanti che lei
abbia scritto..."
"PEOPLE" (15/11/'89): "Uno degli stili piu'
sorprendenti della pop music... Le melodie e le armonie sono avventurose ed
esotiche..." (D. Hiltbrand)
"GAVIN REPORT" (27/10/'89): "Il ritorno del
pensiero della First Lady del progressive... Di prima classe sia che si tratti
di un disco di moderna alta tecnologia che di fonti 'Joyciane'... C'e'
un'abbondanza mistica tra le linee, un qualcosa sicuramente perso da molte delle
produzioni recenti..."
"CD REVIEW" (2/'90): "Kate Bush e' una poetessa,
un'osservatrice della vita... Pieno di strati di strumentazioni ma il suono non
e' mai confuso... La bellezza di vivere nel mondo sensuale e' una delle
emozioni, delle esperienze piu' pure e genuine da non avere prezzo." (E.
Murray)
"CASHEBOX" (16/12/'89): "L'influenza di Kate Bush
puo' essere ascoltata in cosi' tanti nuovi artisti che 1ei dovrebbe ricevere i
diritti d'autore. Vocalita' eteree, letterata, testi provocatori e la piu'
naturale sensualita'... tutte queste caratteristiche sono nel pieno delle forze.
Un tempestivo promemoria da parte di uno dei piu' grandi talenti di questa
decade.
I terreni sociali ed emotivi nascosti in questo album sono tra i piu fertili e i
piu' ambiziosi dell'anno e sono totalmente convincenti.
Il brano 'This Woman's Work' e' uno dei migliori singoli dell'anno, se non della
decade." (E. Hardy)
"MUSIC TECHNOLOGY" (2/'90): "Gli amanti di Kate
Bush possono gioire di un'altra sorprendente raccolta da parte di un talento
creativo eccezionale... Ancora una volta lei ha scavato un nuovo terreno nel
paesaggio sonoro... 'The Fog' e', forse, il migliore suono-poema che abbia
composto fino ad oggi...
Potrei continuare a delirare su questo album per anni." (Dan Rue)
"RITHAM" ( ex Yugoslavia,12/'89): "Attendiamo ogni
suo mutare per poterci stupire... Prima di tutto i toni, poi il ritmo, infine
tutte le melodie, passano sotto l'incudine imprigionando la massa cerebrale.
Ottimamente composto e meravigliosamente interpretato." (Bojan Zikic)
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