Tra gli aspetti di Kate che più affascinano gli osservatori, oltre
al personalissimo metodo creativo, troviamo il non meno singolare metodo compositivo e le
tecniche di registrazione.
Ci si è sempre chiesti come prendono vita quelle idee geniali.
Dopo la realizzazione di "The Dreaming" nessuno, oltre a pochi intimi, ha potuto
più osservare da vicino quanto avviene nel suo studio di registrazione privato:
composizione, arrangiamenti, produzione, sono opera della stessa Kate, per cui a
differenza di quanto avvenuto per i primi lavori, sono mancate le voci esterne che
potevano far luce in quella zona dombra che è la preparazione di un disco.
Dai primi passi ad oggi si sono verificati numerosi e profondi cambiamenti: dai demo
ottenuti con un normale registratore Kate è arrivata a realizzare demo che di fatto sono
il prodotto finale, e dalla registrazione analogica è passata alla registrazione
digitale. Si potrebbe dire, quindi, che la luce è venuta a mancare proprio quando
conoscenza ed esperienza accumulate da Kate stavano per dare vita ai frutti più
succulenti.
Gli estratti racchiusi in queste pagine tracciano il cammino svolto sino ad oggi, e a
raccontarcelo chi meglio della stessa Kate? Solo per lalbum The Red
Shoes la parola è passata a Del Palmer, dato che, comè noto, lui solo ha
rilasciato interviste inerenti la parte tecnica dellultimo album.
"Il modo in cui ho sempre lavorato è al pianoforte. Non scrivo mai senza il
piano: siamo sempre io e lui e comunichiamo tra di noi. Io sempre scrivo le parole in
accordo con la musica, sembra che viaggino insieme ed è un qualcosa legato agli stati
danimo. Se laccordo che sto suonando mi dice qualcosa, allora le parole
verranno di conseguenza. Se laccordo è minore, sarà una canzone triste perchè i
semitoni hanno un che di triste. Se si tratta di un accordo magiore, sarà per così dire
più roccheggiante o solare. Accade che mi siedo e comincio a suonare il piano ed è il
susseguirsi degli accordi che scaturiscono a guidare il brano. Finché non mi siedo al
piano non ho idea di cosa accadrà. A volte, prima di andarci, può darsi che io abbia
unidea che mi è stata suggerita da un film o da una conversazione con qualcuno su
un argomento che non conoscevo. Si può pensare che lispirazione scaturisca in modi
differenti: può essere un qualcosa completamente fuori dal comune, che allimproviso
ti fa pensare voglio scriverci su una canzone. Credo funzioni in questo modo.
Larte nasce da sentimenti spontanei e dal confronto con le persone, oggetti,
qualunque cosa. E un continuo processo creativo."
(Self Portrait, album promo - USA- 78)
"Penso che la musica e lamore siano molto simili tra di loro. Entrambi sono
basilari energie naturali, hanno in comune lo stesso senso di libertà totale, di euforia.
Ciò che comunica la musica è realmente come fare lamore. Se stai suonando il
pianoforte, ad esempio, lunione è davvero meravigliosa."
(Music is my life, 80)
Le idee per i passi di danza le immagini mentre scrivi un brano?
"Non accade spesso. Quando è scritto, le idee principali sono già là, ed
infatti trovo che più scrivo (in special modo recentemente) più vedo cose
nel mentre. Ciò è inusuale, ed io tendo ad allontanrle perché mi distraggono dal brano
in sè."
(KBC 5, 80)
Lapproccio ai movimenti di danza è stato per te un nuovo immaginario visuale,
oppure era già presente e ti ha aiutato nella composizione?
"In realtà, quando scrivo qualcosa, non riesco ad immaginare contemporaneamente
la coreografia. Al contrario posso trarre lispirazione musicale quando sto
ascoltando e vedendo danzare altri.
Ci sono diverse procedure a tua disposizione quando componi: puoi farti guidare dal testo,
dalla danza, dalle melodie, ritmi o armonie, e persino dal computer."
Tu ne segui una in particolare?
Sin da quando ho cominciato a comporre, gli stili e le attitudini sono cambiate.
Inizialmente era "io e il piano", e non mi fermavo finchè il brano non era
completo: il testo e la melodia mi prendevano un paio di settimane. Per gli ultimi due
album ("Never For Ever" e "The Dreaming", N.d.T.) mi ci è voluto
molto più tempo, ho lavorato con le rhythm machines e con le tastiere, avendo già in
mente il soggetto del brano. Si può quasi dire che io abbia integrato la musica al
soggetto.
(Electronics & Music Maker, 82)
"Tu misuri in base alla reazione altrui se la tua voce interiore è nel giusto.
Lei ti dice fai questo!, e tu devi vedere cosa ne pensano gli altri. La
barriera contro lautoindulgenza deve venire da dentro di te. Devi ascoltare le
critiche altrui per essere capace di fare qualcosa in merito. Puoi ottenere una risposta
diversa da ognuno. "
Lo fai apposta ad avere questaura di mistero?
"Non è una cosa che studio a tavolino. Ciò che mi preoccupa è che
mimpegno molto a creare spontaneità. Posso trovarmi ad interpretare una
canzone che parla di una persona calma che allimprovviso diventa aggressiva, ed io
cerco di riflettere ciò vocalmente. Idee diverse sincrociano in toni
differenti."
(NME, 23/10/82)
Sai leggere la musica adesso?
"No. So leggere gli accordi, ma non proprio la musica."
E quindi come riesci a mettere insieme le parti vocali e strumentali nei tuoi brani?
"Per molti di essi uso letteralmente il registratore e le imparo a memoria, e poi
le traduco. Registro su una macchina multipiste le varie parti vocali dopo che
ci ho lavorato inizialmente a casa. A volte posso dire che funzionano armonicamente così
come sono senza ulteriori passaggi, ma dipende."
Lavori a partire dalla voce principale e poi aggiungi la terza e la quinta?
"No, non lavoro così. Cerco semplicemente ciò che suona meglio al mio orecchio,
e non penso mai tecnicamente alle terze alle quinte [fa riferimento alle voci
secondarie, ndt], perchè molto spesso penso che le quarte e le seste potrebbero andar
meglio. Mi piace usare movimenti paralleli per creare unatmosfera medievale, e canto
anche note che sono slegate dallarmonia - diciamo scendendo di un semitono - il che
aiuta a creare molta tensione. Cerco di evitare di pensare al lato tecnico quando lavoro,
ci penso successivamente.
Per quanto riguarda le voci maschili, canto a chi le deve interpretare le parti così come
le vorrei e gli spiego la fraseologia e il tempo. Poi loro vanno nella sala di
registrazione ed io sto alla console a mixare. Mi reputo fortunata da questo punto di
vista, poiché non sono session singer ma degli amici con delle belle voci."
Cè molto contrappunto nelle tue composizioni. Ti viene naturale?
"Sì, è un qualcosa che trovo funzioni anche a strati. Per esempio, normalmente
il brano, con i toni e gli accordi di base, sarebbe moscio e poi quando le cose cominciano
a quadrare, sento dei buchi che necessitano di essere riempiti in qualche modo.
A volte lo faccio con il nastro a casa o durante la pausa del pasto allo studio. Giro e
rigiro parti del nastro e laccompagno con la voce."
Per cui la tua procedura consiste nel comporre il brano al piano con le liriche ed avere
alcune idee definite per lavorarci a casa.
"Al momento lispirazione mi porta a fare così: ogni armonia successiva
viene aggiunta alla base con limpiego del registratore. Uso un 'Revox half-track'
per fare delle prove di come suonerebbero le parti vocali, a questo stadio non registro
ancora niente, minteressa solo sentire se va bene. Diciamo che è per il playback,
mi è daiuto.
Per i demo uso un otto piste da studio. Ho anche usato un 'Teac Portastudio 144' che ho
trovato molto utile."
Usi un modo predefinito per comporre le tue armonie?
"Niente affatto, dipende totalmente dal brano. Qualunque cosa mi dica la canzone,
quelle parti che avverto mancano di armonia hanno bisogno di un qualcosa di particolare.
Ad esempio, nel caso di "Hammer Horror" ho pensato con molta cura alle parti
disarmoniche, mentre "Violin" è nata così in consenguenza al fatto che è
stato lunico strumento di cui ho preso lezioni."
(Electronics & Music Maker, 82)
Dove nascono le tue canzoni?
"Avevo un home studio in questi ultimi anni. Per "Hounds Of Love"
abbiamo equipaggiato un master home studio. La differenza è fantastica. Intanto non
dobbiamo pagare una barca di soldi per ogni ora passata in uno studio londinese. Il che ti
fa sentire molto più rilassata. La pressione che ti mette addosso lavorare in uno studio
a pagamento è incredibile. E poi con uno studio a casa uno si sente molto più libero di
sperimentare."
Sappiamo che prima preparavi i demo e spesso non riuscivi a ricreare la stessa atmosfera
in studio di registrazione.
"Questa è una delle cose più difficili da ottenere, accade a tutti. Prepari un
demo ed è la canzone, la spontaneità con cui lhai creata, con quella leggera
inflessione nella voce, o altro nel demo che dice tutto. Anche se il canto non è perfetto
e le percussioni sono fuori tempo, ha la giusta atmosfera. Poi vai a registrarla per
luscita finale e senti che non cè più. E troppo veloce o troppo
pulita. Resta il fatto che non è più la stessa. Cercare di ricreare latmosfera di
qualcosa che hai fatto con grande spontaneità può essere unimpresa impossibile.
Sul nuovo album abbiamo realizzato come demo dei master. In questo modo non cè più
bisogno di avere dei demo da masterizzare, avendo a disposizione lo studio a casa."
(Keyboard, 6/85)
Come costruisci i brani adesso?
"Almeno sei o sette brani del nuovo album ["Hounds Of Love"]
sono stati realizzati in modi totalmente diversi. Cè un brano che ho letteralmente
scritto al Fairlight e poi rifatto completamente con veri strumenti a corda ["Cloudbusting"].
E i drum, che originalmente erano Linn, sono stati rifatti con un vero batterista. Poi
cè un altro brano che è del tutto diverso, che ho dovuto scrivere attraverso un
chitarrista ["Waking the Witch"]. Aveva proprio bisogno di essere
basata sul suono della chitarra ma io non so suonarla. Se avessi usato il piano o il
Fairlight sarebbe stato un errore, per cui ho dovuto scriverla tramite il chitarrista.
E stato favoloso."
Cosè che ti ha fatto decidere di sostituire il Fairlight e il Linn con dei veri
violini e veri drum?
"Suppongo che a dirmi cosa fare siano il canto e il testo. Nonostante il suono di
violino del Fairlight fosse interessante, era privo... gli mancava il calore e
lintimità che la canzone richiedeva, e ... al Fairlight suonava un po' blando. Quel
brano in particolare aveva unatmosfer molto intima. Necessitava ... del calore del
legno, dellerrore umano, sai, il fatto che non sempre era a tempo, e che cera
questo gruppo di persone che lavorano insieme creando quel suono. Io sento che nella
maggior parte dei casi quando hai un magnifico musicista ed uno strumento hai proprio...
insomma, a che serve il Fairlight?
Penso si tratti di un fine diverso, almeno per quanto mi riguarda. Io non voglio creare il
miglior cellista del mondo al Fairlight. Piuttosto chiamo un ottimo cellista in studio e
registro il suo suono con un buon ingegnere, e poi uso il Fairlight per creare qualcosa
che sia complementare a ciò.
La cosa più eccitante per me è la combinazione di suoni veri, naturali e suoni
estremamente elettronici, sintetici. Sono i due mondi che si mescolano ad affascinarmi.
Nei prossimi anni, sarà bello vedere come la gente comincerà a lavorare su queste cose.
Negli ultimi tre anni abbiamo vissuto in unera musicale molto sintetica.
Linteresse della gente si è riversato sui sintetizzatori più avanzati. E
entusiasmante, ma penso che sia stata così presa dallelettronica che forse ora
arriverà il tempo in cui i due mondi si fonderanno."
Cosa pensi dellidea che forse potrai non creare il miglior cellista col Fairlight,
ma che il cellista sarai tu? Non sarà espressione di Pablo Casal, ma di Kate Bush.
"Sì, potrebbe essere interessante, ma penso anche che potrebbe essere noioso. Su
questo album ho fatto così tanta parte del lavoro che mi piace davvero molto linput
di altre persone. Trovo noioso lavorare sempre con le mie idee. La cosa che più mi piace
del Fairlight, che poi è il motivo per cui lo apprezzo così tanto, è che con esso posso
scrivere un pezzo con una chitarra acustica o un violoncello, e poi chiamare il musicista
che me lo suona. Il musicista suona ciò che io ho scritto, ma lui lo fa molto meglio di
quanto non riesca a fare io. Probabilmente senza il Fairlight non avrei potuto scrivere
quelle parti. Le avrei scritte al piano ma non sarebbe stata la stessa cosa. E allo stesso
tempo, non penso di suonarle col Fairlight altrettanto bene quanto riescano dei veri
musicisti. E una miscela interessante."
Senti di avere una comprensione migliore del modo in cui questi musicisti suonano?
"Be, certamente nella mia esperienza, mi ha fornito unenorme
capacità di penetrazione nella composizione e nel modo in cui funzionano gli strumenti.
Penso sia una specie di... se non fai molta attenzione può allo stesso tempo farti
provare un senso di alterigia: sederti lì e suonare tutti quei drum e pensare hey,
perchè tu non riesci a fare questo?, - è facile che accada. Daltra parte, ci
sono piccole inflessioni che sarebbe molto difficile ottenere con le tastiere. Potrei
arrivarci vicino, ma... non ... non sarebbe come il suono dello strumento vero. Un mucchio
di strumenti naturali, questa è la questione. E linflessione del musicista,
il modo in cui lavora il suono, lo personalizza. Gli strumenti veri non moriranno mai. Non
credo possano. E da quelli naturali che sono nati tutti gli strumenti elettronici.
Dovrebbero camminare mano nella mano."
Componi sulla carta o direttamente sul Fairlight o sul registratore?
"Prima nella mia mente e poi nel registratore. Compongo sulla carta solo quando
ad esempio si tratta di una partitura di chitarra o di violoncello, dove suono in tempo
reale su nastro e poi, quando sono soddisfatta del risultato, la scrivo per il musicista
che la suonerà. Se sono io che dovrò suonarla non mimporta scriverla. Lavoro molto
meglio nella mia mente. Mi prende delle ore scrivere su carta. Sono lenta. Ma scrivere su
carta è un modo molto accurato per far comprendere in breve tempo al musicista ciò che
voglio."
Kate, le tue canzoni esplodono nella tua mente all'improvviso oppure richiedono un lavoro
artigianale e ti costano grande pena e fatica renderle dei pezzi d'arte?
"Cambia ogni volta, a dire il vero. Per "Never For Ever" dovevo ancora
scrivere la maggior parte dei brani e ciò mi avrebbe richiesto delle settimane anche solo
per ottenere un coro o scrivere le parole. Quando, però, siamo entrati in studio tutto è
stato molto spontaneo e veloce. Mentre con gran parte di "The Dreaming" è
accaduto che mi sono seduta al pianoforte ed ho scritto il ritmo, ho proprio scritto i
brani. Non riuscivo a crederci. Le parole magari non c'erano ancora ma l'idea era là ed
anche tutti i toni. E' stata la prima volta che ho avuto il demo dei brani mentre li
scrivevo. Le note del piano, il tono della voce, i cori, ed avevo un brano! E a parte
"Houdini" che mi ha quasi uccisa, il resto è stato proprio, dio!, così facile.
Tanto facile da far paura.
Dopo, però, quando sono entrata in studio tutta quella spontaneità e rapidità è
sembrata svanire ed è diventata qualcosa di completamente opposto. La registrazione è
stato un lavoro durissimo e molto intenso.
I brani del nuovo album, "Hounds Of Love", hanno invece richiesto molto tempo e
fatica. Ora che ho il mio studio di registrazione molto del processo di scrittura è parte
del processo di registrazione, così anziché entrarci con un brano già finito posso
proprio scriverlo in studio. E questo richiede un certo tempo."
Quindi non si puo dire che sei abbondantemente creativa e che ci privi di un gran
numero di brani che mai finiscono su gli album?
Lo vorrei tanto! Se fossì creativa a tal punto, potrei semplicemente sedermi e dire.
Ah, caspita, eccone unaltra!. Invece è così difficile. Con ogni album
solitamente mi ritrovo a dover racimolare i brani. Il primo album è stato lunico
per cui non è stato così, perchè ne avevo a centinaia tra cui scegliere, scritte
dalletà di undici anni. Ma adesso è diventato difficile per me scrivere. Più vado
avanti e più è dura trovare qualcosa di convincente nella mia arte. Ci sono tanti
soggetti di cui probabilmente avrei gioito scrivere agli inizi, ma che oggi trovo tediosi.
Ci sono stati tanti cambiamenti. Sai comè, più vedi e più cè da temere, e
più cè da imparare. Credo che ciò sia molto vero in riferimento al mio lavoro.
E presumibilmente il tuo criterio di perfezione tende ad intensificarsi, per cui diventa
sempre più difficile raggiungere quella soglia.
Sì, credo sia proprio così. E poi, naturalmente, non riesci a controllare ciò che
vien fuori, il che è quanto devo continuamente ripetere a me stessa. Penso: adesso
mi siedo e scrivo questo o quello, ma tutto dipendo dal mio stato danimo o da
ciò che sta succedendo.
Non riesci a controllarlo. A parte rifiutare o accettare e disporre le parti in un ordine
differente, non hai alcun controllo. Non è proprio qualcosa che possiedi.
Potrei scrivere un album molto velocemente, ma forse per me solo uno di quei brani sarebbe
abbastanza interessante, mentre io volevo essere sicura che tutti i brani del nuovo album
fossero validi. Sono i testi che rappresentano un lungo processo, continuano a cambiare
dal principio fino a quando non ho completato lultima parte della voce principale.
Intendo dire, ancora allora mi ritrovo a migliorare delle parole o dei versi che trovo
andrebbero migliorate...
E tutto questo che giustifica i tre anni di intervallo tra The Dreaming e
Hounds of Love?
Si, mi prende lungo tempo scrivere del materiale che trovo interessante
abbastanza, ed inoltre mi occorre un certo periodo per uscire dalla scia di un album
finito ed entrare nellenergia di un altro. Ritengo che sbaglierei se componessi del
nuovo materiale sentendomi nella stessa disposizione danimo. In un certo senso si
tratta di pensare: OK, quel che è stato è stato. Adesso devo uscire e trovare
nuovi stimoli. Uno passa da una atmosfera molto intensa ad unaltra, e bisogna
avere nuova ispirazione tra le due. Ma un altro dei motivi principali per cui il nuovo
album ha richiesto tanto tempo è stato "The Ninth Wave". E stato così
difficile sentirmi brava abbastanza per decidere di farlo. Sentivo che era ciò che
desideravo fare, ma poi ho cominciato ad averne timore. Sai, ero consapevole che se non
avesse funzionato, avrebbe significato tanta fatica per niente. Poi ho deciso: OK,
ci provo, ed ho cominciato. Ma ciò che ha davvero preso lungo tempo è stato finire
ciascun brano, non erano buoni come avrebbero dovuto, cerano ancora molte cose che
dovevano essere fatte.
Del: "Penso dipenda dal contesto. Se il contesto non fosse stato troppo profondo,
allora tutto si sarebbe risolto piuttosto velocemente. E quando cerchi di creare una
specifica atmosfera che diventa difficile."
Esatto, dipende da ciò che richiede il brano. E laspetto migliore
nellavere un prioprio studio di registrazione risiede nel non avere il pensiero
pressante che ti costa centina di sterline ogni ora. Ci piace sperimentare e a volte
richiede del tempo realizzare un lavoro sperimentale.
Ma avere il tuo studio privato presenta due facce, nel senso che se da un lato facilita le
cose, il fatto che non ti senti addosso la stessa pressione, non rende più difficile
completare il lavoro?
Be, ho pensato che avrebbe potuto rappresentare un problema, ma a dire il vero
non credo che lo sia stato, per il modo in cui lavoriamo. Cera sempre pressione
perchè lalbum richiedeva sempre più tempo ed io ero molto consapevole che doveva
essere finito.
E naturale che molti si stiano chiedendo il motivo di un tale intervallo tra un
lavoro e laltro, e cè il timore di dover attendere altri tre o quattro anni
prima di ascoltarne uno nuovo. Preparare lo studio di registrazione ha comportato dei
ritardi?
Sì, certo. Costruire la base qui piuttosto che andare ogni volta a Londra. Ha
richiesto qualche tempo accumulare lequipaggiamento completo, così da avere ogni
cosa a portata di mano. Inoltre, mentre lo stavamo organizzando, siamo passati da un 24
piste ad un 48 piste.
Non pensi che se vivessi in un contesto urbano saresti sotto linfluenza di una
pressione differente, sotto stimoli diversi, e magari saresti più produttiva?
No, ci sono più distrazioni, e ritengo che ciò fosse uno dei miei più grandi
problemi.
Del: "Penso tu sia stata più produttiva da quando siamo andati via dalla
città."
Sì, assolutamente.
Quindi, lessenza è che, se anche la nave va a fondo, ora che hai il tuo studio
privato potrai continuare a fare nuovi dischi?
Del: "Sì, ma credo che ci sarà sempre un mercato per la musica di Kate."
Anche per me è così! ma anche nel peggiore dei casi, con il tuo studio potrai continuare
a registrare anche solo per un tuo personale piacere. Una volta che un album è finito,
riesci ad apprezzarlo oppure non vuoi più averci nulla a che fare?
Non potrei con i primi due album, perchè non sono riusciti come li avrei voluti e
quando li ascoltavo ne ero molto infastidita perchè mi ritrovavo a pensare a tutte le
cose che avrei voluto aver potuto fare. Ma il terzo e il quarto album, sì, li posso
ascoltare e provarne piacere, pur sentendomi molto critica. Alcuni brani sono
soddisfacenti. Artisticamente, mi sento compiaciuta di The Dreaming. Ho
raggiunto maggior risultati che nei precedenti. Ma a quel tempo i brani accettavano di
più quel tipo di stile emotivo perchè erano molto intensi ed esigenti.
Il nuovo album, che è quello di cui sono più soddisfatta, aveva unenergia ben
diversa. Era lestate dello scorso anno, ed io ho sentito di voler scrivere canzoni
che avessero unenergia molto positiva, piuttosto che rimanere con tutta
quellintensità di emozioni così potente in The Dreaming. Penso sia
importante che ciascun album sia diverso, altrimenti non si arriva da nessuna parte, senza
esplorare e rimanendo in un solco. Però richiede tempo trascinare te stesso da
unenergia ad unaltra perchè uno tende a ripete alcune cose che forse sono
già sullalbum precedente, anche se può non apparire ovvio. E importante
ricominciare a scrivere in uno stile ogni volta un po' diverso.
Adesso che è finito, riesco a sedermi ed ad apprezzarlo, specialmente qui in studio.
Perchè è il modo ottimale di ascoltarlo: è qui che tutto è stato fatto. Appena passa
su vinile o su compact suona diverso. Ma ora posso sedermi qui e rilassarmi invece di
prendere nota di questo o di quello, per ricordarmi di studiare meglio quel punto o
quellaltro...
Del: "Sì, dovresti vedere gli appunti! Ce ne sono due archivi fitti fitti! Pieni di
note, non ci crederesti mai."
Sì, sono brevi memorandum e scarabocchi e tabelle con segnate delle parti che
considero buone.
Non hai pentagrammi pieni di linee musicali eliminate?
Be, no, lunica volta che lho fatto e stato per la parte del
violoncello in Hounds of Love. La sola volta in cui ho mai scritto su carta
una parte. Sono rimasta sveglia tutta la notte per farlo e non ero certa che ci sarei
riuscita. Ma ho lavorato con lEmulator ed ho scritto gli accordi che ho suonato in
triplice chiave. Poi il violoncellista Jonathan Williams, un grande musicista, mi ha
aiutata suonando unottava piu bassa.
(Musician, 85)
Bush dichiara che come compositrice ha beneficiato moltissimo di giocattoli musicali quali
il Farlaight e lEmulator, entrambi strumenti musicali computerizzati. Lei può
preparare gli arrangiamenti più accurati con dei suoni più vicini agli originali e
valutare le sue teorie prima di affidarli ad altri musicisti. Dice che è la miglior cosa
che le sia accaduta dopo le drum machine.
"Uno si trova a disposizione un intero sbarramento di suoni che possono scatenare
idee e sviluppare gli arrangiamenti finali. Mi considero molto fortunata perchè io sono
una tastierista, e sembra che le migliori opportunità nel campo degli strumenti siano
fornite dalle tastiere.
Io non so scrivere la musica, per cui ho sempre dovuto utilizzare le parole per comunicare
le mie idee. Ma ora posso comporre alla tastiera parti come prima non avrei mai potuto
fare, ti permette di avvicinarti molto di più allessenza della canzone.
Comunque lintero processo di scrittura è molto insulare, sia che si scriva dei
libri o delle poesie o delle canzoni. Si tratta di una forma despressione molto
intima, una cosa privata, unoccupazione solitaria.
Nel mio caso, tutto ha avuto inizio mentre armeggiavo al pianoforte a dieci o undici anni.
Quel senso di crescita nelle canzoni, e la mia voce che migliorava quanto più la
esercitavo accompagnando le musiche.
Poi ho attraversato la fase degli studi di registrazioni, e nel frattempo sono andata
così lontana e mi sono resa conto che quellambiente aveva un effetto sui brani che
componevo tale che se volevo avere il controllo totale avrei dovuto anche produrle.
Poi è venuta la fase visuale, che secondo me ha molto a che vedere con laspetto
dellesibizione. Tutti questi elementi sono unestensione dellessere
unautrice di canzoni, e tale io mi considero."
(Now, 28/11/85)
Tu sei unautodidatta. Ho letto di quando entravi nelle librerie alla ricerca di
libri che avrebbero potuto insegnarti a unire le parole alla musica. Alla fine come hai
imparato, solo con la pratica? Imparando per tentativi?
"Bè, penso che sin dallinizio si è trattato di un graduale processo di
autoinsegnamento di ciò che funzionava e viceversa. E solo una questione di
pratica. Ogni volta che scrivi una canzone, apprendi un aspetto nuovo del
songwriting."
(Island-Ear, 7/1/87)
Quando cerchi di comunicare con gli altri musicisti e gli dici esattamente ciò che vuoi,
dai loro una musicassetta?
"Dipende molto dal musicista. Alcuni non vogliono entrare in studio senza prima
aver avuto un nastro da poter ascoltare per elaborarne alcune idee.
Normalmente però accade che il musicista viene da me, gli facciamo ascoltare il brano che
ha già le idee di base. Per molti versi mi accade di lavorare al contrario rispetto a
molti altri, tanto che le parti al basso molto spesso sono le ultime ad essere aggiunte.
Per cui il brano che ascoltano ha le percussioni, il piano, la voce, qualche tastiera, a
volte anche la chitarra. Negli ultimi tempi molto spesso riusciamo a creare una buona
atmosfera sul nastro prima che il musicista arrivi: in questo modo, anche se si tratta
ancora di una registrazione molto grezza, racchiude già quale sarà il carattere che il
brano avrà alla fine. Ci sono tutti gli ingredienti, si tratta solo di amalgamarli."
(MuchMusic - TV - 11/85)
"La maggior parte delle nuove canzoni parlano ancora delle relazioni. Forse sto
dicendo: le cose vanno storte? OK, va bene lo stesso. Mi ci son voluti due
anni per ammettere che devo sudar sangue e piangere calde lacrime prima di poter dire che
il lavoro è completato, che ho detto tutto. E per questo che mi preoccupo che il
processo creativo diventa ogni volta sempre più duro e doloroso per me. A che punto mi
accorgerò di aver esaurito la creatività? Che dentro di me non sono rimasti più
album?"
(You, 22/10/89)
Quando cominci un album sei completamente assorbita dallidea e fai le ore piccole
per scrivere i pezzi?
"Non proprio quando lo incomincio. Diciamo che il processo iniziale è
relativamente tranquillo. Ma poi quando comincio a entrare un po' più nel progetto, si
basa tutto sul pensiero Dio! Fa schifo!. Da questo punto in poi cominci
sul serio a lavorare, diventa molto pressante. Ho unattitudine molto ossessiva
riguardo ai miei album: una volta entrata non faccio nientaltro.
Non riesco a dedicarmi ad altri progetti perchè sento che mi distraggono, e poichè so
che mi prenderà lungo tempo lascio che questa spinta prosegua oppure il progetto non
arriverà mai a conclusione."
Lasci che altre persone entrino in studio e ascoltino?
"Sì. Ciò è molto importante. Però più passa il tempo e più diventa un
problema, per via del mio modo di lavorare. Molto spesso il brano è frammentato fino a
che non è quasi allultimo stadio. Laltro problema è che se sai di voler
cambiare molte cose prima della fine, accade che se lasci ascoltare ad altri i brani
quando sono ancora allo stadio iniziale chi ascolta resta legato a quella prima struttura
e non riesce a concepire alcun cambiamento successivo.
Il modo più utile per me è quello di far ascoltare i brani quando sono quasi ultimati,
così da poter misurare le diverse reazioni."
Scrivi sempre in studio?
"Sì. Gioco con le idee a casa, ma la maggior parte della scrittura dei brani
avviene qui, e ciò è molto importante perchè anni fa registravo dei demo e accadeva
sempre che cerano cose che desideravo mantenere ma che svanivano durante il
passaggio. Leterno problema dei demo. Con uno studio personale puoi aggirare
lostacolo: il master è il demo e puoi conservare tutte le piccole idee iniziali, il
tutto con una resa sonora di gran lunga migliore.
Lavoro fianco a fianco con Del, che controlla per me. Per la maggior parte del tempo siamo
solo io e lui. Lavora molto sui ritmi ed altro, per cui alla fin fine non sono totalmente
sola in studio. Una volta che il brano sembra abbastanza buono, chiamo i musicisti e da
quel momento si tratta di registrare strati su strati.
E come dipingere un quadro, crei suoni su suoni che sembrano giusti per ciò che il
brano richiede. Sembra che le canzoni abbiano una loro personalità. Puoi provare certi
suoni in un brano ma questo li rifiutera. Non li accetta. Ma gli stessi suoni magari
sono perfetti per un altra canzone. Sono cosi individuali.
Cosa mi dici dellatmosfera tesa quando lalbum e allo stadio finale? I
nervi cominciano a cedere?
"Si. Penso che laspetto salutare sia una parte molto importante del
processo. Creativo o altro. Perche puo essere molto costruttivo. Il problema
è avere una direzione precisa quanto serve, sapere cosa si vuole fare."
(Greater London Radio Interview, 12/10/89)
La maggior parte di chi scrive canzoni tende ad avere un determinato modo di scrivere, se
cosi si puo dire. Tu hai voluto starne lontana? Deve essere molto difficile da
farsi.
"Credo si tratti di trovare la giusta via per il brano, in un certo senso penso
uno debba inchiodare quanto prima esattamente come intende vestire il brano:
tipo il colore degli abiti... Si tratta proprio di fare questo, e poi si deve trattare il
brano di conseguenza.
Sin dal via, il brano assumera unattitudine che forse sara
completamente diversa da quella del brano successivo che e sullalbum.
Um... The Big Sky e un esempio di vera bizzarria in quanto e stato
un brano che ha continuato a cambiare forma consistentemente fino alla fine, ed anche
"Waking The Witch" che e stata scritta completamente attraverso un
chitarrista [chitarra elettrica]. Sapevo cio che volevo, ma non era un
brano che avrebbe suonato nel modo giusto se lavessi basata sul suono
delle tastiere. Doveva essere scritta tramite la chitarra elettrica. Quindi il chitarrista
ha lavorato letteralmente con solo un Linn pattern, gli ho comunicato cio che
volevo, ed e stato un metodo di scrittura molto diverso. Non lo avevo mai fatto
prima, ma penso che sia stato un successo."
(Homeground, 85)
"E molto difficile allontanrsi da un album, finirlo e lasciare che la gente
lo giudichi per quello che è. E un processo terribile per me. E di conseguenza
realizzare un album diventa anzitutto sempre più pesante.
Questultimo [The Sensual World] mi ha tenuta occupata per più
di due anni, quindi mi ci sono voluti circa due anni di distacco dal precedente. Significa
che sono tornata a scrivere completamente fredda. 'Mi piace farlo?' 'Canto?' Ogni volta è
come se non lavessi mai fatto prima: 'e abbastanza buono?', 'e
orribile?'.
Ho dovuto educare me stessa a dare ascolto alla mia voce interiore, quella con cui vado a
dormire. Ho dovuto imparare a credere in me e nel mio giudizio."
(You, 22/10/89)
Riesci a leggere la musica?
"No. Ho imparato a leggerla da ragazzina - suonavo il violino - ma il mio cuore
era lontano. Invece fu divertente trovare una mia strada personale, essere autorizzata a
tuffarmi a capofitto nel suonare per ore il pianoforte di mio padre."
Improvvisi ancora?
"Non quanto allora, ma cè stato un forte tentativo su The Red
Shoes di tornare a improvvisare.
Con gli ultimi tre album, ho scritto direttamente sul nastro, ma questa volta ho trovato
fosse unottima cosa sedermi e suonare il pianoforte senza essere circondata dalla
tecnologia.
Top of the City è stata scritta così."
Quando suoni il piano, vai mai verso direzioni che non sia una canzone?
"Quando comincio può essere così, ma finisce sempre con risultare una canzone.
Credo che in me vi sia un grande desiderio di raccontare delle storie. La maggior parte
del processo creativo è fatto di una delusione dietro laltra, ma si spera, che
progredendo nella vita, diminuiscano di volta in volta. Non è mai perfetto. E di fatti è
importante che sia imperfetto. E per questo motivo che non ascolto i miei vecchi
album. Non ricordo quando è stato che ho ascoltato qualcosa risalente a prima di
The Dreaming.
Lo scopo è terminare un progetto, poi lasciarlo andare e dedicarsi a qualcosa di
nuovo."
(Details, 3/94)
Del Palmer:"Le session di registrazione per The Red Shoes sono durate
18 mesi, distribuite nellarco di tre anni. Come sempre, tutto è cominciato con Kate
che dice: Voglio fare qualcosa, voglio andare in studio a lavorare.
Nella fase iniziale preparo un sound per Kate, alcune tastiere, e le dico come lavorare
con la console - poi la lascio da sola. Lei lavora finchè trova qualcosa, e poi chiamiamo
in studio i musicisti per continuare a lavorarci."
La relazione di lavoro tra Palmer e Bush è definita in modo chiaro. Entrambi sanno
esattamente cosa vogliono.
"Spesso è accaduto che abbiamo avuto delle accese discussioni. Lei diceva:
Voglio fare questo. Ed io le rispondevo: Guarda, è semplicemente
impossibile! Non funzionerà! Dopodichè lei continuava: Non insistere! Fallo
e basta!.
Per esempio, sullalbum Hounds Of Love cè questa
parte: Help me, baby, help me, baby...
["Waking the Witch"].
Questa parte viene inserita a intermittenza molto velocemente. Quella volta mi ha
detto che voleva ottenere questo effetto riavvolgendo il nastro e schiacciando il tasto di
registrazione.
Io le ho detto che non avrebbe mai funzionato. Che sarebbe risultato un pasticcio senza
speranza! Alla fine lha spuntata lei, e naturalmente ha funzionato.
Per questo nuovo album lho lasciata sola per giorni interi, durante i quali lei ha
registrato tutte le parti vocali. Solo alla fine mi ha chiamato e mi ha detto: Con
le voci ho finito, mettiamo insieme tutto il resto.
Non ha un metodo di lavoro particolare, ma generalmente dice qualcosa come: Puoi
prepararmi una sequenza di percussioni che suona così? E mi fa sentire a voce cosa
intende, così io programmo il Fairlight di conseguenza.
Per la maggior parte si tratta di semplici cicli di otto misure, poi lei programma un
suono nel Fairlight lavorandoci e creando una melodia fino a che non ottiene qualcosa e
vuole registrare le parti vocali. A volte si tratta solo di la-la-la-li, ma il
più delle volte cè già un breve testo che le suggerisce altre idee e che da quel
punto diventa la base della canzone. Semplicemente registriamo tutto e quindi otteniamo un
demo col quale lavoriamo.
Ricapitolando: una sequenza di percussioni di otto misure ripetuta, un abbozzo di parte
vocale e uno di tastiera. A questo stadio Kate è in grado di dire se vale la pena di
seguire lidea oppure no.
Alcune idee per questo nuovo album sono state scartate già in questa fase, altre sono
state ulteriormente sviluppate fino a che è risultato ovvio che non avrebbero funzionato:
forse sarebbero potute diventare delle b-side o extra track.
Prima di The Red Shoes era prassi comune che si chiamassero i musicisti uno
per uno in studio in modo che potessero registrare le loro parti per lintero album:
prima di tutti - secondo Kate il più importante - il batterista, seguito dal bassista (spesso
lo stesso Del Palmer).
Questo modo di lavorare consentiva a Kate di seguire lo sviluppo della canzone in ogni
fase ed eventualmente modificare le parti vocali o delle tastiere. Ma questa volta per
poter registrare il più presto possibile ottenendo un forte carattere di gruppo, abbiamo
lavorato differentemente. In quasi tutti i brani le parti di batteria e basso sono state
registrate insieme, a volte anche accompagnate dalle tastiere."
In Big Stripey Lie Kate ha suonato anche la chitarra elettrica.
"Ha detto al chitarrista che stava suonando per noi: Le chitarre
minteressano molto. Mi piacerebbe essere capace di suonarle. E lui le ha
risposto: Oh, ecco qua, suona un po questa (una Fender Stratocaster).
Poi le ha mostrato alcuni accordi e, lo dico senza scherzi, una settimana dopo lei era
davanti a un Marshall [lamplificatore] che suonava!
Ti dico che non avevo mai visto una cosa simile. E parte della sua natura. Ha
suonato la parte principale di chitarra, e se non lavesse detto lei stessa nessuno
si sarebbe accorto che a suonare non era un chitarrista esperto.
.... Praticamente lavoriamo con un overdose di compressione, con la quale Kate
lavora ottimamente. Credo che questo metodo sarebbe impossibile per una cantante nella
media.
Ha dovuto tenere le cuffie molto strette perchè altrimenti il suono sembra arrivare da
tutte le parti. Abbiamo preparato per lei un 'Neumann U47' in una zona speciale dello
studio - un pavimento di piastrelle e muri in pietra, così il suono risulta molto, molto
vivo - e messo molta compressione nel suo canto. La compressione dello 'SSL pult' è
enorme e si adatta molto bene a questo metodo.
Ciò che succede è che puoi sentire sempre il suo respiro, e di conseguenza deve lavorare
in un modo molto speciale. Pur rimanendo davanti al microfono lei se ne allontana.
... Quando Kate canta con voce potente si allontana dal microfono, mentre nei passaggi
dove la voce è più bassa si riavvicina. Quando inspira mette la testa di lato.
Lamplificazione nel microfono è molto forte, e insieme alla compressione la voce
rimane per così dire schiacciata. Da un punto di vista tecnico lavoriamo molto male,
perchè cè un mucchio di compressione da tutte le parti. Ma questa fatto non
minteressa, il punto è che funziona per Kate."
(Fachblatt Musikmagazin, 1/94)
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