UN MATTO –
Fabrizio de André
e:| 17 19 19 19 17
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b:| __ __ __ __ __
30 29 | 29 29 30 29 29 29 27 25 |
[Tom Original: A]
Tu [E]prova ad avere un [A]mondo nel [E]cuoree [A]non riesci ad [E]esprimerlo [F#7]]con le [B7]parolee la [A]luce del giorno si di[B7]vide la [E]piazzatra un [A]villaggio che [E]ride e te, [B7]loscemo, che [E]passa[A]e neppure la notte ti [B7]lascia da [E]solo:gli altri [A]sognan [E]sestessi e tu [B7]sogni di [E]loro. [Intro] E sì, anche tu andresti a cercarele parole sicure per farti ascoltare:per stupire mezz'ora basta un libro di storia,io cercai d'imparare la Treccani a memoria,e dopo maiale, Majakowsky e malfattocontinuarono gli altri, fino a leggermi matto. E [F]senza sapere a chi do[Bb]vessi la [F]vita,in [Bb]un mani[F]comio io [G7]l'ho [C7]restituita:qui [Bb]sulla collina dormo [C7]malvolen[F]tieri,eppure c'è luce ormai nei miei pensieri,qui nella penombra ora invento parole,ma rim[Eb]piango una luce, la luce del sole. Le mie ossa regalano ancora alla vita,le regalano ancora erba fiorita.Ma la vita è rimasta nelle voci in sordinadi chi ha perso lo scemo e lo piange in collina;di chi ancora bisbiglia con la stessa ironia:"una morte pietosa lo strappò alla pazzia".