La Repubblica 10 febbraio 2000
intervista a Gavino Angius

Conflitto d'interessi ora una legge severa
di Umberto Rosso


Indice degli interventi

ROMA - Presidente Angius, il conflitto di interessi va esteso anche ai parlamentari, vanno messi "nel mirino" non solo gli uomini di governo?

"Ne abbiamo discusso e ne discuteremo ancora. Secondo me, per la verità, il punto vero è l'incompatibilità con le cariche di governo. Ma la legge che ci è arrivata dalla Camera non lo risolve appieno".

Quindi va cambiata...

"Sì, per metterla in linea con le regole di tanti paesi moderni, a cominciare dagli Stati Uniti, e con altre leggi che sono già in vigore nel nostro stesso paese".

Per esempio?

"Per esempio con alcuni articoli del codice civile che riguardano il controllo societario, e con leggi che regolano in modo preciso e netto le incompatibilità. Sono leggi "in disuso", come dicono i giuristi, che andrebbero ripristinate".

In sostanza, il progetto che arriva da Montecitorio è a maglie troppo larghe, vanno strette meglio.

"La mia opinione è proprio questa, senza nessuna intenzione di perseguitare Berlusconi. Anche se mi aspetto già una nuova ondata di collera del Cavaliere: comunisti, stalinisti, e quant' altro. Pazienza. Ne abbiamo passate tante. Sopporteremo anche questa".

Berlusconi vi accusa: dopo la par condicio, ecco il conflitto di interessi per impedirmi di far politica.

"E chi lo impedisce? Anzi. Tutti devono poter far politica, la pregiudiziale non è questa. Il punto è, diciamo così, l'interesse privato in atti d'ufficio, la possibilità di legiferare per se stessi, se uno sta nello stesso tempo al governo e in un impero tv. Berlusconi perde sempre la trebisonda appena si parla di tv e di giustizia. Chissà perché....".

Anche per lei, senatore, il leader di Forza Italia è "in paranoia"?

"Le sparate del Cavaliere non scattano solo perché viene meno un evidente privilegio nel sistema tv, l'arma dello spot che Forza Italia ha usato non solo contro di noi ma anche a danno dei suoi stessi alleati. Dietro il suo estremismo c'è anche una scelta politica".

Quale?

"Berlusconi deve intercettare, raccogliere, convincere l'elettorato leghista, dopo l'accordo con il Carroccio. Deve "fare" Bossi. Ecco allora che per "rassicurare" la Lega, grida, si scatena, alza i toni. Poco male. Perché, su questa strada, il Polo paga pegno".

Non frutta il Berlusconi furioso?

"No. Si spalanca una prateria per il centrosinistra. Gli elettori moderati del Polo, a certe condizioni, possono anche passare dalla nostra parte".

Ma il Polo accusa di estremismo D'Alema, ha chiesto che il presidente del Consiglio venga in Parlamento a dar conto dei suoi attacchi al centrodestra.

"D'Alema ha detto che il Polo ci porta fuori dall'Europa, e qui al Senato gli uomini di Berlusconi ne hanno appena fornito la prova provata. C'era da votare la mozione contro Haider. Bene. Il centrodestra ne ha presentata una congegnata così: la risoluzione della Ue purgata però da tutte le critiche al leader austriaco. Al posto delle frasi di condanna, elogi e consensi ad Haider. Una vergogna. Ecco la doppiezza di Berlusconi: a Strasburgo con il Ppe vota contro il razzista austriaco, ma a Roma con il Polo vota a favore. Il che, appunto, dimostra che il centrodestra ci spinge fuori dall'Europa".
Dopo la par condicio, dunque tocca al conflitto di interessi.
"Certo. Ci siamo impegnati a votare la par condicio il 18 febbraio".

Emendamenti del Polo permettendo...

"Ce la faremo. Anche se l'unica opposizione che il Polo è in grado di esprimere è l'ostruzionismo. Tipo, chiedere di votare tutti insieme trenta disegni di legge. Prima del conflitto di interessi, daremo il via però alla commissione per Tangentopoli. E qui posso fare una promessa ai colleghi del centrodestra".

Prego.

"La commissione per Tangentopoli indagherà in tutte, e sottolineo tutte, le direzioni. Se qualcuno pensa di poter orientare gli accertamenti a 180 gradi, si sbaglia. Si faranno a 360 gradi. Ne stiano certi".


Interventi
rubrica del sito www.democraticidisinistra.it
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