Recensioni

 

 

 

....libertà di fraseggiare e la naturale musicalità di entrambi rendono interessante e di sicura godibilità ogni loro esecuzione. (Genova)

 

 

Sensibili, amalgamanti, frizzanti, dolci o patetici.... (Torino)

 

 

La musicalità, l'affiatamento e la destrezza dei due concertisti vince in pieno nella nervatura cantabile, nelle tinte calibrate, nel dettaglio ben rifinito, nelle improvvise accensioni.... (Catania)

 

 

Italia, Spagna e Sudamerica, sulle vivissime punte di colore che congiungono la chitarra di Pino Briasco all'oboe di Giampiero De Santi, l'uno originario di Savona, l'altro di Lucca, entrambi di adozione genovese e docenti al Conservatorio "Niccolò Paganini". Affermato sodalizio timbrico, il duo cameristico ospite del Lyceum all'Hotel Sheraton, mercoledì, fra gli appuntamenti concertistici diretti da Titetta Savarese. Con una locandina venata di bellezze locali, che le ampie vedute chitarristiche di Briasco imprimono fra classico e moderno, su innovativi orizzonti musicologici di valorizzazione sonora. Una linea adottata a piene mani dal duo, di costante dimensione comunicativa (sino al cadenzare neoclassico di Ibert), quando l'originale oboe di De Santi realizza, senza adattamenti o trascrizioni, la scrittura violinistica paganiniana in affabili duetti, che colgono con fedele leggiadrìa le intuizioni melodiche del grande genovese; o quando insieme si canta l'ammaliante "Aria Cantilena" di Villa-Lobos con la duttilità della voce umana, o si penetra il sobrio e nostalgico folclore di Granados ("Danza n.2"), dopo le arguzie ritmiche del solismo "caliente" di Briasco che si affaccia con piglio curioso sul versante impressionistico di Albéniz ("Rumores de la caleta"). O compone, per sola chitarra, con inquietante fare novecentesco, per marcare il duplice tratto peculiare del duo Giampiero-Pino (in "Giampi"), "tra l'aereo e lo scattante". Bis di Paganini, sul felice assenso dei presenti.

Anna Rita Fontana - Il Giornale di Sicilia, 8 Maggio 2002