
L’ispettore Bloch, di Scotland
Yard è stato il maestro di Dylan ai tempi in cui questi era un poliziotto
novellino, gli si è affezionato e l’ha un po’ “adottato” come
figlioccio. La sua è dunque un’amicizia paterna, anche se mascherata
dall’aria burbera e apparentemente indifferente a tutto, tranne che
all’agognata pensione. Ha sofferto per la scelta di Dylan di abbandonare la
polizia, così come disapprova la sua cosi detta professione di “indagatore
dell’incubo”, contraria il suo spirito logico e razionale, ma questo non
vuol dire che non gli sia rimasto amico. Anzi, pur non credendo affatto nel
occulto, cerca sempre di aiutare il suo vecchio pupillo in tutti i modi. Anche a
rischio di perdere la pensione, dato che i suoi superiori e in particolare il
soprintendente, sono nettamente ostili a Dylan (ritengono che abbia disonorato
Scotland Yard mettendosi a fare, come scrivono i giornali il “ciarlatano”.
D’altra parte Dylan non manca di ricambiare l’amico e “papà”,
intervenendo quando Bloch si trova di fronte a casi inspiegabili, che sfidano la
sua fede nel raziocinio. E molto spesso capita che ogni uno trovi la propria
soluzione del mistero: realistica quella di Bloch, soprannaturale quella di
Dylan. Chi ha ragione? Forse tutti e due…..
Altra figura importante è
quella di Jenkins, anche lui agente di Scotland Yard (vice sotto aiuto) che
spesso viene identificato come spalla comica di Bloch, è assolutamente privo di
umorismo e dell’ironia, prende ogni cosa alla lettera, anche le battute e i
paradossi. Quasi sempre l’ispettore, esasperato, lo rispedisce a dirigere il
traffico.