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Dylan Dog èun investigatore privato residente a Londra; la
sua professione è quella scritta nella targa della sua casa-ufficio
a Craven Road 7 e cioè indagatore dell' incubo. Si occupa quindi
di casi insoliti, in tutti i significati del termine. Ha poco più
di Trenta anni ed è un ex agente di Scotland Yard, ha un passato
misterioso e anche quel poco che si sa è avvolto in una
dimensione surreale e onirica. Chi si rivolge a lui sono persone
che sono state sfiorate dall' ala del paranormale e comunque
spesso aiuta e ascolta persone a cui la Polizia non crede o che
tutti ritengono pazza, e che spesso rischierebbe di scivolare
nella follia se non trovasse qualcuno come Dylan che lo ascolti e
cerchi di aiutarlo. Le sue parcelle sono molto basse e molto
spesso non si fa neanche pagare: i soldi non gli interessano (infatti
ha quasi sempre il portafogli vuoto e spesso non riesce a pagare
l' affitto o le bollette del telefono e del gas. Dylan Dog è
ironico impulsivo problematico pieno di dubbi sul mondo e su se
stesso; è anche soggetto a paure di ogni tipo: è terrorizzato
dall' idea di volare, soffre di mal di mare, inoltre di vertigini,
e spesso soffre di incubi (se potesse pagarsi la parcella di
cento sterline al giorno più le spese sarebbe il miglior cliente
di se stesso)! Odia la violenza, ha una vecchissima calibro 38
che ha trovato da giovane in una grotta di Moon Lite, comunque
non se la porta mai dietro. Adora le donne anche se non è mai
riuscito ad andare fino in fondo con nessuna malgrado qualche
maldestro tentativo fallito miseramente. Ama il suo clarinetto,
la sua musica preferita è il "Trillo del diavolo" di Tartini; inoltre ha un modellino di galeone che forse non finirà
mai. Vegetariano e Astemio per scelta, quando era poliziotto era
un alcolizzato e comunque è riuscito a smettere di bere.
Accanito cinefilo, legge molto e di tutto, adora la pizza e si
veste sempre nello stesso modo (ha una serie infinita di giacche
nere, camice rosse, jeans e ai piedi rigorosamente delle Desert
Boot Clark' s. E nonostante tutti gli orrori e le allucinanti
assurdità di cui è stato testimone non si può dire che ancora
cecamente al paranormale. In molti casi, come quello degli ufo il
suo motto è: (non ci credo, ma ci spero.) |