Patricio Aylwin Azócar
Viña del Mar 1918
Nato da una ricca famiglia
borghese, il padre era stato presidente della Corte Suprema, si laureò in giurisprudenza
e, dopo una fugace passione per il socialismo, si iscrisse nel 1945 alla Falange
Nacional, da cui nacque la Democrazia Cristiana che Aylwin stesso contribuì a
fondare nel 1957.
Sette volte Presidente della DC, stretto collaboratore del Capo dello Stato Eduardo Frei,
fu deputato dal 1965 e nel 1971 raggiunse la carica di Presidente del Senato. Aylwin era
alla guida della Democrazia cristiana nel 1973 quando si concluse tragicamente la vita del
governo di Unidad Popular, alla cui fine egli stesso contribuì con un
atteggiamento di assoluta intransigenza nel corso delle convulse trattative per tentare di
evitare il golpe militare.
Durante la dittatura di Pinochet acquisì molto seguito per la sua opposizione, tanto da
guidare il "comitato del no" al plebiscito sul regime dei generali voluto dalla
giunta militare nel 1988.
Divenuto segretario generale della Democrazia Cristiana fu scelto dalla coalizione dei
partiti democratici come candidato unico per le elezioni del dicembre 1989 che lo
consacrarono con il 54 % delle preferenze Presidente della Repubblica cilena. Insediatosi
ufficialmente alla Moneda l'11 marzo 1990, iniziò una graduale transizione verso
la democrazia. Nonostante le difficoltà iniziali, da politico navigato quale era,
intraprese alcuni provvedimenti degni di nota come la riforma della sanità e della scuola
e l'istituzione di una "Commissione per la verità e la riconciliazione"
(Commissione Rettig) per far luce sui delitti dell'epoca più buia della dittatura di
Pinochet.
La sua prudenza in campo politico e in campo economico impedirono il riacutizzarsi di
crisi interne, nonostante momenti di grande tensione, come i funerali politici dell'ex
presidente Allende. Nel 1995 gli successe Eduardo Frei figlio, dell'ex presidente
democristiano.