Nuove possibili strategie per svelare i misteri dell'origine della vita sulla Terra

Il nostro passato?
Cerchiamolo sulla Luna

di Claudio Elidoro

Ormai è diventato quasi una moda parlare di asteroidi e comete in rotta di collisione con la Terra. Puntualmente gli esperti assicurano che le probabilità di un simile evento, benché non possano essere considerate nulle, sono comunque veramente esigue. Ma non è sempre stato così.
Il nostro pianeta, come tutti i pianeti del sistema solare, per un paio di miliardi di anni della sua esistenza è stato squassato da frequenti e violentissimi impatti cosmici. Per gli addetti ai lavori si tratta del "periodo di intenso bombardamento" che ha caratterizzato l'inizio della storia del sistema solare e si è concluso 3,8 miliardi di anni fa. Questa datazione è stata ottenuta in gran parte dallo studio dei crateri lunari e su di essa ormai concordano tutti gli astronomi.

A quello stesso periodo, curiosamente, risalgono anche le più antiche testimonianze in nostro possesso dell'esistenza della vita sulla Terra. Una coincidenza che qualche scienziato trasforma in un legame di causa-effetto ipotizzando che la vita sulla Terra possa essere stata portata dalle comete proprio in occasione di questi impatti primordiali. Le eventuali prove di questa sconvolgente ipotesi dovrebbero essere cercate nelle rocce che risalgono a quel remoto periodo, ma, purtroppo, il nostro pianeta non è in grado di fornircele. La potente azione erosiva del vento e della pioggia e quella ancora più distruttiva dei fenomeni tettonici hanno completamente cancellato quelle testimonianze. Capitolo chiuso, dunque? Affatto.

Una delle conseguenze di un impatto cosmico, soprattutto se di grandi dimensioni, è l’espulsione di materiali nello spazio. Questi frammenti di roccia, dopo aver girovagato per il sistema solare, finiscono il loro viaggio cadendo come meteoriti su un altro corpo celeste. Sulla Terra, oltre a quelli provenienti dagli asteroidi, sono stati ritrovati meteoriti espulsi dalla Luna e da Marte. Perfettamente logico, dunque, pensare che, in occasione dell’intenso bombardamento iniziale, anche la Terra abbia espulso nello spazio frammenti della sua superficie. E’ proprio su di essi che hanno puntato la loro attenzione gli scienziati che indagano sulle possibili origini cosmiche della vita.

In un convegno internazionale svoltosi nei giorni scorsi a Creta, alcuni astrobiologi hanno suggerito che le prove della possibile origine spaziale della vita potrebbero essere cercate sulle rocce terrestri cadute come meteoriti sulla Luna. E’ stato calcolato che su 100 km quadrati della superficie lunare potrebbero essere dispersi fino a 20 mila kg di materiale terrestre. A differenza di quanto è avvenuto sul nostro pianeta, le rocce risalenti a quel remoto periodo non avrebbero subito l’azione dirompente dei fenomeni atmosferici e tettonici, mantenendo praticamente intatto il carico di preziose informazioni ricercate dagli scienziati.

Il primo scoglio da superare sarà, ovviamente, scoprire come distinguere in modo facile e sicuro i sassi lunari da quelli terrestri. Una volta individuata la chiave per questa identificazione, però, sarà possibile insegnarla alle sonde automatiche ed inviarle sulla Luna. E restare in attesa che il fiuto di questi cani da tartufo spaziali ci permetta di scoprire testimonianze del nostro passato finora precluse alle nostre indagini.

Fonte: NASA

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