Al via la spedizione nella Bolivia Amazzonica per indagare sull'enigmatica struttura

Il mistero del cratere Iturralde

di Claudio Elidoro

Addentrarsi nel cuore della giungla Amazzonica non deve essere proprio la cosa più facile e divertente di questo mondo, ma per gli scienziati è la strada migliore per indagare sull'origine del cratere Iturralde.
La struttura, il cui diametro è di circa 8 km, era stata individuata una ventina d'anni fa nella Bolivia Amazzonica grazie alle rilevazioni satellitari del Landsat.
Trattandosi di una struttura isolata e unica nella regione si ipotizzò fin dall'inizio che non potesse trattarsi nè di un antico vulcano nè di una depressione di origine geologica, bensì che fosse la cicatrice lasciata da un impatto.

Un primo tentativo di raggiungere il cratere per un'analisi dettagliata venne intrapreso nel 1987, ma le difficoltà del territorio fecero naufragare la missione.
Dieci anni più tardi, nell'ottobre 1998, gli scienziati riuscirono finalmente a raggiungere Iturralde ed ebbero una prima conferma della sua origine da un impatto meteoritico.
Una prima analisi geologica suggerì che l'evento doveva essere collocato in tempi geologicamente recenti, vale a dire tra i 5000 e 10000 anni fa.

Considerando la traccia lasciata nel terreno, l'energia associata all'impatto è stata valutata dell'ordine di 10-15 mila MTon (1 MTon equivale all'energia liberata da un milione di tonnellate di tritolo).
Se il responsabile del botto fu un asteroide si può ipotizzare un diametro di circa 700 metri ed una velocità di impatto di 20 km/s; le dimensioni sarebbero invece inferiori (circa 400 m) nel caso si trattasse di una cometa, ma si dovrebbe in questo caso ipotizzare una velocità di impatto di 70 km/s, più di 250 mila km/h!

Ma ci fu qualche testimone all'evento? Probabilmente sì.
Da evidenze archeologiche si è potuto stabilire che la migrazione di popolazioni dal continente Nord Americano verso il Sud avvenne 11-12 mila anni or sono, perciò nulla esclude che ci possano essere stati spettatori, naturalmente a distanza di sicurezza, quando si è verificato il gran botto.
La presenza nei miti sud americani di racconti che narrano di un grande fuoco di origine celeste non fa che rafforzare l'idea che, molto probabilmente, l'evento si è verificato sotto gli occhi di atterriti spettatori.
A rendere più intrigante la vicenda si aggiunga che intorno a 10 mila anni fa si verificò nel continente americano un'estinzione di massa: 35 tipi di animali, in un brevissimo arco di tempo, sparirono dalla circolazione lasciando come unica traccia i loro fossili.

Proprio in questi giorni è partita una nuova missione per lo studio del cratere, impresa organizzata e finanziata dalla NASA - Goddard Space Flight Center.
Si tratta di ICE 2002, acronimo per Iturralde Crater Expedition 2002 (a sinistra è riportato il logo ufficiale della missione).
L'ambizioso obiettivo è quello di sgombrare il campo da ogni dubbio sull'origine non terrestre della struttura e giungere ad una datazione più accurata dell'evento.
Si cercherà inoltre, grazie a misurazioni gravimetriche, di ricostruire nel dettaglio la morfologia del cratere, confermando o meno l'attuale classificazione di cratere complesso (dotato cioè di un picco centrale e di anelli concentrici tutt'intorno).

Chi vuole saperne di più non deve far altro che consultare il sito ufficiale della missione all'URL  www.blueiceonline.org

 

Indietro  |