Ricordi d'inverno
di Idea Vagante
 

Nelle mani chiuse a conchiglia
conservi e stringi
gelido livore di tramontana
(quello che spazzava gli abeti
addobbati a neve
e che ti tagliava la pelle
fin sotto i guanti)
l’odore del pane appena sfornato
il caldo delle caldarroste nell’incarto
la glassa sulle torte che, se le toccavi,
t’inzaccheravi tutto fino al naso
e la sorpresa, oh sì la meraviglia
tra le ciglia serri
degli occhi stupiditi dalla renna
che in corsa
il cielo tagliava a dorso dei vapori
con quel Babbo Natale e la sua barba di gesso
e quell’odor di resina bruciata
che tutto t’impregnava e ubriacava
quando rincorrevi le farfalle
bianche lucenti e lievi di gelo, neve

(la stessa che s’eterna trasparente
oggi scolpita,
dura e impietrita come la vita).


 
Idea Vagante

fffffffffffffffff