Fiocca
l'angoscia
su
pagine d'attesa
vergate
di canizie
senza
più voce.
Sussulta
il vuoto
in
eco d'illusioni
d'ambrate
primavere
quando
orologio amico
batteva
il tempo alla speranza.
D'automa
il gesto
ad
assemblare ricordi
senza
nesso al presente
mentre
s'inselva il bandolo
in
groviglio di nonsensi.
Stelle
come pugnali
trafiggono
la notte.
I
passi della belva
si
fanno più vicini.