UN LEGITTIMO SOSPETTO:

che nelle telecomunicazioni possa accadere quanto sta avvenendo alla FIAT

 Le premesse ci sono tutte:

·          lo spezzettamento dell’azienda principale, attraverso cessioni e dismissioni di rami e parti della propria attività;

·          la divisione e l’indebolimento di lavoratrici e lavoratori attraverso il salario diverso tra neo assunti e quelli in servizio, il lavoro interinale, le 9 forme di rapporto di lavoro, previste dal CCNL delle Telecomunicazioni, contro l’applicazione del quale scioperano, oggi, le lavoratrici ed i lavoratori di OMNITEL ed INFOSTRADA che hanno quello metalmeccanico. A proposito, ricordate quando ci veniva detto che il contratto delle telecomunicazioni era il migliore possibile !?;

·          L’introduzione di turni che creano sempre più disagio a lavoratrici e lavoratori, senza nessuna contropartita sulla riduzione dell’orario di lavoro. A TIM vogliono introdurre griglie con più di 30 turni diversi per lo stesso settore di lavoro;

·          la perdita di posti di lavoro, in Telecom Italia, in questi ultimi due anni, è passata la mobilita per circa 11.000 persone (7.000 con la mobilità del 2000, 3.800 con quella in atto), volontaria, fino ad ora, ma, comunque, a carico dell’INPS;

·          l’uscita del lavoro, attraverso l’uso e l’abuso dell’appalto, consuetudine nella rete  e che ora si estende anche altri settori produttivi – in particolare il 187, 191; Solo in Atesia Spa i CO.CO.CO. (Collobarazioni Coordinate e Continuative) sono circa 7.000 e arriveranno a 8.300 nel biennio 2002-4, grazie all’appalto del 187;

·          il ricorso al lavoro nero, alla faccia della legge sulla tutela dei dati e delle “ caratteristiche proprie del servizio fornito dalle imprese di gestione di reti e servizi di telecomunicazioni”….(comma 1 art.45 CCNL telecomunicazioni del 2000), nei settori di impianti, progettazione e manutenzione della rete, il sub-sub-appalto ed il ricorso al lavoro nero costituiscono la norma ed i lavori sono svolti da quegli stessi lavoratori messi in CIGS od in mobilità da Telecom e dalle principali aziende appaltatrici .

·          l’indebitamento accumulato nelle scalate speculative, operate accollando i debiti alla Telecom

Un’assoluta certezza:

Lasciare aggravare i problemi non fa l’interesse di lavoratrici e lavoratori.

Riprendiamo l’iniziativa per :

·          la sicurezza del posto di lavoro, per ridurre la percentuale di lavoro interinale ed eliminare il lavoro nero;

·          mantenere le principali attività di rete e commerciali, migliorandone la qualità per chi vi opera;

·          liberare il diritto di sciopero imbrigliato ancora di più dalla recente delibera della Commissione di Garanzia

·          porre fine all’introduzione di turni, spesso inutili, che incidono sulla vita di chi opera  nei settori coinvolti e concordare la riduzione d’orario di lavoro nei casi  effettivamente necessari.

 VENERDI 20 DICEMBRE SCIOPERO NAZIONALE

 DEL GRUPPO PER L’INTERO TURNO LAVORATIVO

Ore 10 Manifestazione C.so d’Italia, 41

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