ATTIVITA’ DELLA "FONDAZIONE SALIMBENI"

 

La "Fondazione Salimbeni per le Arti Figurative" succede al "Centro Studi Salimbeni" costituito nel 1982 dal Comune di San Severino Marche, e ne assume tutti i programmi, gli scopi e le iniziative.

Il Centro dava soprattutto rilievo all’istituzione del "Premio Lorenzo e Jacopo Salimbeni per la Storia e la Critica d’Arte", da assegnare a studiosi italiani e stranieri per lavori compiuti su figure, monumenti, opere e fenomeni artistici del nostro Paese.

La Commissione Giudicatrice fu composta da Giuliano Briganti (Universita’ di Roma), Raffaello Causa (Soprintendente ai Beni Artistici e Storici di Napoli), Mina Gregori (Universita’ di Firenze), Carlo Volpe (Universita’ di Bologna), Giorgio Zampa (Universita’ di Firenze), Pietro Zampetti (Universita’ di Urbino), Federico Zeri (critico d’arte).

Nel 1983 il "Premio Salimbeni" fu assegnato per la prima volta. Venne premiato Franco Mazzini, autore dell’opera "I Mattoni e le Pietre di Urbino" (Editore Argalia, Urbino).

Nel 1984, a succedere nella Commissione al prof. Carlo Volpe, nel frattempo deceduto, fu chiamato Pierre Rosenberg, Presidente - Direttore del Museo del Louvre.

Il Premio del 1984 fu conferito a Sir James Byam Shaw per l’opera in tre volumi "The Italian Drawing of the Frits Lugt Collection" (edita dall’ Institut Neerlandais di Parigi).

Il giorno della cerimonia fu inaugurata, nella chiesa di San Domenico, in San Severino Marche, allora chiusa al culto, la mostra dedicata al pittore di Montefortino Fortunato Duranti (catalogo a cura di Luigi Dania, Edizioni Scheiwiller, Milano), con il patrocinio del Ministero per i Beni Culturali.

Nel 1985, venuto a mancare improvvisamente il prof. Raffaello Causa, entro’ a far parte della Commissione la prof.ssa Jennifer Montagu della Direzione del Warburg Institute dell’Universita’ di Londra.

Il Premio, in coincidenza con le celebrazioni per il V Centenario della nascita di Raffaello, ando’ all’opera "Raffaello Architetto", di Cristoph Luitpold Frommel, Stefano Ray, Manfredo Tafuri (Electa Editrice, Milano).

Fu segnalato e proiettato, nell’ambito delle manifestazioni per il Centenario di Raffaello, il film-documento "Raffaello", realizzato da Anna Zanoli e prodotto da Raiuno in collaborazione con la Cassa di Risparmio di Roma.

Un appello indirizzato dalla Commissione al Ministero dei Beni Culturali per denunciare la degradazione degli affreschi del Sanzio nella chiesa romana di Santa Maria della Pace, fu accolto dal Ministro Gullotti, che invio’ un telegramma assicurando un pronto intervento e precisando l’entita’ dello stanziamento per il restauro.

Nel 1986 il Premio internazionale fu assegnato a Miklos Boskovits, prosecutore della immane opera di Richard Offner "A Critical and Historical Corpus of Florentine Painting", per il volume "The Fourteenth Century. The Painters of Miniaturist Tendency" (Edizioni Giunti-Barbera, Firenze).

Il Sindaco di San Severino Marche, il prof. Boskovits, la Commissione e la Segreteria del Premio vennero ricevuti dal Presidente Cossiga in udienza privata al Quirinale, insieme con il dott. Sergio Giunti, editore dell’opera.

Sempre nello stesso anno fu organizzato in settembre per il III Centenario della morte di Giovanni Battista Salvi, un convegno su "La pittura sacra del Seicento e il Sassoferrato". Ad esso parteciparono con relazioni e interventi: Mina Gregori, Francois Mace’ De Lepinay, Jacques Thuillier, Gianni Papi, Pietro Zampetti, Federico Zeri, Zygmunt Wazbinsky.

I materiali di studio, compresa la documentazione fotografica, furono elaborati e raccolti dalla segreteria del Centro per la pubblicazione di un volume di Atti.

Ai convenuti fu fatto omaggio di una ristampa anastatica dell’introvabile opera di Giovanni Andrea Gilio "Due Dialogi" (Fabriano, 1564), a cura della S.p.e.s. di Firenze.

Infine si provvide a redigere in forma monografica materiali elaborati da Francois Mace’ de Lepinay in vista di un catalogo approntato per una mostra di disegni del Sassoferrato da tenere in San Severino; mostra che non pote’ realizzarsi per la mancata erogazione di fondi, in un primo tempo assicurati dalla Regione.

Opere vincitrici ex-aequo del Premio regionale 1987 furono "Il Palazzo di Federico da Montefeltro. Restauri e Ricerche" a cura di Maria Luisa Polichetti (Edizioni Quattroventi, Urbino) e "Francesco di Giorgio e il Palazzo della Signoria a Jesi" di Marcello Agostinelli e Fabio Mariano (edito dalla Cassa di Risparmio di Jesi).

In concomitanza con l’assegnazione del Premio venne organizzata una Tavola Rotonda su "Il Catalogo della Mostra d’Arte", con la partecipazione, oltre ai membri della Commissione e agli editori, di Carlo Pirovano dell’Electa, Alessandra Marchi del Centro Di, Gabriele Mazzotta, Federico Sposato della Giunti- Barbera.

La manifestazione trovo’ ampia eco nella stampa, e di essa si torno’ a parlare a Parigi l’anno successivo.

La mostra annuale, cui il Ministero per i Beni Culturali concesse il suo Patrocinio, fu dedicata all’opera grafica di Simone Cantarini nella sua integrita’ e a un numero cospicuo di suoi disegni. Il catalogo fu redatto dal prof. Paolo Bellini dell’Universita’ Cattolica di Milano ed edito da Antonio Cordani, Milano.

Nella primavera furono tenute conferenze dal prof. Pietro Zampetti su "Carlo Crivelli" e dal prof. Carlo Carozzi su "I problemi dei centri storici. Il caso di San Severino".

Nello stesso periodo fu allestita nella Sala degli Stemmi del Palazzo di Citta’ una Mostra di disegni di Ottone Rosai, in collaborazione con la Galleria Pananti di Firenze. Tale mostra fu presentata da Mario Luzi nel Teatro Feronia con un discorso che rievoco’ la lunga amicizia tra il nostro maggior poeta contemporaneo con il pittore fiorentino. Il catalogo, che riproduce tutti i disegni e i quadri esposti, apparve a cura della Galleria Pananti, con un testo introduttivo di Mario Luzi.

Nel 1988 il Premio internazionale fu ripartito ex-aequo tra David Alan Brown per l’opera "Andrea Solario" (Electa Editrice, Milano); Bruno Contardi e Serena Romano per l’opera "Filippo Titi. Studio di Pittura, Scultura et Architettura nella Chiese di Roma" (Editrice Centro Di, Firenze); Nicola Spinosa per l’opera "Pittura Napoletana del Settecento" (Electa Napoli Editrice). David Alan Brown venne espressamente da Washington per ritirarlo.

La mostra, designata mostra-progetto, fu dedicata a Giovan Francesco Guerrieri, di cui si presentarono sedici disegni e quattordici dipinti, tra cui alcuni inediti.

L’esposizione venne illustrata nel corso di una cerimonia al Teatro Feronia dai proff. Sergio Anselmi, Andrea Emiliani e Bruno Toscano. Il prof. Emiliani, Soprintendente ai Beni Artistici e Storici di Bologna e della Romagna, curo’ l’allestimento della stessa e il catalogo (Nuova Alfa Editrice, Bologna). Il Ministro per i Beni Culturali concesse il suo patrocinio.

La mostra del Guerrieri, che ha avuto un notevole contributo da parte della Cassa di Risparmio di Bologna, per un accordo tra il Centro Salimbeni e Andrea Emiliani, passo’ il 18 ottobre a Bologna, nella sede della ex Chiesa di San Giorgio in Poggiale, dove rimase aperta fino al 6 novembre.

Ancora un capitolo di rilievo si apri’ nel 1988 per l’Istituzione di un Corso di Aggiornamento in Storia dell’Arte per laureati.

Alle lezioni e ai seminari su discipline varie, tenuti dai proff. Bruno Toscano, Maria Volpi Orlandini, Pietro Zampetti, Maurizio Seracini, Italo Faldi, Andrea Emiliani, Enrico Castelnuovo, Miklos Boskovits, presero parte sessantatre’ iscritti provenienti da tutte le regioni.

L’iniziativa, come provano i questionari riempiti dai partecipanti alla fine del corso, trovo’ pieno consenso.

Nell’aprile dello stesso anno il prof. Paolo dal Poggetto, Soprintendente ai Beni Artistici e Storici delle Marche, tenne una conferenza con proiezioni su "La decorazione pittorica di Villa Imperiale di Pesaro".

Nel 1989 il Premio Salimbeni fu assegnato a Giulia De Marchi per l’opera "Mostre di Quadri in San Salvatore in Lauro (1682-1725) - Stime di Collezioni Romane. Note e appunti di Giuseppe Ghezzi". Miscellanea della Societa’ Romana di Storia Patria, XXVII Roma, presso la Societa’ della Biblioteca Vallicelliana, 1987.

Nello stesso anno particolare importanza ebbe la mostra di "Gherardo Cibo alias Ulisse Severino da Cingoli" che per la prima volta dette nome ad un interessantissimo artista cinquecentesco. Il catalogo fu redatto da Arnold Nesselrath, del Warburg Institute, ed edito dalla SPES di Firenze.

Sempre nel 1989 fu istituito il II Corso di Aggiornamento in Storia dell’Arte sul tema "Arte italiana 1400- 1450", a cui parteciparono 60 laureati provenienti da tutte le regioni.

Le lezioni furono tenute dai proff. Mariangela Porta Regoliosi, Caroline Elam, Cristoph Luitpold Frommel, Nicola Spinosa, Luciano Berti, Decio Gioseffi, Carlo Bertelli, Andrea De Marchi, Eugenio Battisti, Raoul Paciaroni, Antonio Pinelli, Daniel Arasse, Enrico Giudoni, Paolo Dal Poggetto, Luciano Arcangeli, Artur Rosenauer.

Nel gennaio del 1990 l’Istituto Italiano di Cultura a Parigi organizzo’ una Tavola Rotonda sul Premio Salimbeni con la partecipazione della Commissione Giudicatrice del Premio stesso.

La manifestazione, a cui parteciparono numerosi studiosi stranieri, dette un esito superiore alle previsioni e fu seguita da un ricevimento ufficiale all’Ambasciata d’Italia.

Il Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura concordo’ programmi di lavoro in comune specialmente nel campo delle mostre.

Nel maggio del 1990 fu allestita una mostra di acqueforti di Giovanni Fattori, appartenenti alla Collezione Timpanaro dell’Universita’ di Pisa e presentata da Arnoldo Ciarrocchi.

Nel 1990 il Premio Salimbeni fu assegnato a Filippo Todini per l’opera "La Pittura Umbra dal Duecento al primo Cinquecento", tomi I - II, Longanesi, 1988.

Sempre nel 1990 fu istituito il III Corso di Aggiornamento in Storia dell’Arte per laureati con partecipanti provenienti da ogni parte d’Italia. Tema del corso "Urbino nel Quattrocento".

Le lezioni furono tenute dai proff. Cecil Clough, Franco Mazzini, Maria Luisa Polichetti, Alessandro Parronchi, Paolo Bensi, Massimo Ferretti, Francesco Neri Arnoldi, Pierpaolo Colalucci, Raoul Paciaroni, Febo Allevi.

Nel 1991 il Premio Salimbeni, giunto alla IX edizione, riservato alla letteratura artistica delle Marche, fu assegnato a Paride Berardi, per l’opera "Giovanni Antonio Bellinzoni da Pesaro" (Nuova Alfa Editoriale - Banca Popolare Pesarese, 1988).

Sempre nello stesso anno furono allestite due mostre: una di incisioni di Giorgio Morandi, della Collezione Timpanaro, inaugurata in concomitanza con l’assegnazione del Premio Salimbeni (il catalogo, curato dalla Fondazione Salimbeni, e’ stato stampato dalla SPES di Firenze) ed una, itinerante, su "Tiziano nelle Marche ".

Nella seconda meta’ di giugno si svolse il IV Corso di Aggiornamento in Storia dell’Arte riservato ai laureati. Tema del corso "Dai primitivi a Caravaggio nel centenario di Roberto Longhi".

Le lezioni furono tenute dai proff. Giuliano Briganti, Mina Gregori, Filippo Todini, Bruno Toscano, Luisa Vertova, Pietro Zampetti, Maurizio Seracini, Raoul Paciaroni.

Nel corso dell’anno furono tenute conferenze da

Nel 1992 la Fondazione Salimbeni ha compiuto dieci anni. Si e’ voluto dare rilevo a questa ricorrenza con manifestazioni ed iniziative che hanno sottolineato l’impegno, la coerenza d’indirizzo, il prestigio dalla Fondazione stessa esercitati ed acquisiti. Dopo dieci anni di attivita’ la Salimbeni puo’ affermarsi promotrice di un premio prestigioso, posto sotto il Patronato del Presidente della Repubblica; oggi considerato come onorificenza ambita dagli studiosi in un campo tanto ampio quanto difficile, come si puo’ constatare dalla stampa nazionale e internazionale. Dal 1983 sono state premiate opere che segnano un progresso reale negli studi di storia dell’arte, senza distinzione di nazionalita’. Il Premio e’ stato e continua ad essere la parte piu’ rappresentativa e nota della Fondazione, in forza del prestigio e dell’autorevolezza dei Commissari, tra cui figura, a partire dal 1992, anche il prof. Matthias Winner, Direttore della Biblioteca Hertziana (Roma), succeduto al prof. Briganti, scomparso l’anno precedente.

In occasione del decennale del Premio e’ stato allestito un programma centrato sull’opera dei fratelli Salimbeni e della loro Scuola nel XV secolo in San Severino con un simposio intitolato "La Scuola Pittorica di San Severino e le Marche" che ha avuto come relatori Pietro Zampetti, Maria Grazia Ciardi Dupre’ Dal Poggetto, Cecilia Alessi, Piero Scapecchi, Raoul Paciaroni, Antonio Paolucci, Ferdinando Bologna, Donatella Levi, Jaynie Anderson, Filippo Todini, Miklos Boskovits, Carlo Bertelli, Federico Zeri.

Questa serie di "incontri" si e’ svolta il 25 e 26 giugno, in concomitanza con l’assegnazione del Premio Salimbeni per la Storia e la Critica d’Arte.

Nel 1992 fu allestita, a cura di John Gere, la mostra "Taddeo Zuccari nel Gabinetto delle Stampe e dei Disegni della Galleria degli Uffizi". Accanto al nucleo fondamentale proveniente dagli Uffizi di Firenze sono state esposte in mostra opere appartenenti a raccolte pubbliche e private. Il catalogo e’ anch’esso curato da John Gere.

Nel corso dell’anno e’ stato inoltre realizzato un ciclo di conferenze per presentare opere pubblicate dai membri della Commissione Giudicatrice del Premio Salimbeni nel 1991. Le conferenze sono state tenute dai proff. Italo Faldi, Mauro Natale, Anna Ottani Cavina, Pierluigi De Vecchi. Il ciclo si e’ concluso nel 1993 con la conferenza di Mina Gregori.

Il Premio Salimbeni, nella sua decima edizione e’ stato assegnato ex aequo alle opere:

Nel 1993 la cerimonia di assegnazione del Premio Salimbeni ha avuto luogo a Roma, presso la Sala Napoleonica di Villa Medici messa a disposizione dall’Accademia di Francia. In una delle cornici piu’ raffinate, fastose e cariche di storia di cui dispone l’Urbe, la Commissione Giudicatrice ha conferito il Premio all’opera "Le Arti nelle Marche al tempo di Sisto V", a cura di Paolo Dal Poggetto (Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno, 1992; realizzazione Editoriale: Silvana Editoriale).

Tale apertura e’ parsa ai soci della Fondazione consona al carattere e alle finalita’ del Premio, che fin dall’inizio si e’ orientato verso scelte internazionali; meta’ dei membri della Commissione sono di nazionalita’ straniera.

Lo svolgimento della cerimonia in una sede tanto prestigiosa, universalmente nota, nel confermare la qualita’ e la notorieta’ raggiunte dal Premio, ha sottolineato la volonta’ della Fondazione a voler rendere nota la nostra Regione, tra le piu’ ricche d’arte e di cultura, non sufficientemente frequentata e conosciuta, non solo da stranieri, ma dai nostri stessi connazionali.

Anche l’attivita’ espositiva della Fondazione ha avuto accoglienza favorevole dalla stampa e dal pubblico: le sei mostre di antichi maestri marchigiani, allestite con il Patrocinio del Ministero dei Beni culturali, hanno contribuito ala rivalutazione e alla riscoperta del patrimonio storico-artistico delle Marche.

Per il 1993, la Fondazione ha allestito una mostra di Francesco Messina. Grazie all’interessamento del Maestro per la Fondazione (di cui e’ stato nominato socio onorario), e’ stato possibile esporre circa 70 fogli inediti, tra pastelli, disegni a penna e matita, incisioni, litografie; oltre ad alcune plastiche che non erano mai state esposte. Il catalogo e’ stato presentato da Vanni Scheiwiller e curato dalla dott.ssa Paola Barbara Conti.

Per colmare gli intervalli tra le manifestazioni maggiori, e’ stata organizzata una conferenza dedicata ad Anna Banti, scrittrice e storica dell’arte, in concomitanza con una piccola mostra di libri, lettere, fotografie.

Nel 1994, per il ciclo di conferenze "Ricognizioni e Scoperte", la prof.ssa Mina Gregori ha parlato su "Il Caravaggio di Dublino e altrove". "Michelangelo alla Sistina, ovvero il restauro del secolo" e’ il titolo della seconda conferenza del 1994 tenuta da Pierluigi De Vecchi. In tale occasione il Premio Salimbeni, giunto alla XII edizione, e’ stato assegnato a Julian Kliemann con l’opera "Gesta Dipinte. La grande decorazione nelle dimore italiane dal Quattrocento al Seicento". Nella stessa circostanza e’ stato attribuito un riconoscimento speciale a Sir John Pope-Hennessy, emerito studioso inglese di arte italiana, autore di monografie su Giovanni di Paolo, Sassetta ed altri pittori senesi, e di studi sulla scultura fiorentina del ‘400 e del ‘500, di cui egli e’ il massimo esperto. Lo studioso, che ha esposto durante la premiazione un’ampia ricostruzione del lavoro di Donatello, e’ stato eletto Socio Onorario della Fondazione.

La cerimonia di conferimento del Premio e’ stata chiusa con una manifestazione musicale con il soprano Alessandra Baroni e il pianista Alessandro Triconi.

Nel 1995 il Premio Salimbeni fu assegnato a Arnold Nesselrath, per l’opera "Das Fossombroner Skizzenbuck", edito dal Warburg Insitute – University of London – London, 1993.

Nel corso dell’anno furono organizzate conferenze sui seguenti argomenti:

L’evento dell’estate 1996 fu la mostra intitolata "Gli incanti dell’iride", su Giovanna Garzoni, illustre pittrice e miniaturista nata ad Ascoli Piceno nel 1600 e morta a Roma nel 1670 come Presidente dell’Accademia di San Luca, dopo essere passata attraverso le maggiori Corti europee, da Firenze a Torino, da Parigi a Londra.

La miniatrice Giovanna Garzoni, le cui opere furono dai contemporanei ammirate e collezionate, solo nella seconda meta’ del nostro secolo e’ stata ripresentata e fatta conoscere al grande pubblico (mentre sempre nota era rimasta agli specialisti) grazie alla presenza di alcune sue miniature in varie esposizioni di grande successo, che si sono tenute in Italia e all’estero nel corso dell’ultimo trentennio.

La sua opera, singolarissima, di una raffinatezza che puo’ competere con quella dei maggiori pittori di naturalia, in particolare di botanica, nella corte medicea, e’ stata solo di recente scoperta e rivalutata.

Curatore della mostra e del catalogo, della Silvana Editoriale, e’ il prof. Gerardo Casale, autore della prima ed esauriente monografia dell’artista (Giovanna Garzoni "Insigne miniatrice" 1600- 1670, Jandi Sapi Editore).

La mostra e’, di proposito, volta ad illustrare un grande artista della nostra Regione, presentando le sue opere con un catalogo di rigore scientifico, destinato a rimanere nelle letteratura sull’argomento.

Contemporaneamente alla mostra dedicata a Giovanna Garzoni e’ stata esposta in una sala del Teatro Feronia una serie di disegni di Tullio Pericoli, alcuni dei quali facevano riferimento alla illustre miniaturista conterranea.

Il Premio Salimbeni 1996 ando’ all’opera "Sancta Sanctorum" di Julian Gardner, Serena Romano, Maria Andaloro, Alessandro Tomei, Patrizia Tosini, Gianluigi Colalucci, Bruno Zanardi (Editrice Electa, Milano).

Nel 1997 il Premio Salimbeni, nella versione biennale dedicata agli studi artistici sulla Marche sino alla fine del XIX secolo, fu assegnato ad Aldo Nestori, "Il Mausoleo e il Sarcofago di Flavius Iulius Catervius a Tolentino", edito dal Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana, Citta’ del Vaticano.

Nello stesso anno viene organizzato un ciclo di letture su "Caravaggio e caravaggismo nelle Marche". Gia’ nel mese di marzo la dott.ssa Marina Mojana ha iniziato il ciclo parlando su "I Valentin de Boulogne a Camerino e in Apiro", seguita da Nicola Spinosa che parlo’ su "Il compianto di Cristo morto dello Spagnoletto ad Apiro".

Nei mesi di agosto e settembre 1997 fu realizzata la mostra, intitolata "La Cometa", dell’opera omnia di Roberto Stelluti, incisore contemporaneo fabrianese di fama internazionale. Furono esposte ottanta opere nel Palazzo Servanzi Confidati di San Severino Marche.

Il Premio Salimbeni 1998 fu attribuito a Brigitte Kuhn Forte, "Die Kirchen Innerhalb der mauern Roms", Oesterreichische Akademie der Wissenshaften. Nella stessa occasione fu commemorato Federico Zeri, scomparso due mesi prima della consegna del Premio, e in suo onore furono conferiti due altri Premi, di valore pari al Premio Salimbeni, a:

Al termine del 1998 risultavano componenti la Commissione Scientifica i proff. Miklos Boskovits e Alessandro Bettagno, subentrati a Federico Zeri e a Pietro Zampetti.

L’edizione del premio Salimbeni 1999 ha visto vincitrice Cristina Acidini Luchinat con l’opera intitolata "Taddeo e Federico Zuccari fratelli pittori del Cinquecento", Jandi Sapi Editori, Roma, 1998.

Nell’ambito del ciclo su "Caravaggio e il caravaggismo", nel corso dell’anno Gianni Papi riapre la serie di conferenze parlando sull’opera "Noli me tangere" , che si trova nella Chiesa di Sant’Agostino in San Severino, attribuita ad Antiveduto Gramatica. Un’altra conferenza fu organizzata nel 1999, la prima sul Gotico Internazionale, nell’anno della mostra su "Lorenzo e Jacopo Salimbeni": Paolo Pinti ha parlato su "Le armi nell’opera dei fratelli Salimbeni". Il tema del Gotico Internazionale e’ stato ripreso nel corso del 2000 grazie a Cristina Bucci , "I Salimbeni in Urbino", e a Victor Schmidt, "Le Storie di Santa Caterina d’Alessandria a San Domenico in San Severino Marche". Sempre nello stesso anno, Cristina Acidini ha potuto illustrare l’opera vincitrice del Premio Salimbeni 1999, con una conferenza su "Taddeo e Federico Zuccari" e Caroline Elam, in occasione dell’uscita della Vita di Michelangelo Buonarroti di Ascanio Condivi (Edizioni Spes, Firenze) ha tenuto una lezione titolata "Dal Vivo Oraculo. Michelangelo, Ascanio Condivi e Tiberio Calcagni".

L’estate 2000 e’ segnata dalla mostra "Pietre colorate. Capricci nel XVII secolo dalle raccolte medicee", dedicata a una serie di pitture, molte delle quali inedite, su pietra preziosa o semipreziosa, provenienti dalla Galleria Palatina, dall’Opificio delle Pietre Dure, dall’Istituto di Studi Etruschi ed Italici di Firenze.

A partire dal febbraio 2000, infine, e’ iniziata un’importante collaborazione con l’Universita’ di Macerata nella programmazione didattica di un "Master di perfezionamento in conservazione e gestione dei beni culturali".

 

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Tutte le attivita’ sopra citate hanno una duplice motivazione. Da una parte si intende con esse dare rilievo a studiosi, opere, iniziative, che pur interessando cerchie sempre piu’ vaste - come e’ dimostrato dal numero di visitatori di mostre e di lettori di opere ad ampia diffusione - richiedono impostazione rigorosamente scientifica. L’arte, bene primario dell’Italia, e’ diventata, e sempre piu’ nel futuro diventera’, anche un fenomeno di massa che, come tale, interessa aspetti tra loro diversi, anche di carattere economico e sociale.

Nello stesso tempo la Fondazione, che si vuole indipendente da qualsiasi istituzione politica, accademica o altro, ha scelto di operare in un piccolo centro, nel cuore di una provincia ricca di notevoli tradizioni artistiche e sede di attivita’ industriali a livello mondiale, per consentire un attivo riesame del proprio passato ed una conoscenza del proprio territorio tra i meno noti d’Italia.

 

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