Martedì 22 maggio insieme ai miei compagni di classe e agli alunni della III C ci siamo recati a Milano per una visita d’istruzione. La partenza era prevista per le 7.30 ma a causa di alcuni ritardatari siamo partiti alle 7.45 circa.

Il viaggio è durato più o meno tre ore: abbiamo attraversato molte città tra cui Savona di cui ricordo la centrale idroelettrica. Del lungo viaggio ricordo inoltre le risaie della pianura Padana che mi colpiscono ogni volta che percorro l’autostrada per la loro grandezza e monotonia ed anche il fiume che attraversava una città.

Dopo circa tre ore abbiamo raggiunto Milano e siamo arrivati al Museo della Scienza e della Tecnica.

Siamo arrivati leggermente in anticipo e così, mentre aspettavamo all’ingresso la nostra guida ,siamo stati avvicinati da numerosi marocchini e molti di noi hanno acquistato  braccialetti e oggettini vari. Finalmente è arrivato il momento di introdurci nel museo accompagnati dalla nostra guida di nome Valentina.

Inizialmente ci ha mostrato un’immagine conosciutissima rappresentante due uomini all’interno di due figure geometriche :un cerchio e un rettangolo che rappresentano   a loro volta il mondo e ci dimostrano che la larghezza delle nostre braccia è uguale alla nostra altezza.

Valentina   ha anche spiegato che Leonardo scriveva all’incontrario . Alcuni pensano che lo facesse per non essere copiato, altri perché, essendo mancino ,non spargesse l’inchiostro dopo aver scritto. In seguito abbiamo proseguito la visita nella stanza successiva dove vi era una riproduzione del Cenacolo Leonardiano. La riproduzione riporta alcuni cambiamenti rispetto all’originale: la tovaglia è   più ricca di ricami e decori e sul tavolo appare  un’aragosta che è   piuttosto strano ritrovare in quel contesto. Lo sfondo è   più elaborato con archi e capitelli e gli Apostoli sono  accompagnati da servitori. Molti erroneamente ritengono che Giuda sia rappresentato con il volto cupo e con le mani alzate sulla difensiva, mentre in realtà egli è un uomo di carnagione scura con in mano il sacchettino che probabilmente contiene le monete ricavate dal tradimento di Gesù. Il vero Cenacolo si trova però nella chiesa di Santa Maria delle Grazie che non abbiamo visitato.

Proseguendo la nostra visita, abbiamo percorso un corridoio con modellini rappresentanti le invenzioni di Leonardo: la guida ce ne ha illustrate alcune. Ricordo in particolare un ponte mobile che veniva aperto tramite un marchingegno di corde rotanti per permettere il passaggio di navi ed un altro che si apriva grazie allo sfruttamento della corrente che metteva in movimento barche che muovevano gli ingranaggi. Un’altra geniale invenzione mi è parsa una nave da guerra, apparentemente poco visibile perché piatta, dotata di uno sperone sottomarino staccabile dopo l’attacco e di una prua apribile contenente le armi .

In tutt’altro contesto mi ha colpito un distillatore per la grappa, costruito in modo da mantenere la temperatura del distillato e tutti i suoi aromi ;un levigatore di pietre in grado di funzionare autonomamente dopo una spinta e di lavorare la pietra nei due sensi; vari macchinari per incidere la roccia o stritolare i massi con sistemi molto ingegnosi.

La prossima tappa è stato il padiglione dei treni dove la guida ci ha mostrato un’antica locomotiva in particolare tra i numerosi modelli esposti. Nella parte anteriore del treno i tubi trasportavano il vapore che lo metteva in movimento, mentre sul tetto veniva ammucchiata la sabbia bagnata per aiutare la forza dei freni. Le ruote erano conformate in modo da aiutare la spinta tramite un ispessimento di una parte rispetto all’altra. Abbiamo visitato la cabina di guida , il vagone del carbone subito dietro ad essa mentre la guida ci spiegava il funzionamento del treno e la necessità dei macchinisti di affacciarsi dal finestrino all’arrivo in stazione.

Abbiamo visto inoltre un particolare modello di aereo arancione che serviva per addestrare i piloti principianti così facilmente individuabili.

In seguito abbiamo visitato il padiglione delle navi, dove abbiamo notato un antico vascello con la figura di una sirena portafortuna di riconoscimento sulla prua.

Siamo poi entrati nella sala da ballo di una nave che il museo ha voluto conservare intatta sotto ad una parte della nave originale. All’interno di questa abbiamo osservato il luogo dove venivano conservate le bandiere da esporre all’arrivo nei vari porti e l’apparecchiatura per le comunicazioni in codice Morse. Scesi nella torre di controllo abbiamo osservato altri apparecchi per la guida della nave tra cui il timone vero che si trova dietro la barra che si utilizza per orientare l’imbarcazione.

Abbiamo proseguito poi verso gli aerei di vari tipi: ne ricordo alcuni di origine italiana tra i modelli più noti come i cacciabombardieri utilizzati in guerra contraddistinti dai colori della bandiera italiana riportati nei disegni.

La visita si è conclusa a questo punto, e, affamati, ci siamo seduti sugli scalini a fianco del museo per consumare il nostro pranzo al sacco.

Nel pomeriggio ci siamo recati sempre in autobus al Castello sforzesco che purtroppo non abbiamo visitato ma ho potuto sapere grazie a delle informazioni dateci dal nostro professore che è molto grande e ricco di oggetti tra cui: strumenti musicali ,collezioni di monete antiche, di medaglie, di armi e opere d’arte, sculture ed anche una pinacoteca che presenta il ricco panorama della pittura italiana dal XIII al  XVIII secolo, privilegiandone la produzione lombarda e veneta. Ci siamo fermati nel parco all’esterno del castello dove abbiamo comprato souvenirs e giocato , mangiando gustosissimi ghiaccioli.

Infine ci siamo recati davanti al Duomo di Milano dove i professori ci anno lasciato più o meno un’ora di tempo por poter visitare il Duomo e le vie circostanti.

Noi ci siamo divisi in gruppi io sono andata insieme a Erika e Ylenia. Inizialmente abbiamo visitato il Duomo riconoscendo la sua maestosità nelle vetrate ma anche all’esterno senza però purtroppo salire fino in cima ma osservando l’altare, i quadri, e le varie vetrate molto da vicino e con  interesse.

A questo punto siamo tornati a casa riprendendo l’autobus e raggiungendo la nostra meta finale verso le 20.15.

 

Impressioni e riflessioni

 

Il viaggio in pullman è stato meno pesante del precedente , mi aspettavo che il museo fosse molto più piccolo e meno ricco .Un edificio che mi è apparso del tutto diverso da come me l’aspettavo è stato il Castello Sforzesco. Me lo aspettavo  un po’ come quelli delle favole magari ricco di   immensi giardini interni,

 invece il giardino era molto limitato e solo il parco all’esterno era molto grande. Mi sarebbe piaciuto  comunque poterlo visitare.

Il duomo è bellissimo, grandioso, imponente e mi ha colpito tantissimo e anche qui mi sarebbe piaciuto poter salire fino alla sua cima per osservare il paesaggio da lassù.