AMERICAN GULAG di Claudio Giusti del
COMITATO “3 LUGLIO 1849” Per i diritti umani, contro la pena di morte
In America ci sono più di 2.200.000 persone in
prigione. 715 prigionieri ogni 100.000 abitanti, uno
ogni 140 persone: il record mondiale di imprigionamento. 100.00 detenuti sono
in isolamento. 128.00 sono ergastolani. 11.000 i minorenni in riformatorio, ma
non si conosce il numero dei minori in carcere con gli adulti. Il Michigan da solo ha 300 minorenni condannati
all’ergastolo senza possibilità di rilascio anticipato. Dei 700.000 che si
trovano nelle prigioni locali 400.000 sono, più che in
attesa di giudizio, in attesa d’avvocato: aspettano cioè che qualcuno si degni
di trovargli uno straccio di difensore d’ufficio. Le persone in libertà
vigilata sono 4.800.000 e a questi occorre aggiungere 5 milioni di ex detenuti che hanno perso il diritto di voto. Trent’anni
fa, nelle carceri federali e statali, c’erano 200.00 detenuti, oggi sono
1.400.000: il più grande esperimento di imprigionamento
di massa dai tempi di Stalin.
Metà dei
detenuti sono neri. Se il tasso di incarcerazione
per i bianchi è di 366 per 100.000 per i neri è di 2209 e in molti stati supera
abbondantemente i 10.000. In un quarto degli stati il 10% dei maschi neri
adulti è in galera. Questo si spiega perché, pur essendo il 13% dei drogati, i
neri sono il 35% degli arrestati per possesso di droga,
il 55% dei processati per questo reato e il 75% di quelli che stanno scontando
una pena per questo delitto. Un terzo dei ventenni di colore è in prigione o in
libertà vigilata e per i giovani neri passare un certo periodo di tempo in
prigione è diventato un “rito di passaggio” come lo era per noi fare il
servizio militare.
Ogni giorno le
carceri della contea di Los Angeles accolgono 6.000 nuovi detenuti e ogni anno
le 18.000 polizie americane arrestano 13.700.000 persone (ma più probabilmente
sono 15 milioni). Di queste circa 3 milioni sono minorenni: almeno 500.000
sotto i 15 anni, 120.000 fra i 10 e i 12 e 20.000 sotto i 10. Sono stati
arrestati bambini di meno di 6 anni.
Le esecuzioni
sono state 934
e nel braccio della morte ci sono circa 3.500 persone fra cui alcuni minorenni
e molti pazzi. Un terzo delle esecuzioni sono avvenute
in Texas, 152 sotto George Bush.
117 innocenti sono stati rilasciati e non sappiamo quanti siano stati uccisi,
ma, vista la scarsa qualità dei processi americani, devono essere stati molti.
L’ex governatore
dell’Illinois George Ryan
ha detto che il sistema giudiziario americano non è in grado di stabilire chi è
innocente , chi è colpevole e nemmeno il grado di
colpevolezza. Ha ragione.
Gli americani
non fanno i processi, non fanno gli appelli e non motivano le sentenze. Più del 90% delle
condanne per crimini gravi è ottenuto grazie al patteggiamento. Lo stesso
avviene per il 56% delle condanne per omicidio preterintenzionale e volontario.
La gran parte dei piccoli reati sono sbrogliati in
meno di un minuto da tribunali locali in cui la presenza dell’avvocato
difensore non è prevista e spesso nemmeno consentita.
I processi,
quando si fanno, sono caratterizzati da una estrema
sommarietà e dalle scarse garanzie che vengono concesse agli imputati poveri,
cui vengono forniti avvocati incompetenti, impreparati, quando non ubriachi,
drogati e addormentati. Le condanne sono spesso ottenute grazie a confessioni
estorte a suon di botte, a pentiti fasulli, testimoni bugiardi e a referti di
laboratori compiacenti. I Procuratori non si fanno scrupolo di mentire e di far
sparire prove favorevoli alla difesa: tanto non gli succede nulla.
L’appello (nei
rari casi in cui viene accolto) ha templi biblici e
non prevede la libertà provvisoria del condannato, così che il Parlamento del
Texas ha dovuto fare una legge apposita per mettere in libertà i 13 innocenti
della “strage di Tulia”.
Le condizioni
carcerarie sono spesso atroci, tanto che una prigione della Georgia è stata
definita da un giudice federale “una nave di schiavi” ..
In questo immenso gulag le violenze e gli stupri sono innumerevoli e nessuno si
prende il disturbo di censirli, come nessuno sa quanti siano i suicidi in
carcere e quante siano le persone uccise ogni anno dalle 18.000 polizie
americane. Nulla di questa infinita quantità di dolore
giunge alle orecchie degli italiani, mentre gli stolidi cantori del sistema
americano si baloccano con puerili comparazioni sul numero delle
intercettazioni telefoniche.