TARZAN (2:49)

Mmh, mi piacerebbe fare un bagno

mmh, con tutti quanti gli animali

mmh, come poteva fare Tarzan

mmh, mi piacerebbe proprio tanto.

 

E tu ti metti a stirare,

hai sempre qualcosa da fare.

 

Mmh, e poi sdraiarsi al sole nel silenzio

mmh, coi piedi sulla schiena del leone

mmh, e il mare che si fa brillante

mmh, e poi andare, andare via

 

E tu ti metti a lavare,

hai sempre qualcosa da fare.

 

Mmh, domenica ti porto al mare

mmh, sarà uno schifo come sempre

mmh, sarebbe molto meglio stare soli

mmh, sarebbe molto meglio sognare.

 

E tu ti metti a spolverare,

hai sempre qualcosa da fare.

 

Mmh, stasera chissà cosa si mangia

mmh, mi piacerebbe un bel minestrone

mmh, ed anche prosciutto e melone

mmh, e fragole, panna, mirtilli e lamponi.

 

E tu ti metti a cucinare

sei l'angelo del focolare.

 

Mmh, mi piacerebbe fare un bagno

mmh, svegliarsi al sole nel silenzio

mmh, domenica ti porto al mare

mmh, stasera chissà cosa si mangia.

 

E INTANTO IO TI GUARDO (3:42)

Ti guardi intorno,

qualcosa ti piace,

qualcosa ti urta,

sorridi e già pensi

che avresti una voglia

di cambiare tutto

in questa casa

e nella mia vita.

 

E intanto io ti guardo

con tutta l'emozione

di chi ritrova un paesaggio amico

ed ha tanta paura,

una paura matta,

che d'improvviso poi scompaia.

 

Na na na…

 

E intanto io ti ascolto

che timbro la tua voce,

attraversi il corridoio e

in tutte le mie stanze vai.

 

Ora è concluso

il tuo inventario,

così curiosa

e ficcanaso

ora hai ripreso

quell'aria da padrona

nella mia casa

e nella mia vita.

 

E intanto io ti guardo

con tutta l'emozione

di chi ritrova un paesaggio amico

ed ha tanta paura,

una paura matta,

che d'improvviso poi scompaia.

 

Na na na…

 

E intanto io ti ascolto

che timbro la tua voce

attraversi il corridoio e

in tutte le mie stanze vai.

 

Na na na…

 

Adesso me ne accorgo,

si ricomincia un'altra volta…

na na na…

 

ANDIAMO A PRENDERCI UN TÈ (2:44)

 

Andiamo a prenderci un tè

chiudiamo i libri tutti quanti

l'aria di fuori aiuterà

a viver meglio la giornata

però mettiamo il segno

che dopo continuiamo

d'avorio il segnalibri, tararà.

 

Andiamo a prenderci un tè,

la rima è facile: "io e te"

no, l'ascensore non mi va,

salteremo sopra la città

come in mezzo

al telone

dei pompieri.

 

Andiamo a prenderci un tè

a metà tra il cemento e il cielo,

il segnalibri aspetterà

che passi un po' questa giornata

però facciamo presto

che dopo continuiamo

un tè senza biscotti, tararà.

 

Andiamo a prenderci un tè,

la rima è facile: "io e te"

come in mezzo

al telone

dei pompieri.

 

Andiamo a prenderci un tè

a metà tra il cemento e il cielo,

il segnalibri aspetterà

che passi un po' questa giornata,

che passi un po' questa giornata,

che passi un po' questa

che passi un po' questa

che passi un po' questa giornata.

 

L'ARREDATORE (2:33)

 

Oggi in questa casa nuova

è venuto l'arredatore,

mi ha visto un po' giù

e mi ha fatto capire

che penserà lui a tutto quanto!

 

Ha scelto le stoffe

e dei gran sofà,

qui l'angolo bar,

il camino un po' più in là,

ma niente velluto,

io gli ho detto di no,

mi ricorda la sua pelle,

il velluto proprio no.

 

Allora ha capito

che sono un uomo solo,

mi ha raccontato la sua storia,

anche lui è solo

e poi mi ha guardato

con due occhi languidi,

confidenze per un paio d'ore

io e l'arredatore

che poi se n'è andato

con i suoi pensieri,

lui ha risolto il problema,

non ha più dispiaceri,

io invece sto qui,

io gli ho detto di no:

mi ricorda la sua pelle,

il velluto proprio no.

 

I CAMPANELLI (3:32)

 

I campanelli, quelli che mi ricordo…

 

Uno, tutto vetro e zucchero,

suono dolce, azzurro, fragile,

sulla culla oppure no,

in cima all'albero a Natale.

 

Due, campanello a casa mia,

ognuno lo suonava a modo suo,

tutti quanti tranne lui,

lui apriva con la chiave.

 

I campanelli, quelli che mi ricordo…

 

Tre, campanella della scuola,

bello l'intervallo e poi la fine,

sigaretta e lisoformio,

un po' di pane e cioccolato.

 

Quattro, tutti zitti è il Sanctus,

quanta e invisibile la forza

di quel suono che

la testa ti

faceva abbassare proprio così.

 

I campanelli, quelli che mi ricordo…

 

Cinque, a difendere il mio cane

dalle vipere della montagna,

e che odor di rododendri

e di sterco di vitelli.

 

Sei, finalmente arriva il treno,

passa la paura di pensare

che tu sopra non ci sia,

perché tu ci sei, e mia.

 

I campanelli, quelli che mi ricordo…

 

I campanelli, quelli, se li ricordo…

 

ZONA CESARINI (3:00)

 

Com'era grigio il ciel

pioveva a Marabel

sotto la fungaia degli ombrelli allo stadio,

tu non capivi niente

di calcio e di pallone

mentre il gioco ristagnava a metà campo.

 

Ogni tanto mi guardavi

mentre io imprecavo

per il gioco maschio degli avversari,

l'unica distinzione

che tu sapevi fare

era tra i bianconeri e i gialloblù.

 

Davvero non credevi

facesse tanto freddo

qui nel catino dei centomila,

nascosta nel paltò

tu non ti accorgi che

picchiano i nostri ormai e matura il gol.

 

So che tu già mi ami

mentre la palla viaggia

mentre ti abbraccio forte per un gol da manuale,

stringiti forte a me

tu sei così carina

tempo scaduto ormai si fa melina.

 

La folla si dirada

e finalmente l'arbitro

fischia la fine della partita,

ti ho trascurata un po'

ma in zona Cesarini

ora io ti darò tanti bacini.

ti ho trascurata un po'

ma in zona Cesarini

ora io ti darò tanti bacini.

 

NIAGARA (3:07)

 

La legna c'è,

c'è ancora fuoco

e ci sei tu che parli poco;

davanti a me

il tuo bel viso,

si spalanca un gran sorriso.

 

C'è tutto qui

in questa casa

un poco alla rinfusa,

va via bene

la nostra vita,

la scaldi tra le dita.

 

Ma le cascate del Niagara

cascano da mille anni

in un lontano arcobaleno,

in un lontano arcobaleno;

ma le cascate del Niagara

cascano da mille anni

in un lontano arcobaleno,

in un lontano arcobaleno.

 

Ti alzi, è tardi, dalla poltrona

s'è fatto tardi ormai, bisogna

andare a letto, dir le preghiere

così come tutte le altre sere;

ti sei accorta oppure no,

che per un attimo non c'ero

la nostra vita, sia pur per poco,

ti è scivolata tra le dita.

 

Che le cascate del Niagara

cascano da mille anni

in un lontano arcobaleno,

in un lontano arcobaleno;

che le cascate del Niagara

cascano da mille anni

in un lontano arcobaleno,

in un lontano arcobaleno.

 

VATTENE A CUCCIA (3:17)

 

Tutto il giorno in casa

sei stata, ed hai ragione,

il tempo non passava

lassù da quel balcone;

mi do una rinfrescata,

la barba un'altra volta,

facciamo in fretta, che di luce

non ce n'è più molta.

 

La jeep ti dona più

di ogni altra vettura,

e poi va dappertutto

anche se è un pochino dura;

per noi però e indubbio

che proprio ci voleva:

prima di lei, quest'arietta,

ma chi se la godeva?

 

Due ore son passate,

è buio, accendo i fari,

mi guardi soddisfatta,

che performance senza pari;

appoggi il tuo musetto stanco

sopra il mio ginocchio

contento, anch'io t'accarezzo

e ti strizzo l'occhio.

 

Adesso ve lo dico,

non è la mia ragazza,

ma è dolce ed è fedele,

brava e poi anche di razza;

la sera io e lei

ce ne siamo andati a caccia

e dopo aver mangiato

ce ne andremo a cuccia.

 

Fai tanta compagnia,

sì, ma adesso va'!

Vai, fila!

Vai, fila!

Vai, fila!

Vai, fila!

Vattene a cuccia!

Vattene a cuccia!

Vattene a cuccia!

Lasciami solo!

Vattene a cuccia!

Ho detto a cuccia!

A cuccia!

Vattene a cuccia!

Vattene a cuccia!

Vattene a cuccia!

 

LA DISCESA E POI IL MARE (3:28)

 

È così tutte le volte, è così anche stavolta:

una carezza per sentire tutto il freddo di una fine,

una nausea balorda che ti avvolge ad una porta,

è così anche stavolta.

 

Sto soffrendo come un cane e mi rivedo da bambino

appoggiato a un paracarro, non mi oso stare male;

sto scendendo verso il mare, ho la scuola ormai alle spalle,

in vacanza verso il mare, sto scendendo verso il mare.

 

Con la faccia di mio padre che non gliene frega niente

di quell'ennesima tortura della nostra villeggiatura,

torni in macchina e ti sembra di potercela ormai fare,

l'equipaggio ti incoraggia, la discesa e poi il mare.

 

Guarda come guida bene, come taglia ogni curva,

e fai finta di sorridere e ti sforzi non ci riesci

di pescare con le mani ma hai le braccia troppo corte,

in un bagno di sudore un pochino di vigore.

 

E va be', ferma di nuovo, c'è il bambino che sta male,

"Un'altra volta prendi il treno" , "Non gli dar più da mangiare";

sulla fronte ormai di ghiaccio ti è conforto di sentire

la buona mano di tua madre che ti dice "Su, da bravo!".

 

E la faccia di mio padre guarda in giro indifferente,

sta pensando al suo lavoro, al suo unico ristoro;

fuma la sua sigaretta con boccate lunghe, larghe,

quella faccia la ricordo come quella di un signore

fortunato molto e forte, molto più di me davvero

na na na…

 

E mi rivedo da bambino, sto scendendo verso il mare…

na na na…

 

COME UNA CASALINGA (2:59)

 

Tanti giornali, oggi, come ieri,

tanti uomini soli al ristorante,

come in una caserma servono il rancio,

"Aspetti che cambio pietanza", ho poco slancio;

questo giovane cameriere che ha sparecchiato tutto

si muove bene come una casalinga,

tutto veloce, perfetto,

ma sì, finiamo con la meringa.

 

Sto veramente bene, saggio, disciplinato,

adesso a casa sono arrivato,

do da mangiare alle belve, parlo con loro

e va tutto bene;

tra poco sul divano

mi fumerò il toscano

come faceva mio nonno Angelo,

tra poco qualcuno mi sorriderà,

sarà gentile, mi rispetterà,

sarà come un angelo.

 

Domani tanti giornali, come oggi, come ieri,

tanti uomini soli al ristorante

come in una caserma serviranno il rancio

mi dedicherò ai primi, poi

un solo rancio;

quel giovane cameriere sparecchierà tutto,

sarà gentile ed efficiente come una moglie,

tutto veloce, perfetto,

ma sì, finiamo con la millefoglie.

 

Tra poco sul divano mi fumerò il toscano

come faceva mio nonno Angelo,

tra poco qualcuno mi sorriderà,

sarà gentile, mi rispetterà,

sarà come un angelo.