DE PROFUNDIS
C'è uno scontro tra
due macchine al di là della Moscova
E si son conciati tutti,
anche quello che guidava
Eran tre con dietro un
quarto, che però era già morto
E difatti nella bara lui non
si è nemmeno accorto
Nel corteo si procedeva tutti
quanti alla rinfusa
Quasi fossero cateti in cerca
dell'ipotenusa
Il diacono sfiatava su ogni
mezzo do di petto
Il defunto, solo lui, nel suo
ruolo era perfetto
Perché senza entrare
nel merito, è soltanto questione di spirito
Le piagnone nei singhiozzi
eran scarse d'energia
L'oratore ad ogni frase dava
sfoggio d'amnesia
Lo baciava sulla fronte, poi
sputava disgustato
E lì il morto, assai
discreto, è rimasto senza fiato
Ecco il cielo si indispone e
scoppiettano due tuoni
Ma si sa che la natura se ne
frega dei sermoni
Tutti quanti a scantonare per
cercare almeno un tetto
E soltanto il caro estinto
non si è messo a far fagotto
Perché, senza entrare
nel merito
È soltanto questione
di spirito
Che gli importa del diluvio,
non è poi questo svantaggio
Nei viventi, a dire il vero,
c'è carenza di coraggio
I defunti, gli ex-umani,
hanno stabile fermezza
Mica fatti come
noi
Sono proprio un'altra
razza
Poi in quanto a sangue freddo
non si fanno compatire
Non li vedi mai scomporsi,
mai avranno da ridire
Sanno star nel loro ambiente,
quieti quieti fino in fondo
Non si sente anima viva,
proprio cose d'altro mondo
Perché, senza entrare
nel merito
È soltanto questione
di spirito
Là nel regno delle
ombre non si sente una parola
E di notte una signora ci
può andare anche da sola
Che non corre nessun rischio,
né pericoli di sorta
Qui nessuno la importuna o le
fa la mano morta
E va beh che prima o poi
dovremo andarci tutti quanti
Ma se c'è chi ha molta
fretta che mi passi pure avanti
Sembra proprio che a
schiantare qui si faccia tutti a gara
Con la debita eccezione di
chi sta dentro a una bara
Perché, senza entrare
nel merito
È soltanto questione
di spirito