Corriere della Sera


Dopo la legge delega la Camera vota il provvedimento che blocca le pensioni, istituisce la minimum tax, aumenta l'Irpef

Amato incassa anche il decretone fiscale
Il governo ottiene un'altra fiducia. Due espulsi in aula, insulti e volo di banconote false con la faccia di Goria

di Dino Vaiano
Sabato , 24 ottobre 1992



ROMA -- "Solo Galbani merita la fiducia". Facendo il verso a un noto spot t elevisivo, alcuni deputati verdi srotolano uno striscione che raffigura Giuliano Amato. Topolino mentre rosicchia un'enorme fetta di formaggio.

Il copione del voto di fiducia alla Camera riserva episodi coloriti, sullo sfondo del grande malumore delle opposizioni che contestano il ricorso massiccio al voto "blindato" deciso dal governo. Il decretone antideficit, asse portante della Finanziaria, ottiene rapidamente il semaforo verde.

Il "sì" della Camera, al quale seguirà un nuovo ricorso alla f iducia al Senato, consente al governo di incassare l'approvazione di misure per 66 mila miliardi. Il 71% cioè dei 93 mila miliardi previsti. E mentre la manovra accelera, la Corte dei Conti ribadisce i dubbi di costituzionalità sulla Finanziaria '92 e trasmette gli atti all'Alta Corte.

In meno di tre ore l'aula ieri ha archiviato la pratica decretone, il provvedimento che contiene la minimum tax, la tassa che ha scatenato la rivolta dei lavoratori autonomi: ieri i commercianti hanno ancora min acciato la serrata e si preparano a sommergere con una valanga di ricorsi le commissioni tributarie. Ma in più occasioni il termometro della tensione è salito alle stelle. Il presidente della Camera, Giorgio Napolitano, ha espulso dall'aula i deputat i Nicola Pasetto (Msi.Dn) e Stefano Apuzzo (Verdi).

Il tutto mentre gli onorevoli.lobbisti della maggioranza si arrovellano nel dubbio amletico: voto o non voto la fiducia sulla minimum tax? Pasetto getta in aria finte banconote da 50 mila lire. Il volto del Bernini è sostituito da quello del ministro delle Finanze, Giovanni Goria. Poi urla: "Ecco il mio contributo alla manovra. Falsari". E Napolitano fischia l'espulsione, mentre ancora le Goria.lire svolazzano nell'emiciclo.

Il secondo cartel lino rosso è per Stefano Apuzzo. Sono le 11.30. Dopo l'episodio dello striscione, il deputato verde (ha 26 anni) rincara la dose, tirando fuori una scatola di formaggini per Amato-Mickey Mouse che rosicchia il ruolo del Parlamento a morsi di fiducia. Apuzzo, insultato da qualche dc, risponde, rivolto verso la presidenza, con il classico gesto del dito medio dritto con il pugno chiuso. Un modo di mandare al diavolo in gran voga fra gli automobilisti americani. Napolitano tuona: "Lei è un pagliaccio, questa non è una osteria", dando ordine di allontanare il bellicoso verde. Più tardi Apuzzo preciserà che il suo gesto non era rivolto al presidente ma alla maggioranza.

E in questo clima teso arrivano le due votazioni. La fiducia passa con 314 sì, 24 no e un astenuto (molti gruppi di opposizione non hanno partecipato al voto). Poi la partita decretone si chiude con 289 favorevoli, 215 contrari e 15 astenuti. Votano "sì" il quadripartito e la lista Pannella, contro le opposizioni, si astie ne il Pri. Carlo Sangalli, dc, testa d'uovo dei commercianti in guerra, vota la fiducia per disciplina di partito, ma si astiene nello scrutinio finale perchè la tassa minima "è iniqua e incostituzionale".

Un gruppo di deputati Dc.Pli, primo firmatario Wilmo Ferrari, il lobbista democristiano che ha dato filo da torcere ad Amato, presentano un ordine del giorno sulla minimum tax. Il governo lo accetta, precisando però che anche al Senato non si modificherà l'imposta, ma Ferrari ammicca invece ch e qualcosa cambierà. "No, non la modificheremo . taglia corto Francesco Forte (Psi), presidente della Commissione Finanze del Senato .. Un commerciante intelligente dovrebbe notare il sincronismo fra l'approvazione del decreto e la riduzione di un punto del costo del denaro".




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