Corriere della Sera


EMERGENZA ITALIA . Oggi Consiglio dei ministri: forse patrimoniale sulle imprese, farmaci a pagamento sopra i 50 milioni

E Amato manovra la ghigliottina
Tasse per 32 mila m iliardi (con addizionale Irpef e minimum tax), spesa bloccata ai livelli '92

di Dino Vaiano

17 settembre 1992


ROMA -- La tempesta sulla lira mette le ali ai piedi del governo. Dopo il lungo traccheggiare dei gior ni scorsi, fra veti incrociati e tagli stoppati in extremis, oggi il Consiglio dei ministri varerà misure straordinarie per arginare il deficit pubblico.

La cura sarà drastica. Tagli per pensioni e sanità e una stangata durissima. Il governo potrebbe decidere infatti un'addizionale sull'Irpef: indiscrezioni circolate ieri alla Camera ipotizzavano una "tassa sulla tassa" del 15%.

In alternativa potrebbe passare un mosaico di tasse da 30-32 mila miliardi, imperniato sulla minimum tax per i lavoratori autonomi (redditi minimi presunti) e su un'imposta patrimoniale sulle società da 5000 miliardi. La Finanziaria porterà invece al blocco della spesa ai livelli del '92, con un risparmio complessivo di circa 50 mila miliardi.

Non è escluso che oggi il governo possa partorire per intero la manovra complessiva da 100 mila miliardi anche se sembra più probabile che Amato si limiti al varo di un decretone "salvalira" rinviando la presentazione della Finanziaria a fine mese. Il governo approverebbe cioè un provvedimento da 40-50 mila miliardi per aumentare le tasse e tagliare le spese, bloccando le indicizzazioni delle pensioni e costringendo i cittadini che hanno redditi superiori a 50 milioni a pagarsi le medicine per intero.

Il Tesoro vorrebbe anche far saltare la restituzione del fiscal drag. Asserragliato nel bunker di Palazzo Chigi, Giuliano Amato ha lavorato fino a notte fonda. Da mezzogiorno è stato praticamente chiuso in conclave con i ministri economici Piero Barucci (Tesoro ), Giovanni Goria (Finanze), Franco Reviglio (Bilancio) mentre Carlo Azeglio Ciampi comunicava i bollettini del mercato valutario. Alle 17 è arrivato Franco De Lorenzo, ministro della Sanità che poco dopo ha lasciato furioso la riunione. Alle 19.30 Amato ha incontrato il presidente della Confindustria, Luigi Abete, che poi è tornato a sera tarda, e per tutta la nottata ci sono stati contatti con la maggioranza e con i ministri capidelegazione al governo. Ma vediamo quali potrebbero essere le dec isioni del governo.

Fisco. Il piatto forte potrebbe essere un'addizionale su Irpef, Ilor e Irpeg. La voce girava insistentemente ieri a Montecitorio, nonostante un analogo balzello fosse stato già affondato a luglio. I tecnici avrebbero preparato p iù varianti: la più drastica prevede un'imposta aggiuntiva del 15%, ma con una graduazione per le famiglie monoreddito e le fasce sociali più deboli. Potenzialmente potrebbe fruttare 22 mila miliardi. Nella notte è stata ipotizzata, in alternativa, u na revisione delle aliquote Irpef.

Si parla anche di interventi sul debito (raddoppio dell'imposta, vincoli di portafoglio, prestito forzoso), ma da tempo il Tesoro smentisce. Il menù fiscale prevede numerose alternative. E probabilmente le scelte verranno fatte solo in "zona Cesarini".

L'addizionale potrebbe essere attenuata o sostituita da una manovra da circa 30 mila miliardi: ruoterebbe su due imposte sulle società, delle quali una colpirebbe il capitale sociale o il patrimonio netto, l'altra limiterebbe il credito d'imposta.

Praticamente certo, invece, il varo della minimum tax per gli autonomi, fonte sicura di gettito e grande bandiera del sindacato. La tassa minima agirebbe su un livello di reddito presunto calcolato dal fisco in v ia induttiva grazie a una serie di indicatori (dimensione dei locali, retribuzioni dei dipendenti, volume d'affari, costi, magazzino, consumi). Gli autonomi, commercianti, artigiani e professionisti sarebbero costretti a denunciare livelli di reddito più credibili dell'attuale media di circa 20 milioni.

Nei piani di Amato compare anche un drastico taglio alla restituzione del fiscal drag: nel '93 lo Stato dovrebbe ridare ai contribuenti 4250 miliardi. I tecnici ministeriali stavano studiando per ò anche un meccanismo di restituzione in titoli e la possibilità di salvare i lavoratori dipendenti con un sistema di maggiori detrazioni fiscali.

Nei progetti di Goria anche la trasformazione di molti degli attuali oneri deducibili in detrazioni d'i mposta, con una limitazione dei benefici per mutui e assicurazioni. Smentite invece le voci di stangata sulla benzina. Quasi certa la riapertura dei termini del condono (darebbe 2000 miliardi).

Pensioni. Il decretone conterrebbe un congelamento del l'intero sistema di indicizzazione con un risparmio di 10.500 miliardi. Stop da subito alle pensioni baby degli statali. Nella ridda delle voci anche l'innalzamento obbligatorio dell'età pensionabile a 65 anni, una misura che però contrasterebbe con la legge delega, basata sulla volontarietà, appena approvata dal Senato.

Sanità. Anche qui il bisturi potrebbe incidere a fondo. I cittadini che hanno un reddito superiore a 30 o 50 milioni potrebbero essere costretti a pagare per intero le medicin e. Si parla anche di una revisione degli esenti dal ticket (sono il 20% degli assistiti ma consumano quasi il 70% dei farmaci che il sistema pubblico concede), salvaguardando i soli pensionati sociali. In discussione anche un ticket ospedaliero. Il Tesoro propone una revisione del prontuario farmaceutico.



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