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Il '92 è stato un anno difficile. Nonostante la raffica di tasse decise a luglio, ci sarà un buco nei conti pubblici di almeno 5 mila miliardi. Il disavanzo toccherà i 155 mila miliardi (con il rischio di arrivare a 162 mila se non arriveranno i fondi previsti dalle privatizzazioni), l'inflazione supererà il 5% e il reddito nazionale crescerà meno del previsto: per la relazione previsionale presentata ieri l'incremento del Prodotto interno lordo sarà dell'1,2%.
La bilancia commerciale chiuderà con un deficit vicino ai 30 mila miliardi e la disoccupazione arriverà all'11%. Le previsioni per il '93 restano altrettanto cupe: la svalutazione farà salire i prezzi verso un tasso medio del 4,5% e il Pil crescerà dell'1,5%, meno degli altri Paesi più industrializzati.
Giuliano Amato volta pagina e concentra gli sforzi sul '93. Con le misure varate ieri il pacchetto antideficit è completo. Il governo ha trasformato in un decreto la patrimoniale sulle imprese: l'imposta sarà pari al 7,5 per mille del ne tto patrimoniale e riguarderà il triennio '92.94. Frutterà 5 mila miliardi. E a sorpresa Amato ha deciso di concedere 2 mila miliardi di sconti fiscali alle famiglie monoreddito e a quelle numerose (ma a partire dal '94). Il tetto massimo di risparmi o di imposta sarebbe di 400 mila lire annue moltiplicate per il numero dei componenti della famiglia meno uno.
Sarà accelerata la riforma del contenzioso tributario: arriva anche nelle liti fiscali il "patteggiamento". La Finanziaria blocca ai livelli del '92 la spesa pubblica e in qualche caso fa partire definanziamenti di fondi già impegnati. Il Tesoro calcola che con le misure approvate ieri ci saranno risparmi per 17 mila 700 miliardi (6.700 nel pubblico impiego e 11 mila di riduzioni a sp ese correnti e investimenti).
I tagli vanno dall'Ambiente alla Difesa, dai Lavori pubblici allo Spettacolo, dai Trasporti alla scuola, dalle Poste alla Cooperazione allo sviluppo. Sul versante delle entrate, 2.500 miliardi sono legati alla riapertu ra dei termini del condono fiscale (fino a marzo '93) e 1.500 alla riduzione delle agevolazioni tributarie.
Ieri Giovanni Goria, ministro delle Finanze, non ha indicato quali sconti saranno aboliti. Il governo ha fatto un censimento degli oltre 70 mi la miliardi che sfuggono al fisco grazie allo stratificato sistema del tax free (creato negli anni da lobby e interessi di categoria): deciderà nelle prossime settimane d'intesa con il Parlamento.
Il governo estenderà con un emendamento ad aziende e società la stangata sui beni di lusso (aerei, maxiauto, moto, elicotteri) prevista dal decretone di due settimane fa. Una misura che sarebbe stata caldeggiata anche dal presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro. Dovranno pagarla anche se "i beni sono dati in uso agli amministratori, soci, collaboratori, dipendenti, o sono utilizzati dallo stesso imprenditore".
Le misure varate ieri garantiranno 26.700 miliardi. Il grosso delle entrate e dei risparmi di spesa è invece affidato alla legge delega ora in discussione alla Camera (sanità, previdenza, pubblico impiego, finanza territoriale) e al decretone del 17 settembre.
In totale la manovra sarà di 93.630 miliardi, di cui 52.350 di riduzione di spesa, 34.100 di aumenti di entrate, e 7 mila miliardi da privatizzazioni. Ma mentre il governo completa il pacchetto di misure per il '93, traballano alcuni pezzi del decretone già varato. Il tetto dei 40 milioni per l'assistenza sanitaria sarà modificato: lo ha annunciato ieri il ministro Franco De Lorenzo. Si va verso una modulazione del tetto sulla base del numero dei componenti del nucleo familiare. Possibili inasprimenti dei ticket e dei contributi per gli autonomi.
Pensioni e occupazione. Con un emendamento saranno stabilite alcune eccezioni al blocco delle pensioni di anzianità previsto dal recente decretone: si salverà chi ha già presentato la domanda di pensionamento. L'emendamento dovrebbe anche risolvere il problema dei prepensionamenti nelle aziende in ristruttura zione.
Il governo sosterrà l'occupazione: ieri il ministro del Lavoro, Nino Cristofori, ha annunciato un provvedimento che modificherà le norme sulla mobilità e fornirà nuovi ammortizzatori sociali per una platea di 200 mila lavoratori.
La guerra dei tagli. Amato ha completato la sua cura in "zona Cesarini". Il Consiglio dei ministri si è riunito infatti a poche ore dalla scoccare del termine ultimo del 30 settembre. E i nuovi tagli di spesa sono stati al centro di un lungo braccio di ferro fr a il Tesoro e i ministri di spesa, uno scontro tradizionale: i nostri politici pensano che il potere si misuri con gli stanziamenti di bilancio.
A metà pomeriggio Giancarlo Tesini, ministro dei Trasporti, tuonava contro la ricetta da lacrime e sangue imposta dal Tesoro: le Ferrovie si vedranno ridurre di 2 mila miliardi i fondi per coprire i costi di gestione. C'è il rischio che saltino circa 7 mila chilometri di rete e altri 30 mila posti di lavoro.
Nel mirino della Finanziaria anche la scuola. Il risparmio previsto in questo settore ammonta a 198 miliardi nel '93, a 701 nel '94 e a 750 miliardi nel '95. Saranno tirate le briglie alle supplenze. Ma il ministro Rosa Russo Jervolino ha minacciato le dimissioni se verrà tagliato il budget del suo ministero.
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