Ritratti
Cinque partecipanti al Trofeo "Dal Negro" 1996-97 in occasione di uno degli incontri eliminatori disputato al "Palabrunetti" di Rocca di Papa.
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Ferrario
Il "Lord Protettore del Gingo" colto in un momento di riflessione al termine di una presa. Quello in cui un giocatore deve scegliere la carta da calare è uno degli attimi più delicati: a volte un'esitazione o un tentennamento possono essere fatali. "Cesaretto", al contrario di altri, non ha di questi problemi. Nella foto appare sicuro di sé e del valore delle sue carte. Purtroppo per lui, la sicurezza e la determinazione non gli hanno impedito, tra lo stupore di tutti, la "conquista" dell'ultimo posto e del non ambito titolo di " Cane Morto 1997" |
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Ercolani
Calma e freddezza: qualità che non fanno difetto al nostro ingegnere. Le dita che tamburellano sul tavolo da gioco, lo sguardo apparentemente assente ma al quale non sfugge l'andamento della partita, la postura comoda: tutti elementi vincenti. Raramente Alessandro si lascia sopraffare dalla tensione, anche se bisogna dire che spesso le sue battutine volte a smascherare gli avversari non sono quanto di più eticamente raccomandabile. Memorabili in questo senso i suoi duetti con l'americano Ferri, degni dell'Actor's Studio. |
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Tommasi
La maschera di Sergio. Impassibile, indecifrabile, efficace. La sua solida preparazione matematica gli consente di venir fuori egregiamente dalle situazioni difficili. Al contrario di Ercolani, però, il buon Conte si lascia trascinare in furibonde risse verbali durante le quali perde il lume della ragione e che condizionano inevitabilmente il suo rendimento nelle giocate successive. La sua qualità e insieme il suo difetto maggiore consistono nel gioco lineare: non commette errori ma è troppo prevedibile. Tutto il contrario del suo "nemico" Paoli, falloso e fantasioso. Quando i due si chiamano sono sempre scintille. |
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Brunetti
A volte una fotografia sembra così chiara… Amerigo sta calando una carta. Niente di più falso! Quante volte quella mano si è fermata a un centimetro dal tavolo, quante volte la carta è rientrata per far posto a un'altra. Brunetti riflette, pensa, calcola ma inevitabilmente si confonde e perde brillantezza. Brillantezza che del resto, a lui mezzofondista, ha sempre difettato un po'… |
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De Bonis
Questa fotografia dovrebbe essere mostrata in tutti i corsi di Gingo. La maschera di sofferenza di "Prudencio" è illuminante del suo stato d'animo: ho preso, mi sono quasi quasi pentito, e ora cosa faccio? Quasi paventando i rimproveri del compagno, Emilio sta già pensando a come limitare i danni. Del resto, cosa aspettarsi da uno juventino che va a vedere Roma-Juve senza avere il coraggio di esultare ai gol dei bianconeri? Popolo giallorosso… sei avvertito! |