Paese lungo e stretto ai margini dell'ubertosa pianura di Scurelle, formata dalle alluvioni del Ceggio, del Maso e del Chieppena.
Castelnovo ebbe frequentemente a soffrire per le inondazioni furiose del maso. Nella metà dello scorso secolo si veificò una massiccia emigrazione verso L'America e le fabbriche tesili del Voralberg.
Scrive O. Brentari nel 1891 che a causa delle frequenti alluvioni, "molti abitanti sono bbligati a cercare miglior fortuna nell'emigrazione. Quella stabile si dirige verso l'America; la temporanea in Tirolo, Nelle fabbriche di cotoni. Dal 1870 al 1889 emigrarono stabilmete 260 persone, e molte di più nel 1889".
Vi erano in attività una cava di lignite (M. Civeròn) e una cava di gesso.
|
|
|
| |
CARTA STRADALE
|
| |
| |
|
| |
| |
Nel secondo dopoguerra il villaggio è divenuto il maggior centro industriale della Bassa Valsugana, cosa che ha provocato il fenomeno del pendolarismo con paesi vicini.
Masi tradizionali sono: Mesole, Ausei, S.Margherita, Spagolle, Beselenga. Il Villaggio si è espanso lungo la statale e nella piana.
Un antico detto popolare dice: "Castarnovo longo e streto, te ogni casa ghè 'n goseto"
Il M. Civerone è interessante geologicamente: presenta formazioni arenarie del Terziario, conglomerati e brecce fossilifere. Le sue cave di lignite furono coltivate nel 1836 per far funzionare le caldaie delle filande della seta della Bassa Valsugana.
|
| |
| |
INGRANDIMENTO
|
| | |