Palermo

Qualche informazione...


Situata nella piana della conca d'oro, ai piedi del Monte Pellegrino, Palermo è il capoluogo della Sicilia.
Colonia fenicia, la città subì però l'influenza della civiltà greca e significa "tutto porto". Con la conquista araba sel 831, Palermo diventa la prima città dell'isola e uno dei porti più ricchi del mediterraneo. La città conserva tuttora una forte impronta araba, e non soltanto nelle strutture architettoniche, ma anche nei nomi delle vie, nei giardini, nella musiaca e nel dialetto e in alcune tradizioni popolari. In molte chiese ed edifici, con gli elementi musulmani si fondono quelli bizantini (i mosaici della Cappella Palatina e della Martorana) romanici e barocchi. Sotto i re normanni continuerà l'influenza della tradizione araba, come dimostra lo stile orientaleggiante di alcuni edifici costruiti durante il loro regno: il Palazzo dei Normanni, la Martorana, San Giovanni degli Eremiti, San Cataldo.
Dopo la morte del grande Federico II che aveva fatto della città il centro culturale più vivo del mezzogiorno, Palermo decadde: vi spadroneggiarono le ricche famiglie feudali, fra cui la più potente era quella dei Chiaramonte, che si dedicarono all'edificazione di grandi complessi religiosi.
Nell'intento di conferire a Palermo un carattere grandioso e spettacolare, gli spagnoli dettero il via nel '600 ad una serie di sventramenti, che distrussero il quartiere arabo della Kalsa. L'aspetto che predomina oggi, nella città vecchia, è ancora quello seicentesco.
Nel secondo dopoguerra la città subì radicali trasformazioni e ampliamenti che ne deteriorarono gravemente l'aspetto urbanistico.
Le classi ricche fuggirono dal centro verso i nuovi quartieri residenziali, e una feroce speculazione edilizia, protetta dalla mafia in collusione con il potere politico, si impadronì dei giardini e dei bei sobborghi della città, soffocandoli sotto muraglie di cemento.
Oltre ai danni propriamente urbanistici, incalcolabili sono i danni umani provocati da questa politica criminale: a farne le spese sono stati infatti i ceti più miseri, impossibilitati a pagare gli alti affitti delle nuove palazzine e stipati nei vicoli della città vecchia in condizioni precarie, aggravate dalla crinica mancanza d'acqua.