Mensile del Mais Anno XI Gen. Feb. 1999 n.1-2
Il progetto Rafaela compie un anno. E’ il momento di fare il punto sullo stato del progetto e darvi qualche notizia sui nostri giovani amici.
Il sostegno ricevuto per lo sviluppo educativo dei bambini di questa cittadina del Nord dell’Argentina ha permesso di acquistare il materiale relativo agli studi ed anche quello per lo sviluppo d’attività educative complementari.
L’integrazione dei ragazzi nella vita cittadina – attraverso la partecipazione ad attività esterne – ha dato loro la possibilità di potenziare le attitudini personali e soprattutto di confrontarsi con altri gruppi e realtà. Non più solo " i ragazzi dell’istituto Peretti " ma ragazzi di Rafaela, come gli altri.
Inoltre, grazie al vostro contributo, nell’anno in corso si darà un maggiore spazio al sostegno pomeridiano dedicato allo svolgimento dei compiti, soprattutto per chi dovrà affrontare il ciclo secondario (ottavo e nono anno).
Marcos Cisneros, Adrian Diaz, Gabriel Pez, Alejandro e Ariel Mendoza, Ricardo e Sebastian Alvarez, Cristian Pez, Hector Benitez, Gabriel e Juan Pablo Mreira, Franco Bracaccini, Sebastiàn Romero, Luca Toledo e tanti altri di un elenco molto lungo, hanno partecipato a corsi di modellismo, di teatro, di scultura, di chitarra, alcuni hanno seguito un corso di preparazione dei pasti insieme alle cuoche o alle proprie madri; il gruppo dei grandi si è impegnato nella cura degli animali e nel progetto d’apicoltura, mentre l’attività di coltivazione dell’orto sarà sviluppata nel corso del 1999.
Tutti i ragazzi hanno partecipato a manifestazioni e concorsi indetti da varie istituzioni di Rafaela. In alcuni casi è arrivato. ……".l’alloro"! con l’onore della pubblicazione sulla stampa locale.
La partecipazione a queste iniziative è stimolata per far comprendere ai ragazzi che il far bene le cose o semplicemente l’impegnarsi a sviluppare un’attitudine personale può portare a riconoscimenti e premi da parte della Comunità.Ricardo Alvarez, Diego Cisneros, Juan Pablo Moreira sono stati premiati per i loro disegni nel concorso artistico "Alianza Francesa". Il premio "Solidarietà" per il comportamento e la disponibilità verso i compagni è andato a Sebastian Romero, Cristian Pez e Diego Cisneros. Ricardo Alvarez ha ricevuto il premio "Martin Fierro" per il rendimento scolastico unito ad una gran capacità di dare e ricevere amicizia.
Possiamo considerarci soddisfatti del rendimento scolastico dei nostri ragazzi: Il 62.5% ha superato l’anno senza alcun tipo di problema, il 37% è stato rimandato in qualche materia (è questo il significato dell’espressione "libreta en proceso" che compare sulla pagella di questi ragazzi), un solo bambino è stato bocciato.
Nel ciclo di studi inferiori l’area che presenta maggiori difficoltà è stata quella linguistica. I bambini fanno molti sforzi per andare avanti ed apprendere perché hanno problemi nel comunicare, manifestare affetto ed esprimere i propri sentimenti.
Nel ciclo di studi superiori il settore più impegnativo è quello della lingua straniera, materia che i ragazzi affrontano per la prima volta.
I bambini sono particolarmente bravi nelle aree di espressione artistica come il folclore, la musica, il ballo, il disegno. La ricchezza del loro mondo affettivo comincia a trovare una via di espressione. E’ questo il riconoscimento migliore che possiamo trovare per il vostro ed il nostro impegno.
LAURA LAURIA e PAOLA VIGNOLA
EX YUGOSLAVIA
Con gli Accordi di Dayton (1995) è iniziata una fase che viene prudentemente chiamata "avvio alla pace". E’ stato, per la verità, un avvio piuttosto stentato e pensare che in un breve periodo si possa compiere quanto necessario per riconsegnare a quei popoli territori ridisegnati e sconvolti con la violenza di una guerra crudele appare almeno improbabile.
CENNI di STORIA
Gli slavi giunsero nell’area balcanica nel VI° secolo d.C. e ad occidente del fiume Drina si stabilirono Sloveni e Croati mentre ad oriente s’insediarono Serbi, Montenegrini e Bulgari.
Nel 1493 i Turchi, che puntavano alla conquista di Vienna e Venezia, giunsero in Croazia dove restarono da dominatori fino al XVII° secolo (in quel periodo molti slavi passarono alla religione islamica, volontariamente o forzatamente).
I primi a liberarsi del dominio turco furono i Croati (fine XVII° sec.) poi i Serbi (prima metà del XIX° sec.) animati da un feroce desiderio di "pulizia etnica" la cui forza si è rivelata anche in questi ultimi anni.
Da questo periodo prende corpo, dunque, il progetto di costituzione della "Grande Serbia" secondo il quale tutti i territori abitati anche da Serbi (in particolare Bosnia e Croazia) dovevano essere o uniti fisicamente alla Serbia o dominati politicamente da essa.
La Seconda Guerra Mondiale, con l’invasione italo-tedesca e la successiva vittoria delle truppe partigiane la cui frazione principale, quella comunista, era capeggiata da Tito, portò alla costituzione di una federazione di stati in cui, però, la Serbia manteneva un forte potere di fatto.
Dopo la caduta del Muro di Berlino (1989) la lega comunista jugoslava (già indebolita dalla morte di Tito avvenuta nel 1980) andò in pezzi.
Nel 1990 si ebbe il primo segno di un più grave conflitto con l’occupazione da parte serba di territorio croato, fatto che scatenò la reazione croata e che portò alla proclamazione, nel 1991, della propria indipendenza (altrettanto fece la Slovenia).
Iniziò così un conflitto squisitamente" politico", il cui ultimo fine era sempre quello di creare la "Grande Serbia".
La guerra che si è trascinata anche dopo gli accordi di Dayton, offrendo episodi di vero genocidio fisico e culturale ostacolati solo parzialmente dalla presenza di truppe Nato e degli osservatori ONU, continua in territori diversi (Kosovo) con la stessa ferocia con cui è iniziata.
Attualmente è difficile prevedere un ‘applicazione totale degli accordi internazionali in tempi brevi.
DAL MONDO
Il Fondo ONU per l’infanzia lancia l’allarme: Nel 2.000 un sesto dell’umanità non saprà leggere. Un miliardo di persone, specialmente di sesso femminile, non sarà in grado di leggere un libro, un’indicazione stradale, i prezzi di un negozio.
Di analfabetismo si muore: tutti i lavori scientifici, spiegano infatti all’UNICEF, evidenziano uno stretto legame tra istruzione e progressi della salute dei bambini e delle donne, le più discriminate. ....
In Italia questo tremendo problema riguarda più di un milione di persone.
(la Repubblica, 9.12.1998)
SUD AFRICA
Raccapricciante episodio di violenza in Sudafrica.
Una donna è stata linciata da una folla inferocita dopo aver ammesso di essere malata di Aids. Gli assassini consideravano un’onta irrimediabile vivere nello stesso paese con una donna malata di Aids.
Il fatto è accaduto il giorno di Natale a Kwamancinza dove Gugu Dlamini, assistente sociale di 36 anni, è stata uccisa a colpi di bastone e di pietre dai suoi compaesani.
(La Repubblica, genn. 1999)
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Nella township di Ndaleni, nel Kwa-zulu Natal, un gruppo di uomini armati ha ucciso undici sostenitori dell’A.N.C..
Secondo le prime indagini, si tratta di una ritorsione dopo l’uccisione, la mattina stessa, di Sifiso Nkabinde, un capobanda della township rivale di Magoda e membro dell’U.D.M. Nkabinde era stato espulso dall’A.N.C. nel 1997 con l’accusa di aver spiato per conto del regime dell’apartheid.
(Internazionale 268, 29.1.1999)
ARGENTINA
Il generale Reynaldo Benito Bignone, l’ultimo presidente durante la dittatura militare (1976-1983), è stato arrestato per ordine del giudice federale Bagnasco, che indaga sul sequestro dei figli dei desaparecidos rapiti dai militari.
Bignone è stato messo agli arresti domiciliari.
(Internazionale 268, 29.1.1999)
BRASILE
IL Brasile sta attraversando una delle crisi peggiori della sua storia. Spende quasi tutto quello che riscuote per pagare
funzionari ed interessi di un debito che si appresta a raggiungere i 400 miliardi di dollari. Se non salderà i suoi debiti sarà un paese ingestibile. Lo stesso recente epilogo della questione dei cambi è un riflesso di questa situazione limite. Il deterioramento culminato con la svalutazione del real è nato da dubbi del mercato sulla solvibilità del Paese dopo la decisione di Itamar Franco di non pagare il debito al governo federale.Il 13 gennaio il Banco central do Brasil (BCB) dopo aver soppresso la stretta fascia di oscillazione nella quale il Real era libero di fluttuare, ha ripreso a sostenere la moneta che in poco più di una settimana aveva perso il 30% del suo valore. Per impedire fughe di capitali e un’impennata dell’inflazione il BCB ha poi aumentato il tasso d’interesse, passato dal 29 al 41%.
Solo il sostegno del Fondo Monetario Internazionale e degli Stati Uniti ha impedito un crollo della borsa, che anzi, ha compiuto un balzo del 33%, scommettendo sul rilancio delle esportazioni e su una riduzione della recessione nel 1999.
E’ ancora presto per cogliere i segnali degli effetti più temuti che di solito accompagnano le svalutazioni eseguite da paesi simili al Brasile: la crescita della recessione e dell’inflazione. Una combinazione micidiale
(Internazionale 267, 22.1.1999)
INDIA
Suscitò qualche ilarità nel 1992 il riferimento di importanti settori politici americani ad una banca bengalese come modello per affrontare i guasti sociali e la povertà urbana.
Questo modello è rappresentato dalla Grameen Bank, fondata da Muhammad Junus, economista indiano che ha esportato la sua filosofia in sessanta paesi, compresa la Norvegia, con oltre due milioni di clienti nel solo Bangladesh.
Il credo è sempre lo stesso:" Disimparare dalla teoria, prendere lezioni dalla realtà".
Poche e semplici le regole di finanziamento: prestito con scadenza di un anno; tratte settimanali di identico importo; inizio dei pagamenti dopo una settimana dalla concessione del prestito.
Che il prestito magari sia solo di cento dollari, e che una somma del genere possa cambiare la vita di una famiglia intera, non deve stupire noi occidentali, ma solo far arrossire gli ispiratori di giganteschi piani di finanziamento ai paesi poveri, denaro che spesso arricchisce solo i burocrati.
Dopo il terzo prestito regolarmente restituito, il cliente può avere accesso ad un piccolo mutuo per costruirsi una casa. Altra caratteristica del finanziamento è di essere diretto principalmente alle donne, ritenute più responsabili, più attente alla famiglia e con più senso della giustizia.
Insomma lo slogan della Grameen Bank può riassumersi in queste parole: "Abbiamo studiato come funzionano le altre banche e abbiamo fatto il contrario".
(La Repubblica, affari e finanza, 16.11.1998)
Vogliamo parlarvi, in questa rubrica, del libro di Tahar Ben Jelloun Il razzismo spiegato a mia figlia, un pamphlet in forma di dialogo che nel mese di dicembre è stato molto pubblicizzato perchè legato ad un’iniziativa della Benetton: chiunque entrava nei negozi della multinazionale veneta riceveva gratis una delle centomila copie del libro, un modo, forse, per rispondere a chi aveva accusato la Benetton di utilizzare, nei paesi in cui concentra gran parte della sua produzione, manodopera minorile.
Senza voler entrare nel merito della polemica, riteniamo questa un’iniziativa degna di nota anche perchè il libro, che in Italia ha già venduto oltre 170.000 copie e vanta ormai più di venti ristampe, tocca un argomento delicato e sempre più attuale: il razzismo.
Sono passati due anni da quella mattina del 22.2.1997 in cui mezza Francia scese in strada contro la legge Debrè che puntava a riscrivere le norme d’ingresso ed espulsione degli stranieri.
In quella fiumana di gente di tutti i colori c’era anche Ben Jelloun con Merièm, la più grande dei suoi quattro figli, allora decenne, che bombardò il padre di domande: "Dimmi, papà, cos’è il razzismo?", "Credi che io potrei diventare razzista?". :Ben Jelloun si rese conto che valeva la pena di trasformare quel dialogo familiare in un libretto agile, affilato, da offrire alla lettura di altri ragazzini come sua figlia.
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UNA LEGGE CONTRO I SOPRUSI DELLE IMPRESE:
Il 16.1.1999, un migliaio di persone provenienti da tutta Italia ha sfilato per le strade di Roma per accompagnare una delegazione che si recava dall’on. Violante per consegnargli 160.000 firme e varie delibere a sostegno della petizione popolare denominata "acquisti trasparenti"
La petizione, promossa nel giugno 1998 da parte del
centro Nuovo Modello di Sviluppo e da Mani Tese, fa parte di un impegno, che dura ormai da anni, a difesa dei diritti fondamentali dei lavoratori e dei bambini.Dopo aver organizzato due campagne (la campagna scarpe giuste nei confronti di Nike e Reebok e la campagna giochi leali verso Chicco e Artsana) è risultato chiaro che il fenomeno del lavoro minorile e dello sfruttamento disumano dei lavoratori adulti è così dilagante da non poter più essere affrontato con iniziative circoscritte a singole aziende, ma con misure che riguardino tutte le imprese.
Ecco perchè abbiamo organizzato una campagna di raccolta firme per ottenere una legge che preveda:
Noi vogliamo che tutto ciò si trasformi in legge e le firme che abbiamo consegnato all’on. Violante rappresentano una fase molto importante. Ma solo se continueremo a mantenere alta la pressione sul Parlamento abbiamo qualche possibilità di riuscita.
Per informazioni scrivere al Centro Nuovo Modello di Sviluppo, Via della Barra, 32 56019 Vecchiano (Pisa) tel. 050-826354--Fax 050-827165--e-mail coord@cnms.it
MILANO
Si è tenuto a Milano nei primi giorni del 1999 il Raduno dei ragazzi aderenti alla
COMUNITA’ di TAIZE’, la comunità ecumenica cristiana fondata nel 1940 da Frere ROGER a Taizè, in Francia.
Scopo della comunità è favorire la riconciliazione fra i cristiani divisi.
E’ un movimento trasversale alle confessioni, lontano dalle logiche classificatorie, indifferente anzi ostile a etichette di qualsiasi genere, spirituali o politiche che siano.
Il raduno di Milano, durato cinque giorni, è stato il 21° europeo ed ha coinvolto oltre
centomila partecipanti tra i quali oltre trentamila arrivavano dalla Polonia.
PEDIATRI e SOLIDARIETA’
Un gruppo di pediatri dell’Ospedale Burlo Garofolo di Trieste ha iniziato nel 1994 una collaborazione con l’istituto Materno Infantil de Pernambuco per l’attuazione di un programma OMS di riduzione della mortalità materna, perinatale e neonatale centrato su interventi nei 227 ospedali e centri di salute pubblici con reparto di maternità (esiste soprattutto a Recife, la capitale dello stato, un gran numero di ospedali e cliniche private).
Il programma sanitario prevede un coordinamento tra i centri di salute di livello primario situati nei quartieri più poveri (favelas) di Recife; in questi centri la maggior parte delle attività sanitarie, primarie, promotive, preventive e terapeutiche è svolta da operatori di comunità, personale non professionale formato attraverso corsi teorico - pratici brevi.
La situazione socio - sanitaria dello stato di Pernambuco, 7,3 milioni di abitanti, è drammatica: il 32% della popolazione è indigente, vive, cioè, con meno di un dollaro al giorno a persona. …
Non stupisce che il 37% dei bambini sotto i 5 anni soffra di malnutrizione lieve ed il 10% di malnutrizione medio - grave. La mortalità infantile si aggira attorno a 52 per 1000 nati vivi; quella neonatale intorno a 30 per 1000 nati vivi (ma si stima che il 60% delle morti neonatali non siano registrate).
Vi sono sicuramente grosse disparità tra zone costiere ed interne, tra città e campagna, tra classi sociali all’interno della stessa area.
Non vi è dubbio che queste differenze siano correlate alla distribuzione della ricchezza e soprattutto all’incredibile divario economico esistente tra una piccola minoranza che possiede tutto e la maggioranza che non ha nulla………
(Dagli atti del 7° Congresso Nazionale del gruppo di studio di Pediatria Ospedaliera dr. Adriano Cattaneo Osp. Burlo Garofolo, Trieste)
Commento
: abbiamo messo in contatto, tramite Marina Zampieri, i responsabili del progetto con Dorinha perché tra le favelas comprese nell’intervento sanitario c’è S.Teresinha (ma non c’è la favela Arruda, speriamo che si possa inserire…). Cercheremo di sfruttare questa occasione per ottenere un ulteriore miglioramento delle condizioni di vita dei nostri ragazzi. P.C
"Ascolta il tuo cuore. Esso conosce tutte le cose".
(Paulo Coelho – L’Alchimista, 1988)
SUD-AFRICA
1. DURBAN
Cara Loredana
Saluti da tutti noi della Street Wise. Grazie per il fax ed ancora una volta per la vostra generosa donazione. Ho inviato i 3.000 Rand alle tre sorelle Sithole. Non vi ho parlato di loro nella relazione perchè so che vi scriveranno loro stesse, so comunque che sta andando molto bene. ............ I ragazzi più grandi hanno fatto dei lavoretti in legno molto belli, vorrei tanto che li vedeste; è un peccato che le spese postali siano così alte, altrimenti avremmo potuto organizzare un mercatino oltreoceano.
Il Paese si sta preparando per le seconde elezioni. Sembra incredibile che siano già passati quattro anni. E’ stato sicuramente un periodo difficile per il nostro governo e per la nostra gente, molto più del previsto e la transizione non è certo stata facile.
Nonostante gli alti e bassi credo che siano stati fatti dei grandi passi avanti. ..................
Spero che da voi vada tutto bene. Porgi i miei più cordiali saluti a Vincenzo ed a tutti gli amici del MAIS, sappiate che apprezziamo moltissimo quello che state facendo per i nostri ragazzi. Sr. HELENA
2. YEOVILLE
Al presidente del MAIS
La fine dell’anno si sta avvicinando e vorremmo cogliere l’opportunità per riprendere contatto con voi e aggiornarvi sulle nostre attività.
Al Policlinico l’anno trascorso è stato positivo e ci ha dato molti frutti, abbiamo portato avanti sia il lavoro terapeutico sia l’addestramento per gli insegnanti delle scuole con cui lavoriamo. Questi corsi di formazione miravano soprattutto a potenziare le capacità degli insegnanti che hanno a che fare con studenti con particolari necessità. Abbiamo organizzato corsi anche per i genitori, cercando di stimolare la partecipazione alla vita scolastica ed esortandoli a seguire i loro figli nei compiti.
Ci siamo resi conto che la disciplina e la supervisione dei compiti a casa creano preoccupazione e difficoltà nei genitori.
Abbiamo terminato da poco un progetto di Programmazione delle Metodologie per il 1999 insieme con il Consiglio d’Amministrazione e guardiamo al futuro con grande entusiasmo.
Abbiamo in programma anche una relazione di valutazione sul lavoro svolto dal Policlinico in tutti questi anni, cercando di documentare quali sono stati i risultati del nostro lavoro nella vita scolastica dei ragazzi seguiti. V’informeremo sui risultati di questa valutazione.
Ho notato tra la corrispondenza che i vostri amici Loredana Rabellino e Gianluigi Lerose ci chiedevano informazioni proprio riguardo agli effetti del nostro lavoro sulla tipologia dei ragazzi che seguiamo e al più presto vi invieremo le relazioni sui progressi dei ragazzi del MAIS che partecipano alle nostre sedute di terapia.
Vi ringraziamo per l’interesse che avete dimostrato verso il Policlinico in tutti questi anni, speriamo di poter beneficiare ancora del vostro aiuto in futuro. Se doveste aver bisogno di ulteriori informazioni fatemelo sapere
Vostra JENNIFER BUTLER Dir.Esecutivo
3. YEOVILLE
Carissimi sponsors
Auguro a voi ed alle vostre famiglie un 1999 pieno di felicità e successo.
Le scuole sono ricominciate in gennaio, purtroppo abbiamo avuto una triste perdita tra i membri del nostro personale, Evelin Racheku (nonna e tutrice di Thembi e Mabjalwa) è morta in un incidente stradale.
La scorsa settimana abbiamo organizzato per lei una bellissima cerimonia. Evelyn era molto coinvolta in tutti gli aspetti della vita scolastica, ci manca molto.
Attualmente Thembi e Mabjalwa, con altri due bambini i cui genitori sono stati arrrestati per furto, vivono in una stanza che fa parte dell’edificio scolastico. Speriamo di poter comprare la casa famiglia con l’aiuto del Mais e del Senato per la fine del mese.
Quest’anno la scuola ha aperto con 630 iscritti, per cui siamo al completo. Purtroppo abbiamo dovuto respingere molti ragazzi. L’aiuto del Mais ci permette di accettare ragazzi poveri che altrimenti non avrebbero alcuna possibilità di ricevere un’educazione scolastica.
Se qualcuno dei vostri ragazzi non c’è più, per favore non ne abbiatene a male.
Se i loro genitori perdono il lavoro o vedono che possono farcela da soli, cercano di ritornare ai loro luoghi di nascita, spesso in campagna.
Molti, purtroppo neppure mi informano di questa decisione. Sappiate che abbiamo altri ragazzi in lista d’attesa per l’adozione Mais e spero che, se la cosa non vi è troppo di peso, possiate considerare l’idea di continuare con un altro ragazzo.
Durante l’inverno riceverete le pagelle e le lettere dei vostri ragazzi. Ringrazio tutti coloro che hanno inviato regali e letterine per Natale. I ragazzi ne sono stati entusiasti.
Con affetto Vostra JACKIE STEVENSON
3.PRETORIA
Cara Loredana
Ti ringrazio per la lettera che mi hai mandato ultimamente
Nella nostra zona abbiamo molti problemi, il più grave è quello della disoccupazione, seguito dal crimine (furti di macchine e furti in generale nelle case). Non vediamo soluzioni a questo problema e tutti se la stanno prendendo con il governo che mette in libertà i criminali.
L’AIDS è un altro grosso problema, nelle nostre provincie sta aumentando ogni giorno. Noi educatori stiamo preparando una campagna d’informazione, manifestazioni pubbliche e dei seminari sull’AIDS. Penso che sarà molto utile, mi sono organizzata con le infermiere che danno lezioni ogni mercoledì a giovani disoccupati e adulti.
I nostri progetti di riciclaggio proseguono. Facciamo bigliettini, dipingiamo bottiglie, ricopriamo le lattine e facciamo collages.
Nel 1999 voglio insegnare tutto questo alle donne disoccupate della nostra zona. Mi sto anche interessando alle decorazioni murali e penso di seguire un corso di disegno in modo da poter, poi, insegnare quello che apprenderò.
La nuova sorella non è ancora arrivata, ti informerò appena sarà con noi.
Con tanto affetto………ANASTASIA…………
BRASILE
1. RECIFE
Durante il periodo pre-natalizio abbiamo avuto il piacere di ricevere la visita qui a Roma di Dorinha Maciel, nostra referente a Recife, accompagnata dal marito Antonio, divenuto ormai suo collaboratore. Dorinha ci ha aggiornato sulla situazione dei nostri ragazzi comunicandoci che alcune adozioni saranno interrotte per un cambio di città, altre perchè la famiglia ha ormai un lavoro, altre ancora perchè la ragazza seguita ha un figlio e non può proseguire gli studi, altre, infine, perchè il ragazzo non vuole più studiare.
Ovviamente la maggior parte di loro continua con buoni risultati.
Attualmente Dorinha segue 70 ragazzi, i quali vivono in diverse zone della città di Recife come la Favela Santa Teresinha (8 bambini), la Favela Arruda (10 bambini), la casa-famiglia Allan Kardeck (8 bambini) e nella periferia della città (12 bambini); altri risiedono a Camaragibe (21 bambini) ed Igarassu-Scuola S. Maria (11 bambini) che si trovano rispettivamente a 23 e 27 Km. da Recife.
Dorinha riesce a visitare i ragazzi circa una volta al mese ed una volta ogni due mesi organizza degli incontri con i ragazzi e le famiglie delle varie zone. Non è una facile impresa riunirsi, perché nelle zone dove le famiglie vivono non si sono creati dei gruppi di lavoro e non c’è neppure un centro per potersi riunire, questo è per esempio il caso di Camaragibe. Per tutte queste adozioni Dorinha consegna i soldi direttamente alla famiglia, la quale poi gestisce il sussidio ricevuto per il loro bambino in adozione e provvede ai suoi studi, vestiario e alimentazione.
E’ importante sottolineare un aspetto particolare del progetto.
Con il contributo che noi inviamo al bambino riusciamo ad aiutare tutta la famiglia, perché con quei soldi i genitori fanno in modo che anche i fratelli e le sorelle del bambino possano andare a scuola. Sarebbe impensabile creare un privilegiato in famiglia e dimenticare gli altri figli; i genitori non lo potrebbero accettare mai.
Dorinha in questo caso riveste un ruolo molto importante e difficile allo stesso tempo, deve
seguire e "controllare" il comportamento della famiglia per assicurarsi che questo denaro inviato non sia utilizzato per scopi diversi da quelli dell’aiuto ai minori, nel qual caso lei, giustamente, decide di interrompere l’adozione. Non ostacoliamola in questi casi volendo comunque continuare con quel ragazzo, è difficile decidere di interrompere un sostegno, ma è ancora più preoccupante per lei sapere che stiamo sostenendo chi non lo merita più, mentre ce ne sarebbero a centinaia che potrebbero beneficiare di questa opportunità per migliorare il loro futuro.
L’aiuto a coloro che non dimostrano buona volontà è anche un pessimo esempio per coloro che invece si impegnano e lottano per cercare di essere un giorno autosufficienti e giocare un ruolo attivo nella loro società grazie anche al nostro aiuto.
Il discorso è diverso per quei ragazzi della Favela Santa Teresinha che fanno parte della AACA, un’associazione che si occupa di bambini e adolescenti in difficoltà, creata all’interno della favela dagli stessi genitori dei ragazzi adottati.
Qui i ragazzi vengono seguiti con attività di dopo-scuola, imparano a leggere e a scrivere, visto che la scuola pubblica pare che insegni poco o nulla, e si applicano anche in altre attività ricreative.
Oggi l’AACA riceve fondi da altri enti oltre il MAIS ed in questo caso Dorinha da il contributo del MAIS direttamente all’associazione che provvede alla carriera scolastica e agli altri bisogni del minore fino all’età di 15 anni.
Dopo i 15 anni, se il ragazzo è meritevole, si continua con l’adozione direttamente con la famiglia.
Dorinha non segue direttamente i bambini dell’AACA, conosce comunque molto bene le persone che la gestiscono, tutti studenti universitari che oltre ad aiutare i ragazzi nelle loro necessità, hanno instaurato con loro un rapporto di amicizia ed affetto.
La situazione è simile per la scuola di Santa Maria di Igarassu. Anche in questo caso il contributo per le adozioni viene consegnato direttamente alla scuola che è frequentata da
350 bambini; Dorinha non ha un contatto diretto con loro, ma solo con la scuola che è gestita da personale qualificato ed è diventata ormai punto di riferimento per tutte le famiglie povere della zona e modello per un Brasile dove l’istruzione, la vita sociale ed il futuro dei ragazzi sembrano valori di nessun interesse.
Abbiamo poi la casa-famiglia Allan Kardeck, gestita da volontari; qui i ragazzi trascorrono l’intera settimana facendo ritorno a casa solo per il week-end. Sono ragazzi le cui famiglie hanno difficoltà a prendersi cura di loro quotidianamente perchè formate da singoli genitori o con problemi di tossicodipendenza di uno di loro, o talmente povere da non riuscire neppure ad assicurare un piatto di minestra ai loro figli.
In questa casa ai ragazzi non manca nulla, hanno cibo, istruzione, vestiti, di una sola cosa hanno bisogno: AFFETTO.
Dorinha li va a trovare due volte al mese e nota tanta tristezza e solitudine su quei volti, anche se dall’apertura di questa casa ad oggi (3 anni) ci sono stati dei progressi. Infatti, Le visite di Dorinha, che prima veniva accolta con freddezza, sono oggi momento di gioia e di festa.
Un discorso a parte merita la Favela Arruda, dove, dopo l’arrivo del nuovo parroco, 3 anni fa, molte cose sono cambiate. Anche qui, come nella Favela Santa Teresinha e come a Camaragibe, il contributo del MAIS viene gestito direttamente dalla famiglia e Dorinha ha contatti diretti con loro.
Dicevamo del nuovo parroco che, grazie al contributo di una famiglia genovese (Giuseppina e Silvio Sarà), ha sistemato una vecchia casa e l’ha adibita a centro sociale, iniziando, per ora, un corso di informatica per 120 ragazzi della favela. Sono stati acquistati dei computers ed i corsi sono tenuti da volontari.
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Ora vorrebbero aprire una scuola di calcio, alcuni giovani della comunità si sono offerti di portare avanti questa attività. Hanno già a disposizione il terreno, avrebbero però bisogno dei bagni, degli spogliatoi e di una sala per le riunioni. (Nella rubrica "lettere" parleremo più dettagliatamente di questo progetto)
Ricordiamo a tutti che la scuola statale brasiliana difficilmente consegna le pagelle, pertanto tutti i ragazzi in adozione avranno difficoltà a farcele avere.
Il lavoro da fare è tanto e gli aiuti sono pochi (Dorinha è aiutata nella sua opera di volontariato dal marito Antonio, sta cercando di coinvolgere anche nipotine ma la più grande ha solamente 7 anni!) ma la speranza per un futuro migliore è forte.
Loredana Rabellino
Aveva offerto quasi senza un dubbio a una ragazzina vagamente apparentata anni di tortura, l’annichilimento della sua povera vita in quella torrida monotonia, senza condizioni, senza mercanteggiare, senz’altro interesse che quello del suo buon cuore.
Offriva a quella ragazzina lontana tanta tenerezza da rifare il mondo intero e questo non si vedeva.
S’addormentò di colpo alla luce della candela. Finì che mi alzai per guardare bene i suoi tratti alla luce. Dormiva come tutti. Aveva l’aria proprio normale.
Però non sarebbe poi tanto male se ci fosse qualcosa per distinguere i buoni dai cattivi. ....
(L.F.Céline
- Viaggio al termine della notte, 1932)
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(Da Marina Zampieri, responsabile del progetto Recife, riceviamo questa lettera di commento sulla visita di Dorinha e Antonio a Roma e cogliendo l’occasione, la scrivente fa un breve bilancio del suo rapporto con i ragazzi del progetto e lancia un appello per una nuova sfida. ......)
Qualche riflessione in più. ..........
Il contatto con i nostri referenti è sempre molto importante, ma per me quest’anno l’incontro con Dorinha e Antonio è stato ancora più intenso e pieno di emozioni.
Dorinha e Antonio sono venuti in Italia per trascorrere il Natale con le figlie Silvana e Doriana sposate con due ragazzi italiani, e come sempre sono arrivati carichi di letterine, fotografie, elenchi, idee nuove per i nostri ragazzi brasiliani. Dico nostri perchè è proprio questa la sensazione nuova che ho provato quest’anno.
Ho conosciuto personalmente molti di loro circa tre anni fa, quando andai a Recife con la mia famiglia. In quell’occasione toccai con mano la loro realtà, cercando di capire e di entrare in sintonia con i ragazzi dell’AACA, con le mamme di Camaragibe, con il gruppo della Favela Arruda.
Tornai carica in Italia e convinta che il nostro lavoro di volontariato al MAIS, il nostro parlare di adozione a distanza, fosse veramente una realtà forte e più che valida per essere continuata nonostante le difficoltà, le incertezze, la lontananza.
Ho rivisto con Dorinha le loro foto di oggi, sono cresciuti, cambiati, ho ascoltato le loro storie, qualcuno ha lasciato la scuola, ma molti di loro continuano con buoni risultati e per qualcuno di loro sta accadendo qualcosa di eccezionale: parlo per esempio di Germana, di Louis Henrique Balbino, ragazzi molto bravi che noi seguiamo da molti anni e che abbiamo visto crescere. In loro è scattata la voglia di aiutare gli altri, dedicando alcune ore di volontariato ai più piccoli, nella favela, aiutandoli nella scuola e nella vita di ogni giorno.
E’ nato in loro il concetto di SOLIDARIETA’, e noi adesso dobbiamo assolutamente aiutare questi ragazzi più grandi divenuti "educatori" dei più piccoli.
Anche per questo è nata l’idea del progetto "FAVELA ARRUDA".
Abbiamo pensato di migliorare le strutture sociali della Favela, creando, aiutati dal Parroco di S.Antonio (amico di Dorinha), un CENTRO SPORTIVO e di sostenere un CENTRO di INFORMATICA già esistente e funzionante grazie ad alcuni volontari universitari.
Dando una mano ai volontari, aiutiamo indirettamente tutti gli altri che potranno usufruire delle strutture.
Da questa idea nasce quindi il progetto che chiameremo
CENTRO FAVELA ARRUDA:La quota mensile per sostenere il centro è di
£ 55.000, come per l’adozione a distanza, ed in pratica adotteremo l’intera Favela, migliorando con il tempo le strutture sociali e collaborando con le persone del luogo, per un cammino comune di SOLIDARIETA’Per informazioni MARINA ZAMPIERI
Tel. 06/55272
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RAFAELA, 4 nov.1998
Ciao Amico Francisco,
mi ha fatto immenso piacere ricevere la tua lettera e anche il libro che mi hai mandato.
Io e mio fratello lo abbiamo fatto vedere al nostro professore che lo ha portato anche a casa sua per farlo apprezzare alla sua famiglia e ci hanno detto che è veramente molto bello.
Mi piacerebbe sapere, nella prossima lettera che mi scrivi, com’è il mare perchè io non lo conosco. Rafaela è al centro del nostro Paese ed è distante dal mare, noi abbiamo solo il fiume. Mi piacerebbe sapere com’è l’acqua del mare, se ha specie diverse di pesci e se vai spesso a farti il bagno.
A me piace molto l’arte come a voi.
Spero di avere presto tue notizie, molti saluti ed un abbraccio affettuoso RICARDO ALVAREZ
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(Riceviamo da Maria, una nostra amica dell’associazione Italia - Nicaragua, aderente a "la gabbianella", una drammatica testimonianza dei disastri provocati dal passaggio dell’uragano in Nicaragua nel dicembre scorso. Non abbiamo progetti o adozioni in Nicaragua ma ci sembrava importante pubblicare questa lettera anche come segno di solidarietà per un paese così duramente colpito).
Sono partita dal Nicaragua pochi giorni prima di Natale e Managua, capitale del paese più povero dell’America latina e del Caribe, era già addobbata con sfarzosa ostentazione come a voler minimizzare il disastro che ha colpito il paese. Le strade piene di luci risuonavano di canti natalizi, i negozi di lusso pieni di merci a prezzi inaccessibili, tutto così in contrasto con la tristezza ed il lutto che impregna il resto del paese sono però in linea con la politica del Presidente Aleman, il quale sebbene l’evidente gravità della situazione provocata dall’uragano, si è rifiutato di dichiarare lo stato d’emergenza per vari giorni, impedendo così alle organizzazioni internazionali di intervenire tempestivamente.
Invano la sindaca di Pasaltega ha dato l’allarme, due giorni prima che il vulcano La Casita crollasse sopra i villaggi sottostanti provocando più di duemila morti.
Tutto questo per una subdola manovra di politica economica. Intanto nel paese tutto veniva distrutto.
Ho visto il Rio Grande, a Matagalpa, trascinarsi via animali e case, povere piccole case che rappresentavano tutta la ricchezza di quelle persone semplici e coraggiose che cercavano, sfidando la furia dell’acqua, di recuperare quanto potevano anche un pezzo di lamiera, una tavola di legno, un pezzo di sedia o di letto perchè tutto poteva servire per ricostruire una parvenza di abitazione.
Ho visto intere famiglie ammassate nei rifugi improvvisati senza più nulla, neanche un vestito asciutto per cambiarsi e tanti bambini nudi e incredibilmente sorridenti.
Ho visto donne preparare tortillas in mezzo al fango ed alle rovine, ed ho visto poveri contadini portare il loro piccolo contributo di fagioli, riso e poche tortillas ai compagni che avevano perduto tutto. Ho visto i giovani pompieri gettarsi nelle acque del fiume per salvare un vecchio ed un ragazzo e venire trascinati via e morire!
Poi, poco prima di tornare ho visto il disastro provocato dal vulcano, un mare di fango che ha trascinato per chilometri uomini, donne e bambini; lì prima c’erano villaggi pieni di gente, campi coltivati e scuole dove noi avevamo i nostri progetti di adozione a distanza.
Più di duecento sono i bambini morti, di loro mi resta tra le mani una lista di nomi ed il ricordo di piccoli visi sorridenti dalle foto dei volantini dei progetti.
E non potrò mai dimenticare le terribili immagini di quei giorni in Nicaragua, la sua gente a me già tanto cara ed ora maestra di vita nel coraggio con il quale ha affrontato il dolore e la morte.
E come potrò dimenticare le scarpette di bambina poggiate sopra un muretto, unica testimonianza dell’esistenza di una famiglia in quel nulla.
E i fogli di quaderno sparsi nel punto dove prima c’era la scuola, e i cani che gironzolavano sconsolati annusando, cercando intorno ad una latrina o ad un pezzo di muro.
Ed ho visto il mais germogliare sulla terra riarsa e spaccata, il mais forse custodito con cura in qualche cucina, prima, quando c’era ancora la vita! MARIA ( Italia-Nicaragua)
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(Ci scrive Mersiha, una studentessa universitaria che frequenta la facoltà di medicina presso l’Università di Sarajevo, aiutata nei suoi studi da alcuni amici del Mais. In questa occasione ci comunica con molta tristezza, di non aver superato un esame importante e di temere di perdere il nostro aiuto: coraggio Mersiha, non ti lasceremo sola perché sappiamo con quanto impegno ti dedichi allo studio e quanto è importante per te conseguire la laurea!!!)
Carissima Patrizia,
Le scrivo con la speranza che lei e la sua famiglia stiate bene e in salute.
Vi chiedo scusa perché non ho scritto prima ma ero in una situazione non piacevole.
Questa volta le scrivo con molta tristezza sapendo che non ho buone notizie. Dieci giorni fa, dopo molto studio e fatica, ho sostenuto l’esame di anatomia ma purtroppo non l’ho superato e fino ad oggi non ho avuto il coraggio né la forza di scrivervi.
Questa bocciatura significa che non posso essere ammessa al terzo anno e tutto ciò è stato per me terrificante e ho perso l’interesse per tutto. Nel frattempo ho cambiato l’indirizzo e anche questo è stato destabilizzante.
I miei genitori sono con me, mi danno speranza e forza e non vogliono che cada in depressione e che di nuovo senta la paura, come durante la guerra. Ma, nonostante tutto, il mio futuro è nelle vostre mani. Spero che non ve la prendiate con me perché ho osato dividere i miei problemi e le mie paure con voi. Se potete rispondete a questa lettera.
Tanti cari saluti a Lei, a Marco e a Rossella da questa fredda e nuvolosa Sarajevo.
18.11.1998 Mersiha
(Dopo una lettera d’incoraggiamento da parte dei suoi sponsors e amici Mersiha ci ha scritto di nuovo, ora con maggiore fiducia. …..)
Sono immensamente grata a voi, brava gente e miei grandissimi amici, per il sostegno e la fiducia che mi date: per ora vi posso soltanto ringraziare tramite lettera, spero però un giorno di poterlo fare in maniera più adeguata.
Ora mi rendo di come sono ricca come essere umano perché la mia ricchezza siete voi e persone simili a voi che siete così lontani ma nello stesso tempo così vicini a me in ogni momento…………………………
La vostra lettera mi ha reso molto felice, mentre la leggevo ho sentito un calore riempire il mio cuore e dai miei occhi è spuntata una grande lacrima, ma soltanto una.
Questa lacrima mi ha scosso come per dire: " Ehi, non è ancora finita, andiamo avanti, devi costruire questa stella della fortuna. Molti desiderano che tu la raggiunga e non devi deluderli".
Gli ultimi giorni mi sono sentita meglio e presto tornerò alla mia forma abituale.
Saluti dalla vostra Mersiha CIAO!
24.11.1998
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( Ci scrive Bruno Nesticò del Gruppo Solidarietà della Banca d’Italia, servizio Cassa Generale, che ha trascorso alcuni giorni in una favela di Belem dove esiste uno dei progetti Mais "storici", quello di padre Savino Mombelli. E’ interessante leggere le sue impressioni.)
COS’E’ LA SOLIDARIETA’?
Nel mese di dicembre 1998 ho passato una ventina di giorni nella favela di Belem, città di un milione e mezzo di abitanti posta sulla foce del Rio delle Amazzoni in Brasile. Sono stato accolto in una "casa-famiglia" costruita, anche con gli aiuti economici del Mais, da un amico che si è stabilito laggiù.
La molla che mi ha spinto a compiere quest’esperienza è stata quella di voler apprendere il modus vivendi di persone costrette alla miseria più nera in condizioni familiari, sociali, igienico-sanitarie del tutto incomprensibili per chi vive in una società capitalistica moderna; volevo anche portare, per quanto mi era possibile, un aiuto non solo economico ma anche morale (il mio amico mi diceva che bastava anche un sorriso per far felici bambini e ragazzi perduti nelle strade, senza niente e nessuno).
Avendo saputo che il Mais aveva un progetto proprio a Belem, ero curioso di conoscere e seguire le vicende della comunità che fa capo a padre Savino.
Sono rimasto colpito dai salti mortali che il povero padre ha dovuto e deve ancora fare per dare in primo luogo un tetto a questi ragazzi abbandonati da tutti, poi per assicurare loro un pasto per sopravvivere ed infine, grazie al Mais, per dar loro un’istruzione, unica possibilità di vera crescita, d’innalzamento rispetto ad un mondo teso alla soddisfazione dei soli bisogni primordiali, unica possibilità di conoscenza di un mondo diverso.
Padre Savino, nonostante i continui ostacoli frapposti al suo lavoro (il povero padre, oggi settantenne, sta lottando contro gli organi ufficiali della Chiesa cattolica del posto per realizzare il suo sogno. Sembra che la dazione di aiuti a questi diseredati sia sottoposta alla condizione che essi frequentino la Chiesa, si battezzino, abbandonino insomma le proprie religioni, credenze, abitudini per entrare a far parte a pieno diritto della comunità cattolica) è riuscito, nell’arco di un ventennio, sempre con i soldi offerti da varie associazioni, ad acquistare un terreno, a costruire due grandi strutture ricettive in cui vivono attualmente una quarantina di ragazzi, a progettare e ad iniziare a costruire una falegnameria per consentire ai ragazzi di gestirsi autonomamente.
Oltre ad organizzare questa struttura padre Savino segue anche altri ragazzi negli studi ed è il punto di riferimento costante per tutti i bisognosi che bussano alla sua porta, senza distinzione di razza o religione.
Ciò mi ha portato a pormi delle domande: perché si aiuta qualcuno? Che cosa gli si dà? Di cosa ha bisogno?
Per rispondere a queste domande occorre innanzitutto conoscere a fondo, vivere insieme con coloro che chiedono aiuto, perché solo così possiamo percepirne le necessità, evitando di riferirsi a loro secondo un modo di pensare che è nostro. ……………………… ed evitando di creare nuovi bisogni e un desiderio di emulazione che non potranno essere soddisfatti. …………………………
Solo aiutandoli a costruirsi una coscienza critica, si possono creare i presupposti per l’utilizzo di un aiuto che deve essere disinteressato.
La vita a Belem costa circa come in Italia (un panino costa £1.600, una bottiglia di acqua minerale £1.500, un quaderno scolastico £1.500, la divisa per andare a scuola – obbligatoria - £30.000 ecc.), mentre uno stipendio medio è di molto inferiore (un impiegato del Banco do Brasil guadagna £900.000 al mese, una guardia giurata £450.000).
Da queste cifre si capisce che la quota che gli adottati dal Mais ricevono mensilmente (circa trenta dollari al mese) permette, se tutto va bene, la mera sopravvivenza.
E’ pur sempre qualcosa, ma si può e si deve fare di più se si vuol fare davvero qualcosa per qualcuno e non si vuole solo mettere a tacere la propria coscienza. BRUNO NESTICO’
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nuove adesioni ai progetti MAIS:Ist. Magistrale Socio-Ped Classe 4 sez.D (Ri) San Paolo IMI succ. Rm-Montesacro Ceracchi Florinda,Rm / Cappai M.Teresa (Nu) / Tasca Enrico (Rm) / Giorgetti Mirko (Fi) / De Pascalis Vilfredo (Rm) / Ferrrara Leonardo e Paola (Rm) / Nesti Oliviero (No) / Pietanesi Giorgio (Na) / Avesani Giorgio (Vr) / Nawak Zefyrina (Mc) / Revolo de la Torre Marinella (Mi) / Sacchi Giovanna (Rm) / De Angelis Dario (Rm) / Salvatore Anna (Pz) / Piccinni Claudia (Rm) / Terenzi Enrico (Rm) / Fantacci Lucia (Fr) / Ruotolo Dino (To) / Falcomatà Antonio (Rm) / Lenoci M.Isabella (Rm) / Lancia Enrico (Rm) / Petrilli Franca (Rm) / Cefaro Lea (Rm) / Marchionni Patrizia (Rm) / Moncini Cristina (Si) / Pozzi Massimiliano (Mi) / Mazzanti Elisabetta (Fi) / Biondi Adriano Mario (Mc) / Montanari Laura (Pg) / Ferluga Vincenzo (Ts) Corsaro Palma Rosa (Tr) / Colombo G. Stefano (Mi) / Deffenu Attilio (Nu) / Martinelli Vincenza (Vt) / Lombardo Salvatore (Ba) / Rossi Vincenzo (Rm) / Piferi Fabio (Rm) / Ist. Bancario S.Paolo Torino Ag.10 (Rm) / Motroni Martina (Lu) / Rrigno Carmen (Mi) / Gagliardi Romina (Mc) / Cacia Bernardo (Rm) / Pomato Gabriele (To) / Tognoni Gianfranco (Zurigo ) / Festuccia Cinzia (Rm) / Moretti Emilia (Ri) / Vitali Antonia (Mi) / Rizzi Roberta (Rm) / Romani Luciana (Rm) / Cantarello Paolo (Rm) / Freda Lena (Rm) / Orati Giuliana (Rm) / Garzon Antonietta (Mi) / Boscaini Gaetano (Vr) / Moretti Massimo (Rm) / Fucile Pasquale (Si) / Tallini M.Grazia (Fr) / Pirillo Rodolfo (Cz) / Cerrato Annalisa (Sa) / Vaccaro Maria (Rm) / Lalli Giorgia (Rm) . GRUPPO SOLIDARIETA’ B.d’ITALIA:
Filiale di Alessandria
Sgricia Francesco (Al)
Gruppo famiglie Casa Nostra (Rm), De Luis Roberta (Rm) / Turri M.Luisa (Rm).
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hanno concluso ma proseguono con un altro progetto, GRAZIE!:Gentile Greco Amelia, Tenaglia G.Carlo e M.Paola, Rossoni Luigi, Dolfin Manuela, Rapacciuolo Giovanni, Furst Patrizia, Papi Carlo, Silvestri Marina, Giannantonio Francesca, Angelini Massimiliano, Bigari Elena, Mereu Francesca, Guerra Cristina, Giannini M.Grazia, Fabiano Rocco Gentile Greco Amelia.
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ci hanno comunicato che per il momento non possono continuare: A PRESTO!Novielli Daniela, Santini Giovanni, Santilli Ida, Montani Francesca, Gr. Libro Aperto, Renzi Sergio, Circolo Credit, Coppola A. Giorgio, Pepe Fiorentino, Alimandi Adriana, Tozzi M. Tamara.
Chiunque volesse avere informazioni più approfondite sui nostri micro-progetti e sulle adozioni a distanza può rivolgersi direttamente ai responsabili dei vari progetti chiamandoli direttamente a casa, nelle ore serali, sempre, naturalmente, per motivi validi ed urgenti.
BRASILE
:ARGENTINA
:SANTO DOMINGO
:MODESTO SORRENTINO ' 06.70.96.187
SUDAFRICA
:LOREDANA RABELLINO ' 06.71.35.4204
MADAGASCAR
:ANNA BARTOLONI ' 06.43.80.107
EX-JUGOSLAVIA
:MARCO TESTINI ' 06.61.56.3748
! ) : á &
MERCATINOy § # /Bicicletta da Cross (offerta libera)
Lavamoquette-Lavapavimenti (Hoover) (offerta libera)
Affettatrice Leader – Nuova (offerta equa
)Strumento bandistico "basso in fa" (offerta libera)
Raccolta intera settimanale "Cuore" (offerta libera)
Enciclopedia per ragazzi "conoscere" anno 1964 (offerta libera)
Anche quest’anno si può risparmiare qualche lira dalla dichiarazione dei redditi portando in detrazione il 19% di quanto versato al MAIS per progetti ed adozioni.
Conservate i versamenti effettuati tramite c/c postale e le ricevute dei bonifici bancari: attualmente sono i soli attestati validi in caso di controllo.
Se qualcuno volesse anche effettuare un piccolo, piccolissimo versamento per permettere al notiziario-Mais di sopravvivere fa ancora in tempo (magari con il prossimo versamento per l’adozione a distanza. .......) Naturalmente anche questa somma rientra nel 19% detraibile dalle tasse. GRAZIE!!!
L’Assemblea annuale del Mais si terrà il giorno 24 aprile alle ore 16 presso i locali di via La Spezia 79 (S.Giovanni).
Siete tutti invitati ad intervenire (non solo i Soci…) per conoscerci, scambiarci idee sul futuro del Mais,
A I U T A R C I !
A presto J