Mensile del Mais Anno XI Mar.- Apr. 1999 n.3-4

 

MAIS

NOTIZIE

entre va in stampa questo numero del no-tiziario abbiamo nelle orecchie il rumore assordante dei bombardamenti che gior-nalmente, con meticolosa puntualità, gli aerei Nato, italiani compresi, effettuano sul territorio serbo e sul Kosovo. La lezione che l’Occidente voleva impartire a Milosevic, la guerra lampo che doveva mettere a posto le cose nella Federa-zione Jugoslava in pochi giorni, si è trasformata in una sistematica distruzione di ogni obiettivo, di ogni fonte di rifornimento militare e strategico che potesse alimentare la resistenza dei Serbi (natu-ralmente anche gli obiettivi civili sono sempre più colpiti da bombe definite "intelligenti" ma che evidentemente non lo sono…).

Di pari passo il genocidio e l’espulsione dai ter-ritori della Federazione Jugoslava delle popo-lazioni albanesi, filo-albanesi e musulmane, ini-ziato già da alcuni anni, è proseguito con rinno-vata ferocia ed ha aggiunto orrore ad orrore: stu-pri di bambine e ragazze, massacri di donne ed anziani, fucilazioni di uomini e ragazzi in età per combattere, distruzione di interi villaggi.

Si poteva evitare tutto questo?

Il sogno folle e criminale di Milosevic di creare la Grande Serbia, cioè di annettere territori dove ci fosse anche solo una minoranza di popolazione di etnia serba e di scacciare al tempo stesso gli altri abitanti di razza "impura", ricorrendo a prati-che atroci come lo stupro, l’assassinio program-mato, la deportazione (la cosiddetta Pulizia Etnica), andava fermato.

Ma possiamo dire di aver fatto tutto quanto era in nostro potere per evitare questa guerra?

Veramente le diplomazie occidentali non avevano più carte da giocare sul tavolo delle trattative a Rambouillet?

Perché non si è attuato un embargo totale nei confronti della Federazione Jugoslava per co-stringere i Serbi ad accettare le risoluzioni ONU, rafforzando il dissenso interno a Milosevic e cooperando con i Serbi democratici per deporlo?

Perché non si è intervenuti con un’operazione d’intelligence, coordinata tra i vari paesi Nato, per mettere in condizione di non nuocere Milosevic e i suoi collaboratori (gli Usa, il braccio armato della Nato, quando sono stati minacciati i loro interessi in qualsiasi angolo del mondo hanno deposto dittatori, creato governi, eliminato avversari scomodi senza grossi problemi, il Cile insegna )?

Perché non è stato richiesto un intervento più di-retto del Papa e della Santa Sede, vista l’inutilità dei messaggi lanciati da piazza S.Pietro e gli scarsi risultati ottenuti dalla diplomazia vaticana?

Perché non sono stati ascoltati i messaggi e le ri-chieste di aiuto che i democratici serbi da anni lanciavano a noi occidentali, per metterci in guardia contro i piani criminali di Milosevic?

Non ho risposte a queste domande, ma solo delle convinzioni personali ed una certezza: la guerra è solo uno strumento di morte ed una pacifica-zione imposta con le armi non regge alla prova del tempo: noi abbiamo l’obbligo morale di lottare perché il dialogo e la trattativa sostituiscano le bombe e lo sterminio, tutti noi che crediamo nella pace, nella solidarietà, nella mondialità dobbiamo farci sentire dai nostri governanti utilizzando ogni strumento di protesta democratica affinché all’orrore della guerra e della violenza sia sostituita la pacifica convivenza tra i popoli. Piero Carta

BRASILE

 

Il ministro dell’ambiente Josè Sarney ha sospeso la concessione di permessi per lo sfruttamento della foresta amazzonica.

Nel 1998 la deforestazione è aumentata del 27% rispetto all’anno precedente.

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L’istituto di geografia e di statistica ha annunciato che la disoccupazione è cresciuta del 30% nel 1998, assestandosi sul 7,6%, mentre il PIL è aumentato solo dello 0,15 % nello stesso anno (Internazionale 272, 28.2.1999).

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Dopo il crollo finanziario del 13 gennaio scorso, Cardoso ha lanciato il Piano Real II.

La ricetta non è più quella dell’ancoraggio al dollaro ma il controllo monetario. Ora le parole d’ordine sono: blocco dell’inflazione e limitazione del denaro circolante.

Entrambi gli obiettivi sono raggiungibili con un aumento dei tassi d’interesse e della riserva obbligatoria. I risultati a breve termine sembrano dargli ragione ma l’incognita è il futuro, visto che la politica economica scelta da Cardoso per il suo secondo piano di stabilità comporta solo la certezza di una recessione economica diffusa (Internazionale 278, 9.4.1999).

 

 

SUD AFRICA

Il presidente Nelson Mandela ha annunciato che le elezioni legislative si terranno il due giugno.

Cinque anni dopo le prime elezioni multirazziali, che misero fine all’apartheid, il voto dovrebbe segnare la fine del periodo di transizione ed il ritiro di Mandela dalla vita politica. Il successore designato è il vicepresidente Thabo Mbeki.

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Zwelizima Hlazo, un dirigente dell’ANC e M. Mpongwana, esponente dell’UDM, sono stati assassinati a Città del Capo.

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Sunday World è il nuovo settimanale sudafricano destinato alla classe media nera, cugino del quotidiano Sowetan. Il primo numero contiene articoli sulle star del pop sudafricano e su personalità africane dello spettacolo (Internazionale 274, 12.3.1999).

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Il presidente del Sudafrica Nelson Mandela, 80 anni, ha celebrato ufficialmente il suo matrimonio con Graca Machel, 52 anni, la donna con cui convive ormai da molti anni. Il 18 luglio scorso Mandela aveva già sposato civilmente la sua compagna, ma per la sua tribù quella cerimonia non aveva alcun valore. Per questo il leader nero ha voluto sposarsi davanti alla sua gente che ora considera Graca una "Nosizwe", madre della nazione. Le nozze sono state celebrate a Qulu, un piccolo villaggio rurale non lontano dalla città natale di Mandela (La Repubblica, 11.4.1999).

ARGENTINA

 

L’ex generale golpista Lino Oviedo, padrino politico e braccio destro di Raul Cubas, presidente deposto del Paraguay, scappato dal paese 24 ore prima che il Parlamento votasse per l’impeachment nei suoi confronti, ha già ottenuto asilo politico in Argentina.

Il Presidente argentino Carlos Menem ha spiegato che "Oviedo non ha alcuna causa pendente in Argentina". (n.d.r. peccato che dopo questi fatti l’immagine dell’Argentina, agli occhi del mondo democratico, risulti ancora una volta macchiata dal sangue delle vittime di dittatori e torturatori che continuano a ricevere copertura, protezione e impunità da un governo che in un recente passato ha usato gli stessi mezzi di repressione nei confronti degli oppositori politici e non ha ancora punito i colpevoli di tali nefandezze PC) (La Repubblica, 31.3.1999).

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La Corte suprema ha respinto quattro iniziative che avrebbero permesso a Menem di candidarsi per un terzo mandato consecutivo in ottobre, malgrado il divieto previsto dalla Costituzione (Internazionale 276, 26.3.1999).

 

S.DOMINGO

Nella repubblica dominicana gli abusi sessuali sui minori sono in continuo aumento.

E’ di qualche giorno fa la notizia di un anziano signore di 67 anni che ha abusato sessualmente di due bambine, una di nove e l’altra di dodici anni, e di avere cercato di fare lo stesso con almeno altre sette. L’anziano signore adescava le bambine offrendo loro del denaro per le pulizie domestiche e una volta in casa approfittava di loro.

Nel 1998 nella sola Puerto Plata sono state violentate più di 90 donne, per la maggior parte minorenni. Spesso i colpevoli sono persone della famiglia o comunque molto vicine alle vittime. Secondo gli psicologi l’incremento degli abusi sessuali è frutto della disgregazione sociale che domina nel paese.

Un altro fattore importante è l’eccessiva libertà che i genitori danno ai loro figli, permettendo loro di fare ritorno a casa a qualsiasi ora, non interessandosi della loro vita sociale e scolastica. ("El Faro", 25.3.99)

 

 

Il libro di cui vi parleremo in questa rubrica non è un best – seller del momento ma un testo pubblicato nel 1948 in Austria e che ora, dopo la traduzione di E.Agazzi, appare anche in Italia (Ed. La Tartaruga, pp. 227, £26.000). Il romanzo s’intitola" La speranza più grande" di Ilse Aichinger e quando uscì in Austria, nell’immediato dopoguerra, ebbe un effetto dirompente per una generazione alle prese con la ricostruzione di un paese distrutto anche culturalmente.

Il libro vinse il premio del Gruppo 47, l’avanguardia degli scrittori, e la sua autrice, una giovane studentessa di medicina che, ebrea da parte di madre aveva conosciuto la persecuzione nazista, sarebbe diventata una delle voci più significative della letteratura austriaca.

La piccola Ellen, la protagonista, si ribella alla lontananza della madre, scampata nell’esilio alle tenebre della morte, sennonchè, di pagina in pagina, la sua ribellione monta fino a travolgere il dominio del Male: non che Ellen riesca a sfuggire agli orrori della guerra, ma insieme ai suoi giovani amici saprà far valere il sogno e la poesia nel mezzo della desolazione. Così la Stella di David, per tutti marchio d'infamia, diventerà per la bambina il sigillo della speranza, una speranza più grande di quella degli adulti, talmente aldilà del dolore che conquista alla fine il Cielo……

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  1. Non inviate al Mais o direttamente ai referenti, regali costosi e/o pacchi voluminosi: spesso le spese di spedizione e di ritiro della merce sono ingenti e c’è il rischio (è già successo…) che il pacco sparisca. Se volete fare qualcosa di utile, per un compleanno o una festività, inviate soldi (magari aggiungendo la somma al versamento che effettuate tramite banca o ufficio postale).
  2. Invitiamo tutti i Soci a partecipare più attivamente alla gestione diretta dei progetti e, se possibile, ad organizzare con noi viaggi nei paesi dove opera il Mais per verificarne l’attuazione e lo stato di avanzamento: fatevi sentire.
  3. Non scoraggiatevi se vi comunichiamo che siamo stati costretti a sostituire il bambino che seguivate: può succedere sia perché non ha più bisogno del vostro aiuto (magari i genitori hanno trovato lavoro e possono pagare la scuola), sia perché si è trasferito altrove senza darci un recapito, sia perché è semplicemente scomparso…… Continuate con noi lo stesso: abbiamo centinaia di bambini che hanno bisogno del vostro aiuto!!
  4. Abbiamo ricevuto un versamento di £1.000.000 dal sig. Marcello Giordani in data 23.2.99. L’interessato è pregato di mettersi in contatto con la sede di via Ciccotti con urgenza.

 

Riportiamo alcuni passi dell’articolo che Serena Gaiani, dottore in scienza dell’educazione , laureata presso l’Università Cattolica di Milano con una tesi sul fenomeno dell’adozione a distanza, ha scritto per il numero di Marzo della rivista Mondo e Missione.

Adozione d’amore a distanza, adozione in patria o in lontananza, tutela a distanza, madrinato o padrinato e infine sostegno a distanza: sono solo alcune delle tante espressioni che le associazioni e gli enti del privato sociale utilizzano per indicare la forma di solidarietà più pubblicizzata del momento, quella dell’adozione a distanza.

A rendere speciale questa adozione c’è che gli aiuti vengono portati e dati nel paese d’origine del ragazzo, senza che questo venga sradicato dal proprio contesto familiare, sociale, culturale. Al ragazzo non viene negata, ma anzi è incentivata, la possibilità di crescere nel suo paese.

Niente a che vedere quindi con l’adozione fisica vera e propria né con l’adozione internazionale che crea sì nuovi vincoli relazionali, ma che recide giuridicamente i rapporti d’origine. Ma non è tutto qui.

L’adozione a distanza si distingue anche perché non fa del bambino beneficiario del sostegno l’unico protagonista: ad essere chiamato come co-attore sulla scena della solidarietà c’è anche l’adottante.

Non è certo la donazione di denaro che fa diventare genitori o sostenitori a distanza. C’è qualcosa di più che è sicuramente da ricercare nel particolare legame affettivo che si viene a stabilire nella relazione tra adottato e adottante. Il coinvolgimento in prima persona, che si concretizza in un semplice ma continuo scambio di informazioni, permette al sostenitore di coltivare un rapporto individuale nonostante le distanze.

L’adottante così è chiamato a lasciarsi coinvolgere attivamente responsabilizzandosi per questo figlio in più.

Ma la preziosità dell’adozione a distanza non si esaurisce qui.

Essa diventa lo strumento per promuovere l’educazione alla Mondialità, la presa di coscienza dei problemi del terzo mondo, un cambiamento di mentalità e di stile di vita.

L’autentica adozione a distanza è quindi un gesto di apertura verso gli altri e contemporaneamente un ponte di solidarietà che permette di collegare persone, culture e mondi completamente diversi.

L’adozione a distanza ha avuto, negli anni novanta, una crescita tanto rapida da sconcertare probabilmente le stesse associazioni. Pur costituendo un panorama decisamente eterogeneo, alcune di esse hanno sentito l’esigenza di pensare a comitati di coordinamento capaci di elaborare proposte e di interagire con le istituzioni (attualmente sono due gli organismi di collegamento: il Comitato italiano per il sostegno a distanza e La Gabbianella).

Ma è ancora lungo (e non da tutti condiviso e reputato utile) l’iter verso una regolamentazione del fenomeno "adozione a distanza".

C’è solo da sperare che, con il passare degli anni, l’adozione a distanza non perda la linfa vitale e la spinta propulsiva che le hanno garantito una così rapida e vasta diffusione.

 

Il giorno 25.2.99 si è tenuta, presso la libreria de "Il Manifesto" a Roma, la presentazione del libro "Dare voce al Sud" a cui hanno partecipato scrittori, giornalisti ed esperti dei problemi del sud del mondo. Riportiamo brevemente un resoconto dell’incontro seguito per il Mais da Enrico Donghi, uno dei due obiettori che prestano servizio presso la nostra sede.

Primo ad intervenire è stato Rosario Lembo (CIPSI) che ha ricordato il percorso che ha portato alla realizzazione dell’opera : il cambiamento culturale del sud del mondo attraverso la formazione di consapevolezza del nord (lavoro portato avanti dal coordinamento del CIPSI).

Il problema, prosegue, è come far cooperare gli osservatori delle due realtà in modo costruttivo attraverso i mass - media, spesso manipolatori dell’informazione. Infatti si è testimoni sempre più spesso di come l’immagine proposta dai media convenzionali sia principalmente rivolta ad esaltare l’aspetto drammatico e negativo del sud.

Conclude Lembo ribadendo che occorre influenzare tale modo di agire rendendo le persone consapevoli e capaci di riconoscere la verità; questo attraverso un progetto d’informazione attuabile sin dalle scuole di primo grado.

Segue l’intervento di Claudio Fracassi (Avvenimenti),ne riportiamo uno stralcio:

"Il libro è un mezzo utile per capire la realtà del sud; il problema è evidenziare i meccanismi con cui vengono illustrate le problematiche.

Il fatto preoccupante è che la realtà africana non è affrontata e "influenzata" da quel grande mezzo di comunicazione che è la rete telematica. Il motivo per cui Internet non si è sviluppata in quei paesi è sia per problematiche politico - strutturali, per cui il flusso informativo attraversa regioni prive di risorse, sia per problematiche culturali dovute al fatto che l’interesse a certe informazioni scaturisce a seconda della gravità degli avvenimenti secondo una scala "razziale". La conseguenza è che le informazioni saranno sempre meno affidabili ed attendibili.

Concludo citando un’espressione del libro: operare i cambiamenti nel modo di interpretare le informazioni come piccole ma numerose "formiche"."

Ultimo intervento che riportiamo è quello di Maria de Lourdes Jesus (giornalista Rai):

"L’immagine negativa dell’Africa, cioè quella che ci viene mostrata dai mass - media tradizionali, si è fatta strada nella mentalità della gente del resto del mondo a causa dell’interesse suscitato dalle situazioni negative: si guardano con morbosità tragedie vissute indirettamente senza capire né rispettare le radici culturali di quelle terre lontane dal consumismo del nord.

Per combattere l’immagine negativa delle proprie terre, imposta da altri, l’Africano tende ad imitare e ad utilizzare come stereotipo culturale le società più ricche; conseguenza naturale di questo comportamento è la tendenza e l’approvazione dell’immigrazione."

Riportiamo la relazione sulla tavola rotonda che si è tenuta presso la libreria "Il Manifesto", relativa alla crisi brasiliana, seguita per il Mais da Giovanni B. Pizzichemi, uno dei due obiettori che prestano servizio presso la nostra sede.

INTERVENTI:

Roberto Tesi (giornalista de "Il Manifesto"):

Le cifre dell’economia brasiliana sono simili a quelle dell’Europa di 50 anni fa: non è un paese del terzo mondo, è molto industrializzato (ottava potenza mondiale), ma ha fasce di emarginazione enormi.

Che tipo di lettura dare alla crisi brasiliana? E’ un paese dagli strani contrasti: Cardoso è appoggiato dagli strati più poveri della popolazione perché ha tenuto bloccati i prezzi di alcuni beni essenziali lasciando intatto il potere di acquisto su di essi. Ma allo stesso tempo c’è in atto un’intensificazione del plus valore attraverso lo sfruttamento dei lavoratori dal momento che l’altra via possibile, lo sviluppo tecnologico, non è percorribile.

L’unica soluzione è quella di migliorare la distribuzione del reddito.

In Brasile l’immenso debito pubblico è coperto dalle esportazioni e l’aiuto della B.M. non è un salvataggio del Brasile ma è il salvataggio dei crediti degli altri paesi.

Aldemir Gaiardo (rappresentante MST):

La crisi non è nata a gennaio (sopravvalutazione del real), ha una storia molto lunga.

Il modello neo – liberale, seguito dal governo brasiliano, ha come caratteristica lo smantellamento degli stati nazionali come politica economica e sociale. Accanto ad essa c’è l’apertura delle frontiere verso la globalizzazione, con lo spostamento dell’interesse dalle questioni sociali a quelle economiche.

L’agricoltura è trascurata, è favorita l’industria con i suoi contraccolpi speculativi e grosso peso hanno le importazioni.

Nel paese c’è un’elite finanziaria (20% della popolazione) che detiene un potere da cui sono esclusi tutti gli altri. I latifondisti, poi, si preoccupano di mantenere immutata la struttura sociale.

Il FMI ha grande influenza sulle politiche del governo: negli ultimi quattro anni 148mld di dollari sono stati versati dal Brasile per risanare un debito pubblico di 152mld, debito che ora ammonta a 212mld.

Per Cardoso questo è il costo della stabilità economica. Questa crisi si aggraverà fino ad un punto di non ritorno e attualmente c’è una volontà di ribellione che sta coinvolgendo molti settori sociali.

Edvar Lauratti (rappresentante MST):

La gente può perdere tutto, ma non la speranza di cambiare le cose.

La prima attività che svolgiamo è quella di spiegare alla gente i perché della crisi finanziaria. Altro passo è quello di stabilire alleanze con i disoccupati, con i senza casa e con tutti gli esclusi da questa politica. Infine cerchiamo di indire consultazioni popolari per discutere alternative possibili a questo modo di vita.

C’è un tentativo in corso di ricolonizzare il nostro paese, considerato non una nazione ma solo un mercato emergente. Noi cerchiamo di costruire un paese nuovo partendo dai lavoratori, attuando una lotta all’occupazione contro il dominio del latifondo.

Il governo ci considera nemici, o noi sconfiggeremo lui o lui noi.

Il nostro progetto prevede la costruzione di una scuola nazionale vicino a San Paolo per formare tecnici di cooperative, agro-industria e dirigenti MST. Questo è molto importante nel lungo termine perché i nostri figli studieranno con metodi nuovi, con attenzione verso l’agricoltura, ricchezza per tutti noi.

Questa scuola serve anche come strumento di diffusione della cultura brasiliana contro l’invasione delle culture del resto del mondo (specialmente quella Usa).

Un giornalista italiano ci ha chiamato intellettuali, ma noi siamo stati educati alla scuola della comunità e diciamo solo ciò che pensiamo e che abbiamo visto.

Non siamo intellettuali, siamo solo lavoratori senza terra.

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Il bimbo che non gioca non è un bambino, ma l’adulto che non gioca ha perso per sempre il bambino che è dentro di sé

Pablo Neruda

 

DICIAMOLO PER GIOCO

(Convegno internazionale sui diritti dell’infanzia, 16.1.1999 Monteporzio Catone-RM)

Questa iniziativa, organizzata dal Comune di Monteporzio Catone, fa parte di una campagna nazionale per l’applicazione della Convenzione dei diritti dell’infanzia.

Lo slogan della manifestazione era "il gioco è comunicazione e crescita, è un linguaggio olistico" e da qui scaturisce il bisogno di sostenere il diritto al gioco e di riappropriarsi degli spazi cittadini da parte dei bambini.

C’è l’esigenza di creare infrastrutture che mettano in condizione i bambini di comunicare attraverso il gioco, destinando un maggior spazio ad esso nella scuola per sviluppare la fantasia e la capacità d’iniziativa del bambino.

Anche, e soprattutto, per i bambini ricoverati in strutture sanitarie il gioco ha una funzione molto importante per aiutarli a superare le ripercussioni psicologiche del ricovero, per aiutarli a comunicare con gli operatori sanitari e per farli aprire.(sintesi da una relazione di G.B.Pizzichemi)

 

AMICI del MAIS: ECPAT

L’Ecpat è un organismo internazionale nato nel 1991 in Thailandia da operatori impegnati nel sociale, organizzazioni non governative, rappresentanti di chiese ecumeniche e singoli individui fortemente allarmati dalla crescita esponenziale della prostituzione infantile e dall’incidenza che il turismo aveva nell’estendersi di tale fenomeno.

In Italia l’Ecpat è nata alla fine del 1994.

Dopo aver partecipato al 1° Congresso mondiale contro lo sfruttamento sessuale dei bambini a fini commerciali, che si è svolto a Stoccolma nel 1996, l’Ecpat ha esteso la sua attività alla pornografia infantile ed al traffico di bambini a scopo di sfruttamento sessuale.

Alla fine del 1997 l’Ecpat – Italia, in collaborazione con il Mais, ha avviato un progetto di adozioni a distanza a Puerto Plata (S.Domingo). L’azione si propone di sostenere ragazzi/e a rischio di prostituzione, attraverso un intervento educativo e formativo sul minore, sulla famiglia, sulla comunità.

L’Ecpat si avvale di personale esclusivamente volontario.

Oggi chiediamo a tutti gli amici del Mais di aderire all'’Ecpat per sostenere un’associazione che, non disponendo di fondi propri, ha bisogno del nostro aiuto per sopravvivere.

Si può aderire versando £ 50.000/annue sul c/c.n.83359000 intestato a ECPAT Italia – onlus – Via Urbana, 156 00184 Roma

 

BRASILE

 

RIO

Notizie dal "Gruppo di studio P.Nino Miraldi" di RIO de JANEIRO:

Per un aggiornamento della situazione del gruppo, vi comunichiamo che nel 1998 si sono laureati:

Ana Maria dos Santos in Pedagogia e Josenaldo Cardoso da Silva (24 anni) in Contabilità.

Si sono diplomati:

Rosineti Silvano da Silva (29 anni) maestra

Paula Cristina de Almeida (25 anni) infermiera

Ana Paula Rosa Paulinha (22 anni)

Edna Rodrigues Pereira (23 anni)

Jozi da Silva Pereira (22 anni)

Mario Rogerio Andrade dos Santos (22 anni), ha anche superato l’esame per l’accesso all’università

Thais Cristina dos Santos Pinto (18 anni) ha terminato la scuola di primo grado.

Sono stati proposti per la borsa di studio e accolti nel gruppo:

Anderson Antonio (24 anni) 4° anno della facoltà di scienze economiche

Julia Stylianos (24 anni) facoltà di chimica

Helcio Francisco (17 anni) 2° anno di liceo

Izamara (19 anni) corso di formazione insegnanti.

Un calorosissimo ringraziamento a tutti i padrini del Gruppo per la loro grande collaborazione, agli studenti già promossi ed a quelli che sono ancora impegnati nello studio l’augurio di riuscire bene nella scuola come nella vita, per quanto impegnative possano essere. ENZO CAMPIONI

Fra i vari manifesti di protesta contro l’attuale congiuntura economica che sta attraversando il Brasile, inviati di recente da Janice insieme alle lettere, mi è sembrato interessante quello relativo al tribunale del debito estero. Questo è organizzato da varie associazioni tra cui la Caritas ed il MST (movimento dei Senza Terra) per dibattere i gravi problemi derivanti dal debito contratto dal Governo brasiliano con la Banca Mondiale, i cui altissimi interessi hanno provocato inflazione alle stelle e disoccupazione.

"Il tribunale del debito estero, di cui fanno parte diverse personalità nazionali, come capi politici, economisti, giuristi ed intellettuali verrà attivato allo scopo di:

E noi al riguardo, da questa parte del mondo, cosa possiamo fare?

Possiamo prendere coscienza del problema, parlarne, collaborare con chi se ne occupa attivamente e agire secondo le nostre possibilità e capacità quando se ne presenta l’occasione. ENZO CAMPIONI

 

PRETORIA

Good Shepherd Clinic

25 marzo 1999

Cara Loredana

Come stai? Da noi non piove ed il sole scotta tantissimo. Com’è il tempo da voi? Come stanno gli sponsors e le loro famiglie.

Lo sponsor di Johannes Ledwaba non si deve preoccupare per la merce che è stata respinta dall’ufficio postale.

La sorella non aveva capito a chi era destinato il pacco.

Per favore chiedi allo sponsor Bellafronte di mettere il nome del ragazzo sulle lettere e di spedire di nuovo il pacco.

Molte persone si sono già registrate per poter andare a votare. Le votazioni si terranno il 2 giugno 1999. I leader dei vari partiti hanno già iniziato la campagna elettorale per il loro partito.

La Commissione per la Verità e la Riconciliazione è occupatissima con le audizioni delle persone che hanno commesso degli omicidi durante il periodo dell’apartheid.

Stanno anche indagando sulla sottrazione di fondi pubblici.

Non c’è lavoro, non ci sono soldi, il valore del Rand cala ogni giorno. Le tasse aumentano e tutto è più caro.

I giovani non riescono a proseguire con gli studi. Le tasse universitarie quest’anno sono aumentate, non ci saranno sussidi ne’ borse di studio nella nostra provincia perché la gente non paga.

I ragazzi stanno studiando tanto, sono stata a visitare tre scuole della zona con i genitori, ci sono stati molti miglioramenti. Ho intenzione di continuare con queste visite, almeno una volta al mese, sono preoccupata per gli scarsi risultati dei nostri ragazzi.

Cerco di stimolare i ragazzi a studiare di più, a fare domande per poter capire meglio.

Le vacanze di Pasqua sono passate e molte persone sono morte in incidenti stradali..

Saluti cari da ANASTASIA

 

 

DURBAN

Cara Loredana,

grazie per la tua lettera e fax ricevuti alcuni giorni fa. Ho saputo di quanto voi siate occupati con i vostri vari progetti. E’ sorprendente quanto la gente sia generosa e quanto continui a sostenere tutte le molte richieste a loro fatte. Il nuovo anno è iniziato e noi ci siamo prodigate per assicurare a tutti i nostri bambini un posto nella scuola; abbiamo avuto qualche risultato deludente ma, nel complesso, i ragazzi hanno fatto del loro meglio malgrado le difficili circostanze. Sì, le ultime attività dell’anno sono andate molto bene ed i ragazzi hanno messo su uno spettacolo molto divertente. La gente che ha partecipato sembrava essere rimasta molto colpita ed i ragazzi si sono divertiti molto. Abbiamo ucciso due pecore per l’occasione in quanto celebravamo i primi dieci anni del nostro lavoro con i ragazzi di strada.

Accludo alcune immagini per darti un’idea degli eventi di quei giorni.

Come hai potuto vedere dalle schede alcuni dei ragazzi sono stati bocciati ed ora stanno ripetendo la stessa classe, ma altri hanno deciso di cambiare indirizzo di studi e noi pensiamo che, nella maggior parte dei casi, sia la scelta più giusta. Joseph Gumede sta ora frequentando un corso di avviamento al lavoro per diventare falegname ebanista che è una specializzazione di carpenteria. Sifiso Kheswa frequenterà il corso di Ingegneria Elettrica allo Swinton Technical Collage. Sobahle è stato ancora bocciato ma gli consentiremo di tentare ancora in Giugno e forse dovrà iscriversi ad un altro corso.

Le tre Sitholes stanno facendo bene, ma io ho detto loro che debbono sbrigarsi la corrispondenza da sole dal momento che ne sono pienamente capaci e che se esse comprendono l’importanza del loro contributo allora debbono fare la loro parte. Io ti suggerisco di scrivere direttamente a loro perché forse, in questo modo, si sentiranno più responsabilizzate. Noi abbiamo ventisei nuovi ragazzi che vengono dalla strada e sei di questi sono handicappati in conseguenza di aver sniffato colla

Al momento essi sono in fisioterapia e ci sono buone speranze che si sia in tempo perché possano tornare a camminare di nuovo. Stiamo tentando di scoprire quale sostanza extra sia stata aggiunta alla colla dal momento che essa non aveva mai danneggiato i bambini come questa volta. Abbiamo avuto una terribile inondazione e molte vite ed abitazioni sono andate perdute. Abbiamo avuto anche il periodo più caldo degli ultimi trentatrè anni e, in conseguenza, il tempo è più difficilmente prevedibile.

Il paese in questo momento è occupato nell’organizzare le nostre seconde elezioni democratiche.

La violenza, grazie a Dio, è calata e speriamo e preghiamo per libere, oneste e pacifiche elezioni in Maggio. Ancora una volta grazie per il tuo costante supporto e per favore porta la nostra più profonda gratitudine a tutti i nostri fedeli sponsors. Porgi i miei saluti a Vincenzo. Dio vi benedica. Sr.Helena

 

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(Pubblichiamo una lettera di Solange M.de Souza con riflessioni e ringraziamenti rivolti alla persona che la sta aiutando nel suo progetto di studio)

Cara Rosaria

Ho ricevuto il tuo regalo e sono stata contenta del tuo pensiero.

Voglio ringraziarti per la solidarietà che mi dimostri e per il tuo impegno per il riconoscimento dei diritti umani.

E’ bene sapere che di fronte ad un mondo che pensa sempre di più solo ai propri interessi, persone come te si preoccupano della collettività, pensano di trasformare, attraverso la solidarietà, gli esclusi della storia.

Mi è stato di enorme aiuto contare sulla tua disponibilità; poter essere all’università ha un valore simbolico per me che tu non puoi immaginare. Il miglior dono per una persona come me è la conoscenza; aver accesso alla conoscenza è stato sempre il mio desiderio, significa poter occupare degli spazi che mi sono stati negati sin dall’infanzia.

Portare la mia parola nel mondo dei ricchi è avere, come professionista, un’implicazione con il sociale, con il fratello che come me comunica la stessa sofferenza di esclusione.

La conoscenza mi fa più forte per lottare per le mie idee di collettività, mi da voce, spazio.

Ancora una volta ti ringrazio per la tua partecipazione al mio progetto di studio.

Baci, saluti e pace SOLANGE M. de SOUZA

23.12.98

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(Josenaldo, uno degli studenti universitari del gruppo di Rio, ci comunica una bellissima notizia, leggiamo la sua lettera…)

Cari amici del Mais

E’ con grande soddisfazione che vi scrivo per comunicarvi la conclusione dei miei studi universitari; è questo per me motivo di gioia e penso anche per voi, per questo desidero ringraziarvi per il sostegno che mi avete dato durante tutti questi anni.

Come ho già detto, nelle lettere inviate ai miei padrini, la conclusione della facoltà, più che il termine di quattro anni e mezzo di studi, rappresenta la possibilità di una vita più dignitosa, cosciente e con maggiori opportunità, è la chance per cambiare la dura realtà nella quale vivo da sempre: la realtà di un paese nel quale la maggioranza dei giovani non riesce a finire neppure la scuola elementare, dove tanti si perdono nelle strade della droga, della prostituzione e della delinquenza, un paese nel quale l’istruzione è un privilegio di pochi, in quanto la maggior parte non ha neppure l’opportunità di frequentare una scuola e se lo fa non riceve un insegnamento valido.

Disgraziatamente questo è oggi il ritratto dell’istruzione in Brasile.

Per questo, una conquista come la mia, diventa tanto più importante perché nella società in cui viviamo, come in qualunque altra, la conoscenza è l’unica arma che abbiamo per poter cambiare la nostra condizione, migliorare come persone, ampliare i nostri orizzonti.

La fine della facoltà non è la soluzione magica per tutti i problemi ma solo il primo grande passo per la costruzione di una vita migliore; so che molte tappe ancora verranno ma esse saranno possibili solo perché il primo passo è stato fatto, e questo passo è stato fatto grazie anche al vostro aiuto: persone che non mi conoscevano sono state pronte ad aiutarmi, si sono preoccupate di collaborare affinché io potessi studiare.

Credo che mantenere un gruppo da parte del Mais non sia compito facile, posso rilevare questo dal gruppo di studio che abbiamo a Rio: a volte affrontiamo problemi, abbiamo i nostri scontri, ma in nessun modo questo ci fa perdere l’ottimismo o desistere dai progetti che abbiamo; suppongo che anche voi abbiate i vostri problemi ed i vostri scontri, ma dall’esempio degli anni di convivenza che abbiamo, posso capire che anche questo non vi sconvolge perché, problemi o no, vi siete sempre preoccupati di mantenere l’interscambio con il nostro gruppo e, dal mio punto di vista, questa è la cosa più importante: lo scambio di esperienze che abbiamo è fondamentale per mantenere ambedue i gruppi e ritengo sia il bene più grande che possediamo.

Terminando, voglio ancora una volta ringraziarvi per il vostro sostegno e voglio augurarvi di continuare a crescere ed a fortificarvi per poter aiutare altre persone, sviluppare nuovi progetti e che questi progetti possano dar frutto, così anche se non possiamo cambiare del tutto la realtà che ci circonda, perlomeno avremo la certezza che non ci rassegniamo ad essa ma che lottiamo per una società più giusta ed eguale.

p.s. insieme alla lettera invio una targa e la copia della dichiarazione di fine corso.

Rio, 28.1.1999 JOSENALDO

 

 

 

Perché possa nella famiglia d’ora in poi essere padre almeno l’universo, essere madre almeno la terra.

(Majakovskij, liriche, 1923)

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Sono le ore 20.30 di venerdì 9 aprile ; una serata nerissima con l'acqua che cade a catinelle ( e non si fa per dire) e con le folate di vento che rovesciano gli ombrelli, quando agli attoniti abitanti del quartiere Giuliano Dalmata si offre uno strano spettacolo. Nell'atrio della chiesa San Marco che si affaccia sulla sala del Teatro annesso, un gruppetto di improbabili e maldestri baristi si affannano a servire squisite torte salate, dolci e bevande ad un folto pubblico che fa ressa di fronte al tavolone imbandito. Lo stesso spettacolo si potrà notare la sera del sabato e poi ancora il pomeriggio della domenica seguente. Di che si è trattato? Si è trattato delle tre serate di rappresentazione teatrale che due nostri cari amici, Luigia e Luciano, nonostante un gravissimo lutto che li ha colpiti, hanno pensato di organizzare con il gruppo teatrale del quale sono registi, per poter offrire il ricavato degli spettacoli e del servizio bar per un'adozione del MAIS. Alla compagnia, composta da giovani, un giovanissimo e meno giovani, tutti bravissimi, che hanno messo in scena la conosciutissima pièce di Scarpetta " Miseria e Nobiltà" , noi tutti dedichiamo la nostra riconoscenza e i nostri ringraziamenti per averci fatto divertire e per aver contribuito a raccogliere i fondi dei quali abbiamo tanto bisogno. Grazie Maria Paola Cortopassi

 

 

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Cari amici del Mais mi chiamo Guido, studio chimica all'università e sono un musicista compositore.

Nello scorso novembre, sono partito alla volta di Rio de Janeiro per cercare di dare una svolta alla mia vita, producendo un disco che avevo inciso in Italia e dedicandomi a tempo pieno alla carriera musicale in Brasile. Poco tempo dopo il mio arrivo ho avuto la fortuna di conoscere Janice e Jussara prima e successivamente tutti gli altri ragazzi del gruppo Mais, quasi tutti nati e cresciuti a Nova iguaçu, periferia della Baixada Fluminense, enorme periferia di Rio de Janeiro (si potrebbe dire periferia, della periferia, della periferia del mondo). Ed è proprio a Nova Iguaçu che sono stato invitato pranzo, a casa di Regina e Adriano (brillante studente di architettura "adottato" dai miei genitori)...un pranzo strepitoso a base di carne alla brace (il famoso churrasco brasiliano) in mio onore....... un ambasciatore Mais per caso .

Mi ricordo che in quei giorni aveva piovuto molto e le strade, rigorosamente non asfaltate, di Nova Iguaçu si erano trasformate in fiumi di fango che abbiamo dovuto guadare per arrivare al churrasco. Ma malgrado le strade di fango e le case cadenti e scalcinate dotate di servizi che definire insufficienti è un eufemismo, le persone che ho conosciuto erano così affettuose, interessanti, ospitali, in una parola "belle", che di Nova Iguaçu conservo uno splendido ricordo.

Il mio "fratellino" Adriano, per esempio, è un ragazzo che mi piacerebbe avere come amico. Spesso il mondo dei media ci fornisce uno stereotipo di ragazzo povero fatto di tristezza, rabbia, aggressività e mancanza di speranza nel futuro.

Beh....certamente Adriano, come sua sorella e tutti gli altri ragazzi Mais, non sguazzano nell'oro, ma sono esattamente l'opposto di quanto scritto sopra. Adriano è un ragazzo allegro, al limite del pazzarello, amante della battuta e della risata, ma anche serissimo studente e dolcissimo maestro per i bambini del gruppo Mais.....un ragazzo pieno di vita che non perde occasione per dare una mano a chi la cerca.

Già....perché verrebbe da pensare che chi è povero, chi ha dei problemi, sia tutto concentrato su se stesso per risolverli, per difendere coi denti quel poco che ha, per sopravvivere......e invece Adriano e gli altri , che certo di problemi ne hanno più di un "europeo qualunque", sono sempre disponibili ad un aiuto a chi sta peggio (e c'è sempre chi sta peggio), sempre pronti a dare una mano....

Insomma a Nova Iguaçu esiste un gruppo per cui solidarietà e difficoltà sono direttamente proporzionali.....anzi, forse, condizioni di vita migliori portano a girare la faccia da un'altra parte come in Brasile fa giornalmente la classe media. A tal proposito mi piace ricordare la famiglia di Jussara (già ambasciatrice Mais in Italia).....una famiglia numerosa economicamente aggrappata ad una bancarella di sandali in azione su uno di quei fiumi di fango di cui parlavo prima. Questa famiglia ha deciso di adottare una piccola che non veniva "amata" a sufficienza da un'altra famiglia ancora più disgraziata sorella di Adriano è Regina, ragazza di fronte a cui spesso mi sono sentito piccolo, piccolo......Ha solo 23 anni, ma è già laureata, già dà lezioni di storia ai bambini delle elementari ed è attualmente la responsabile del gruppo Mais. Regina, come anche Solange, una sua amica, mi hanno fatto capire l'importanza dell'equazione cultura = libertà, tante volte letta o sentita, ma mai presa sul serio da me e dalla maggior parte dei miei coetanei occidentali.

E questo certo deve averlo capito anche Fernando Henrique (presidente del Brasile) visto quanto costa andare a scuola nel suo Paese.

Regina e il suo gruppo puntano proprio sulla cultura, sul sapere per cercare la strada per la loro libertà, libertà di scegliere, di cambiare quella loro dura realtà. Non è infatti un caso che la biblioteca del gruppo Mais di Nova Iguaçu sia un piccolo gioiellino: ordinata, pulita.......amata! Sono stato fiero, una domenica, di aver aiutato a pulire e sistemare una nuova parte della biblioteca. Adesso sono tornato in Italia.

Oltre all'effimero ricordo della spiaggia di Ipanema e della luce del Corcovado, ho portato con me la conoscenza di un mondo diverso, difficile e l'amicizia dei ragazzi del gruppo Mais che si sforzano ogni giorno di migliorarlo. Spero di essere riuscito a trasmettervi almeno una piccola parte delle mie esperienze e il ricordo della generosità, dell'allegria e della solidarietà delle persone che ho conosciuto Guido Rita

 

 

 

! : ? Ù ' MERCATINO& Ì y K ,

Bicicletta da Cross (offerta libera)

Lavamoquette-Lavapavimenti (Hoover) (offerta libera)

Affettatrice Leader – Nuova (offerta equa)

Strumento bandistico "basso in fa" (offerta libera)

Raccolta intera settimanale "Cuore" (offerta libera)

Enciclopedia per ragazzi "conoscere" anno 1964 (offerta libera)

ULTIM’ORA: Grazie alla vulcanica attività di Fabio Bignami, nuovo consigliere del Mais, il mercatino sta guadagnando nuovi spazi in zone attrezzate finora riservate solo ad espositori e venditori professionisti. Il prossimo appuntamento sarà domenica 6 giugno presso il Parking Ludovisi (via Ludovisi, a due passi da via Veneto) dove si tiene, da qualche anno, un mercato dell’antiquariato molto interessante.

Pubblicizzate questa iniziativa e, perché no, partecipate numerosi, non vi annoierete!!!

 

 

J Barometro della Solidarietà

 

 

Corsini Roberto (RM), Giuliani Angela (RM), Fedele Anna Maria (LE), Volpi Paolo (AL), Tortorella Giuseppina (RM), Precone Maria Rita (LE), Bignami Fabio (RM), Gli Anziani della Casa di Riposo "Il Gignoro" (FI), Baldi Massimiliano (FI), Ufficio Notam Militare (RM), Pellegrino Antonia (SA), Cappa Emilia (RM), Ialacci Incoronata (RM), Sala Franca (RM), San Paolo IMI Roma 39, Istituto Keyness Classe 2^ A Prato, Tanini Anna (FI), Lupi Maria Elisabetta (RM), Massimi Massimo (RM), Melloni Alessandra (MI), Leonelli Antonella (RM), D’Ubaldo Claudio (RM), Corbelli Alessandro (RM), Cobelli Giovanni (BS), Ciracò Maurizio (RM), Gregorini Gian Paolo, Cooperativa Meta (Alessandro Bobbi) (RM), Miccio Carlo (RM); Vecchiato Paola (RM), Marsili Manuela (VT), Andechaga Pablo (Prato), Zara Maria Luigia (RM), Trizzino Carmelina (BS), Fratoni Marco (RM), Scagliola Claudia (RM), Culasso Tiziana (RM), Pistolesi Paola (RM), Beccaria Fulvio (RM).

Gruppo Solidarietà Banca d’Italia:

Pagliarulo Angelica (SS), Buraldi Guido (PR), Cesaretti Marina (RM), Pizzimenti Doretta (PR), Idini Maria Caterina (SS),

 

Liceo Ginnasio Statale "F.Frezzi" 4^ A, Branchesi Vera, Codrino Cristoforo, Gioia Rita e Filippo, Scuola Media "G. Carducci" di Bari, Farroni Fabrizio, Moretti Emilia, Bagiante Paola, De Francesco Elena, De Luis Roberta, Olivi Petofi Terry, Terenzi Enrico, Festuccia Cinzia, Peroni Giovanni, Pomatto Gabriele, Di Filippo Stefano, Quintavalla Annalisa, Paris Donatella, Istituto Tecnico Commerciale di Rieti 2^ C, Provincia di Modena, Puleo Renata, Stea Elvira, Zani Elda, Bosi Valentina, Sasso Sandra, Fois Immacolata, Funaro Barbara, Fantacci Marilena, Gemmiti Vito, Stortini Michele, Galdi Daniele Maria Grazia, Fanelli Riccardo, Frappetta Giuseppe, Hermann Barbara, Bruno Carla, San Paolo di Torino agenzia 10 Roma, Istituto Tecnico Agrario "De Cillis", Amato Concetta, Tanno Beatrice, Calzolaio Valerio, Foschi Paolo, Fusari Franco, UIB-UIL Coordinamento Banca Centrale Roma, Camera del Lavoro CGIL Roma Centro, Vagnuzzi Donatella, Razzi Maria Pia, Gesù Francesco.

 

L un grazie per il loro contributo agli amici che ci hanno comunicato che per adesso non possono continuare

Bertoni Enzo, Cappelletti Agostino, Cozzi Antonella, Clerici Valerio, Di Silvestro Elsa, Iannetti Maria, Rigillo Francesca, Scuola media "E. Ferrari", Del Gobbo Vilma, Davì Roberta, Silenzio Milena.

 

 

 

 

 

  1. Conservate sempre le ricevute dei versamenti effettuati al Mais tramite posta o banca : potrete portare in detrazione il 19% di quanto versato dalla dichiarazione dei redditi dell’anno successivo.
  2. Ricordate, inoltre, di non cambiare il nominativo di chi versa senza comunicarcelo in tempo: renderete il nostro lavoro meno complicato.

Troppi caffè, si sa, fanno male, quindi è nel vostro interesse che vi chiediamo di rinunciare ad una tazzina di caffè al mese per aiutarci a coprire le spese del nostro notiziario. Ne trarrete un giovamento per la salute e per una migliore ..…comunicazione! Grazie.

 

Stiamo organizzando un corso di computer che dovrebbe partire nei primi giorni di giugno presso il Mais, via Ciccotti, 10.

I corsi si articoleranno in due giornate a settimana (due ore ciascuna) ed il costo sarà di £ 20.000 ad ora per persona. Per creare gruppi omogenei, sarebbe opportuno effettuare dei colloqui per stabilire il livello di preparazione.

Docente del corso sarà Stefano Carbone tel. 0347/7948652.

Il corso sarà diviso in tre parti:

  1. Introduzione a Windows 95/98 (4 ore)
  2. Corso di Microsoft Word (10 ore)
  3. Corso di Microsoft Excel (10 ore).

ASSEMBLEA ANNUALE del MAIS

Il giorno 24.4.1999, presso i locali di via La Spezia 79 a Roma, si è svolta la XIV assemblea ordinaria del Mais.

Ha aperto i lavori il presidente uscente con la relazione generale per poi passare la parola alla responsabile dei progetti che ha illustrato le grandi novità di quest’anno, quindi è stato approvato il bilancio del 1998 ed il preventivo del 1999 all’unanimità.

Si è proceduto, infine, alla nomina del nuovo consiglio composto dai seguenti membri:

Presidente : V.Curatola

V.Presidente : L.Rabellino

Consiglieri effettivi : Campioni, Carta, Sorrentino, Testini, Zampieri

Consiglieri supplenti :Bignami, Lauria, Marsico.

Auguriamo a tutti gli eletti buon lavoro!

P.S: ricordiamo a tutti gli iscritti al MAIS che essere socio non comporta impegni o costi supplementari ma sta a significare un interesse ed una volontà di partecipare alla gestione di tutte le attività dell’associazione in prima persona, collaborando con i membri del consiglio e con i volontari che ci aiutano in sede per il lavoro quotidiano.

Chiunque sia interessato, come noi, a far crescere il MAIS può chiedere di essere incluso tra i soci, basta telefonare…..

ATTENZIONE!!!

Il CENTRO FAVELA ARRUDA ha ancora bisogno del vostro aiuto: sono ancora pochi quelli che hanno risposto al nostro appello di creare un campo sportivo e di sostenere la creazione di un centro d’informatica nella favela.

Bastano £ 55.000 al mese, come per l’adozione a distanza, ma anche altri importi una tantum sono bene accetti.

Per informazioni: Marina Zampieri Tel. 06/55272827 ( ore serali)