Mensile del Mais Anno XI Mag. - Giu. 1999 n.5-6
MAIS NOTIZIE
vasto quello che vorrei raccontarvi e mi resta difficile iniziare da un argomento.
Sono ad Antsiranana, non a Diego Suarez - nome dato alla capitale del Madagascar dai Francesi – e come anche i Malgasci usano dire: ma a me piace usare il nome autoctono.
Alle soglie del 2000 la vita mi ha riservato questa esperienza e mentre la vivo ne colgo solo gli aspetti più evidenti, come il sorriso spontaneo, le mani espressive dei loro saluti lungo la strada, la povertà, la frutta, i cibi cotti e venduti lungo la via, il carbone, la tosse, il cielo immenso di notte e nel mezzo la "Croce del sud", il "Carro maggiore" in posizione rovesciata, le bottiglie di plastica –un bene prezioso– i taxi-brousse, così soprannominati perché riescono ad andare nella foresta, con quelle strade….!
Mi piacerebbe non dare giudizi sul Madagascar, ma poter offrire delle istantanee, per quanto possibile, sincere, anche se so che forse sarà difficile. Diverse volte mi sono fermato e, guardando e pensando, mi dicevo sempre la stessa cosa: se ci fosse una guida politica capace e veramente interessata al bene del popolo malgascio, tutto sarebbe possibile.
La maggior parte delle persone che ho incontrato crede che lo sviluppo del paese sia strettamente legato ai finanziamenti esteri, senza rendersi conto che così "gli stranieri" si stanno portando via le loro ricchezze. Basterebbe un po’ di tecnologia di base per semplificare il lavoro di tutti: giornate intere perse per scavare un canaletto di scarico per l’acqua o a camminare per un po’ d’acqua pulita.
Ma poi t’incontri con i sorrisi dei ragazzini e i "bon jour" delle donne i "salama" (ciao) dei vecchi e i "veloma" (sempre ciao, ma dei ragazzi!), in un grande girotondo di distese lunghe e profonde, di risaie a gradoni geometrici, di contrasto tra un cielo azzurro come il cielo e una terra rossa come la terra rossa. I volti africani, indiani, cinesi, indonesiani (queste le etnie presenti), incorniciano tutti lo stesso sorriso tranquillo, fatto di denti, gengive e qualche spazio.
Mi aspettavo tutto questo, ma quanta emozione averlo di fronte e toccarlo.
Il Madagascar è un‘isola lunga 1.600 km e larga 600 km e tanta gente non ha visto mai il mare (con queste strade ci vogliono dieci ore per fare 200 km!); è un paese dove la povertà ti pone domande e basta, dove la natura ti sorprende, la situazione politica e sociale t’indispettisce e dove la gente t’innamora.
E’ stata una mia convinzione quella di ritenere l’adozione a distanza un’operazione tra le meno invasive e che mira, nella realtà, ad un vero autosviluppo. Ci sono , nel Paese, grandi difficoltà per una vera autocoscienza dei propri diritti e l’ingerenza dei paesi esteri, in primis la Francia, ne ritarda la formazione.
Ho pensato che il Madagascar ha in effetti tre presidenti! Il primo è la Peugeot, il secondo la Coca_Cola e il terzo è il presidente dello stato:
Dietro il primo c’è la Francia, dietro il secondo gli USA e dietro il terzo niente! Niente perché è tutto manifesto. Lui, dopo essersi fatto una propria guardia, un palazzo come nelle favole, dopo aver fatto fuori, e non per modo di dire, i suoi avversari politici si è impossessato del più grande giacimento di zaffiri , che commercia anche.
Vorrei ora scrivervi delle loro usanze, dei loro bambini, ma dovrete aspettare il prossimo numero. Gianluigi Lerose
14 giugno 1999
ITALIA
Per una settimana, dal 9 al 16 maggio, Milano è diventata la capitale del commercio "alternativo" conosciuto con il nome di COMMERCIO EQUO e SOLIDALE : l’Ifat (international federation for alternative trade) ha dato appuntamento a importatori e produttori a Tuttaunaltracosa, fiera del "business equo e solidale".
In Italia ci sono 273 negozi che fanno parte di questo circuito e che si propongono come punto di contatto tra gli artigiani e i contadini del sud del mondo e i consumatori del Nord.
L’obiettivo è quello di garantire ai produttori un prezzo costante, indipendentemente dalle fluttuazioni al ribasso, e comunque superiore al prezzo del mercato mondiale, evitando il passaggio di inutili intermediari.
I prodotti commercializzati sono: alimentari (caffè, tè, cacao, miele, banane ecc.), stoffe, gioielli, strumenti musicali, articoli sportivi.
"Per 1,2 milioni di produttori del Sud" sottolinea il docente di sociologia economica all’Università di Messina, Tonino Perna " la garanzia che il proprio raccolto verrà comprato a prezzi remunerativi rappresenta l’unica possibilità di una vita dignitosa".
(Panorama, 20.5.99)
Circa la metà dei bambini che nascono al Sud con un genitore senza titolo di studio non riuscirà a cambiare, da grande, il proprio status sociale.
Questo è uno dei dati utilizzati dal Ministero per la Solidarietà sociale per ripartire in tre anni i 900 miliardi destinati per la promozione dei diritti dell’infanzia.
E’ ormai noto che la povertà e la bassa scolarità materna possono influire non solo sulla qualità della vita, ma anche sullo stato di salute della popolazione. Questi bambini si ammalano di più, sono quasi sempre meno vaccinati rispetto ai loro coetanei non a rischio, utilizzano di più pronto soccorso e ricovero ospedaliero anche per patologie banali.
Partendo da queste premesse la Regione Campania, in collaborazione con una ASL del comune di Napoli, ha investito delle risorse economiche da utilizzare per questa fascia di popolazione; pertanto è stato messo a punto un progetto integrato denominato "adozione sociale punti – nascita" con lo scopo di individuare le famiglie a rischio socio – sanitario per intervenire e per cercare di risolvere precocemente, con un’equipe formata da assistenti sociali, medici, psicologi, i problemi legati alla condizione familiare.
(Quaderni Acp 1998, vol. V)
CITTA’ DEL VATICANO
"E’ giusto fare l’elemosina o no? E’ vera carità dare mille lire al semaforo o è un modo per mettere a tacere la propria coscienza?".
Tanti interrogativi ma poche certezze sul quotidiano cattolico AVVENIRE, sul tema "delle piccole elemosine" da dare all’uscita delle chiese o dai tanti luoghi di ritrovo che attirano poveri e questuanti.
A sorpresa, i dubbi più atroci vengono sollevati dagli stessi cattolici, come il Cardinale di Torino Giovanni Saldarini, autore di un recente documento nel quale ha invitato i fedeli a non dare i soldi a chi staziona davanti alle chiese; oppure don Elvio Damoli, direttore della Caritas italiana, che manifestò le sue perplessità sostenendo che è troppo facile allungare le mille lire all’extracomunitario, atto che non serve ad alleviare la sua povertà.
(da AVVENIRE, 26.5.1999)
SUD - AFRICA
Il preside e alcuni insegnanti di una scuola superiore di Zithokozise hanno aperto il fuoco contro i loro allievi, uccidendo un ragazzo di 19 anni e ferendone gravemente altri tre.
I ragazzi, ha scritto il quotidiano The Star, stavano protestando per il costo troppo alto di una gita scolastica.
Il preside e gli insegnanti sono stati arrestati con l’accusa di omicidio.
(La Repubblica, 22.5.1999)
Thabo Mbeki, delfino di Nelson Mandela ed alto esponente dell’ANC, figlio di Govan Mbeki, eroe della lotta di liberazione, è stato eletto Presidente del Sudafrica.
Membro dell’ANC dall’età di 14 anni, ha ricoperto numerosi incarichi in seno all’organizzazione, ha partecipato ai negoziati con il regime dell’apartheid ed è stato vicepresidente di Mandela in questi anni.
L’esperienza non gli manca, quindi, ma i problemi che eredita non sono semplici: risanamento economico, criminalità e corruzione negli apparati pubblici saranno le sue priorità.
(Internazionale 284, 21.5.1999)
ARGENTINA
Antonio Cafiero, il candidato a governatore di Buenos Aires sostenuto dal Presidente Carlos Menem è stato battuto da Carlos Ruckauf nelle elezioni primarie del partito giustizialista.
Ruckauf, vicepresidente, quasi sicuro di essere eletto governatore, è considerato vicino a Antonio Duhalde, attuale governatore della capitale e principale antagonista di Menem per le primarie in vista delle elezioni presidenziali di ottobre.
(Internazionale 283, 14.5.1999)
1° CORSO DI FORMAZIONE SUL CONSUMO CRITICO
Lungo un percorso durato sei settimane si è svolto, presso la sede dei Padri Pallottini, in via G. Ferrari 1, una interessante serie di incontri sul consumo critico e sulle problematiche ad esso legate. Obiettivi del corso erano la promozione del consumo critico e del suo coordinamento, la sensibilizzazione alle tematiche affrontate, nuove per i non "addetti ai lavori", e uno sguardo a tutto quello che c’è intorno (divario tra nord e sud del mondo).
Nel primo incontro si sono analizzati gli strumenti a tutela del consumatore, con la collaborazione dell’ economista Alberto Castagnola: sono emersi alcuni punti fondamentali, oggetto di riflessione.
Concetto chiave è la visione del consumo come problema: ci avviciniamo ad esso in maniera automatica, e abbiamo perso di vista il rapporto produzione-consumo (chi ha prodotto, da dove viene, come funziona il prodotto); l’ allontanamento da questa realtà è stato progressivo.
Altro aspetto: siamo portati a pensare al costo che paghiamo non a quello industriale, pensiamo al prezzo come un dato, non come guadagno per qualcuno; non sappiamo distinguere il valore di una cosa.
Tutto è iniziato negli anni 60 con l’aumento del livello medio dei redditi: ciò ha provocato una corsa al consumo e l’incremento delle produzioni di massa; qui è avvenuto il distacco tra un oggetto e il bisogno di esso. Esiste un’ induzione al consumo attraverso la pubblicità, siamo vittime di meccanismi di assuefazione.
Se non fosse partito il consumismo, oggi il sistema economico sarebbe diverso.
Il consumo è diventato un motivo per esistere, siamo condizionati nelle scelte legate ad esso.
La riflessione si è spostata sui prodotti da evitare e che, per le precedenti considerazioni, sono largamente utilizzati: diserbanti, pesticidi e quant’altro, di cui solo oggi è vietata la produzione.
L’ultimo aspetto, forse il più importante, è lo sfruttamento del sud del mondo con le conseguenze che tutti conosciamo sulle popolazioni di quei Paesi: quale modello di industrializzazione per essi ? Non certo il nostro (siamo troppo avanti).
La soluzione prospettata per questo tipo di problemi è la riformulazione del modello di consumo per migliorare la situazione dei più poveri, ma anche di noi stessi.
Dopo la teoria si è passati alla pratica con gruppi di lavoro da cui sono emersi spunti di analisi, curiosità e domande da rivolgere all’attenzione del sig. Castagnola.
Nel secondo incontro l’argomento trattato riguardava gli strumenti a tutela del consumatore e i due relatori, Vincenzo Puggioni e Laura Baldassarre, hanno parlato della Rete Romana sul Consumo Critico enunciando 4 imperativi fondamentali concernenti il consumo: ridurre (badare all’essenziale), riciclare (non gettare ciò che può essere riutilizzato), riutilizzare e rispettare.
La discussione si è poi spostata sullo strumento più rilevante a tutela del consumatore: il boicottaggio, di cui si è fatta la storia enunciandone i casi più clamorosi.
Il terzo incontro ha avuto inizio con una simpatica iniziativa, ossia la merenda con pane e cioccolata: ciò ha introdotto la discussione sul Commercio Equo e Solidale con l’intervento di un membro della cooperativa Pangea: ha dato la definizione del Commercio Equo e Solidale come sovversivo del mercato perchè riavvicina i produttori ai consumatori facendo circolare informazioni (il capitalismo nasconde la storia del prodotto fatta spesso di sfruttamento e di povertà).
Figure importanti in tal senso sono le botteghe del mondo e gli importatori: le prime vendono i prodotti, che si distinguono per la scheda informativa sulla confezione; i secondi sono cooperative senza fine di lucro che promuovono progetti per migliorare la cooperazione con i produttori, e i cui guadagni vengono reinvestiti nel circuito.
Il quarto incontro ha avuto come protagonista la Banca Etica che fa del microcredito a nullatenenti.
Perchè è nata ? La nuova legge bancaria del 1994 stabilisce che per fare credito bisogna essere una banca. Che cos’è ? La sede operativa è a Padova e, in attesa di una sua espansione territoriale, ha delle convenzioni con le Poste e alcune Banche.
Le sue caratteristiche sono: è no-profit, è una cooperativa, ad ogni persona corrisponde un voto nelle assemblee dei soci, il risparmiatore può indirizzare il proprio risparmio, dare credito a chi non può fornire garanzie guardando alla validità del progetto.
Mentre in Italia si è solo all’inizio, in alcune parti di Europa si è più avanti ed è un fenomeno in continua espansione.
Nel complesso il corso è stato interessante ed ha aperto dibattiti sempre più accesi tra i sempre numerosi partecipanti. G.B.PIZZICHEMI
INDIRIZZI UTILI:
Organizzazione Corso di Formazione Ass. Cult. Punto Solidarietà v. G. Avezzana 8 c/o Villani Tel 063214014
Informazioni su Banca Etica
tel. 0498771166E-mail posta@bancaetica.com
Associazione EQUOCONSUMO Laura Baldassarre Tel 03486039013 E-mail marmar@mclink.it
Rete italiana Boicottaggio Nestlè
Tel. 035260073
Riportiamo la presentazione ed il programma del Convegno che si è svolto a Roma il 3 giugno, organizzato dall’ECPAT-Italia, sullo sfruttamento sessuale dei minori nel turismo.
Lo sfruttamento sessuale dei minori nel turismo
"A QUASI TRE ANNI DAL CONGRESSO DI STOCCOLMA QUALI GLI IMPEGNI ASSUNTI DALL’ORGANIZZAZIONE MONDIALE DEL TURISMO (OMT), DALL’ILO, DALLA COMMISSIONE EUROPEA, DALL’INDUSTRIA TURISTICA ITALIANA E DAL NOSTRO GOVERNO?"
Roma, 3 giugno 1999, ore 9,15 -13,30
Aula del Parlamentino – CNEL, Via D. Lubin, 2
ECPAT-Italia, nel promuovere il convegno "Lo sfruttamento sessuale dei minori nel turismo" è mossa dai seguenti obiettivi:
Il convegno gode del Patrocinio del:
DIPARTIMENTO DEL TURISMO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI;
MINISTERO PER LA SOLIDARIETÀ SOCIALE;
MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI.
Sono stati invitati a dare il loro contributo
Relatori Internazionali:
Relatori Italiani:
Coordineranno i lavori M. Gritta Grainer, Consigliere di Pierluigi Bersani - Ministro Per l'Industria, Commercio e Artigianato e Perla Goseco, Responsabile Settore Turismo di Ecpat Italia.
Da Luciana Romani , socia del Mais, riceviamo questa testimonianza relativa ad un altro progetto di volontariato del quale ha fatto esperienza diretta e testato la validità.
Quando si parla di bambini, di infanzia maltrattata, sofferente o comunque meno fortunata, è forse più facile trovare ascolto negli altri, suscitare un impegno concreto, ottenere un aiuto teso a migliorare la qualità della vita di un bimbo.
Tuttavia, anche adoprarsi per migliorare la qualità di vita di un adulto malato, nei suoi ultimi mesi o giorni di vita, è un’esperienza estremamente coinvolgente e necessaria.
E’ quanto ho, mio malgrado, scoperto di recente a causa della malattia di una persona cara, quando ho conosciuto da vicino il lavoro e l’entusiasmo degli operatori volontari dell’ ANTEA, un’associazione senza fini di lucro che si occupa dell’ospedalizzazione domiciliare gratuita per pazienti oncologici in fase avanzata : medici, infermieri ma anche gente comune prestano la loro opera gratuitamente ma in modo estremamente professionale.
Per un malato in fase terminale rimandato a casa dalle strutture ospedaliere e per la sua famiglia, quasi sempre impreparata all'evento, questi volontari che entrano in casa paiono da subito – senza esagerare – degli angeli.
Sono molte le cose che si possono fare per un malato terminale: garantirgli la presenza di qualcuno accanto al letto, sempre; attrezzare la sua camera in modo confortevole e adeguato, prestargli cure palliative per il controllo del dolore, ecc………………………
E’ un malato che richiede dedizione e solidarietà per essere aiutato a vivere nel suo ultimo tratto di vita terrena in modo consapevole e non abbandonato a familiari ignari o a inesperti. E queste persone le fanno queste cose. E quello che mi ha stupito è che dopo pochi giorni sembravano sinceramente affezionati alla persona che assistevano, tanto era il loro tatto e la loro sensibilità.
Il volontariato, nato dal bisogno individuale di qualcuno, (oggi – mi sembra – di molti), di accostarsi al suo prossimo in qualche modo bisognoso, tende ora ad organizzarsi in associazioni o gruppi che ne garantiscano la serietà, la continuità, in qualche modo una certa "professionalità", anche e soprattutto attraverso la "formazione" dei suoi volontari, (questo era lo scopo del 10° corso di formazione per operatori volontari socio – sanitari ANTEA appena conclusosi a Roma, n.d.r.)………….
Ciascuno di noi in cuor suo spera di non aver mai bisogno di un’assistenza di questo tipo, ma i numeri parlano chiaro e solo l’ANTEA, dalla sua fondazione, ha assistito oltre 1.500 persone.
Penso quindi che sia importante sostenere strutture simili almeno con un contributo volontario fintanto che lo Stato non riesca ad assorbire in se ed a gestirle diversamente.
Ringrazio il Mais per aver concesso dello spazio sulle pagine del suo notiziario ad un argomento diverso da ciò che siamo abituati a leggervi. Lo scopo, però, delle due associazioni mi sembra alla fine lo stesso: offrire una qualità di vita dignitosa e priva di dolore.
Ai bambini dei progetti Mais creando intorno a loro condizioni non di mera sopravvivenza, ma di crescita intellettuale e sociale, ai malati nel modo che ho descritto e di cui ho fatto esperienza diretta.
Chi volesse dare un contributo all’ANTEA può farlo a mezzo: C/C post. 80612005 oppure tramite assegno bancario non trasferibile intestato a: ANTEA Associazione, via Pienza 281/283 - 00138 Roma.
p.s.
Ricordiamo che l’unica forma di finanziamento dell’Associazione è data dalle quote associative e da liberi contributi, Grazie.
& & & & &
In questo periodo di profondi sconvolgimenti che colpiscono le popolazioni al di là dell’Adriatico, penso sia importante parlare di uno scrittore albanese, Ismail Kadarè, forse il più conosciuto dai lettori occidentali.
Originario del sud dell’Albania, vive dal 1990 in Francia, dove ha chiesto asilo politico, ed è considerato il portavoce della cultura albanese nel mondo.
"Aprile spezzato", edito da Guanda per la collana Narratori della Fenice nel 1993, ci mostra un’Albania, prima dell’avvento del comunismo, in cui la vita ed il destino degli uomini sono scanditi da un codice atavico spietato e scritto con precisione matematica che ufficializza e rende legale la vendetta.
In una terra povera e selvaggia il protagonista vuole sfuggire al suo destino e potrebbe riuscirci grazie all’aiuto di un brillante scrittore e, specialmente, della moglie di lui. Non aggiungo altro………P.C.
p.s.
Per gli amanti di Kafka consiglio anche un altro romanzo di Kadarè, il palazzo dei Sogni, dalle atmosfere cupe ed irreali che ci ricordano lo stile del praghese.
ARGENTINA
Carissimi
Vi ringrazio a nome di Elisabeth Soledad per i regali che avete mandato. Elisabeth è una ragazza molto allegra, con tanta voglia di uscire, la sua famiglia è molto povera e ha molti problemi, ma malgrado ciò si preoccupa molto della figlia.
Io sono il presidente di un centro di attenzione familiare che si chiama C.A.F.I. che si occupa dei problemi delle ragazze di strada, di violenza minorile, di abuso sessuale sui minori, di violenze coniugali e di famiglie a rischio.
Al C.A.F.I. si presentano bambine che hanno bisogno di terapie, di essere seguite ed aiutate negli studi per apprendere il disegno, i lavori di artigianato ecc.
La situazione familiare delle ragazze è molto critica poiché in Argentina c’è molta disoccupazione e questo fa si che molti non riescano a mangiare a sufficienza e ad avere una casa dove abitare.
Nasce quindi il fenomeno delle "case occupate", cioè alloggi vuoti, diroccati occupati illegalmente e abitati in condizioni igieniche pessime, senz’acqua, luce, fognature ecc.
Il Mais sostiene il C.A.F.I. pagando l’affitto del locale dove ci incontriamo e pagando le quote per il sostegno scolastico. Il C.A.F.I. funziona grazie a psicologi, assistenti sociali, maestri e volontari in genere che prestano la loro opera gratuitamente.
Abbiamo molte richieste ed è difficile per noi soddisfarle tutte. Stiamo cercando di dare alle bambine almeno un pasto nutriente, tipo latte, pane e burro e biscotti: questo permetterà loro di migliorare l’alimentazione, visto che molte di queste famiglie non riescono neppure a sfamare sufficientemente e con continuità i loro figli.
A parte tutti gli sforzi che facciamo per far fronte alle richieste, ci sentiamo molto ottimisti riguardo al funzionamento del nostro centro ed il riconoscimento da parte della gente ci spinge a continuare a lottare.
Ringraziamo sentitamente il KIWANIS CLUB Roma Michelangelo per la collaborazione e per l’affetto, che fanno sì che diventi realtà la parola "solidarietà".
Con tanto affetto se un giorno verrete in Argentina, vi invitiamo a conoscere il C.A.F.I, il suo funzionamento e tutti i volontari che collaborano con noi nel loro tempo libero.
Grazie di tutto, un abbraccio
Roberta Esturo
Buenos Aires, 15.4.1999
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Ci scrive Germana, da Recife, per avere notizie della sua madrina e per farci sapere che il suo impegno è sempre quello dei giorni migliori!!!
Cara Madrina,
Le scrivo per raccontarle come sto e anche per sapere come sta lei e la sua famiglia poiché è da qualche tempo che non ricevo notizie.
Io e la mia famiglia stiamo bene. Mia madre e mio padre, anche se separati, ci orientano nella vita mostrando sempre che è necessario rispettare le persone.
I miei fratelli stanno studiando : ho anche altri due fratelli (nati prima di me) che abitano con noi. Lo scorso anno ho terminato il corso del Magisterio (per diventare insegnante di scuola elementare e media) ma ancora non sono riuscito a trovare un impiego, perché molti sono i candidati e pochi i posti disponibili.
Sto studiando in casa per fare il Vestibular (esame di accesso all’Università) per la fine dell’anno. Continuo ad insegnare catechismo nella chiesa di S.Antonio e mi sento molto felice quando lavoro con gli altri catechisti, perché siamo come una famiglia.
Cerchiamo gli uni di rispettare gli altri perché abbiamo il medesimo ideale cioè Gesù Cristo. Ho 12 alunni, ognuno con il suo modo di essere: ci sono i timidi e i biricchini.
Cerco sempre di mostrare che l’amicizia è un gran tesoro. Ringrazio lei e tutte le persone che fanno parte dell’associazione che aiuta tutti noi, un grande abbraccio da Germana, Josefa, Jorge, Junior, Alexandro, Victor, Gabriela. Recife,27.3.99
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Padre Joao Carlos Santana da Costa ci scrive per ringraziarci del nostro impegno a
favore dell’impianto sportivo da realizzare nella favela Arruda (ricordate? £55.000 al mese per costruire il Centro Favela Arruda…)Agli amici del Mais
Stimati sigg.ri Cefaro, Fabiano, Gentile, Rossoni, Tenaglia, vogliamo ringraziarvi per l’aiuto inviato da parte vostra per la ristrutturazione e l’allestimento del nostro mini-campo sportivo, creato allo scopo di promuovere un’integrazione socio-culturale per i giovani della favela.
Confermando il nostro impegno, approfittiamo per invitarvi a conoscere le nostre installazioni.
Presentiamo i nostri ringraziamenti e la nostra manifestazione di stima e considerazione.
Padre Joao Carlos Santana da Costa (Parrocchia di S. Antonio Agua Fria e Arruda)
Recife, 22.2.1999
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Una lettera da Camaragibe con un mea culpa e dei buoni propositi!!
Cara Madrina
Le scrivo per dirle che sono felice e sto molto bene.
Io ero un ragazzo molto testardo e disobbediente e mia madre mi metteva in castigo tre volte al giorno. Adesso sono molto cambiato e mi sto comportando in maniera diversa.
Sto studiando in 4^ serie e se Dio vuole passerò in 5^. Sono molto contento di sapere che Lei mi aiuta.
Le auguro che passi una buona Pasqua e grazie per l’aiuto.
Wagner Viera dos Santos
Camaragibe, 26.3.1999
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Qualche volta, inevitabilmente, per motivi non dipendenti dalla nostra volontà, si verificano delle incomprensioni tra chi presta la propria opera di volontario a via Ciccotti e chi ci sostiene versando le quote per le adozioni a distanza e, per fortuna molto raramente!, le nostre richieste di effettuare i versamenti per i bambini che seguiamo rispettando il più possibile le
scadenze possono essere interpretate come tirate d’orecchie o come veri e propri rimproveri.Riportiamo alcuni passi di una lettera di una nostra aderente e la risposta tempestiva che le invia Loredana Rabellino, vice-presidente e responsabile dei Progetti del Mais.
…………………."non vorrei essere scortese con persone che come lei svolgono questo lavoro per una causa così nobile, ma credo che la voglia di fare, di aiutare, di parlarne con gli altri per far conoscere questa forma di aiuto sia importante, così come ritengo sia importante certamente concretizzare quanto detto sopra con il denaro……………………
ma io credo che aiutare non deve essere imposto da nessuno né tantomeno da associazioni. Se io ho dato il mio contributo per 7 o 8 anni non mi deve essere imposto a vita, ho dato quando ho potuto………………..
Ora, pertanto credo che veramente io non debba nulla, ho dato quando e come potevo ora non posso e non mi debbo giustificare con nessuno". Lettera Firmata
Carissima Sig.ra
Sono Loredana, la responsabile dei Progetti Mais, ho letto il suo fax e sono pienamente d’accordo su quanto Lei afferma riguardo all’aiuto che una persona da e l’importanza del lavoro che stiamo svolgendo noi e voi insieme.
Nessuno di noi si permetterebbe mai di imporre questo aiuto che tutti noi diamo con il cuore e che concretizziamo, come lei dice, con il denaro.
Semplicemente dovremmo essere informati per tempo quando uno sponsor decide di interrompere la sua adozione, poiché nel frattempo noi continuiamo a versare le somme dovute ai ragazzi in adozione.
Se avvisati per tempo, possiamo trovare un’altra persona in sostituzione, la quale continuerà l’adozione al suo posto.
Questi sono i motivi per cui ci siamo permessi di scriverle richiedendo le somme arretrate, ferme, ormai, ad aprile 1997……..
Tuttavia rispettiamo le sue decisioni e la ringraziamo per esserci stata vicina per così tanti anni…………………………………………
Fortunatamente queste situazioni si verificano raramente, perché, come tutti sanno, il Mais non riceve nessun aiuto se non quello degli sponsors con le loro quote d’adozione.
Qualora queste venissero a mancare il Mais non potrebbe più esistere!!!!!!!!!!
Distinti saluti Loredana Rabellino
Vicepresidente Mais
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Un nostro amico è finalmente riuscito ad andare in Brasile e ad incontrare il ragazzo che lui e la sua famiglia sostengono agli studi con affetto ed impegno costante. Ci scrive una lettera che riportiamo qui di seguito.
Spett.le Mais
Sono lieto di inviarvi una fotografia ed alcune righe circa il viaggio in Brasile fatto insieme a mia moglie poche settimane fa.
E’ stata una bella vacanza ma è stata anche un’esperienza meravigliosa. Oltre a Josenaldo abbiamo conosciuto tutti i ragazzi del gruppo di Rio.
La giornata trascorsa nella loro sede ci ha fatto capire l’importanza della solidarietà, cioè che anche con poco possiamo ottenere dei buoni risultati.
Ringraziamo Janice e Cristiana che ci hanno accompagnato a Nuova Iguacu. Tanti auguri al gruppo di Rio e al Mais, con la speranza di poterli incontrare ancora e che persone sempre più numerose partecipino a questa importante iniziativa.
Augusto e Anna Lorenzi
San Piero a Sieve, 11.5.1999
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In una lettera Anastasia, da Pretoria, ci racconta dei suoi problemi, cioè dei nostri problemi…!
Come state?
Il secondo quadrimestre è iniziato, i ragazzi si stanno preparando per gli esami di metà anno, spero andranno meglio rispetto allo scorso anno.
Il 2 giugno si terranno le prime elezioni democratiche, la gente si sta registrando anche se ancora pochi giovani lo hanno fatto.
La gente si lamenta per l’alto tasso di disoccupazione che aumenta ogni giorno, speriamo che dopo le elezioni qualcosa cambi.
Ho fatto una richiesta di sostegno per alcuni ragazzi della nostra zona; abbiamo dieci ragazzi che hanno bisogno del vostro aiuto, per cui se avete delle persone disponibili fatecelo sapere.
Non ho piani precisi, ma il dottore (il responsabile della clinica di Pretoria, N.d.R.) vuole iniziare un corso per insegnarci a realizzare preventivi e contattare le associazioni donatrici di fondi.
Se questo progetto andrà in porto, per giugno o per il periodo delle vacanze invernali, sarò in grado di aiutare i bambini orfani della zona. Il dottore sta lavorando per l’ospedale e per i servizi comunitari, attualmente sta organizzando dei seminari sullo sviluppo comunitario. Ho conquistato le simpatie del dottore perché gli ho raccontato tutto quello che ho fatto in questi anni senza mai essere pagata. Ciò nonostante continuo a lavorare per la comunità.
2.5.99 Anastasia
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I bambini sono tutti molto poveri, sempre per strada in balia di loro stessi, il più delle volte abbandonati o con la nonna o con qualche sorella più grande; molti vivono in case di legno perché qui a Valenza ci sono molte segherie. Infatti i poveri aspettano che gli addetti delle segherie buttino i resti della giornata per raccogliere tutto quello che può essere utilizzato per le case o per il fuoco. E’ un riciclaggio della spazzatura molto comune in Brasile. Valenca è una città bagnata da un grosso fiume che si chiama Una. Qui sono fabbricate artigianalmente le migliori barche di legno (vengono anche dall’Italia per riparare o costruire velieri in legno) ed è anche una città turistica perché da qui si imbarcano i turisti per il Morro di S.Paolo una delle isole più belle (tipo Capri).
Ma qui il turismo ha portato più cose negative che buone (droga, prostituzione, AIDS).
Molta gente sopravvive cacciando crostacei e granchi (carangueijos). Questo lavoro è terribile perché i pescatori, per trovare le loro prede, camminano ore ed ore immersi nel "mangue", un fango nero e puzzolente che forma una sorta di palude ai margini dei fiumi, e per tirare fuori i granchi sono costretti ad infilare mani e braccia nelle tane, ricoprendosi di melma dalla testa ai piedi!
Spesso è l’unico lavoro che riescono a rimediare, ma per lo meno nessuno muore di fame.
Visto che abito su una collinetta in cima al mangue, la maggior parte dei miei bambini fanno questo lavoro. Ci sono molte donne che vivono del "catado" cioè della vendita della carne dei vari crostacei o molluschi.
Dimenticavo il meglio: a 17 km c’è il mare, con delle spiagge stupende ed il tragitto in barca Valenca – Morro di S.Paolo lungo la foce del fiume e fino al mare è uno spettacolo. Saluti
Valenca, 15.5.99 Giovina
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Riceviamo una lunga lettera da Regina Celia, del gruppo di Rio, che per motivi di spazio, riportiamo solo in parte.
Cari amici del Mais
Il 25 del mese di aprile abbiamo ricevuto con gioia la visita di Augusto Lorenzi e di sua moglie, i padrini di Josenaldo. Abbiamo parlato con loro e fatto presente la nostra realtà, le attività svolte con la partecipazione di tutti i componenti del gruppo, pranzato insieme alla maniera brasiliana ed infine abbiamo avuto la gioia di ascoltare le ballate suonate da Augusto con la sua chitarra.
Ci hanno detto che questa visita è stata importante per conoscere un po’ della realtà dei borsisti per poter poi raccontare agli amici l’azione del gruppo di Rio, fugando anche ogni dubbio sul destino degli aiuti inviati.
Tutti noi abbiamo gradito l’offerta fatta al gruppo, attraverso Josenaldo, di 125 Reais………
Vi comunico che Carla sarà laureata avvocata il 17.5.99.
I bambini che noi seguiamo e che partecipano alle lezioni sono in aumento e ci chiedono di sapere sempre di più riguardo ai contenuti delle materie insegnate…………….
Altre notizie sui membri del gruppo:
Jussara ha superato gli esami per un concorso pubblico a livello universitario; Josenaldo si sta preparando per sostenere l’esame ad un concorso pubblico; Solange di recente ha frequentato un corso nell’area della psicologia; io sto frequentando un corso relativo al tema di nazione e globalizzazione, offerto da una facoltà pubblica al costo di 150 Reais (ma siccome ho vinto una borsa di studio lo sto facendo gratis); Adriano continua a fare tirocinio nella Prefettura di Nova Iguacu; Isamara sta frequentando un corso pre – esame durante la settimana (le ho chiesto che inviasse copia comprovante il pagamento del corso)…………………..
Termino qui, aspettando vostre notizie, un abbraccio da tutti i componenti del Gruppo.
Rio, 13.5.99 Regina Celia
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Una valanga di letterine ci arriva da Rafaela, Argentina, ne pubblichiamo solo alcune per
motivi di spazio, ma cogliamo l’occasione per ringraziare tutti i ragazzi che ci hanno scritto, i loro padrini e chi ha dedicato tanto tempo a tradurre la corrispondenza!
Carissima famiglia amica, ho ricevuto la vostra lettera e la maglia che mi è piaciuta tantissimo.
Qui in Argentina il carnevale si festeggia tirandosi acqua dal momento che fa veramente tanto caldo. Una volta sono andato a vedere le sfilate delle maschere che sono molto tradizionali e piene di colore oltre che accompagnate dalla musica.
Che cosa fate di bello? Spero che stiate molto bene insieme ai vostri figli.
Che cosa vi piacerebbe che vi regalassi? Fatemelo sapere.
Ciao e un grande abbraccio Sebastian Alvarez
Ciao, come state? Io bene.
Sapete che ho cinque fratelli più piccoli e che mia madre si chiama Silvana.
Quest’anno ho iniziato il quarto anno.
Mi piace molto vivere nell’Istituto durante la settimana mentre i fine settimana li trascorro con i miei fratelli e mia madre: M i piacerebbe tantissimo che mi mandaste una vostra foto e una lettera per conoscerci meglio anche se così distanti. Lo desidero tanto.
Io gioco al pallone e la mia squadra preferita è il River Plate. Mi piacerebbe sapere tante cose dell’Italia: perchè non mi mandate una cartolina?
Rafaela è una cittadina piccola e molto pulita in cui c’è lavoro e un futuro per tutti.
Aspettando una vostra risposta vi mando un abbraccio e un grande bacio. Adrian
Mi chiamo Cristian Pez ed ho 14 anni. Dal lunedì al venerdì vivo nell’Istituto insieme a mio fratello Gabriel che ha 9 anni. Il fine settimana torno a casa nostra e ci incontriamo con mia madre….. e mia sorella….Io ho una nonna ….. che vive in un’altra città dove io sono stato durante le vacanze estive insieme a mio fratello e dove siamo stati molto bene.
Frequento l’ottavo anno e devo dire la verità un po’ mi costa studiare perché è più difficile.
Mi piace molto giocare a calcio qui nell’Istituto in cui vivono 24 bambini di ogni età. Abbiamo anche un campo per giocare a calcio. L’Istituto si trova nella zona rurale della città di Rafaela che conta 80.000 abitanti.
Abbiamo anche alcuni animali come maialini, pecore, cavalli ed anche tutto il necessario per fare il corso di apicoltura.
Scrivetemi presto, un abbraccio e un bacione. Cristian Pez
Carissimo padrino, voglio dirti che ti voglio tanto bene.
Mi piacerebbe che mi scrivessi per conoscerti in quanto siamo lontani. L’anno scorso ho cambiato scuola….Sono stato promosso e passo al quinto anno della scuola primaria.
Inoltre frequento un corso di folclore e lavoro all’orto dell’Istituto in cui vivo dal lunedì al venerdì. Sai una volta ci hanno portato pure al circo, che bello!!!.Ti mando un abbraccio ed un bacione.
Aspetto con gioia la tua lettera, per favore scrivimi, per me è molto importante. F.Gabriel
E come potevamo noi cantare
con il piede straniero sopra il cuore,
fra i morti abbandonati nelle piazze
d’agnello dei fanciulli, all’urlo nero
della madre che andava incontro al figlio
crocifisso sul palo del telegrafo?
Alle fronde dei salici, per voto,
anche le nostre cetre erano appese,
oscillavano lievi al triste vento.
(S.Quasimodo, Giorno dopo giorno)
Essere soci del Mais è facile, basta volerlo....!
Essere soci del Mais è semplice, basta chiederlo !
Essere soci del Mais è economico, non costa nulla oltre quanto già versato per le adozioni!
Essere soci del Mais è importante, per tutti noi!
Essere soci del Mais significa contare di più :
Insomma, partecipare attivamente, intelligentemente, fattivamente, …….ente, …..ente, ….ente ecc. alla vita della nostra associazione. Dimenticavo: come soci potrete anche essere eletti nel consiglio del Mais, fino alla carica di Presidente………
Fatevi sotto!!!!
Se volete comunicare direttamente con chi si occupa del notiziario, potete farlo oltre che telefonando allo 06/8188220 (ore serali), anche inviando una e-mail a :
p.carta@tiscalinet.it.
Ogni consiglio, critica, recensione di libri, articolo ecc. verrà preso in considerazione e servirà a rendere il notiziario del Mais sempre più vostro!!!
Per comunicare, invece, con la Responsabile dei Progetti Mais, potete usare il suo indirizzo di posta elettronica cioè : anguarna@tin.it.
Infine per informazioni generali potete utilizzare : maisroma@tin.it
Vi siete ricordati di detrarre dalle tasse il 19% di quanto versato al Mais per progetti ed adozioni?
Speriamo di si…. Continuate, comunque, a conservare i bollettini di c/c e le ricevute dei bonifici bancari, gli unici documenti validi in caso di controllo fiscale.
P.S. ricordatevi, quando fate i versamenti, anche del notiziario….grazie!!!
corso base di lingua portoghese
gruppo da 3 a 6 persone
40 ore: 2 ore settimanali per 20 settimane
si chiede una sottoscrizione per le attività del Mais di lire 450.000
Il
CENTRO FAVELA ARRUDA (Centro sportivo e Laboratorio d’informatica) ha bisogno ancora di aiuto da parte degli amici del Mais.L’importo mensile per sostenere il progetto è di
£ 55.000 ed abbiamo ancora bisogno di molte quote per ultimare i lavori.Vi aspettiamo.
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MERCATINO& Ì y K ,
AVVISO IMPORTANTE
Dal 7 luglio al 19 settembre ci sarà il solito appuntamento annuale con la festa dell’Unità
(quest’anno negli spazi dell’ex-mattatoio a Testaccio). Stiamo cercando disperatamente volontari disposti ad aiutare Fabio e Giuseppe ad organizzare un così lungo periodo di presenza dello stand del Mais. Stiamo cercando, inoltre, materiale da ….vendere, cioè libri, oggetti simpatici, bigiotteria, video, dischi, tessere telefoniche ecc., ecc.
Chi volesse trascorrere una sera d’estate all’aperto, tra musica, libri, panini ed altro e dare una mano ai "venditori" volontari è pregato di mettersi in contatto con:
Fabio, tel. 06/35341138
Giuseppe, tel. 06/5133977
Barometro della Solidarietà
Salineri Ludovica, Guerra Cristina, Loiola Giovanna, Betti Loredana, Cannavò Rossella Claudia, Soverchia Lucia, Pandolfi Paola, Cianetti Annamaria, Deidonè Enrico, Cieri Maria Marena, Montanari Riccardo, Vecci Maria Rosa, Gerosa Elena, Camicioli Lucia, Beccaria Fulvio, Flumeri Francesca, Ciccioli Irma, Modi Anna, Fazzone Filomena, Di Stefano Patrizia, Ceccotti Romano, Gruppo Teatrale "I Sallucchioni", Liceo Scientifico " I. Newton", Bruno Assunta, De Pasquale Francesco, Grisini Renato, Vissani Oriella, Ferloni Cristina, Ciccarella Sergio e Rossella, Bulgarini Maria Grazia, Grasso Silvia, Ferro Giuseppa, Ricciardi Maurizio.
Gruppo Solidarietà Banca d’Italia:
Muschella Daniela e Bedosti Enrico
D’Errico Chiara, Razzi M.Pia, Poli Loretta, Zampieri Marina, Testini Marco, Ist. Tecnico Agrario "Stanga", Ist. T.C. Keynes II A Igea, Cameroni Ludovico, Godin Renee, Papiri Colantoni Manuelita, Farroni Fabrizio, Michelesi Claudia.
L
un grazie per il loro contributo ai 15 che ci hanno comunicato che per adesso non possono continuareRosini Annunziata, Zuccheretti Cristina, Marchegiani Mirella, Pisello Egizia, Masucci Enrico, Cassiani Claudio, Manganelli Marta, Peroni Clara, Peroni Giovanna, Taloni Viviana, Scuola Media Franco Ferrara, Scuola Media
Non so quale sia il tuo nome, e non so quale dolore tu possa avere nel cuore.
So che hai paura, hai paura di chiamare mamma, e di non ricevere quel suo segno di presenza; hai paura di chiamare babbo, e di non vederlo; hai paura di essere solo, senza quel tuo amico che ti tirava su il morale, hai paura di guardarti intorno, e di non vedere; hai paura di urlare, e di non sentire; hai paura di cercare e di non trovare.
La paura fa male, ma camminare, provare a camminare si può tentare.
Potrai non arrivare, oppure trovare: una casa calda, con una specie di mamma inginocchiata che ti accoglie a braccia aperte, con quella voglia di curarti e quell’amore da donarti! SARA
(una bambina di undici anni di Cesena)