MASSIMO CAPPATO
socio del VFR Italia Club
Questa è la sua presentazione al Club:
Amici del VFR Italia Club,
sono venuto a conoscenza del vostro Club navigando, mi sembrava davvero
strano che non esistesse un club per gli estimatori di una delle moto
più belle e stimate (anche dalla concorrenza),al di sopra delle mode
passeggere, insomma un cavallo di razza per veri estimatori. Nemmeno
mamma Honda tramite la sua filiale italiana sembra si sia interessata
troppo (ci sono i CBR day etc. ma del del VFR nulla?), non si snobba
così un cavallo di battaglia come il mitico V4 !
Eccovi la mia presentazione :
mi chiamo Massimo (per gli amici Max) avrò 36 anni a giugno e dal 92
sono sposato con Barbara (detta Baby), vivo a Baranzate di Bollate
(hinterland nord-ovest di Milano) e sono appassionato di moto
praticamente da sempre.
Sono orgoglioso possessore di un Vfr 750 bianco del 1990 che ha al suo
attivo 95.000 km, acquistato usato nel novembre 92 ( 2anni di vita e
10.000 km, tenuta ottimamente) con gli ultimi soldi che mi erano
rimasti e che avevo risparmiato dalle spese per il matrimonio (ottobre
92).
La passione è iniziata molto presto, infatti da bambino impazzivo
letteralmente per fare un giretto (come zavorrina) sul 500 four di uno
zio.
Qualche anno dopo il ruolo di zavorra mi andava stretto, quindi
nonostante non avessi i fatidici 14 anni, percorrevo su e giù delle
stradine fuori mano con in Motom Daina sottratto (si fa per dire) ad
una zia.
Promosso dalle scuole medie, i miei genitori esaudiscono i miei
desideri regalandomi un Garelli Vip3, anche se sognavo il Vip4 che
aveva il cambio a pedale.
Con questo motorino ne ho fatte di cotte e di crude: marmittine varie,
modifiche al cilindro(lucidature travasi etc.) fatte a scuola
(frequentavo l'istituto tecnico) e intraprendevo i primi viaggetti
(Lago Maggiore e Lago di Como).
A 16 anni, a causa di un insuccesso scolastico, mio padre non mi voleva
aiutare ad acquistare un 125.
Quindi decisi di trovarmi un lavoretto estivo e promisi ai miei un
maggior impegno a scuola (impegno rispettato), e quindi comprai un
Honda 125 XL nuova con la complicità di mia madre.
Con questa moto, dalle prestazioni scarse ma dalla robustezza e
affidabilità certa, iniziai ad assaporare il gusto di fare le vacanze
in moto con altri coetanei, che come me vivevano "a pane e pistoni".
A 18 anni, tappa classica per l'epoca, il passaggio alla 350 e sempre
sulla scia delle enduro passai ad una Cagiva Ala Rossa con la quale,
oltre a numerose girate, dopo aver superato gli esami di maturità,
parti in solitario (per raggiungere degli amici) per la Costa del Sol
in Spagna (precisamente a Torremolinos).
Al mio ritorno a Milano subii il furto di questa moto e ci piansi sopra
parecchio. Per consolarmi ne acquistai un'altra usata . esperienza
disastrosa, con in più un soggiorno di 3 giorni in ospedale in
osservazione, gentilmente offerto da una signora che decideva di
parcheggiare l'auto improvvisamente e trovando me in rotta di
collisione, fortunatamente niente di serio.
Dopo aver fatto un anno di naja, al ritorno, nel 87 acquistai un Suzuki
Djebel con la quale praticamente ci vivevo, dalle "zingarate" con gli
amici alle gite con le "amichette" e alle vacanze
(Sardegna,Puglia,Toscana,Umbria) e qualche escursione off-road, senza
contare che la usavo quasi sempre per andare in ufficio.
Dato che ci buttai su circa 30.000 km, senza mai risparmiarla, nel 89
ne acquistai un'altra identica.
Con quest'altra Djebel e con la morosa al seguito, oltre all'uso
quotidiano feci una vacanza da Milano per la Toscana e giù fino in
Puglia, attraverso gli Appennini senza mai usare le autostrade e
successivamente un tour (breve ma intenso) della Corsica.
Nel ottobre 92 decisi di sposarmi e da tempo avevo messo gli occhi sul
VFR, e dopo poche insistenze con la mia fresca mogliettina (anche lei
aveva una sua moto, una Honda 200 XL, venduta per comprarsi l'abito
bianco) acquistai la moto della mia vita.
Si trattava di un VFR del 90 con 10.000 km, usato ma tenuto bene (come
canta Luca Carboni).
Dopo averla attrezzata di porta-borse (peccato per la linea) e borsa al
serbatoio ho fatto diversi viaggi: Provenza e Costa Azzurra (bellissima
la Corniche de l'Esterel), la Camargue, il Sud-Ovest francese, 2 giri
delle Dolomiti, 2 viaggi in Grecia (meta finale l'isola di Taso, la più
settentrionale dell'Egeo e che consiglio a tutti), Toscana, Isola
d'Elba, Conero. Spesso giro per il Ponente Ligure o per l'OltrePo
Pavese, magari per una allegra smanettata (usando la testa) salendo al
Penice o giù per Bobbio e la Val Trebbia fino al mare, senza contare le
classiche mete da milanese: ai laghi o in Val Tellina e su per lo
Stelvio (anche per il raduno). Per questi viaggi-vacanze di solito
soggiorno in camping ma ultimamente gli anni e l'acqua presa si fanno
sentire . meglio quindi una pensioncina.
Viaggi e girate le faccio spesso solo con mia moglie perché pian piano
gli amici centauri si perdono strada facendo.
Complessivamente il mio VFR è completamente originale e per ora non mi
ha dato rogne particolari (faccio gli scongiuri!), salvo un problema al
regolatore di tensione che ci ha mollato a piedi di notte sulla Genova-
Ventimiglia. E' arrivata a 95.000 km e si difende bene, gli viene fatta
la manutenzione da un amico meccanico. Come pneumatici, mi trovo bene
con i Michel Macadam. Ho una guida abbastanza sportiva, ma non
esasperata . diciamo allegra e vivace.
Spesso penso a sostituire il mio VFR con un VFR 800 ma il mutuo per la
casa e tante altre cose mi frenano . e poì gli sono troppo affezionato,
non resisterei a cederlo.
Spero che la mia presentazione vi sia gradita e che non vi abbia
annoiato, mi sono dilungato ma io sono un chiaccherone e amo parlare di
moto.
Un lampeggio a tutti
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Massimo Cappato
VFR 750 '90 bianco
Bollate (MI)
max.capp@libero.it
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