I consigli della nonna

ovvero

"Del perpetuarsi generazione dopo generazione di una strana tara mentale!"

Come ogni nonna che si rispetti, anche Onorina Mangiafrutta era solita fare le pare ai nipotini per ogni cazzata. Solo che la vecchia in questione era un po’ toccata, come dicevano i figli di lei ai propri, ed il consiglio dei genitori era quello di non seguire i consigli della nonna.
Inutile aggiungere che tanto per complicare un po’ i rapporti intergenerazionali, la nonna aveva detto ai nipoti che i genitori mentivano perche’ in realta’ erano loro quelli un po’ toccati... gli unici sani insomma erano i bimbi, pareva... in realta’, ma questo lo sapete solo voi, cari lettori, i folli erano proprio i nipotini, con la loro visione distorta della realta’...

Ecco gli episodi fin qui pubblicati:
  1. Non toccare quel petardo!
  2. Come due moderne Capitan Uncino...
  3. Quel delizioso colorino che va tanto di moda oggi
  4. Bisturi, dottori, operazioni facili facili
  5. Dialogo tra una nonna ed un nipote all’altezza
  6. Cracatoa
  7. Filo rosso o filo blu???
  8. Onorina ½: vita da fumetto giapponese
  9. Nonna Onorina ne fa anche per i tacchini! (ispirato ad un fatto di cronaca realmente accaduto)
  10. Il ritorno del legume assassino (Fagiolo ritorna per uccidere la nonna)
  11. La Mangiafrutta va in discoteca!
  12. Nonna O. risolve il suo problema di logopedia - ULTIMA PUNTATA!

(faccio notare che la sceneggiatura dei racconti e’ ispirata alla mia nonna e ai mille episodi della mia infanzia che ancora ricordo, e che si possono raccontare! Inoltre alcune cose potrebbero sembrare un po’ surreali a voi adulti, ma nella mente di un bambino possono verificarsi fatti strani che il suddetto non sa distinguere dalla realta’...non so se ci siamo capiti!)



Non toccare quel petardo!

La nonna Onorina si trovava nel suo orticello e raccoglieva i fagioli dall’albero. Con una mano si grattava i folti baffi che le erano cresciuti in anni di lavoro e fatiche, e che le erano valsi il soprannome di "Foca Nina". Con l’altra mano teneva fermo il secchio, e con l’altra staccava i fagioli dal loro picciuolo (un altro suo soprannome era "Dea Kalì")...
La signora fischiettava allegramente la sua canzone preferita ("Around the world" dei Daft Punk) quando senti’ una voce che cosi’ esclamava: "Mamma ti prego, riportami a casa! Ho paura della foca! Faro’ tutto quello che vuoi!", ma ormai era troppo tardi! "Nipotino mio adorato! Aspetta che scendo dall’albero e vengo a SALUTORTI!", urlo’ la vecchia, ma cosi’ facendo cadde dall’albero. Non si fece nulla (al contrario di quell’idiota del suo genero Riccardo, che una volta stava per lasciarci le penne cadendo dall’albero...) ed al piccolo Ginetto tocco’ la sgradevole sensazione dei suoi caldi ed umidi baci, con orrendo sfregamento di peluria sul suo morbido e giovane volto.
Mamma Vanessa se ne ando’ , dopo le raccomandazioni del caso ("Se capita qualcosa a mio figlio, ti denuncio!") , ed il piccolo Ginetto gia’ si preparava ad un pomeriggio nella migliore delle ipotesi noioso, nella peggiore...non ci voleva nemmeno pensare! La nonna disse al nipote: "Io finisco di raccogliere i fagiuoli, tu vai pure in casa a guardare la TV, ma stai attento a NON giocare con quel petardo che ho inavvertitamente lasciato sopra il tavolo...Capito?"
" Certo, nonna!", disse il bimbo.
La nonna non fece in tempo neanche a voltarsi verso l’albero che si udi’ un’esplosione fragorosa. La vecchia si giro’ e vide il tetto volare verso il cielo, il fuoco fuoriuscire da ogni finestra, porta, presa d’aria... come un drago sputafuoco, la casa emetteva fiamme in tutte le direzioni.
Per Ginetto fu la fine... della noia! Infatti il piccolo petardo aveva interagito col gas lasciato aperto probabilmente da ore, dalla sbadata nonna, e l’esplosione era stata meravigliosamente grande... La nonna non fece caso alla cosa ed esclamo’ fra se’ e se’: "Devo raccogliere le zucche, altrimenti stanotte non avro’ luogo in cui dormire!"

La mattina dopo nonna Onorina si risveglio’ nel suo letto, si alzo’, si fece il caffe’ come se nulla fosse accaduto. Infatti non era accaduto nulla!!!



Come due moderne Capitan Uncino...

Nonna Onorina stava limonando con Jacques, un marocchino di passaggio che lei aveva sedotto un pomeriggio, quando lui l’aveva avvicinata per venderle qualcosa, ed invece lei si era presa il suo cuore!
Solo che lei ci teneva alla sua liberta’ e non cercava una storia seria, era in quell’eta’ in cui una donna desidera solo divertirsi, percio’ usava il povero giovanotto per i suoi giochi sessuali, non curandosi dei suoi sentimenti... a volte i vecchi sanno essere crudeli...
Comunque, mentre era nel bel mezzo della sua slinguazzata coll’extracomunitario, bussarono alla porta. Era il figlio di lei, Balduccio, con le due gemelline Rita e Rita Seconda, che si distinguevano tra loro perche’ una aveva una maglietta con il numero uno (e quella era Rita), l’altra col numero 16 (Rita seconda). Le bimbe tremavano di paura al pensiero di stare tutto il giorno con la nonna, che le terrorizzava col suo aspetto e col suo strano comportamento...
La nonna dopo aver sentito le solite raccomandazioni dei figli, si giro’ verso le nipotine e disse loro: "Ora la nonna va di la’ perche’ deve fare una certa cosa, ma voi state qui a GUARDORE la televisione finche’ non torno. E mi raccomando... NON giocate col coccodrillo che tengo in cucina sotto il lavandino! Capito?"
"Cerrrttto, nonnina!" esclamarono le due gemelline, sollevate dal fatto di non dover stare tutto il giorno con la vecchia strega. La nonna non fece in tempo ad arrivare al suo sesto orgasmo, che udi’ un enorme rutto. Temendo che le bimbe avessero mangiato il coccodrillo, scese in cucina e vide che al suo alligatore spuntava una scarpetta dalle fauci.
"Oh, adesso si che ti verra’ un bel mal di stomaco: ed ora come faro’ a finire quella composizione Ikebana con la frutta secca?" Torno’ su e fini’ di scopare coll’amante, dopodiche’ si addormento’ e si risveglio’ il mattino successivo con un gran senso di ansieta’. Nulla comunque che un buon caffe’ non riusci’a dissipare...

Tutto era come il giorno prima, come se nulla fosse accaduto: infatti la donna si ispeziono’ le parti intime, e constato’ che l’imene era ancora li’. La signora Mangiafrutta infatti, nonostante i molti figli, era vergine!





Quel delizioso colorino che va tanto di moda oggi

Nonna Onorina era appena stata dal parrucchiere e si era fatta tingere i capelli di quel colore che pare essere il nuovo trend della moda-terza-eta’: il bianco celestino.
Tutta orgogliosa era passata dalle sue carissime amiche compagne di spettegolate, e se ne era vantata come una bambina di dieci anni si vanta della sua nuova bambola e la fa vedere a tutte le sue amichette. Infatti Nonna Mangiafrutta era molto giovanile, ma veramente molto, tanto che a volte sembrava proprio rimbambita, e si comportava proprio come una bimba di dieci anni! Le sue amiche, come lei sperava, furono subito rose dall’invidia ed andarono il giorno stesso dal parrucchiere per modificare i loro colori attuali: il bianco rosetta, il bianco violetto, il bianco arancettino.
La città’ nemmeno immaginava che il giorno dopo sarebbe stata invasa da vecchiette coi capelli bluette!!!
Comunque dopo il suo giro promozionale la Mangiafrutta torno’ a casa tutta pimpante e si ritrovo’ fra i piedi quella piattola del suo nipotino Charlie. Questo era l’unico nipotino che lei detestava, ed il bimbo invece era l’unico nipotino che non provava puro disgusto per la vecchia... c'est la vie!
Il ragazzino le veniva affidato dalla figlia che saltuariamente andava a farsi le sue spese in santa pace, probabilmente per incontrare un amante, ma questo nessuno lo sapeva con precisione. Charlie era un bimbo particolare: sozzo da far paura, obeso, senza un occhio, fastidioso ed antipatico. La nonna proprio non lo poteva vedere, e la cosa era reciproca al 50%...
Nonna Onorina pero’ aveva un piano per toglierselo dai piedi: lo mise davanti alla televisione e lo lego’ alla poltrona, mentre lei andava a farsi la sua quotidiana immersione senza bombole dentro al serbatoio idrico del paese.
Prima di andarsene gli porse il telecomando e gli disse: "Carissimo nipotino, ti lascio qui da solo per dieci minuti, mi raccomando, stai calmo e non urlare, perche’ le pareti della casa sono PERICOLONTI ed ogni minima vibrazione potrebbe fartele cadere addosso!" . Il bimbo non fece in tempo a urlarle "Fottiti, vecchia troia!", che un boato squarcio’ il silenzio, e qualche tonnellata di macerie lo inghiotti’.
La nonna tornata a casa entro’ nella voragine come se niente fosse ed ando’ a letto sicura che il giorno dopo avrebbe bevuto il suo caffettino ritemprante come se niente fosse accaduto, ed infatti fu proprio cosi’! Appena svegliata ando’ in cucina e si fece la sua classica moka da dodici, che poi si inietto’ endovena! Infatti la nonna aveva avuto problemi di droga in gioventu’, ed ora per abitudine era solita iniettarsi tutto direttamente in vena... contenta lei!




Bisturi, dottori, operazioni facili facili

Nonna Mangiafrutta stava dedicandosi al suo secondo hobby preferito: scaccolarsi con gli stuzzicadenti: un modo come un altro di trasformare un’ occupazione tranquilla e rilassante in un’azione avventurosa al limite del rischio! D’altronde la nostra eroina non era come le altre nonne che guardano quelle orrende trasmissioni televisive mattutine e pomeridiane, e piuttosto di farlo avrebbe preferito costruire un palazzo coi bastoncini del gelato (in realta’ l’aveva fatto...).
Tornando all’argomento hobbies, la vecchia rachitica amava sferruzzare, ma non lo sferruzzare classico di tutte le nonne (altrimenti mica ci avrei costruito sopra una sezione del mio sito! -NDR), bensi’ uno sferruzzare speciale: si deliziava infatti nel suturare a vivo delle ferite che lei stessa causava ai suoi amici, invitandoli con una scusa a casa sua, e poi ferendoli "per caso"...
Quel giorno era toccato alla sua compagna di elementari Enrichetta, sua giovanissima coetanea che amava ancora andare a giovanotti in discoteca ogni fine settimana e che se ne faceva una camionata alla volta... d’altronde con tutta la sua esperienza... ma questa e’ un’altra storia...
La povera Enrichetta stavolta se l’era vista brutta, poiche’ nel punto clou dell’operazione casalinga era arrivato Simeone, nipotino secchione della Mangiafrutta, e per salutare aveva strattonato la manica della maglia nonna, che le aveva tirato il piercing che la vecchia portava all’ombelico (in realta’ ne aveva altri in altre parti del corpo, ma persino io ho un certo pudore a descriverle... -NDR).
Nonna Nina era sobbalzata ed aveva combinato un guaio: la povera Enrichetta grondava di sangue: sembrava un maiale appena macellato... (il bimbo non era per nulla spaventato, abituato com’era a vedere certe trasmissioni piene di violenza e sesso: ormai nulla lo impressionava!)
Nonna Mangiafrutta disse al nipote: " Carissimo Simeone, ora porto la mia amica al pronto soccorso, dove il dottor Ross la curera’ a dovere. Tu stai qui buono buono e non giocare coi miei ferri da calza affilati come rasoi, altimenti potresti tagliarti, mi RACCOMONDO!"
Simeone rispose senza indugio rassicurando la nonna, ma voi lettori gia’ sapete che non ando’ per nulla cosi’: Infatti quando la nonna torno’ a casa trovo’ suo nipote chinato per terra come se stesse cercando qualcosa caduto sotto il tavolo. Guardo’ sotto il tavolo, e li’, proprio li’ a venti centimetri dal corpo del bimbo, c’era la sua giovane testa, con un ghigno malefico ancora stampato sul viso...
Nonna Mangiafrutta ebbe il suo bel daffare a pulire: le macchie di sangue sono cosi’ ostinate...
Ma per ora di cena tutto fu tranquillo e la vecchia si fece la polenta ed ando’ a letto.
La mattina dopo si sveglio’ come se nulla fosse accaduto, ed infatti le cose sembravano essere tornate come il giorno prima: il pavimento era lindo come sempre, e lei si ando’ a fare il bagno nella sua sorgente naturale riscaldata che sprigionava acqua alla temperatura di 84 gradi centigradi. Un’altra giornata l’aspettava, e chissa’ quale nipote sarebbe andato a farle visita oggi...


Dialogo tra una nonna ed un nipote all’altezza

Nonna Onorina quel giorno si alzo’ un po’ cupa. Bevve il suo caffe’ di malumore perche’ un oscuro presagio si era verificato durante la notte. In sogno le era comparsa una fata, od una strega, od una fattucchiera, tutta luccicante, che le aveva cosi’ detto: "Cara Dorothy, sono Glinda, la strega buona del Sud, e ti voglio fare una confidenza: per tornare a casa devi sbattere tre volte i tacchi e ripetere dieci volte questa frase con gli occhi chiusi e i pollici infilati nelle orecchie: "Manitu’, biroccolu’, e la casa non c’e’ piu’!". Onorina, col suo classico piglio, le rispose: "Ma che cazzo dici, cretina! Guarda che hai sbagliato sogno!", ma la fata non se ne ando’...
Nonna Onorina si era svegliata di malumore, ma non riusciva a ricordare perche’. Durante tutta la giornata si concentro’, ma non focalizzo’ bene il sogno: sapeva solo che qualcosa di brutto stava per accaderle.
Infatti nel pome venne a trovarla il suo nipote spreferito, quell’unico nipote che riusciva a tenerle testa, che sembrava leggerle nel pensiero, che pareva anticipare tutte le sue mosse, il nipote Fagiolo.
Fagiolo avra’ avuto si e no 8 anni, e la vecchia non riusciva nemmeno a ricordare di quale dei suoi cretinissimi figli fosse il bambino. Sapeva solo che le stava altamente sul cazzo, non lo poteva proprio reggere. Direi quasi che lo avrebbe voluto volentieri vedere morto!
Fagiolo manco a dirlo tutto questo lo sapeva, ma non sembrava spaventato dai propositi omicidi della nonna. L’incontro si svolse cosi’:
Fagiolo: Ciao nonnina!
Nonna: Buongiorno nipotino! Come stai?
Fagiolo: Meglio di come vorresti che stessi, e tu, topino?
Nonna: Non chiamarmi cosi’, piccolo grumo di polvere! Sto benissimo ed ho intenzione di starlo per ancora molto... anzi, vedi di ANDORE a giocare in mezzo alla strada, va’, che ti diverti...
Fagiolo: OK, nonna! Vado! Mi ACCOMPEGNI?
Nonna: Certo figliolo! Prendi la mia mano!

I due si incamminarono verso la strada. La nonna con malcelata soddisfazione gia’ si pregustava la scena: il piccolo mostriciattolo tutto sfracellato avrebbe reso la linea spartitraffico rosa per mesi...
Il piccolo ma scaltro Fagiolo aveva capito quale fosse il piano della nonna, ed aveva gia’ in mente un contropiano: far finta di scivolare e buttare la vecchia in mezzo alla strada, ma qualcosa di sinistro accadde: dalla corsia di destra arrivo’ una signora in bicicletta, tutta vestita di rosa, che esclamo’: "Quello che volete fare e’ un crimine: due grandi menti come voi dovrebbero collaborare, non combattersi a vicenda!" .
Nonna e nipote si guardarono fissi e si sciolsero in un caldo abbraccio, e capirono di essere dalla stessa parte del ponte. Che cosa poteva accadere ora? Potevano combattere il crimine come due nuovi supereroi? Potevano conquistare il mondo? Nulla di tutto cio’, perche’ nonna Onorina ebbe come un’intuizione: "Questo qui e’ troppo furbo, appena potra’ mi fara’ fuori, devo farlo prima io!"
Presa da una forza sovrannaturale, disse le seguenti parole, iniziando a battere i tacchi delle sue pantofole: "Manitu’, biroccolu’, e il nipote non c’e’ piu’!"
Il bimbo stava per recitare la controformula, ma svani’ prima di poterlo fare!
La nonna osservo’ la sua faccia sgomenta e sorpresa, e sicura che il bimbo non le avrebbe piu’ rotto le ovaie (versione femminile di "rompere i coglioni"), torno’ a casa esclamando: "I pigmenti di questa foglia mi fanno sovvenire che devo costruire una statua di ghiaccio a forma di Torre Eiffel". Cosi’ dicendo torno’ a casa, e si accorse di essere scalza!
La mattina dopo si alzo’ dopo un sonno tranquillo e si fece la sua tanica di caffe’, dopodiche’ si reco’ tranquilla al Passo della Morte, una collinetta di fianco casa sua, e fece delle cose inenarrabili!

Quello che lei non sapeva era che Fagiolo in realta’ (e quelli di voi che hanno letto Il Mago di OZ lo sanno gia’) non era sparito, ma tecnicamente era solo stato spostato un po’ piu’ in la’, esattamente in Cina, ma stava gia’ pensando al modo di tornare e vendicarsi!


Cracatoa

Nonna Onorina quel giorno era tutta bagnata! Stava guardando uno di quei giornaletti erotici che tanto la divertono e che comprava solo per vedere le figure, dato che era analfabeta... Era eccitata come una mangusta, e se avesse un uomo per le mani, o anche un animale, o anche un oggetto qualsiasi, lo avrebbe consumato... (eh, si, cari lettori, la nonna e' un po' porca, ma mica sono le avventure di Nonna Papera queste, eh...!)
Beh, proprio sul piu' bello squillo' il telefono: Dolores dei Cranberries voleva ingaggiarla per un suo concerto, ma la Mangiafrutta era vecchia e stanca, e stavolta rifiuto', tanto piu' che aveva ancora un paio di date con i Chemical Brothers da fare, e poi pensava solo a riposarsi... Arrivo' sua nipote Darla, altrimenti detta Regina di cuori, Asso di picche, La Luna nera, a causa del fatto che si dicesse portasse un po' sfiga, ma la nostra amorosa nonna non credeva in certe cose...
Entrato in casa il frugoletto, un mostriciattolo di suppergiu' sette anni, con la faccia come Calimero (guscio d'uovo compreso), le mura tremarono. Nonna Onorina penso' alla fuga, ma la cosa si fermo' subito. Escalmo': "Cara nipotina, la tua fama di MENAGROMA e' ancora alle stelle, o sta leggermente scemando?". Poi le venne in mente che la sua casa sorgeva proprio sulla pendice del vulcano (estinto) Jovanotto e la vecchia inizio' a preoccuparsi: "Vuoi vedere che il piccolo gatto nero qui mi fara' inghiottire dalla lava?".
Come per magia, proprio come se Calippa, la dea bendata della sfiga, avesse accolto la sua preoccupazione, tutto inizio' a tremare, la casa fu inghiottita in un enorme crepaccio sulfureo creatosi in pochi secondi e dei due parenti non rimase nulla...
Nonna Onorina esclamo': "Ma dove sono finita, all'inferno?", e dopo aver allegramente conversato col diavolo (che la ringrazio' per tutte le animelle dei suoi poveri nipotini che lei regolarmente gli faceva pervenire...), si ando' a coricare nel girone dei dormiglioni, e quando si risveglio' il mattino dopo, a casa sua, era come se non fosse mai accaduto nulla.
Si bevve il suo bidone di caffe' ed ando' a fare la spesa: era periodo di saldi, ed aveva proprio voglia di cambiare guardaroba: aveva appena visto un delizioso tailleur rosa shocking (che non lasciava nulla all'immaginazione) e voleva proprio averlo a tutti i costi... infatti lo rubo'... sapete, la cleptomania e' molto piu' diffusa tra i vecchietti di quanto si pensi...


Filo rosso o filo blu???

Nonna Katina stava completando il suo lavoro a maglia, ma si era accorta che il ferro da calza che stava usando era spuntato. Cosi' prese un coltello affilatissimo e fece la punta da sola. Pero' senza accorgersene... ma... un momento... forse sto sbagliando rubrica... questa e' Nonna Onorina, scusate. Ricomincio.

Era successo di nuovo! Nonna Mangiafrutta anche questo mese era stata derubata della sua pensione all'uscita dalla posta. Ormai erano anni che non riusciva a spendere i suoi sudati soldi, ma per fortuna il fatto che avesse milioni di miliardi depositati in banca le consentiva di rinunciare a quelle poche migliaia di lire mensili che lo stato le passava (per l'esattezza, dato che la vecchia non aveva mai fatto un cazzo nella sua vita, percepiva 350 lire al mese)...
Inoltre la sua collezione di organi umani asportabili non le pesava piu' economicamente tanto da quando era diventata l'amichetta di un compiacente infermiere dell'ospedale del suo paese, il quale le passava tutti gli scarti provenienti dalle operazioni chirurgiche. Anzi, ora di organi ne aveva fin troppi e dato che non conosceva nessuno con cui fare scambi di doppioni e nessuno che sapesse suonarli, era costretta ad organizzare un gran barbecue una volta al mese, a cui erano invitate tutte le sue amiche: le Spais gherls, le Oll Seinz, Madonna (che piangeva sempre sangue alla fine della festa!), Dio, gli apostoli! (questi in realta' era costretta ad invitarli, nonostante fossero dei gran cazzoni insulsi, ma Cristo, che nemmeno si degnava di presentarsi alle sue feste, glieli aveva imposti...) Che gran feste, la Onorina!
Quel giorno aveva l'occhio che danzava al ritmo di "Stay" dei Sash!: continuava a chiudersi ed aprirsi involontariamente: segno inequivocabile che il tempo stava cambiando da tropicale a polare (a casa sua c'era grande escursione termica: da +40 a -60 in poche ore!), e segno inequivocabile che il suo occhio di vetro era difettoso e necessitava di una batteria nuova.
Ando' dalla sua amica Sporty Spice che le presto' il suo caricabatterie per occhi di vetro e le fece dare una spulciata alla nuova enciclopedia universale della guida per tende, libro assai di moda tra le sue vetuste amiche. Le due vecchiette si lasciarono andare ai ricordi ed ai pettegolezzi. Nonna Onorina racconto' a Sporty della sua avventura con Tyrone Power nei favolosi '50, e della sua avventura con Brad Pitt negli un po' meno favolosi '90, mentre Sporty Spice le parlo' del suo ultimo rapporto sessuale con Mike Bongiorno nei mediocri '60 (alegriaaaa!).
Ma ecco il cercapersone della Onorina suonare, ed un messaggio comparire sul display: ancora quella rompi della Dolores dei Cranberries: che cazzo voleva stavolta?
(in verita' sapeva benissimo che cosa voleva la Dolores: voleva che cantasse con lei! Nonna Onorina infatti era un usignolo e molti l'avevano soprannominata Houston per la sua somiglianza anche fisica con Whitney Houston...)
Decise di ignorarla, e non rispose. Dopo un po' suono' di nuovo, ma stavolta era il nipotino Somatostatino, un piccolo genietto della biologia che passava il suo tempo sezionando peluches con seghe elettriche...
Somatostatino fu richiamato immediatamente ed il dialogo fu questo:

S- Nonna, nonna: corri subito a casa: c'e' un problema.
Nonna- Come dici, caro?
S- Houston, c'e' un problema!
Nonna- dimmi, bello...
S- Ero sotto casa tua e si sentiva come un ticchettio provenire da dentro il muro, cosi' ho iniziato a scavare ed ho praticato un grosso foro nella parete. Ho portato alla luce una valigetta misteriosa, e l'ho aperta: dentro c'e' una bomba ad orologeria che esplodera' tra trenta secondi: cosa posso fare?
Nonna- Ah, ma non e' nulla di GROVE, ragazzino, basta tagliare il filo blu e giallo e tutto si sistemera'... si trova sotto la levetta verde e nera accanto al pulsante rosso e rosa. Anzi, ora che ci penso il filo da tagliare e' quello ...
Ma era troppo tardi: un boato aveva gia' squarciato il cielo e fatto giravoltolare un aereo di passaggio. Dalla finestra dell'amica Sporty entro' una scarpa fumante di Somatostatino.
Le due amiche passarono il resto del pomeriggio a ridere come matte della loro arteriosclerosi che procurava tutti questi piccoli problemucci come sbadataggine, dimenticanze, scarsa concentrazione, ragadi, polipi anali, condilomi, verruche, ma nulla che non si possa risolvere con la crioterapia del dottor Polipetti !
Tornata a casa non trovo' che un grosso cratere. Da sotto le macerie un braccino si muoveva ancora. Nonna Onorina lo scambio' per un serpente e lo schiaccio' con un bastone!
Ando' a letto borbottando qualcosa riguardante le fibre di amianto e quando si sveglio' il mattino successivo fu come se non fosse accaduto nulla: si reco' di buon ora dal suo amico Filoncino, un panettiere mafioso che le passava dei panetti di denaro sporco da riciclare. Lei li metteva dentro ai bidoni per la raccolta della carta, e la sua coscienza non venne mai a saperne nulla!!!
Che matta questa nonna Onorina: tutti vorrebbero averne una cosi'!!!


Onorina ½: vita da fumetto giapponese

Quella mattina nonna Mangiafrutta si alzo', tanto per cambiare, di malumore.
L'alito odorava di morte, ma era normale! La sua pettinatura era tutta rovinata ed il cuscino aveva preso un colorito celestino a causa della sua tinta da quattro soldi. Dopo i suoi esercizi di free-climbing con la corda (di violino) attaccata al piercing che porta sul sopracciglio, la nonna ando' al bar da Mimmo 'o Scopatore (lei sapeva benissimo da cosa avesse origine il suo nome... era stata lei ad affibbiarglielo!) e si fece fare il suo solito centrifugato di sedano, carote, porro e amarena, con un ciuffetto di panna sopra, i canditi, il biscottino ed una spruzzatina di cioccolato fuso... Mentre degustava la sua delizia, senti' il dialogo tra due bambini seduti li' accanto.

Primo bambino: ma hai visto quanto e' brutta quella li'?
Secondo bambino: Madonna! Ma guardala! E' spaventosa!
Primo bambino: Non ho parole, veramente! E' inguardabile!
Secondo bambino: Perche' stiamo urlando? Non ci sentira'?

Ma era troppo tardi. Nonna Onorina, profondamente offesa, li guardo' e li inceneri' con lo sguardo!
Di loro due mocciosi rimase solo un mucchietto di cenere, che prontamente Nonna Onorina disperse colla ciabatta rosa a forma di coniglietto che portava...
La giornata iniziava bene! C'era un sole meraviglioso, una brezza estiva (nonostante fosse dicembre) e tutti giravano con cappotti, giacche a vento e pellicce sintetiche (quello era un paese civile, nonostante la vecchia assassina!) Ma... un attimo... qualcosa non quadra!
[Il lettore forse non sa che nonna Onorina soffre di una strana sindrome, per cui ha sempre caldo, e gira in topless anche a capodanno!!!- NdA]

La nonna non poteva sapere che per sbaglio Mimmo il barista anziche' della normale cipolla, nel centrifugato le aveva messo della cipolla rossa di Tropea, e questo causava alla nonna uno strano effetto collaterale: nel giro di qualche minuto diventava un uomo!!!
Le era gia' venuto un abbassamento di voce tremendo , tanto che pareva un trans, e la sua statura stava aumentando. Era dimagrita e persino ringiovanita. In pochi minuti senza accorgersene era diventata un bel ragazzo di circa trent'anni con la classica faccia da bancario...
L'unica cosa che stonava col suo aspetto era il suo vestito. Certo, le ciabatte rosa erano un po' femminili per un uomo, ma la cosa che piu' risaltava era il reggiseno, con tutti quei pelazzi che gli spuntavano da sotto!!!
Ed il bello e' che la nonna non si accorse di nulla! Come se niente fosse torno' a casa e chi trovo' davanti alla porta ad aspettarla, pardon... aspettarlo?
Sua nipote Mildred, una giovane ragazzina di 16 anni, molto sviluppata per la sua eta'. La ragazza rimase sorpresa: chi era quel bel giovanotto che si ritrovava di fronte a casa di sua nonna, tutto vestito che pareva un travestito?
Era tutta bagnata! Avrebbe voluto saltargli addosso... L'uomo la saluto', e lei si chiese "vuoi vedere che anche i travestiti guardano i miei film porno? Speriamo che non lo dica a mia nonna..."
Tra i due nacque subito una forte simpatia. Nonna Onorina naturalmente neanche si ricordava che la ragazza fosse sua nipote, e l'attrazione che provava per la giovane non la insospettiva per nulla (aveva avuto tante di quelle storie che ormai tutto le andava bene: uomini, donne, animali, oggetti inanimati...). Fu colpo di fulmine: in breve i due finirono a letto e scoparono come dei ricci per dieci, venti, cento volte!.
Dopo otto minuti (era stato un piacere intenso ma breve!) si alzarono e fecero uno spuntino. Nel frigo della nonna Mildred trovo' solo verdura cotta (coste, catalogne, bietole, spinaci...), ma con la sua abilita' culinaria cucino' un piattino delizioso: frittata di portagioie con salsa di vetro smerigliato e schegge di mogano marinate. MMMH... c'era da avere l'acquolina in bocca, e i due amanti infatti ce l'avevano, anche se non era proprio acquolina...
Quando l'uomo mangio' la portata che la ragazza gli aveva portato, senti' una strana sensazione, come di assorbimento...
Disse alla ragazza: "Per favore, mi porti un amaro digestivo? Ma stai attenta a non aprire la bottiglia rossa che dentro c'e' uno spirito maligno assetato di SONGUE!"
Mildred a sentire quella parola si spavento': parlava come la nonna, e a guardarlo bene ora quasi ci assomigliava...
Non ci fece caso: l'amore e' cieco! Ando' a prendere l'amaro, ma appena stappato dalla bottiglia usci' un gas verde che in pochi secondi la soffoco', lasciandole sul volto un colorito bluette come i capelli della nonna, ed un'espressione di terrore cieco: la bocca era spalancata, cosi' come gli occhi, le mani erano aggrappate al proprio collo come per cercare di abbreviare l'agonia cercando di autostrangolarsi... In quel momento usci' dalla stanza la nonna ed esclamo': Ma cos'e' 'sta roba? Chi e' 'sta ragazza seminuda? Perche' ho cosi' mal di testa? Chi mi ha strappato il reggiseno? Vabbe', sono problemi secondari!
Premette un pulsante arancione sul muro e si apri' una botola sotto il cadavere della ragazza, che svani' in un secondo...
Nonna Onorina si rivesti', ando' in soffitta e segno' una tacca su un lungo cappello a cilindro. Era la quarta tacca!
Poi ridiscese usando la pertica come i pompieri, ed ando' nell'orto a seminare la verdura per l'anno successivo: pianto' carote, zucchini e cetrioli (che solitamente usava per le sue pratiche sessuali!) e poi, per le vitamine, coste, catalogne, bietole e spinaci... senza accorgersene pero' semino' anche delle cipolle di Tropea anziche' normali cipolle bianche...
Finita la semina, bofonchio' qualcosa riguardo le olimpiadi invernali, dopodiche' pronuncio' una frase strana e svani' nel nulla!!! PUFF! La mattina dopo si risveglio' come se nulla fosse accaduto, ed infatti cosi' era. Unico elemento equivoco: aveva dormito male perche' nel letto era pieni di peli pubici! E non erano suoi!
Che vita questa nonna...

Nonna Onorina ne fa anche per i tacchini!

Come al solito il suo sonno era stato tormentato da incubi dei piu' truculenti, come quello in cui le si spezzava un'unghia mentre sbucciava la zucca, oppure quello in cui un mostro pieno di strass verdi la inseguiva senza sosta brandendo uno stuzzicadenti sporco di marmellata di zucca .
Verso le dieci arrivo' Meduso, il postino, che le diede una vecchia lettera tutta ingiallita. La nonna la apri' con sospetto, dato che il timbro era del '35!!!
Con grande sorpresa, la lettera riguardava Zuavo, il suo meccanico di fiducia da cui si era recata nel '35 per aggiustare la sua fiammante Fiat maggiolino prova demo versione 1.1 shareware color fuchsia metallizzato a tre ruote decappottabile per un solo passeggero. Una macchina originale, non c'e' che dire, ma quei tempi la Onorina era molto sbarazzina ed anticonformista…
Nella lettera era scritto che la sua auto era pronta da ritirare riparata e pulita. La nonna aspettava quella lettera da decenni, e finalmente poteva salire sulla sua Elisabetta (cosi' aveva chiamato la macchina) dopo tanti anni e pavoneggiarsi davanti a tutto il paese! Al diavolo i fastidiosi nipoti, al diavolo le variopinte amiche, ora doveva salire sul suo bolide!
Ando' subito dal meccanico, ormai 123enne, e chiese di riavere la sua auto. Gianno, ormai paralitico, sordo, gobbo, monco, zoppo, cieco e soprattutto rincoglionito, le disse (non si sa come, dato che era anche muto!) che la lettera l'aveva spedita nel '35 per cui dopo 60 e piu' anni non poteva pretendere di trovare ancora li' la sua auto!
Pero' gli venne in mente dove poteva essere: era stata trasformata in un tavolino da caffe', ma la nonna tolse il vetro e vi sali'. Nel serbatoio la nafta riprese vita ed in un gran rombare nonna Onorina sfreccio' via senza neanche ringraziare!
Per la verita' "sfreccio' via" e' un po' troppo esagerato, dato che la vettura, considerata un bolide nel '35, ora era quasi piu' lenta di una bicicletta! Faceva i 20 chilometri all'ora, e la nonna si sciolse i capelli per poterli vedere ondeggiare al vento, ma dovette farli ondeggiare con le proprie mani. Girava per il paese urlando: "PISTOOOO!!!" e tenendo una mano sul volante ed una fra i capelli . La gente la vedeva sfrecciare e pensava fra se' e se' "deve esserci qualche disfunzione spazio-temporale perche' la vedo andare lentissima ma come se andasse velocissima!"
Nonna Onorina taglio' la strada ad un autobus della scuola elementare facendolo sbandare e finire sul ciglio della strada in fiamme. Non senti' nemmeno l'esplosione e non seppe mai che nel rogo le morirono tre nipoti: Qui, Quo e Nomedelcazzo!
Poi una bicicletta la sorpasso' e lei volle suonarle il clacson, ma sbaglio' pulsante e premette quello del mitragliatore (nel '35 stavano sperimentando le prime automobili da guerra!). Il bambino, che era suo nipote Giangiacomolucamatteosimoneetuttiinomideisantidelcalendariocheorapropriononricordo, mori' sul colpo in un bagno di sangue! Sfreccio' dritta ad un semaforo rosso e non vide un camion di zucche dolci alla sua destra che sbando' facendo cadere il suo delizioso carico su un giardino in cui viveva una signora che si tenne tutta la frutta e ne fece quintali e quintali di marmellata, facendo venire il diabete al figlio, che mori' a 60 anni a causa di un'overdose glicemica.
Alla fine ando' a sbattere contro un semaforo (verde, ed era il primo!) ed ammacco' la portiera. Cosi' scese infuriata e torno' a casa a piedi, lasciando l'auto dov'era. Ora che ci pensava era proprio per quel motivo che la abbandono' dal meccanico, perche' era ammaccata e si vergognava ad andarci in giro.
A casa si chiese come mai quel giorno stranamente nessun nipotino ando' a trovarla, non spendo di averne stecchiti quattro! Mise una bomba al plastico fra due fette di pane e si mangio' il suo paninetto pomeridiano, dopodiche' accese la radio e si addormento'. Nel sogno che fece , una mandria di zucche con le zampe la seguiva minacciosamente per linciarla, ma lei se ne fregava anche nel sogno e cosi' arrivo' l'ora di cena. Si fece un bel risotto alla zucca e ando' a dormire.
Nel sogno nutturno sogno' dei legumi, e la cosa li' per li' non le fece ne' caldo ne' freddo. Non sapeva che quello era un assai triste presagio: il suo odiato nipotino Fagiolo stava per tornare con propositi a dir poco minacciosi!

Il ritorno del legume assassino

Era un mattino buio e tempestoso. Beh, per la verita' non era molto buio, anzi, c'era gia' un sole che spaccava i sassi, e nemmeno tempestoso: neanche una nuvoletta all'orizzonte. La nonna aveva avuto degli incubi inspiegabili: prima un enorme baccello la prendeva a picozzate in testa, poi una pentola di chili le versava il suo leguminoso contenuto in testa, poi ancora un enorme fagiolone le si fiondava in testa, ed alla fine suo nipote Fagiolo arrivava e le piantava un chiodo in testa usando una mazza da baseball. La nonna nonostante tutto questo, non aveva capito nulla! Solo allora ricomparve Glinda la strega buona del sud che le disse: "Cretina! Sta tornando tuo nipote Fagiolo, stai attenta: stavolta non te la fara' passare liscia!"
La nonna si sveglio' e cerco' di ricordare i suoi sogni, inutilmente. Si fece un caffe' ma mise dei fagioli al posto dello zucchero, poi le sue brioches erano piene di fagioli anziche' marmellata di zucca, nel suo orto le piante di fagioli componevano la scritta "Tuo nipote sta tornando", ma lei proprio non capiva!
In TV parlavano di fagioli, alla radio c'era un talk show sui fagioli come dessert, dal fruttivendolo i fagioli erano in offerta, ma lei ancora non capiva!
Ricevette persino una telefonata che diceva cosi': "Sono tuo nipote Fagiolo, e sto tornando per ucciderti!", ma la nonna ancora non capi'. E vabbe', la Tv, la radio, il suo inconscio, il fruttivendolo, la natura sottoforma di piante di fagiolo, suo nipote stesso, avevano cercato di avvertirla inutilmente: ora erano cazzi suoi!
Infatti nel pomeriggio, mentre faceva l'amore col suo vicino di casa Adelpio, qualcuno suono' alla porta. Driiin, driiin! Non era il suo! Il suo faceva sempre dling dlong!
Continuo' a cavalcare l'Adelpio trottando come Aceto il fantino, solo che lei era molto piu' acida!
Dopo qualche secondo di nuovo il campanello: Bzzzz! Bzzzzz!
Neanche quello poteva essere il suo. Pero' che strano, tutti questi rumori di campanelli quando la casa piu' vicina, quella dell'Adelpio appunto, distava 3 chilometri! Riprese la sua divertente attivita' , quando un altro suono la disturbo': Din don! Din don!
Stavolta il suono si avvicinava a quello che si sarebbe aspettata se qualcuno avesse suonato alla sua casa, ma non vedeva perche' dovesse aprire quando al momento si divertiva tanto...
Ancora il campanello: Dling dlong!
Stavolta era quello giusto, stavano suonando alla SUA porta. Ora avrebbe dovuto andare a rispondere ed aprire, ma che palle! Si alzo' ed inizio' a scendere le scale.
Nel frattempo il demonio fatto bambino, battezzato Fagiolo, cresciuto odiando tutti, specialmente la nonna Onorina, sviluppando un genio malvagio che solo la vecchia sapeva eguagliare ed involontariamente annullare, stava aspettando l'arrivo della Nina.
Aveva per lei in mente dei piani genialmente crudeli di vendetta! L'aveva fatto svanire e ritrovare in un lontano deserto asiatico, e per questo l'avrebbe pagata salatissima!
Era li' tutto sogghignante che gia' si pregustava la vittoria schiacciante sulla vecchiaccia, quando un fatto strano e malaugurante si verifico' nuovamente, proprio come la volta precedente, quando stava per gettare la nonna sotto un tir.
Una signora vestita di rosa in bicicletta (ma che cazzo ci faceva li' in mezzo ai monti?) passo' di li' e gli disse: "Fagiolo, non farlo, anche stavolta dovresti collaborare con la nonna, mica stecchirla! Ricorda l'orso..."
Il fetido bimbo (era arrivato direttamente dall'Asia a piedi e senza mai lavarsi) la mando' beatamente a cagare e torno' con l'attenzione alla porta, che si sarebbe dovuta aprire di li' a qualche secondo.
"Chi e'?" disse una vocina di anziana flebile ed innocente.
"Sono tuo nipote, nonnina!" rispose Fagiolo pensando a quanti poveri cuginetti la vecchia aveva gia' ucciso prima di lui, e che forse sarebbe toccata anche a lui.
"Quale dei tanti?"
"Quello piu' simpatico!"
"Allora sei Helmut! Che bello, adesso ti apro!"
"Dai nonna che non vedo l'ora di baciarti, cara nonnina adorata!"
"Un attimo: Helmut e' un orso e non mi dice mai una parolina dolce, tu non sei Helmut!"
Fagiolo si sentiva gia' fregato, ma ebbe un'altra idea. Disse: "E va bene nonna, sono il tuo nipotino giocherellone preferito che ti fa sempre gli scherzi!"
"Allora sei Marietto: ma non sei troppo vecchio per queste cose? ORMOI hai 24 anni!"
"eh, si, lo so, ma non resisto quando si TRETTA di fare uno scherzo!", disse Fagiolo pensanso a quanto gli stesse sul cazzo il cugino Marietto, sempre li' a parlare di musica e di internet, e poi 'sta storia del servizio civile, e la foto con Elisa la cantante... a pensarci bene forse avrebbe dovuto uccidere lui anziche' la nonna.... ma cosa stava pensando: doveva uccidere la vecchia!
La nonna stava gia' aprendo le duemila serrature anti-ladro quando disse ancora un ultima cosa: "Marietto, stai attento quando apro, che sono un po' svestita... sai, stavo facendo delle cose..."
Fagiolo disse che andava bene lo stesso... poi avvenne l'imprevedibile.
La porta si apri' e lui si trovo' davanti una cosa raccapricciante ancora piu' di sua nonna vestita: sua nonna nuda! Era una cosa obbrobriosa, indescrivibile, spaventosa. A causa della stanchezza accumulata per il viaggio, del sole cocente, del suo stesso odore, Fagiolo ebbe un malore, indietreggio', perse i sensi e cadde nel fiume Agor che scorreva li' vicino e che si infossava sotto le rocce svanendo nel nulla.
La nonna , accecata dal sole, non vide nulla, e quando riapri' gli occhi esclamo': "Quel cretino di Marietto: sempre a fare i soliti scherzi!". Torno' in camera ed ando' a dormire, dopo aver cacciato via Adelpio, che era appiccicosissimo e non se ne sarebbe piu' andato. Ormai a lei era passato l'ardore e per i prossimi due mesi non avrebbe piu' usato il vicino per soddisfare i suoi istinti sessuali!
Il mattino dopo si risveglio' dopo un sonno relativamente tranquillo in cui Fagiolo le diceva di essere morto e trovarsi dentro una TV in bianco e nero.
Si fece un caffè shakerato, un ghiacciolo al caffè, una mezza tortina al caffè, uno yogurt al caffè e per finire l'ammazzacaffè: un caffè! Nonna Onorina era sponsorizzata dalla Lavazza!
Borbottando strane cose inizio' la sua giornata tranquillamente non pensando a quello che pochi metri sotto di lei stava accadendo: il terribile malintenzionato nipotino Fagiolo nuotava inutilmente contro la corrente del fiume sotterraneo come un salmone impazzito cerca di risalire una cascata enorme non sapendo che c'e' un ascensore a portata di mano... Al piccolo demonietto scivolo' la mano e perse la presa. In un urlo che poco aveva di umano, svani' nel buio, forse per sempre, ma io non ci giurerei! E se lo dico io che sono l'autore...
Diremo, tanto per creare un po' di suspence, che il piccolo si trovava ora in compagnia di un vecchio amico... e che presto la nonna li avrebbe ritrovati...


La Mangiafrutta va in discoteca

Life… misterious life…
Certe volte nonna Onorina si sentiva come tutto un ritmo dentro, e non capiva da dove giungesse… forse ce l'aveva nel sangue, come mille altre sostanze assunte in gioventù e mai licenziate…
Beh, stava di fatto che per quella giornata avrebbe dato un calcio in quel posto a tutti i comuni lavoretti domestici, tipo portare il coccodrillo a fare i bisognini in chiesa, tappezzare il portalampade coi rimasugli della pedicure, sacrificare un papagallino al dio del gelato Frigerio e fare una scalata in canoa risalendo il ripidissimo torrente Secchiello alla ricerca della fonte dell'eterna giovinezza, che pareva si trovasse lì nei paraggi…
Dicevamo, la Mangiafrutta decise di tralasciare tutte queste cose ed andare in discoteca!
Era domenica, faceva tanto caldo, quindi prese il bazooka ad acqua e si diresse legera leggera sulla sua mongolfiera verso la discoteca "Gattapelosa over your head, Cimice in your heart", la disco più di tendenza del paese vicino, Nastruzzo.
Così agghindata, coi suoi capelli violetti (era il colore del momento) ed il suo vestito giallo, stava divinamente, e dimostrava almeno cinquant'anni meno della sua vera età, cioè dimostrava almeno metà dell'età che avrebbe avuto tra sette anni, meno un quinto della metà della settima parte di quello che le restava da vivere, sempre che non riuscisse a trovare quella dannata fonte della giovinezza!!!
Entrata in disco con la riduzione terza età (o era quella per bambini? Non ci capisco niente neanch'io!) la Mangiafrutta si fiondò immediatamente in cima al più grande cubo, ed iniziò a spogliarsi. Mano a mano che procedeva i suoi tatuaggi (un unicorno, un mouse, l'astio) venivano alla luce, ed i suoi piercing sfavillavano di luce fluorescente...
Muscolo, un cubista che aveva visto di tutto nella vita, rimase come immobile per un attimo, dopodiché perse i sensi e cadde sulla folla, ammazzando Scalina, nipote discotecara della Onorina.
Il resto della gente fu preso dal panico. Chi si arampicava sui muri, chi si aggrappava al fumo artificiale, chi cercava di risalire le luci al laser, chi implodeva in se stesso non lasciando traccia di sé… Nonna Onorina rimase sola a ballare per ore ed ore, senza musica.
Quando tornò a casa si accorse di aver dimenticato di indossare la parrucca, la dentiera, le varie protesi che portava, e di essere struccata! "Che disastro! Chissà che AVRONNO pensato di me", disse tra sé e sé ignorando che non aveva lasciato dietro di sé alcun testimone. "Aspetta che vado a dar da mangiare alle mie prugne carnivore"
Quella sera saltò la cena dalla vergogna e dormì profondamente. Il mattino dopo il suo letto era coperto di petrolio. Aveva fatto un altro sogno erotico!


Nonna Onorina risolve il suo problema di logopedia - ULTIMA PUNTATA!!!


Quella notte Nonna Onorina aveva avuto un incubo più brutto del solito e si era svegliata urlando: "Occidenti! Qui per poco non ci loscio le penne!!!"
Era gronda di sudore, tremava, piangeva… doveva andare dal suo logopedista di fiducia!
In giardino c'era un'enorme chiazza blu sopra i suoi pomodori: aveva piovuto e la tinta dei piccioni (anche i suoi piccioni erano sempre alla moda) aveva ceduto. Un brivido le percorse la schiena, una specie di premonizione: per fortuna ora ci avrebbe pensato il dottore!
Il dottor "Mistobosco" era in realtà uno psichiatra, ma da qualche tempo Nonna Onorina andava da lui credendolo un semplice logopedista. Il problema della nonna (e non era certo l'unico) era quello strano difetto di pronuncia che consisteva nel pronunciare la "o" al posto della "a" in alcune parole (in media una per episodio!)…
Lei non se ne rendeva nemmeno conto, fino al momento di coricarsi, quando le parole dette durante la giornata le scorrevano davanti agli occhi come su uno schermo di computer, solo che il suo computer mentale era un macintosh e lei sapeva usare solo il Uindos 95, perciò non si addormentava mai soddisfatta, ma solo dopo ore di pensieri inutili, e dopo aver formattato il proprio cervello!
Mistobosco aveva capito subito che nodo gordiano risaliva ad un trauma giovanile, ma non era mai riuscito a farselo raccontare. Oggi ci sarebbe riuscito, grazie all'ipnosi regressiva©! La Mangiafrutta, dopo il consueto rapporto sessuale col suo medico, si sdraiò sul lettino ed iniziò a rilassarsi. Ermete (il dottore) le parlava dolcemente e riuscì a farla precipitare in uno stato ipnotico. Ora poteva fare di lei quello che voleva: "fantostico!", avrebbe detto la vecchia! "Mitico!", disse lui!
La seduta iniziò. "Allora, cara Onorina, parlami della tua giovinezza, se mai ne hai avuta una". La nonna batté un martello sul tavolo, esclamò "Silenzio in aula" e prese la parola:

"Sono nata molti anni fa in un certo paese, da una mamma che non sto qui a descrivere e da un padre misterioso che neanch'io conosco. La mia infanzia è stata felice, anche se avevo pochi amici a causa dei miei giochi pericolosi: sgambetto, tressette col morto, nascondino col morto, calcio col morto, crema il cadavere, cadavere alla crema, salto della corda infuocata, lancio dei coltelli e bungee-jumping senza elastico. Il mio solo OMICO (sopravvissuto) era Fagiolo, il mio orsetto ADDOMESTICOTO. Dopo la scuola feci un corso di taglio e cucito, un corso di lingua, un corso di ristorazione, un corso di meccanica, un corso di computer (i nostri computers erano molto diversi da ora: andavano a legna, e al posto del chip della memoria avevano dei foglietti in cui tu dovevi scrivere le cose da ricordare!) e un corso di corsa, ma poi sposai un riccone e mi dedicai ai miei hobbies estremi!
Ebbi tantissimi figli e nipoti, ma non ho un buon rapporto con loro… specialmente quel Fagiolo che per due volte ha cercato di uccidermi… lui sa tutto… ha visto… basta! Non voglio più porlore!"

Ermete non era soddisfatto, ma la sua mente indagatrice gli aveva suggerito dove stava il segreto dei suoi problemi: l'orsetto!
"Onorina, parlami dell'orsetto!"

"Oh, Fagiolo era un orsetto buonissimo, un frugoletto. Assieme facevamo sempre i giochi "sbrana la cuginetta", "azzanna la zia", "mangia la nonnetta". Ci divertivamo un casino, lui consumava pochissimo e teneva lontani i parenti indesiderati! Unico difetto, il suo carattere: era un po' orso! Poi… sigh… lo persi!"

Nonna Onorina si mise a piangere. "Perfetto!" si disse il dottor Mistobosco, "E' il momento giusto!". "…e del piccolo Fagiolo che mi dici?"

"Fagiolo è cattivo, molto cattivo… dovevamo chiamarlo "Verza", o "Carruba", o "Caco non maturo", ma mi rendo conto che sarebbe stato ancora peggio con un nome così! Lui ha visto tutto, lui ha cercato… sua madre… oh… Susanna! Oh, Susanna!"

La nonna iniziò a dimenarsi come la notte precedente, a sudare, a dire cose senza senso… poi uno scatto ed aprì gli occhi!
"Ora ricordo! Povero piccolo… e quella strega, come si chiamava, Glinda! La troverò e la sistemerò io…"

Nonna Onorina ora ricordava tutto del suo trauma, ed andò così a narrarlo al suo logopedista, come se lo narrasse in terza persona, come se stesse vedendo un film, o stesse scrivendo di se stessa a qualcun altro:

"Quella notte Nonna Onorina aveva dormito un sonno tranquillissimo. Tutto andava benissimo in famiglia, la sera prima aveva visto quel delizioso film "Il mago di Oz", ed era contenta ed ottimista, se non fosse che il suo più caro amico stava male...
Suo marito Paullio era fuori città, e la sua primogenita Susanna stava per venire a trovarla col suo nipotino, il piccolo Fagiolo, ancora in fasce, ma molto intelligente, le diceva la figlia…
L'orso Fagiolo, dicevo, stava male. Da qualche tempo non mangiava più come prima, era vecchio, grosso e stanco, e la nonna non aveva più tutte le attenzioni che aveva per il suo primo nipotino. Avrebbe voluto vendere la pelle dell'orso, ma non avrebbe mai avuto il coraggio di ucciderlo, quindi poteva solo stargli vicino…
L'orso era geloso, e desiderava solo far fuori l'usurpatore del suo affetto e persino del suo nome. Nel pome, mentre Susanna coglieva le more dall'orto, Fagiolo si avvicinò alla culla del piccolo e stava per agire con propositi minacciosi, se non che Fagiolo il bimbo, intuite le intenzioni dell'animale, riuscì ad attirare l'attenzione di Susanna lanciando il sonaglio (una mucca viola che ci si tramandava in famiglia da generazioni e generazioni) per terra. Susanna accorse subito ed ingaggiò una lotta con l'animale, un tempo compagno di giochi, ora solo terribile assassino. Fagiolo piccolo era caduto per terra e strisciando entrò in casa della nonna e pronunciò la sua prima parola: "Ucidia…". Nonna Onorina sentì delle urla e corse fuori, mentre il bimbo finì la frase"...molo!". Nonna Onorina pensò che Fagiolo avesse voluto dirle "Uccidila!" riferito a Susanna (che aveva sempre dimostrato istinti omicidi, proprio come la mamma!) e credendo che la figlia stesse uccidendo l'orso innocente, prese la cerbottana che aveva lì vicino e sputò più forte che poté. Il proiettile, entrato in profondità, unito al veleno di cui era cosparso e forse anche alla saliva della donna, uccisero all'istante Susanna.
Il piccolo Fagiolo intanto era uscito di casa e si era avvicinato alla nonna per vendicare la morte della mamma. Aveva imbracciato uno stuzzicadente e stava per colpire la nonna in uno dei sette punti fatali della sacra scuola di Okudo (il bimbo guardava molta TV ed era anche altamente influenzabile!), quando l'orso Fagiolo, capito tutto quello che stava per accadere, cercò di salvare la vita alla sua padrona, e prese il bimbo per il vestitino portandoselo via in mezzo al bosco. Nonna Onorina fece solo in tempo a colpirlo con un altro proiettile, ma la minacciosa ombra sparì tra gli alberi e venne inghiottita dalle ombre della sera che si stavano addensando su tutto il paesaggio.

Onorina era sconvolta e disperata: il cadavere della sua adorata figlia giaceva lì per terra in un lago di sangue, l'adorato nipotino era stato rapito dall'adorato orso, forse in fin di vita per la ferita infertagli, e l'adorato marito era in America per non si sapeva bene quale ragione.
Non sapeva più che fare e, ricordando il film visto la sera prima, invocò la malvagia strega dell'Ovest, che però poi si ricordò essere morta sepolta sotto una casa, perciò invocò Glinda, la strega buona del Sud.
Glinda comparve col suo deliziosissimo vestito rosa. Nonna Onorina non mancò di farle i complimenti, ma Glinda era molto arrabbiata. Le disse:
"Onorina, tu oggi hai distrutto una famiglia ed hai portato la sventura nella tua casa per i prossimi cent'anni. A causa del fraintendimento delle parole di tuo nipote hai ucciso tua figlia. Invece di "Uccidilo!" hai capito "Uccidila" (beh, ecco…. più o meno il senso è quello lì) ed hai combinato un disastro. Ora io con una magia salverò la vita al tuo nipotino e lo farò tornare, ma tu sarai condannata al suo odio, a rivivere la morte dei tuoi nipoti per sempre con la massima insensibilità, ed a scambiare la vocale "a" con la "o", finché non ritroverai l'orso Fagiolo! E tanto per rendere la cosa ancora più interessante dal punto di vista letterario (chissà mai che ci ricavino un film: sono diventata miliardaria col mago di Oz! ) ora dimenticherai tutto, fino al giorno in cui i pomodori saranno blu!" PUFF! La strega sparì!

Finito il racconto, Nonna Onorina era senza parole. Quanto tempo era passato, quanti figli e nipoti erano nati, quanti credeva di averne uccisi… poteva ora salvarli tutti!
Doveva ritrovare Fagiolo l'orso, ed anche Fagiolo il nipote, per scusarsi con lui e tornare ad essere una famiglia felice.
A casa trovò sull'uscio il nipote Ginetto. Ma come?!? Non eri saltato in aria col petardo nella prima puntata? Lascia stare, va la'... sono tornato per aiutarti nella missione. Dai, muoviamoci!
FINE PRIMA PARTE


SECONDA PARTE
In realtà nella puntata scorsa non era successo nulla, ma in quest'ultima puntata il filo della narrazione riprende da lì.
Nonna Onorina per prima cosa si fece un bel caffè, ma Ginetto le fece notare che il caffè era forse una delle cause maggiori del suo uccidere tutti i nipoti, così la vecchia si fece un succo di foglie di betulla, molto meno pesante.
L'equipaggiamento necessario era notevole: coperte, sacchi a pelo, vestiti pesanti, cibarie, apparecchi per comunicare, un san bernardo, ecc...
Invece ad un certo punto la nonna disse: basta: ora faccio come Dorothy del mago di Oz e prendo solo il cestino da pic-nic ed il cane! Ginetto le fece notare che quella del cestino da pic-nic era Cappuccetto Rosso, e che lei come animali domestici aveva solo condor e coccodrilli, ma la nonna insisteva. Nel cestino mise un paio di pomodori blu, in caso le fosse venuta fame o voglia di tingersi i capelli di blu, l'amuleto a forma di specchio che le aveva donato Salbanella (quello rubato al mago di Oz giapponese, capace di sconfiggere la strega dell'Ovest), il suo nécéssaire per manicure e la ceretta no-dolor.

Uscirono per iniziare la ricerca dei due Fagiolo, ma subito alcune cose apparvero strane. Qualcosa non quadrava: perché il sole oscillava a destra e sinistra? Perché sul suo comò le tre civette stavano facendo l'amore con una ragazza che del dottore non era in nessun modo parente? E soprattutto: cosa ci faceva il suo maggiolone-del-'22-rosa-shocking-bla-bla-bla davanti alla porta di casa sua? Chissà quante altre cose sarebbero successe quel giorno…

Ginetto e Onorina si diressero a pié sicuro verso il monte Giannizzero, chissà per quale motivo soprannominato "Monte degli orsi profughi". Qualcosa le diceva che forse Fagiolo era lì. Ed anche Fagiolo. Le venne in mente il minestrone molte volte durante la giornata, ma era solo questione di assonanze e appetito!

Imboccato il sentiero per il Monte Giannizzero, trovarono per terra una lunga striscia di carta igienica. Onorina pensò subito ai Rotoloni Regina© e ne seguì un'estremità fino alla fine (a cui giunsero dopo sei ore di strada). Al decimo piano di un grattacielo (dove finiva la carta) trovò Jacques il marocchino, suo amante della seconda puntata, che all'inizio fece l'offeso ma poi decise di aiutarla a cercar fagioli (lui aveva capito così!). Tornarono al sentiero, dove c'era un'altra striscia di carta. Nonna Onorina esclamò : "Col cazzo!" e tirò dritta. Peccato, perché all'altra estremità c'erano Rita e Rita Seconda, le nipotine ingoiate dal coccodrillo domestico della vecchia, che l'avrebbero aiutata volentieri. Passeggiando in compagnia (in realtà la Mangiafrutta cercava di sedurre il povero Jacques, da sempre innamorato di lei, ma non corrisposto) incontrarono ad un certo punto Enrichetta. Il suo piercing era guarito, ed ora era tutta di metallo da quanti ne aveva addosso: pareva un robot. Alla proposta di una gita in compagnia Enrichetta decise di unirsi alla comitiva.
Più avanti, dentro uno scatolone con scritto "rifiuti tossici" trovarono il piccolo Charlie, nipote lurido della vecchia, quello che fu sommerso da un cumulo di macerie appartenenti alla casa della vecchia, e che ora girava con un mattone come portachiavi...
Dentro una noce trovarono Darla, la temutissima nipotina porta-sfortuna che avevamo lasciato all'inferno, sprofondata in una voragine; Poi mano a mano che procedevano e la temperatura diventava sempre più bassa, trovarono anche Simeone (dentro una pentola d'oro custodita da uno gnomo) e Scalina, riflessa in uno specchio d'acqua che Darla sbadatamente ruppe, causandosi sette anni di disgrazie (una bella prospettiva, dato che ormai si era rassegnata ad una vita intera di disgrazie!!!) e facendo sparire la povera nipotina discotecara.

Ad un tratto la Onorina si ritrovò a casa sua. Era mezzogiorno e stava con Ginetto, appena trovato davanti alla sua porta di ritorno dal logopedista.
"Ma come: che è successo? Ed il viaggio intrapreso, e Jacques, ed i nipotini raccattati lungo la strada? Che cavolo sta accadendo?". Una voce proveniente da una foglia di geranio disse "Cara Onori...", ma non fece in tempo a finire la frase che la vecchia aveva già spiaccicato il povero vermetto rosa, evidentemente un vermetto magico, che stava pronunciando le parole.
"Che schifo! Che schifo di verme e che schifo di giornata!". Che fare?
Nonna Onorina per prima cosa si fece un bel caffè, ma Ginetto le fece notare che il caffè era forse una delle cause maggiori del suo uccidere tutti i nipoti, così la vecchia si fece un succo di foglie di betulla, ma la cosa aveva un sapore di cosa vecchia, come un déjà vu... Si ritrovò a fare le stesse cose fatte già una volta, poche ore prima, ma che in realtà dovevano ancora accadere. O si trattava di magia, o se l'era sognato in un incubo più realistico del solito la notte precedente. Si ritrovò ai piedi del Monte Giannizzero, poi al decimo piano del palazzo, poi di nuovo nel bosco dove incontrò nuovamente Enrichetta, Scalina, Simeone e Darla, finchè la menagrama non scosse di nuovo l'acqua e...

DI NUOVO! Di nuovo davanti casa, di nuovo Ginetto, e di nuovo il verme che parlava: "Cara Onorina, stavolta lasciami parlare che devo dirti delle cose fondamentali: innanzitutto non sono un verme ma sono lo spirito di..."
SPLATT! La Mangiafrutta odiava i vermi e l'aveva di nuovo spiaccicato. Di nuovo bevve il succo di betulla e di nuovo partì col nipotino alla ricerca dell'orso e dell'altro nipotino. Di nuovo accadde tutto e di nuovo si ritrovò ad ascoltare uno schifido vermetto parlare: "Cara Onorina, stavolta lasciami parlare che devo dirti delle cose fondamentali: innanzitutto non sono un verme ma sono lo spirito di tuo marito Paullio che ti vuole aiutare in questa missione, e poi guarda che hai una macchia sul décolleté".
La nonna istintivamente piegò il collo per guardare meglio, ma vide invece che sul petto aveva un grosso buco, dentro al quale c'era una chiave con scritto "Sul castagno c'era un ragno, si guardava nello stagno, passò la Darla e fece un bagno. Fa che non accada, ma perderai un compagno di viaggio!"
La vecchia, rintronata da anni di telenovelas e fotoromanzi, capì subito tutto, anche se non sapeva ancora esattamente CHI sarebbe morto e sperava che non fossero né Enrichetta né Jacques, e ripartì. Fece le stesse cose per la quarta volta chiedendosi se tutto quel tornare indietro nel tempo l'avesse invecchiata e se i vermi parlano tra loro, e quando si ritrovarono nei pressi dello stagno, prima che Darla sbadatamente facesse cadere il ragnetto nello stagno, le diede una botta in testa. La fece cadere nell'acqua annegandola. Se doveva morire qualcuno, almeno lo aveva scelto lei chi! Due piccioni con una fava. Infatti appena le ultime bolle d'aria avevano abbandonato i polmoni della piccola ed erano esplose sul filo dell'acqua, un grosso buco si aprì nella roccia ed una grotta si parò davanti agli occhi dei presenti. Onorina fece segno a tutti di entrare. Enrichetta disse "Onorina, questa passeggiata è un po' strana: il Simeone era stecchito sotto ai nostri occhi ed ora è qui vivo e vegeto, si è appena aperto un buco nella roccia, abbiamo trovato un tuo nipote dentro una noce, parlato con uno gnomo, e vorrei farti notare che hai appena ucciso INTENZIONALMENTE una bambina. Non è che devi dirci qualcosa?"
Onorina la zittì, e zittì anche Jacques, che protestava perché i fagioli non crescevano sotto terra, e quindi non capiva perché dovessero entrare in quella cazzuta grotta!
Ma eccoli tutti dentro, in fila indiana, come i tre piccoli porcellini, solo che erano più di tre, non stavano saltellando allegramente, e non erano neanche dei porcellini, nonostante alcuni comportamenti della nonna potessero portare a pensarlo!!!
Due pipistrelli esclamarono: "Yeke Yeke! Ma che cacchio disturbate voi, con tutta questa luce?"
Nonna esclamò: Ma smettetla di rompere, piccoli topi volanti, che siete pure ciechi!". I due volatili se ne volarono via borbottando tra loro qualcosa che aveva a che fare con l'antipatia e la maleducazione della vecchia...
La vecchiaccia aveva mal di testa e sentiva come una sensazione di sdoppiamento: una parte di sé voleva uscire subito da quel postaccio tutto pieno di ragnatele, anfratti, stalattiti, stalagmiti, pipistrelli, ragni secchi, e l'altra parte desiderava ardentemente addentrarsi in quel sudiciume naturale...
Sotto una foglia di cavolo trovarono Mildred, la nipote adolescente che finì a letto con la nonna quando la vecchia si trasformò in un baldo ed affascinante giovanottone, che era un po' stupita di trovarsi lì, dato che un minuto prima era seduta sul water di casa sua!
Si addentrarono ancora, e la brutta sensazione della Onorina cresceva sempre più. Ora che lo notava, si era leggermente ingrassata: ci mancava anche quella! Ora avrebbe passato i prossimi mesi ad acciughe e grissini (lei credeva che per diventare magre come delle acciughe o dei grissimi, bisognasse mangiare quelle cose: per fortuna non conosceva il detto "Sei tutta pelle ed ossa!") .
Ormai era quasi buio, quando la nonna sentì il proprio corpo farsi veramente pesante...
D'un tratto si ritrovò davanti nientedimeno che la principessa Diana in persona, ma poi si accorse che era solo un miraggio. Non credette ai propri occhi nemmeno quando si trovò d'innanzi Freddy Mercury, e non fece caso né a Marylin né ad Elvis, nonostante quest ultimo fosse veramente lì!!!
Però non potè rifiutarsi di fermarsi a chiacchierare con Scalina (la nipote discotecara della vecchia), che trovò dietro una stalagmite!
La piccolina era vestita tutta di rosso, con una deliziosa mantellina ed un cappuccio in testa.
"Ciao Scalina!", disse la nonna.
"Salve nonna!" disse la nipotina, e poi aggiunse: "Che pancia grande che hai, nonnina!"
La vecchia, offesa, disse: "Pensa per te, cretina di un'anoressica! E poi tu non eri dentro lo specchio d'acqua prima?"
La piccola aggiunse "... e che gambe grosse che hai, nonna!"
"Per camminare meglio, carina!"
"E che braccia grosse!"
"Per arrampicarmi meglio, bella!"
"e che teste brutte che hai, nonne!"

A quel punto un breve bagliore di luce inondò la grotta e tutti videro la macabra realtà: la vecchia si stava sdoppiando, moltiplicando, gemmando, clonando: insomma: ora le nonne erano due: ooops! E la seconda nonna si staccò dal corpo della nonna originale, che era talmente scombussolata da esclamare solo "Meglio, vuol dire che mi risparmierò la dieta!".
La nonna nuova, in un guizzo di malvagità, diede uno spintone a Scalina e fuggì urlando improperi e promettendo all' avventurosa comitiva che avrebbe ucciso tutti! Scomparve nel buio...

Nonna Onorina era sconvolta: essere LEI e SOLO lei la causa dei problemi di un migliaio di suoi parenti le andava bene, ma che anche quello squallido doppione ci si mettesse, la faceva sentire in colpa: stava forse diventando buona?
Che fosse stata quella la sua personalità malvagia, la sua parte violenta? Ora sarebbe forse divenuta un angioletto di donna?
Se lo stava chiedendo, mentre con le dita giocherellava... con la testa di Charlie! Senza accorgersene lo stava strangolando! Beh, almeno ora sapeva che non era diventata smielatamente buona! Era già qualcosa!

La nonna si vide costretta a spiegare alla comitiva la sua missione, e parlò di Fagiolo, di Fagiolo e della maledizione. Alcuni di loro rimasero delusi dal racconto, e le reazioni furono le più disparate. Un cicaleccio si diffuse per la grotta, come una specie di rumore di mercato, con tutti che parlano contemporaneamente. Un grosso tremito scosse la grotta, e le rocce cominciarono a cadere. In pochi secondi tutto fu sommerso da sassi, macigni e rocce. Dei protagonisti non rimase più nulla.

L'unica a salvarsi fu la seconda copia di Nonna Onorina, quella cattiva, ma questa è un'altra storia, ed io non ho voglia di raccontarvela.

FINE.


Alcuni lettori si chiederanno: "Ma come, finisce così questa fantastica ed avvincente avventura? E tutti gli oggetti magici raccolti durante le varie puntate? Ed i Fagioli che aspettano? E gli spiriti magici di Paullio, delle varie fate, dei nipotini? E tutti i VIPS partecipanti?

Mi rendo conto che il finale possa disorientare un pochino, ma non è la stessa cosa che fece otto anni fa David Lynch con Twin Peaks, lasciando tutte le situazioni in sospeso e lo spirito cattivo dell' agente Cooper al posto del vero agente Cooper? Beh, a me David Lynch piace, e forse un giorno scriverò un racconto speciale in cui narrerò gli antefatti del racconto che avete letto...

Ma no, dai... forse è meglio finire la storia... ci devo pensare... ma si, dai!

EPILOGO

Al crollo in realtà qualcuno sopravvisse: la Nonna, e basta!
Le bastò farsi scudo coi corpi dei nipotini (e così anche in questa puntata era riuscita ad ammazzarne qualcuno!) , e si ritrovò immersa in un groviglio di membra umane, morbide e calde. Certo, il sangue le grondava sulla faccia e sul resto del corpo, e alcuni odori sprigionati dai neo-cadaveri erano pesantini, ma almeno era viva.
Recuperò il suo cestino col materiale magico, il mattone che il nipotino Charlie portava come collana (e che ora non avrebbe più potuto usare con quello scopo, dato che la testa era ad almeno due metri di distanza sotto il corpo! La stessa fine che fece il cugino Simeone qualche puntata fa!), strappò un po' di ganci (Piercing) che Enrichetta aveva attaccati addosso, e partì alla ricerca dei Fagioli...
Ora era sola, e la sua sosia girava lì attorno con propositi minacciosi...

FINE SECONDA PARTE


TERZA PARTE
Nonna Onorina si sentiva sola in mezzo a quella selva selvaggia oscura ed inospitale, ma presto il suo desiderio di compagnia fu soddisfatto. Sentì un rumore provenire da una radura e ci si avvicinò. Un orsetto stava con la mano dentro un alveare come quelli dei cartoni animati, e uno sciame di api gli girava attorno: "BZZZ, Bzz bzzz!" (traduzione: attaccate il ladro: dobbiamo ridurlo ad un colabrodo! Forza sorelle!). L'orso ora era veramente nei guai, ma il buonsenso diceva alla nonna di stare alla larga dagli insetti. Ciononostante si sentì in dovere di aiutare il poveretto, ripensando al male fatto al suo Orsone Fagiolo… corse verso le api… "Bzzzzz, bbzbzbbz , bz!" (traduzione: Guardate ce n'è un'altra, e questa è senza pelliccia: gonfiamola come un pallone! Forza socie!).
La nonna se la stava vedendo davvero brutta, ma accadde qualcosa che la tirò fuori d'impaccio. Non era proprio una magia, più una caratteristica personale... l'odore! "Bzz bzzzzbzzz!!!" (scappate, presto: questo essere puzza come la morte! Veloci, stronze… E toglietevi di mezzo, api di merda!) L'orsetto poté così ciucciarsi l'intero alveare, mentre le api cercavano asilo dalle cicale, che non avevano un cazzo in dispensa e furono costrette ad andare a chiedere aiuto alle formiche, le quali dissero: "Sentite, amiche cicale: voi siete anche brave a cantare e noi ogni fottuto anno vi sganciamo chili e chili di provviste gratis, ma almeno non offendete la nostra intelligenza dicendo che vi mandano le api…"

Dicevamo che nonna Onorina si fermò a chiacchierare con l'orsetto, che aveva un'aria familiare, ma non capiva perché. L'orsetto la ringraziò e finalmente si presentò: Bubu!
Ma dai! Che ridere! Ti guardavo sempre in Tv assieme a Yoghi: che mito! Ma come mai sei qui? Ormai saranno passati quarant'anni: come fai ad essere sempre così giovane e carino?
"Eh, cara nonna, io sono un cartone animato, e non invecchio mai!"
La nonna stava per fare un'altra domanda sicuramente molto acuta, ma notò dietro ad un tronco una cosa strana: un altro rotolo di carta cucina. Stavolta lo seguì e ritrovò infine le nipotine Rita e Rita Seconda. Fortunatamente non erano troppo lontane, e i quattro esseri poterono riprendere la strada. Le due nipotine erano un po' arrabbiate con la nonna, che però assicurò loro che non avrebbe fatto più del male a nessuno (naturalmente non disse nulla della strage di pochi minuti prima!). Bubu era un po' imbarazzato: il massimo della cattiveria che lui conosceva (oltre alle api) era quello del Ranger Smith, che al massimo gli aveva dato qualche randellata rincorrendolo… La nonna stava per riprendere il discorso con Bubu quando sentì qualcosa che le sfiorava le gambe: una cimice gialla stava salendo sul suo ginocchio, ma aveva qualcosa di strano: un'espressione intelligente, e stava per dire qualcosa…
Sciaff! La nonna la spiccicò con una manata!

E si ritrovò dentro la grotta, sotto le macerie, tutta sporca di sangue (e pupù, se mi è concessa la libertà stilistica e lessicale), immersa nelle viscere dei nipoti. Rifece un'altra volta lo sforzo e uscì, non senza aver derubato Charlie del mattone ed Enrichetta di una sfilza di piercing… si ritrovò sola e spaventata, ritrovò Bubu e le api, le nipotine gemelline, raccontò loro di nuovo la balla di essere diventata buona, e di nuovo la cimice le salì sulle gambe. Ormai la nonna aveva imparato la lezione, e stavolta lasciò che l'insetto dicesse quello che gli premeva dire…
"Cara nonna, in primo luogo smettila di schiacciarmi, cazzo!, e poi guarda che sono qui per aiutarti, tonta. Sono lo spirito di tuo marito Paullio e tutto quello che faccio lo faccio per il tuo bene, nonostante quello che mi hai fatto e continui a farmi!"
Nonna Onorina rimase spiazzata: "Caro Paullio, mi spiace che tu soffra ancora perché il nostro matrimonio fallì e ti abbandonai e poi tu moristi d'infarto, ma non puoi dare la colpa a me di tutte le tue disgrazie!".
Detto ciò, e veramente incazzata, prese una foglia e schiacciò la cimice verde con rabbia! Si ritrovò al buio immersa in un mare di cadaveri. Rifece tutto come prima, passo, passo, bugie ai nipoti comprese, e si ritrovò a parlare con l'insetto giallo!

"Dimmi quello che hai da dire, Paullio, o ti schiaccerò all'infinito, schifida pulce puzzolente!" "Intanto parla per te che hai messo in fuga uno sciame di api! In secondo luogo, se mi lasci finire, adorata Onorina, ti spiego".
Tutti pendevano dalle sue… labbra? No… antenne…no… escrescenze con qualche nome strano da entomologo, si!
Tutti pendevano da lì, ed ascoltavano rapiti…
"Mia bella Mangiafrutta, perché mi tratti così male. In fondo noi ci amavamo ed il nostro matrimonio era perfetto…"
" Ma che cazzo dici, idiota: se ci siamo separati dopo un tuo lungo viaggio all'estero durante il quale accaddero delle spiacevoli evenienze con Susanna e Fagiolo… lo ricordo benissimo: quando tornasti il nostro rapporto divenne freddo e dopo poco ci lasciammo… Neanch'io so spiegarmi perché, ma tutto finì in una bolla di sapone nonostante io ti amassi ancora".
La nonna stava per piangere commossa, la cimice piangeva commossa e dall'emozione emetteva un certo odore. La nonna pure emetteva un certo odore, e tutti gli altri piangevano, ma le lacrime dell'orso in realtà erano lacrime di coccodrillo. Bubu infatti covava dentro di sé un rancore profondo verso il mondo degli umani, e desiderava vendicarsi: la nonna era l'ideale… ma non era ancora giunto il momento: l'avrebbe colpita nel momento più imprevedibile… come solo i cartoni animati sanno fare: lui era un orso di principio, e non si sarebbe certo fatto comprare con una manata di miele!
Ma torniamo a quella cimice di Paullio.
"Cara Onorina, adorata Onorina, ascolta qui: ti ricordi la polverina che trovasti sotto la mia unghia quando derubasti il mio cadavere (non preoccuparti: tutto perdonato!) dei gioielli e dell'orologio? Spero proprio che tu ce l'abbia ancora, perché quella è la tua unica speranza di salvezza: la magica polverina ha il potere di riportare in vita un cadavere, e di farlo abitare dallo spirito di un morto qualsiasi. Ora, io voglio che tu usi la polverina sul corpo di Jacques, là nella galleria, e mi faccia risorgere. Poi ti aiuterò io a ritrovare Fagiolo e Fagiolo e distruggere la maledizione di Glinda..."

Onorina, da vera bastarda qual'era, schiacciò la cimice così su due piedi, con un piede, già pregustandosi tutti i magici giochetti che avrebbe fatto con quella polverina, ma subito dopo si ritrovò dentro la grotta, in mezzo ai cadaveri, eccetera eccetera... Alla seconda chiacchierata col marito sottoforma di fetido insetto, disse che avrebbe fatto quello che lui le chiedeva, però dovette sforzarsi di non schiacciarlo: quel "crac!" le piaceva un casino e se mai fosse riuscita ad uscire da quella situazione, lo schiacciare insetti sarebbe sicuramente divenuto uno dei suoi nuovi hobbies estremi.
Recatisi tutti nella grotta per il macabro rituale della resurrezione, l'allegra compagnia incrociò i due pipistrelli trovati la prima volta che Onorina entrò nella grotta, che esclamarono: "Ancora qui??? Questa grotta non è un albergo! Andate in camera vostra e tornate qui solo quando avrete messo la testa a posto!".
Nonna li fulminò con lo sguardo, e loro volarono via... non troppo lontano, però. (avete mai sentito il proverbio "Curioso come due pipistrelli"?
Nonna in realtà stava male, molto male, molto molto male, ma veramente molto male: una leggera indisposizione, insomma: aveva un attacco d'ansia, un attacco di panico, un attacco di diarrea (cosa che non poteva che migliorare il suo naturale odore!) e un attacco di complesso di inferiorità. Tutti questi attacchi l'avevano indebolita e resa pallida e malaticcia.
Rita Seconda (molto più perspicace della gemella Rita) lo notò e disse "Nonnina , posso fare qualcosa per te? Ti vedo pallida!". La nonna cominciò ad urlare e strapparsi i capelli, in una eclatante ed inquietante crisi isterica che nulla aveva di umano (proprio come la nonna!)... Rita Seconda ebbe un'idea. Prese dal cestino della nonna lo specchio magico regalatole da Salbanella, lo aprì, vi ci si guardò ed esclamò: "Teke maya maya koru, teke maya maya koku!" e tutto d'un tratto, proprio come nell'omonimo cartone animato, lo specchio magico la trasformò in Mistobosco, il geniale psichiatra che aveva dato inizio a questa psicosimpatica avventura nei boschi, strappando la Mangiafrutta ad una tranquilla e rilassata vita fatta di omicidi e stranezze.
Mistobosco, che aveva la facoltà di andare subito al sodo ed al nodo del problema, fece rilassare la vecchia e la distese su un letto di pietra (tanto per lei era comunque comodo, abituata a pratiche da fachiro) e le chiese subito quello che tutti ci stiamo domandando e che nessuno ha il coraggio di dire ad alta voce: "Cara Onorina, come morì tuo marito Paullio???

Qui iniziò una triste, avventurosa e tragica storia di magie, eroi, avventure, tradimenti, rappacificazioni e intrighi vari. Fortunatamente la storia fu anche breve: dieci secondi, ma talmente condensati che nessuno capì nulla.

Rita Seconda nei panni di Mistobosco, colse il nocciolo del problema: Nonna Onorina aveva un gran casino in testa: le diede una botta sulla nuca e la tramortì: in quella breve esperienza extracorporea Onorina rivisse le sue seicento vite precedenti, e capì tutto, ma quando si risvegliò se l'era già dimenticato!

Allora con calma riprese la sua storia:
Era sposata con Paullio, Susanna aveva appena avuto Fagiolo e l'orso Fagiolo stava male. Paullio partì per il suo famoso viaggio, ma Onorina sospettava avesse un amante perché non voleva dirle dove stesse andando. Così dopo la tragedia di Susanna e Fagiolo e Fagiolo, Paullio fu lasciato appena tornato a casa. La notizia lo sconvolse a tal punto che gli venne un infarto sull' uscio di casa. E morì così… senza gloria, gioielli ed orologio (che lei gli fotté un attimo prima che venisse ingoiato dal fiume Agor).

Paullio insorse: "Non andò così, neanche lontanamente: è stata tutta una magia di Glinda… Ora non ho tempo di raccontarti… fammi riscuscitare, presto! Ho appena scelto di reincarnarmi in un cimice gialla e questa è la millesima reincarnazione concessami, l'ultima, e le cimici vivono pochissimi minuti…"

Onorina era confusa e ammutolita: estrasse dal suo cestino da pic-nic la polverina magica, la sparse sul cadavere di Jacques ed un lampo inondò la grotta: un paparazzo stava facendo un servizio su Bubu! Dopo averlo cacciato via, sentirono dei lamenti provenire dalla massa informe di membra umane: "Urgghh, Annfff!"
Un braccio si alzò, una gamba si alzò, una testa si alzò… ma, un attimo: non era Jacques, quello: Onorina aveva messo la polverina sul corpo sbagliato: aveva fatto resuscitare Mildred! Che tragedia: L'anima di Paullio nel corpo di Mildred! Disastro! Per fortuna Onorina e gli altri sapevano che in questo racconto c'era un'alta densità di magie ed incantesimi, per cui sarebbe successo sicuramente qualcosa entro la fine di questa puntata che avrebbe risolto tutto!

Ora Mildred/Paullio raccontò la sua versione della storia:
Fagiolo era nato da poco e Paullio stava facendo delle indagini particolari sul vero padre (fino ad allora sconosciuto) di Onorina. Le sue indagini lo avevano portato ad Hollywood, dove scoprì che il padre di Onorina non era quello che nessuno avrebbe mai immaginato: era Leonardo!

Onorina lo interruppe: "Wow! Sono la figlia di un grande inventore del medioevo o giù di lì! Non voglio neanche sapere i retroscena del concepimento (probabilmente sperma congelato) e nemmeno la mia vera età, ma la cosa è innegabilmente affascinante…"

Paullio la fermò: "No, amata mia, purtroppo non è così semplice la faccenda: tuo padre è Leonardo la tartaruga ninja!!!"

Un "oooooohhh!" scosse la grotta e si sentirono due pipistrelli ridere sotto i baffi in lontananza… Anche se nessuno se ne accorse, un masso richiuse il passaggio d'entrata della grotta.

Paullio continuò: "Quando lo scoprii tornai subito a casa, e portai con me un'amica conosciuta là ad Hollywood: l'orsa Maggiorana, che se ne andò tra i boschi appena arrivata. Davanti casa scoprii tutto quello che era successo grazie a Glinda, la strega buona del Sud, che mi disse anche della maledizione lanciata su di te. Poi si rese conto di aver detto troppo e mi uccise. Ti fece vivere nel sonno il momento in cui mi lasciasti e morii d'infarto, anche se in realtà ero già morto e mi trovavo a vagare per il mondo sottoforma di insetti sgargianti. Sapevo che una volta riuscito a contattarti e a farti rivivere il momento tragico della morte di Susanna, avrei avuto la possibilità di risolvere tutto. Così in una delle mie ultime vite mi trasformai in una pulce e mi misi nell'orecchio di Mistobosco, che ti fece la domanda giusta durante la seduta ipnotica… Ora sono tornato, la magia di Glinda è quasi svanita, resta solo da trovare Fagiolo e Fagiolo l'orso, ammesso che siano ancora in vita."

Mentre la compagnia stava uscendo, si accorsero di essere chiusi dentro la grotta. "Che palle: sarà la decima volta in due episodi!" esclamò la nonna.

Insomma, per farla breve: Grazie all'aiuto dei due pipistrelli scontrosi venne loro in aiuto l'orsa Maggiorana, che passava di lì per caso, e tirò fuori tutti. Ma la vera parte dell'eroe la fece il mattone di Charlie, che fu gettato nel punto giusto del soffitto ed aprì uno spiraglio provvidenziale…
Maggiorana così ebbe la fortuna di ritrovare suo figlio, Bubu, nato dal suo amore per Fagiolo l'orso e perso in gioventù in quanto sua sorella americana, l'orsa Maggiorata, la rapì per dispetto. Assieme a lei c'erano sia Fagiolo che Fagiolo, ed erano tutti rinchiusi in un capanno ai piedi del Monte Giannizzero, vicino alla foce del fiume Agor… I giorni scorrevano lenti e monotoni, con questa stronza di Maggiorata che non faceva che progettare modi per uccidere Onorina e tutti gli altri. Era riuscita persino a fare il lavaggio del cervello a Fagiolo ed a mandarlo sotto ipnosi un paio di volte dalla Onorina per ucciderla, ma era andato tutto in fumo in quanto la vecchia pareva saperne sempre una più del diavolo…
Un giorno riuscì ad evadere dicendo che doveva andare al bagno e… dopo aver vagato per giorni nella foresta, i due pipistrelli la chiamarono per liberare dei disgraziati chiusi in una grotta. Bubu e Maggiorana si riabbracciarono felici e decisero di aiutare Onorina a sconfiggere Glinda e Maggiorata e liberare Fagiolo e Fagiolo.

In quel momento infatti nel malefico capanno Maggiorata eseguiva sui due Fagiolo la più terribile delle torture: stava facendo loro guardare un programma della De Filippi!!!

FINE TERZA PARTE


QUARTA ED ULTIMA PARTE
I nostri eroi stavano girovagando nel bosco alla ricerca del fiume Agor, per poi discenderlo e raggiungere il maledetto capanno in cui l'orsa Maggiorata teneva prigionieri l'orso Fagiolo e Fagiolo il nipotino.
Nonostante molti di loro conoscessero a menadito la foresta, nessuno riusciva a trovare il fiume. Un altro incantesimo della Glinda, certamente.

Rita Seconda ebbe una felice intuizione: "Nonna, dato che Glinda è una strega piena di magie e qui tra poco si fa notte, e questo è un racconto fantascientifico, perché non tiri fuori una delle tue magie?"

Tutti convennero che quella era l'idea giusta… Ma cosa fare? Ad un tratto Onorina ebbe una magica intuizione ed esclamò: "Abracadabra! Potere della vecchiaia!". Fece tre giravolte su se stessa, si inchinò, alzò le braccia al cielo e sotto gli sguardi di stupore e ammirazione degli altri… non accadde nulla!
(Ora, io dico: questo sarà anche un racconto di fantasia, ma non devo mica raschiare il fondo così di brutto!)
Se nessuno se lo ricorda, la Onorina possedeva un paio di pantofole magiche tipo quelle del mago di Oz, quelle che usò per far scomparire Fagiolo al primo attacco… Ora le usò di nuovo: la sbatté tre volte ed esclamò: "Manitù, biroccolù, portaci dove vuoi tu!", e si ritrovarono tutti a Disneyland: dopo due giorni di divertimenti e gozzovigliate varie, rifecero la magia e tornarono alla foresta, con un ospite in più: Pippo!
Pippo era molto spaventato, principalmente perché non sapeva dove si trovava e non capiva una mazza (una pippa! AH AH AH!) di quello che tutti dicevano, in quanto americano. Si fece molta pupù addosso, ed alla fine fu necessario abbatterlo, per non farlo soffrire ulteriormente.

Quando l'allegra comitiva si guardò attorno non videro né fiumi né alberi… ma dove erano capitati? In cima ad un cocuzzolo di qualche montagna. Per fortuna lì accanto c'era un cartello di quelli tipo "Voi siete qui" ed una freccia. Il cartello però era uno scherzo, e diceva "Voi NON siete qui" indicando Parigi. Beh, era già qualcosa: almeno sapevano di non essere a Parigi!

Nonna ebbe un'altra geniale intuizione. Aveva una strana spilletta sul petto e la toccò pronunciando le magiche parole "Teletrasporto per sei!". Una nuvola di colore li avvolse e Onorina, Rita, Rita Seconda, Mildred/Paullio, Bubu e Maggiorana si ritrovarono nientepopodimeno che sull'Enterprise! Alla faccia del cazzo!

Per farla breve sull'astronave il tenente Data aveva dato i numeri e si era impossessato dei comandi, il dottore olografico d'emergenza si era suicidato, la Troy aveva le emorroidi, Picard un attacco d'ansia, Riker un'unghia incarnita e il vecchio capitano Kirk era tornato nel Nexus. Insomma: un casino.
Per farla ancora più breve, Onorina e gli altri aiutarono Picard calmandolo, curarono le emorroidi, l'unghia incarnita, riaggiustarono il PC (un vecchio Amiga, però pieno di giochetti strafichi) dell'astronave e tornarono a casa, dopo aver staccato i fusibili a Data, che era imploso in se stesso.
Per farla brevissima, Rita e Rita Seconda erano coraggiosamente morte nell'azione (in realtà stavano giocando a Tetris col computer di bordo e presero la scossa, ma vorremmo che passassero alla storia come eroine), e Onorina rubò il visore a LaForge, lasciandogli in cambio i suoi occhiali da sole.
Una volta riteletrasportati sulla Terra, trovarono facilmente il capanno dei prigionieri e vi entrarono.

Per farla breve, successe di tutto. Maggiorata li aggredì immediatamente ferendo gravemente Bubu, ma aveva un congegno magico che la rendeva invisibile e che mise non poco in difficoltà Onorina. Poi la Mangiafrutta indossò il visore di LaForge. Continuò a non vedere Maggiorata, ma in cambio il mondo si colorò di nuove tinte psichedeliche: che flash! Onorina era come in trip! Era allucinatissima e la cosa le piaceva molto…

Maggiorata intanto stava colpendo tutti. Ad un certo punto rimase in piedi solo Onorina, che continuava a godersi il suo viaggio nella sesta dimensione… Un colpo, due colpi… anche lei era stata colpita. Si tolse il visore e iniziò a combattere, solo che non vedeva l'orsa. Cercò di sfruttare i suoi sensi… il senso del disgusto! Produsse un odore particolarmente disgustoso e Maggiorata per un secondo fu visibile: come posseduta da uno spirito potentissimo (in realtà erano i geni tramandatoleglicivisi da suo padre la tartaruga ninja Leonardo) sferrò un super-calcio a mo' di karate e sfiancò Maggiorata, che in realtà era Glinda, che svanì in un mare di sangue ed altri liquidi (principalmente aranciata, di cui andava golosa ed aveva sempre una scorta con sé, nelle tasche).

Nonna Onorina poté così riabbracciare il nipotino Fagiolo! Lacrime e gioia…
L'Orso Fagiolo riabbracciò l'Orsa Maggiorana! Lacrime e gioia…
Onorina abbracciò l'Orso Fagiolo! Lacrime di gioia…
Bubu abbracciò suo padre Fagiolo! Lacrime di gioia…
Poi per fare prima si abbracciarono tutti.

Era rimasto solo un problema: se ricordate ad un certo punto Onorina nella grotta si era sdoppiata ed il suo malvagio sosia era scappato: c'era ora da temere un suo ritorno ed una sua vendetta…

In realtà Ornitellina (così aveva deciso di chiamarsi la malvagia creatura) era scappata, ma dopo poco tempo aveva intrapreso una sfolgorante carriera di attrice, culminata in un piccolo ruolo cameo nella pubblicità del Ciobar Cameo. Poi morì di crepacuore quando seppe che in una puntata dei Simpsons parlavano male del suo eroe di gioventù, Daniele Piombi.

Nonna Onorina e Paullio tornarono assieme, in questo modo:
Da Bubu avevano appreso che il segreto della gioventù eterna consisteva nel diventare un cartone animato, e così fecero, solo che la Onorina non era contenta di come il disegnatore l'aveva stilizzata, e fece tante di quelle scene tragiche che la presero per un fotoromanzo su Grand Hotel. Lì conobbe la signora che si occupava della posta del cuore, la Lucilla, che le fece capire che l'amore può avere tante sfaccettature… Allora nonna Onorina accettò il decadimento del suo corpo ed assieme a Paullio, ancora nel corpo risuscitato di Mildred, tornò alla sua vecchia casa. La vita era felice anche perché i due si amavano come prima, e quando avevano voglia di amore a livello fisico, bastava una buona zuppa di cipolle rosse di Tropea, e la notte si tingeva di rosa.

Bubu e Maggiorana e l'orso Fagiolo tornarono in USA dove lui riprese le riprese dell'orso Yoghy, in una maxipuntatona piena di superospiti tipo Orzowey ed il commissario Rex, ma quello morto nella seconda serie, e Maggiorata tornò al suo primo amore, la danza. Però al circo, data la stazza. L'orso Fagiolo morì per troppa aria pura nei polmoni, ma Maggiorana si consolò presto, mettendosi col ranger Smith.

E così siamo alla fine. Tutti felici, tutto bene…

Invece no, perché con la morte di Glinda la strega buona del Sud ad Oz era rimasta solo la strega buona del Nord, che in poco tempo impazzì ed iniziò a decretare leggi strampalate, tipo il decreto che obbligava tutti gli abitanti del regno ad indossare sempre lo stesso paio di mutande , o quello che costringeva tutti i camaleonti a mantenere sempre il colore giallo, o quello che obbligava gli spazzini del regno ad imbrattare di blu la strada di mattoni gialli, o quello ancora che vietava di indossare sempre lo stesso paio mutande… e vabbe', tanto ormai la storia del Mago di Oz ha fatto il suo tempo…

F I N E ! ! ! ! !


IL CAST
Nonna Onorina Mangiafrutta Tina Turner
Glinda, la strega buona del Sud Marisa Laurito
Paullio Michael Jackson
Il dottor Mistobosco Bruno Vespa
Susanna La Lambertucci
Fagiolo (il bambino) Michael J. Fox
Ginetto David Duchovny
Jacques il marocchino Homer Simpson
Rita Gillian Anderson
Rita Seconda Wynona Ryder
Enrichetta Sandra Mondaini
Charlie Jovanotti
Darla Platinette
Simeone Umberto Eco
Scalina Alexia
Mildred Suzanne Vega
Ornitellina Bjork
Myles Franchetti Richard gere, ma all'ultimo momento ha voluto che le sue scene venissero tolte, perciò manca addirittura il personaggio!
Bubu se stesso
Orsa Maggiorana Alice Kessler
Orsa maggiorata Helen Kessler
Orso Fagiolo da giovane nei flashback Bubu
GUEST STARS E RUOLI CAMEO
Cameo La cioccolata Cameo
Dolores dei Cranberries se stessa
Tenente Data se stesso
I due bambini inceneriti dalla nonna nella puntata "Onorina 1/2: vita da fumetto giapponese" Vittorio Sgarbi e il mago Otelma
Capitano Picard, LaForge, Ryker, Troy e tenente Data se stessi, ma ognuno interpretava un altro.
Orso Yoghy se stesso
Ranger Smith se stesso


Soggetto, sceneggiatura, produzione e regia: Marietto