Consalvo da Cordova



 
 
 
 
 
 

Consalvo Fernandez da Cordova, conosciuto anche come Gran Capitano, nacque a Montilla, nel suo castello vicino Cordova, l'1 settembre 1453.
Non essendo il primogenito, divenne cadetto e dovette darsi da fare nel campo militare per tirare avanti.
Si distinse coraggiosamente in numerose battaglie anche se ancora giovane.
Il soprannome "Gran Capitano" gli fu dato quando si distinse per il suo valore e per le sue capacità strategiche nelle "Campagne d'Italia" che gli furono affidate.
Sbarcò in Calabria nel 1495 ed in Sicilia nel 1500, dopo di ché si avviò verso la Puglia per adempire al "Trattato di Granada" che impegnava la Spagna nella conquista dei territori pugliesi.
A Taranto fece prigioniero l'ultimo Aragonese, Ferdinando, poi fu la volta di Andria, Canosa e Manfredonia dove i Francesi, nonostante i patti, davano non pochi problemi agli Iberici.
La battaglia a Canosa costrinse Consalvo a rifugiarsi per qualche tempo a Barletta in attesa di rinforzi, e proprio in quei giorni ebbe vita la Disfida di Barletta, era quindi il 1503.
Arrivati i suoi in aprile, a Cerignola poté affrontare vittoriosamente i Francesi.
E concluse la conquista definitiva del Regno di Napoli con la Battaglia di Gaeta.
Per premiarlo di cotanta opera fu nominato viceré e fu in grado di regnare in maniera così favorevole al territorio che il Re Ferdinando ebbe sospetti di qualche più alta ambizione aspirata da Consalvo, per cui nel 1507 preferì richiamarlo a sé in Spagna.
Qui richiamò le invidie di molti che riferivano al re le più ingiuriose menzogne nei suoi riguardi ed il reggente anziché indagare, credeva sulla parola gli accusatori.
Consalvo fu praticamente costretto ad allontanarsi dalla corte per ritirarsi nei suoi territori a Loxa.
Morì il 2 dicembre 1515 a Granada.

 
 
 
 

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