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L’icona della Madre di Dio della Tenerezzadi
Vladimir Immagine
visibile, aperta sul mistero dell’incarnazione del Figlio di Dio. di Giovanna Ferraboschi ("Il Faro" gennaio 2000)
Nel corso del XII secolo tra i Padri della Chiesa, specialmente orientali, si prestò molta attenzione al tema dell’incarnazione del Verbo, al sacrificio redentivo di Cristo, alla figura della Vergine quale Teotokos (Madre di Dio) celebrata come Colei che “ha creduto nell’adempimento della parola del Signore” (Lc 1,45). E’ in questo periodo che nella Rus’ (Russia cristiana) nasce la devozione popolare per la Madre di Dio, solennizzata come la Protettrice del mondo cristiano. A Lei furono dedicate alcune feste e tuttora nel calendario liturgico cristiano è celebrata il primo gennaio.
Il
tema della Madre di Dio apportatrice di grazia, trovò un riflesso anche
nell’arte. Artisti bizantini e russi dipinsero molte icone della Madre di Dio,
alcune delle quali sono celebrate come miracolose. Tra queste la Madonna
della Tenerezza di Vladimir,
una tipologia iconografica tra le più venerate nella Russia del XII secolo.
L’icona
è opera di un ignoto iconografo di Costantinopoli. Nel 1131 fu donata
dall’imperatore di Bisanzio al principe della Rus’ quale dono di nozze.
Prenderà il nome dalla città russa (Vladimir) dove la celebre icona fu
trasferita e posta nella splendida cattedrale eretta in suo onore. Dopo varie
vicissitudini, fu solennemente portata a Mosca nella cattedrale
dell’Assunzione al Cremlino e venerata quale Protettrice della Russia: davanti
a Lei venivano incoronati gli Zar e consacrati i Patriarchi. Attualmente si
trova nella Galleria Tret’jakov di Mosca.
Il
dipinto bizantino è di qualità eccelsa ed è sicuramente l’immagine sacra più
popolare sopravvissuta fino ai nostri giorni.
La
tipologia compositiva di quest’icona risale al tipo iconografico della Madre
di Dio Eleousa (Pietosa), che si
distingue per l’atteggiamento di tenerezza tra la Madre e il Figlio e si
combina con quello più classico dell’Odighitria
(Colei che indica Gesù come la Via, la Verità e la Vita).
Questo
tipo di immagine segnerà l’inizio dell’iconografia, tipicamente russa,
dell’Umilenie (Tenerezza). La Madre
di Dio della Tenerezza di Vladimir è uno dei più antichi tipi canonici: colta
in un atteggiamento di profonda comunione con il Figlio mentre le rivela la Sua
passione e morte, Maria, con sguardo tenero, assorto e dolente, penetrante e
comprensivo, si rivela la Madre che è stata disponibile al progetto di Dio e ha
saputo esservi fedele tutto l’arco della sua vita, fin sotto la croce. Il
Bambino, che cinge con il braccio il collo della Madre e si protende verso il
suo volto, appare il Consolatore, il Salvatore misericordioso.
L’immagine
ci vuole comunicare il mistero
dell’identità profonda di Maria e del Figlio: Gesù che Maria tiene in
braccio è il Figlio di Dio fattosi
bambino, Maria, sua madre è la Madre
di Dio.
L’iconografo
per dipingere l’icona si ispira al Vangelo di Luca (2,34-35,51) in cui le
parole profetiche rivolte a Maria da Simeone durante la presentazione al tempio
di Gesù: "…anzi a te pure una
spada trapasserà l’anima…” rivelano il dolore profondo e malinconico
di Maria e l’accettazione del sacrificio redentivo del Figlio per la salvezza
del mondo.
Descriviamo
l’immagine con le parole del grande storico dell’arte Victor Lazaref: “Il
volto della Madonna è mirabile per nobiltà di lineamenti e per intensa
spiritualità; leggermente reclinato appare mesto quasi triste, pur ricevendo
l’abbraccio del Figlio. Gli occhi della Vergine sembrano esprimere la
tristezza del mondo e sono gli occhi di una madre che seguono il destino di ogni
suo figlio. Il naso aristocratico è lievemente ricurvo e le labbra sottili ed
esangui sono prive di qualsiasi materialità, il fascino ipnotico dello sguardo
accentua la spiritualità del volto. Il volto del piccolo Gesù è serio, non
quella serietà che fa trasparire severità o maestà, ma serietà che rivela
sicurezza. E’ il volto dolce e sicuro del Creatore che assicura e conforta.”
Nell’icona
la Madre di Dio con la mano sinistra indica il Bambino. Ella indica infatti il
Figlio come la via da seguire, Colui al quale conviene rivolgersi. La Vergine è
rivestita del velo-manto (maphorion) riccamente
bordato con frange in oro e ornato con tre stelle, una sulla testa ed una su
ciascuna delle spalle: segno della verginità dalla Madonna prima, durante e
dopo il parto.
Il
colore rosso-porpora del mantello di Maria rende ancora più brillante la tunica
del Figlio interamente intessuta d’oro, segno della sua Divinità. Questa immagine è piena dell’amore del Signore per noi ed è un’immagine Cristologica: Maria è la via che porta a Cristo.
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